febbraio

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sabato 17 febbraio 2018

CONSAPEVOLEZZA E LUCIDITA'


Premetto, ho anche condiviso le prime due testimonianze di donne famose "colpite" dal cancro e improvvisamente uscite allo scoperto, e non me ne pento, però ora mi fermo.
Primo... perché sembra un copia-incolla, tanto da confondersi tra l'una e l'altra, e poi perché non farlo allora anche per le decine di persone sconosciute al pubblico ma note ad ognuno di Noi, Voi...
Loro si che potrebbero raccontarne di cose in quanto a coraggio, dignità nonostante l'intensa sofferenza che dura da anni, e la scarsità di mezzi tale da non poter permettersi certo il lusso di una parrucca, né tanto meno la doppia cuffia refrigerante... perché ne servono due... con annessa borsa termica, per ridurre lo scempio di ritrovarsi calve in pochi giorni.
Certo che i capelli sono importanti, perché non lo sappiamo Noi che li abbiamo persi? Però con la dignità questo non c'entra. Vedo donne senza capelli, né sopracciglia né ciglia, stupende, bellissime che cercano di "accomodarsi" l'evento ed evidenziano una luce negli occhi che pare rubata alle stelle.
Nessuna/o sa, se o quando verrà fuori, non si illude ma spera, magari sogna pure... e ci sta... fa progetti... e va benissimo, però resta... perché così deve essere... coi piedi per terra, consapevole e lucido. E' questa la prima arma per combattere il cancro, convincersi che si vincono battaglie, ma la guerra è cosa lunga e difficile, e gli agguati sono sempre possibili, per cui stare in guardia ed essere sempre pronti a tornare in campo vuol dire "corazzarsi" per non farsi prendere al cuore e ancor prima alla mente.
Io dico sempre che se "parto" prima che torna, ho vinto perché l'avrò battuto sul tempo, e Chi mi ascolta riesce pure a sorridere a tale affermazione perché ne coglie l'ironia. Ecco, anche questa serve per contrastare la negatività che si porta dietro il cancro... contrastare non combattere, e il termine, "guerrieri"...? Mi piace poco, sta diventando obsoleto, e fra un po' nessuno ci crederà più.
Personalmente non mi sono mai definita una guerriera, solo una persona che ha lottato e ancora lotta con se stessa ma per imparare a vivere, valutando e scegliendo, superando le paure e affrontando qualsiasi cosa le si presenti, e lo farà questo fino alla fine della "strada".
Sono in stand by, per me... per Altri, una survivor, lungosopravvivente. Fino a questo momento, aggiungo... e finché sarà. Va tutto bene.

SINTONIE


Non finirà questo tempo vissuto in modo nuovo prima che il buon Dio decida per me che non mi dedichi più alla "cura" dell'Altro. In ogni modo e ovunque sia. Con l'ascolto e la parola, verbale e scritta... in ospedale e a casa mia, su per le scale e in strada quando incontro.
Si, mi ha preso tanto e mi prende ancora, ciò che faccio non mi piace nel senso letterale del termine, perché non può far piacere essere spettatrice di sofferenze, però mi appassiona ed è la gente che mi cattura mente e cuore. Non posso farci niente.
E pensare che un tempo evitavo luoghi ed argomento, sceglievo l'alternativa facile e a lunga scadenza, non pensarci.
Ma la Vita, che ama far sorprese, per me ne aveva in serbo una bella grossa, talmente sbalorditiva da sconvolgere sentimenti ed emozioni, reazioni ed atteggiamenti.
E così sono otto anni che dall'ospedale non sono mai andata via, all'inizio per necessità, in seguito per scelta quasi forzata, ora libera, anzi liberissima, e niente pare turbarmi oltre il dovuto.
Non è un piacere, ripeto ... a volte mi si stringe il Cuore e non so replicare, allora tengo forte una mano o azzardo una carezza se so di poterlo fare... non è un piacere affatto, però è rasserenante perché nel confronto c'è lo sforzo di superare un momento e se si riesce mi rassereno, perché finalmente vedo negli occhi dell'Altro un po' di serenità. Duri solo un attimo o il tempo che serve.
E poi... poi ci sono quegli incontri, apparentemente casuali, che si rivelano speciali ed amo definire come "sintonie". In un termine la "musicalità" che accompagna una relazione, fatta di approccio solare e rasserenante, conoscenza graduale senza atteggiamento reciproco di giudizio, pensieri e considerazioni sulla vita tanto simili. Essere sulla medesima lunghezza d'onda.
Di incontri così me ne capitano molti, ma qualcuno incide positivamente più di altri. E ce ne accorgiamo, perché appunto è cosa reciproca, perché non servono molte parole per spiegarsi, e ci si carica di entusiasmo per ogni interesse o scopo comune. Si condividono progetti, ci si mette a nudo, si rivela tra le righe di che cosa si è capaci. Grande forza e sensibilità nel continuare sempre e nonostante tutto, curando il "buono" e il "bello", ridimensionando il "difficile" e il "controverso", quelli che sono insomma gli aspetti della Vita, che va vissuta con la grande e rara capacità di essere comunque nella gioia.

