giugno

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martedì 27 giugno 2017

FOLLOW UP


Condividere pensieri ed emozioni di un certo tipo è qualcosa che non si può rimandare ad un domani prossimo, anche perché l'esito di quello che mi aspetta lo stesso domani potrà ridimensionare la "turbolenza" d'animo attuale.
Cosa che farà di certo bene alla mia positività, ma impedirà di mettere in luce, o meglio denunciare carenze che rendono il percorso anche di un lungo-sopravvivente assai duro.
Domani si conclude il mio ennesimo Follow Up, e secondo i "risparmiatori" della sanità nazionale dovrebbe essere l'ultimo a carico dello stato. Questa volta davvero l'ultimo, senza concessioni né proroghe. Non sarò più una 048 perché già ho avuto il privilegio di "campare" nonostante il cancro, quindi se voglio continuare a stare tranquilla e precedere le mosse di ciò che mi voleva morta, dovrò pagare di tasca mia ogni esame diagnostico, clinico e visita specialistica.
Superato il limite della sopravvivenza di ben due anni, che cosa avrei da pretendere oltre? Beh... niente, ma solo perché i diritti in quanto tali non si pretendono né tanto meno si elemosinano, sono acquisiti. Punto.
Per ben due volte ho dovuto respirare profondo, caricarmi a dismisura con tutte le argomentazioni valide, inoppugnabili per tenermi stretto quel codice di esenzione che all'inizio mi faceva rabbrividire. E la stizza poi nel sentire come risposta... non avete avuto neppure una recidiva... o ancora peggio... se non siete morta fino ad ora... per finire con... ehh, dopo tutto è solo un po' di osteoporosi, fate attenzione a non cadere. Già, se sfido la sorte e non cado e non mi rompo, manco fossi una trapezista, magari "campo" cento anni, per sentir ancora ripetere la solita "filastrocca".
Ah, ma non avrei diritto poi all'esenzione per età? Si... forse... chissà... perché c'è anche il reddito da considerare. Altro punto "tosto"...
Ma come si può sperare di vincere una "partita" contro chi ti guarda le carte e poi fa il suo gioco?
E ancora stizza se ricordo quella percentuale furba del 74% per non concedermi nulla proprio nulla, neppure l' "accompagnamento" durante il periodo della chemio. Chissà com'è, vale solo e sempre per la parte debole quel detto che... per un punto Martin perse la cappa.

domenica 25 giugno 2017

SPUNTI DI RIFLESSIONE DI UNA DOMENICA D'ESTATE


Aggiungerei pure torrida, sfiancante in attesa di una settimana che si preannuncia niente male.
Quando a notte fonda mi arriva un sms che annuncia un credito prosciugato anche se usufruisco di una "conveniente" promozione, e non capisco il perché considerata la suddetta offerta, reale e concreta monitorata costantemente.
Va be', comunque termino di scrivere. mi dico... domani è un altro giorno, e vado a dormire.
Stamane di buonora effettuo la ricarica non certo minima, giusto per stare sicura, chiamo il numero del servizio per verificare e già trovo che il credito non è più quello. Riprovo... ed è ancora peggio. Così per altre quattro volte.
Oddio... che cosa mai sarà successo?!? Un virus, dei lestofanti... o sarà mia la responsabilità? Lo ammetto, a volte mi comporto da imbranata... ma come faccio ora? Guardo il telefono come fosse posseduto dal demonio, poi lo spengo.
Un giorno senza telefono. Sconnessa, scollegata, isolata dal "mondo", quel mondo che mi fa compagnia ogni giorno.
Ma me ne faccio una ragione, anche perché oggi Tutti a pranzo fuori, si festeggia mio padre che compie 86 anni, e le "persone" restano sempre più importanti, e dove non arriva l' "etere" di certo arriverà il Cuore. Stasera, domani ogni cosa si aggiusterà, perché c'è sempre un rimedio, e se non c'è si trova una strategia...
Strategia. Quale strategia per contrastare il caldo e l'afa in un ristorante con aria condizionata nominale ma non efficiente? Un sistema antico quanto il mondo, che funziona sempre e va ad energia autonoma... il ventaglio. Ed è stato da ogni parte un'armonia di colori, farfalle e fiori che fluttuavano nell'aria. Tutto sommato una bella festa, e alla sauna non abbiamo più pensato...
Non abbiamo più pensato almeno fino al ritorno a casa, poi ancora caldo... doccia e sempre più caldo. Lavarsi i denti...? Altra bella impresa. Il tubo del dentifricio trasformato in rubinetto... dentifricio praticamente liquido da usare a gocce. Per non rischiare di restarne senza.
Il pensiero torna al punto di partenza. Non sarà stato così pure per il credito del telefono?
Bisogna prendere atto di ogni condizione, essere consapevole e poi fare la scelta migliore. Per non esagerare nell'uso che poi diventa inutile, superfluo o improprio, e trovarsi alla fine con esito a sorpresa.
Potrà essere restare senza telefono e per giunta senza dentifricio, comunque niente di grave per una calda domenica d'estate giunta ormai a tarda sera. Tanto domani è già lunedì.

OVUNQUE SIA INSIEME... E' MEGLIO




L'evento che ha concluso l'anno sociale dell'associazione, il Terzo Gama Itinerante, è andato. Non c'è stata una grande adesione di partecipanti, qualche coincidenza sfortunata e il gran caldo c'hanno messo lo zampino, ma comunque è andata. Pochi ma buoni? Magari non proprio nel senso ovvio dell'espressione, bensì che quei "pochi" sono stati "buoni" ad interagire tra loro, e tra Fede e cultura e buonumore sono stati Tutti protagonisti di un altro momento importante del GAMA.
Dicevamo del gran caldo, già... si è sentito anche al Convento di San Matteo, a pochi chilometri da San Marco in Lamis, non proprio in piano, ma i 32° all'esterno hanno fatto apprezzare maggiormente il fresco dei locali interni.
Ci ha accolto Padre Mario Villani, responsabile della biblioteca annessa al convento, esposizione di oltre 15.000 volumi dei quali alcuni antichissimi. Padre Mario avrebbe fatto da guida al gruppo dopo la celebrazione della Santa Messa in una cappella al piano superiore dove sono le camere-cellette, che un tempo ospitavano per un certo periodo gli studenti di teologia, oggi invece "ricovero" dei pellegrini, sempre più numerosi soprattutto dal tempo della santificazione di Padre Pio. E' infatti questo convento posizionato strategicamente, quasi percorso obbligato, congiunzione per altri luoghi sacri... Stignano, San Giovanni Rotondo, Santuario dell'Incoronata.
Le letture per la celebrazione sono state scelte tra quelle dei giorni di festa, perché tale è considerato il giorno dedicato a San Giovanni Battista, per cui il convento originariamente prese il nome di San Giovanni in Lamis, quando fu fondato attorno al sec.IX dai Benedettini. In seguito, nel 1311 sostituiti dai Cistercensi.
Così in un'atmosfera di grande serenità e raccoglimento, con la Santa Messa è iniziata la giornata conclusiva di attività della Nostra associazione, prima ancora gruppo di persone apparentemente con mille e un problema, particolari si, ma non per questo anzi per il suo esatto contrario. Sentirsi libere, positive e sempre desiderose di arricchirsi di cultura e nello spirito, senza disdegnare la gioia di vivere un'esperienza insieme.
(continua...)

sabato 24 giugno 2017

NON SO CHE COSA SIA MEGLIO


Uno spirito di osservazione sempre più attento, e la capacità di trarre conclusioni che non sono mai tali perché lasciano spiragli a più soluzioni, sono... posso chiamarle virtù o qualità che accompagnano i miei giorni ormai da sette anni.
Sono i doni della consapevolezza e dell'essere stata scelta per qualcosa che mi fa ricca senza che me ne renda conto.
Le persone che incontro e con cui intreccio vere e proprie relazioni, ma anche quelle che solo restano semplici conoscenze, con le loro storie mi lasciano spunti di riflessione sui rapporti familiari, interpersonali, persino con se stessi, e se nel confronto subito mi pare di uscirne perdente, nello stesso tempo riesco a trovare il modo di risollevarmi, voltare pagina e trovare una seconda opportunità. Non sempre però, e me ne dispiace.
Ho visto madri fiere delle premure dei figli, e poi ancora preoccupate che fossero "troppo" presi da quelle problematiche di sofferenza. Che trascurassero la propria vita a tal punto da convincersi che non potessero continuare senza la loro presenza.
Ho visto altre al contrario, sole. Vittime dell'indifferenza e del menefreghismo piangere in silenzio, e addurre scusanti per quei figli assenti perché madri fino in fondo.
Francamente non so spiegarmi questi eccessi in un senso come nell'altro, e non so neppure che cosa sia meglio. Troppo amore e cure che rasentano la morbosità, o il pensare a se stessi perché così va la vita e continuerà con o senza Chi quella vita l'ha data, conservata e protetta?
Equilibrio sempre. Ma con l'animo umano e i sentimenti è sempre molto difficile mantenerlo. L'osservazione lucida dall'esterno lo impone, ma poi quando riguarda lo stesso "osservatore" sarà uguale?
Si soffre più o meno in silenzio, s'impara a gestire dolore e delusione, alla fine si guarda avanti. Ogni caso è a sé, ed è sempre questione di "sopravvivenza".

venerdì 23 giugno 2017

TOCCATA E FUGA


Rapida, fugace eppure ho in me tanta armonia e intorno. La sento, la vivo, ne gioisco eppure entro nel dolore e so scrollarmi di dosso quella gioia eccessiva che stona con le lacrime di fronte.
Oggi sono sette anni, sette... e con me stessa non è affatto crisi del "settimo anno", nonostante gli alti e bassi, le ansie e i tremori ad ogni apertura di busta. Mi è stato concesso dare un senso a tutto quanto, e più il tempo passa ancor più comprendo che prestare il Cuore è l'unico investimento che conviene e non delude mai. Stamattina, ad esempio quando ho detto che per me era "Anniversario", mi è tornato in risposta un sorriso così ampio che mi ha commosso, perché era gioia vera da Chi in quel momento aveva da pensare ai fatti suoi che non erano pochi né sciocchezze.
Ma già, a Noi è cosa nota ormai... la vittoria di uno solo è vittoria di Tutti, e in questa globalità troviamo senso e conforto, e non solo... pure sostegno.
Il 22 di ogni mese di giugno tutta me stessa festeggia il suo compleanno.
Sono tornata a vivere, ma vivere davvero da 7 anni. Da sola e in compagnia, contagiando e lasciandomi contagiare dal grigio che immediatamente diventa azzurro terso, perché solo così può essere.
Continuare a vivere!... che sogno e quale favola splendida da quel giorno.
Come potrei dimenticare?... ammesso che volessi farlo.
Non si possono scordare le date dei traguardi raggiunti con fatica e dolore, la gioia per aver vinto almeno quella battaglia e la determinazione nello sperare in successive vittorie.
Sempre più avanti... e gli anni si susseguono e diventano "certezza", la senti come "scudo" o ancor più "corazza". Niente potrà colpire ancora, e se lo farà... solo qualche graffio perché io possa dimostrare di essere sempre più forte.
Il 22 di ogni mese di giugno tutta me stessa festeggia e ricorda, da sola rivive tutto quello che fu, per gli Altri è un triste tristissimo "incidente di percorso", tanta paura di perdere un "riferimento", una voce, le parole, le carezze e i baci.
Meglio dimenticare!... mi si ripete ogni volta, ma io non voglio. Se lo facessi, i giorni che ora vivo non splenderebbero quando è grigio e uggioso.
Perciò, è mia facoltà... ci penso da me per un sole, a volte solo visto di scorcio ma che sempre in cielo sarà.

giovedì 22 giugno 2017

PERCORSI OBBLIGATI




Percorsi obbligati perché imposti a quella fragilità che ci appartiene in quanto esseri umani, e che diventa grande vulnerabilità quando si vive un'esperienza estrema. Allora ci si aggrappa a tutto, all'incredibile, a ciò che non si vede... al "soprannaturale". Non è per paura, non è codardia... è finalmente consapevolezza di Qualcosa che è, e di cui ti accorgi all'improvviso..
E capita così di trovarti su per quella via che indirettamente ma con la profondità di pensiero porta a Lui.
Ho detto che quest'ultimo Follow Up lo sto vivendo, diciamo così, con maggior passione, e perché non perdessi forza per me e tutto ciò che faccio, ho cercato di essere più attenta a leggere tra le "note" righe e c'ho trovato i messaggi che cercavo e gli "indirizzi" giusti per non perdermi.
Oggi col "Nostro Mercoledì" il primo "percorso obbligato"... Pietrelcina, il posto giusto per dare voce alla Speranza.
Un paese lindo e ordinato, tra scorci di vita quotidiana e profumo di rose e serenità. A differenza dell'altro luogo santo che vide la grande opera di san Pio, San Giovanni Rotondo, qui non sconciano le numerose "puteche" per la vendita dei vari souvenir monotematici. Sono giuste e appaiono discrete in questo contesto, a differenza di tutti quelli che ti bloccano appena scendi dall'auto per proporti la "migliore trattoria" del posto. Noi andiamo a panini... abbiamo replicato... e uno di loro, nascondendo un certo disappunto, ha risposto... e che v'aggià dicer'? Megghj a cussì, almeno per Voi.
Gente campana, solare e abituata a cavarsela sempre in modo diplomatico sui generis ma a loro tanto congeniale.
Poi per i vicoli del borgo storico, alla casa natale di Padre Pio, arredata con mobili e suppellettili originali dell'epoca, e nelle varie chiese dove nacque e maturò la Sua vocazione. Luoghi di silenzio e ristoro mente-corpo, dove è impossibile non lasciarsi coinvolgere dall'invito silente alla preghiera e ad un certo tipo di meditazione. In verità è un bisogno percepito anche mentre si percorrono quelle viuzze erte e strette, e su per gli scalini resi scivolosi dall'antico uso. Senti che sei lì per un motivo preciso, non da semplice turista, e raccogli in Te le energie superstiti perché ritrovino la loro originalità nella speranza. Tranquillità vera e tanta.
Troppa, veramente... dice una delle giovani mamme di una comitiva familiare allegra e cinguettante per bambini di ogni età... Noi non siamo abituati, i figli nostri soprattutto, perciò "fanno casino".
Noi due ci guardiamo, e poi decidiamo questa volta per una "sosta obbligata". Per distanziare la rumorosa comitiva e ritornare nel silenzio che ci serve, perché per Noi la tranquillità non è mai troppa. Che volete... sarà l'età...!

mercoledì 21 giugno 2017

E SPERO DI FARCELA SEMPRE E NON DELUDERE MAI (ovvero ... degli errori involontari e dei frustranti equivoci)


E' che davvero ce la metto tutta, ed è pure sforzo che non pesa e tensione che non mette ansia. Resta comunque la speranza di non deludere mai, e qualora errore o equivoco ci fosse, almeno accorgermene in tempo per poter porre rimedio, scusarmi ed essere capita.
Stasera mentre facevo delle ricerche nel web, per concedermi una pausa gironzolavo per quelle pagine fitte di aforismi e citazioni che non mancano mai, così mi sono imbattuta in una frase che portava in calce la firma della grande Alda Merini... "In fondo, in questa vita, nessuno viene mai capito veramente".
Adoro questa poetessa, le riconosco la forte abilità di scandagliare l'animo umano anche a costo di apparire crudamente realista.
Già... nessuno viene mai capito veramente. E come potrebbe essere il contrario se pure Chi dovrebbe capire è fragile, vulnerabile, lunatico ma non in senso offensivo... fluttuante come le maree. Così, la varia e vasta umanità procede tra cento fraintendimenti e mille equivoci... ma dico, ne varrà poi la pena?
Parliamone senza amarezza, si parte entusiasti e fiduciosi e poi si perdono un mucchio di penne per strada. Allora bisognerà fare qualche passo indietro per recuperarle, fermarsi e riattaccarne alla meglio almeno in parte, per non vergognarsi di finire nudi alla meta. Sempre se, avviliti e delusi riusciamo ad arrivarci alla meta.
Chi va col Cuore, e si impegna fino allo spasimo, e poi ci mette l'anima in un'impresa, è naturale ci resti male.
Qualche momento di questi l'ho vissuto anch'io nel mio piccolo... io che non sono nessuno, ma l'anima ce l'ho sempre messa in quello che facevo. Forse questa cosa era talmente chiara che al confronto del "nulla" altrui, lo evidenziava. Si può una cosa così... ? Certo, perché anche una briciola occupa uno spazio fino a poco tempo prima vuoto. E il "mio" dire non era compreso, si intendeva fischi per fiaschi, e le proposte? Si... no, poi si vede...
Me ne sono fatta di sangue amaro...
Una cosa però non l'ho mai detta... nemmeno come frase fatta. Ma chi me lo fa fare?
Avrei negato me stessa, la mia nuova natura, quella vera venuta fuori dal Dolore.
Oggi, da spettatrice ripeto però quel che ho detto sopra...ne varrà la pena? Non l'impegno profuso, il mettersi in gioco, il socializzare e mantenersi socievoli cercando l'amenità a tutti i costi. Ne varrà la pena, invece prendersela tanto per non essere capiti sempre o spesso?
Credo che, passato un primo momento di delusione e ormai non più sorpresi convenga tirar dritto, senza perdere la fiducia nella propria buonafede. Null'altro più. Per rivestirsi così di quelle penne mai del tutto perse.