ANNA MARIA


Oggi ho conosciuto un'altra persona con il "nome ricorrente".
C'è sempre un nome che si ripete tra le persone di cui fai la conoscenza, e succede talmente così spesso che finisci con l'identificare quel genere, femminile o maschile, con lo stesso nome.
Si susseguono i Michele, Antonio e Giuseppe... e poi le Lucia, Rosaria, le Anna e Maria, anzi quest'ultime più che separate, preferibilmente insieme. Si... davvero molte Anna Maria, che sia scritto staccato o insieme, sempre Annamaria sarà.
In questi otto anni ne ho conosciute davvero tante con questo nome assai diffuso, anzi per qualche tempo più di un paziente chiamava così anche me, e per amor di sintesi abbreviava pure, Anna mi chiamava ed io mi guardavo intorno, suscitando l'ilarità generale. Poi ho imparato ad accettare e a sentirmi Annamaria tra tante.
Anna Maria, e i ricordi antichi di Chi non vedo più e quelli recenti riguardanti le Amiche che incontro e frequento ancora, scorrono come foto sulle pagine di un album "vintage", roba di altri tempi ma di una tenerezza infinita.
Le "mie Annamaria". Anna che in un presepe di pastafrolla aveva trovato la serenità persa da dieci anni, e non le interessava cercare supporto se non in un sorriso purché non fosse di circostanza.
E di Anna Maria e il Suo micio bianco? Tanto a lungo cercato, così amato, compagno Suo inseparabile e conforto grande. Di Lei conservo le lunghe chiacchierate cominciate col pianto e finite sempre in una risata.
E ancora... Annamaria, tutto insieme come diceva e ci teneva tanto da buona veneziana di antico stampo. Mi stimava molto, forse troppo... quasi da far montare la testa se non l'avessi avuta ben ferma sulle spalle. Simpatica, positiva, sempre gioiosa e dallo straordinario amore per la vita.
E oggi, adesso... Anna Maria e l'orchidea che mi ha regalato, ancora lì, in un bicchiere sul tavolo del soggiorno, resiste non so da quanto. L'orchidea può, anche oltre ogni aspettativa.
Ogni incontro ha in sé qualcosa di miracoloso, pure quello odierno... con Annamaria. Sul Suo viso pallido e deluso, sfiduciato e contrito all'improvviso è spuntato un sorriso. Beh, mi sono data un po' di merito per questo, mi serve. Sapete, è per continuare a...
E sostituite pure i puntini con la speranza che serve.

giovedì 15 febbraio 2018

E' PROPRIO VERO CHE...




Un giorno non è come un altro, oggi è così e domani chissà, e persino una rondine non fa primavera... tutti modi di dire si fa per dire, perché alla fine un fondo di verità c'è sempre. Da parte mia aggiungo, ma anche questo è scontato, che nulla è più certo dell'imprevedibilità, che cambia le carte in tavola e manda all'aria i piani. Nel bene e nel male.
Questi di stasera non sono pensieri troppo seri, sono la conclusione di una giornata per tradizione dedicata all'Amore, come potrebbero accompagnare al riposo senza almeno un sorriso?
Ecco, per non farla troppo lunga e ricavarne il meglio anche per domani, dopodomani, e l'altro domani ancora, diremo che... pure all'imprevedibile, a un piano B in sostituzione di un piano A che sarebbe stato il "top", ci si adatta per serenità e soprattutto per amore, perché restare insieme è quello che conta.
L'avevamo programmato da oltre un mese, tutto perfetto, quest'anno il 14 febbraio cadeva proprio di mercoledì, e sarebbe stato uno dei "Nostri Mercoledì", l'occasione giusta per andare a Vico del Gargano di cui San Valentino è il santo protettore. Per questa data il paese fa gran festa, addobbi e luminarie non mancano, c'è la processione per le vie principali ed è allestito un mercatino di prodotti locali. E nel "vicolo del bacio", cunicolo stretto e complice, le coppie fanno la fila per suggellare pubblicamente il loro amore.
Bene... questo bel programma da brochure è andato a monte, perché... Noi che non lo facciamo mai... ci siamo lasciati imprevedibilmente condizionare dalle previsioni del tempo. E' vero che gli ultimi giorni sono stati martoriati dal maltempo, vero pure che fa freddo, però si sa anche che si può tentare e male che vada si torna indietro, con le pive nel sacco ma con la soddisfazione di averci provato.
Va be', è andata così, un po' di nervosismo all'inizio quando abbiamo visto il sole che sembrava ci facesse il verso, ma poi abbiamo rimediato altro. Un "pieno di dolcezza" per me, una passeggiata insieme, un film a casa, comodi sul divano e con la cagnolina accanto.
Un tranquillo pomeriggio da innamorati pensionati ma non in Amore.

mercoledì 14 febbraio 2018

EMOZIONARSI SEMPRE


E' inevitabile, è un emozionarsi continuo e diverso. In un contesto sempre uguale sono tante e varie le situazioni, come differentemente può essere disposto l'animo ogni giorno a seconda del momento, che non si possono non riconoscere differenze sensibili. E ci sono così attimi che vorresti essere altrove o nasconderti in un angolo aspettando che passi quel magone salito su all'improvviso, che ti ha colto inaspettatamente proprio nel giorno che ti sentivi più forte, più sicuro, più distaccato... distaccato? E come si fa, bisognerebbe essere "inanimati" nel senso pieno del termine, tuttalpiù lucidi e pure forzatamente.
Certi giorni lo percepisci nell'aria, non appena arrivi, mentre sei per le scale. Poi sfili nel corridoio, come in incognita su passerella ingrata, e la sensazione si fa più forte. Entri in una stanza, fai l'incontro che non ti aspettavi, e in pochi minuti nella memoria scorrono rapide le scene di una vita che ti è stata in parte raccontata in altri momenti più sereni, altre che ti sei trovato a vivere, per una scelta a monte. Ma visto che ci siamo... fosti davvero tu a scegliere? Perché a volte è veramente dura, come difficile è sentirsi sempre adeguati, all'altezza.
Essere di spalle e sentire dei singhiozzi soffocati, quasi silenziosi... perché, saranno pure cambiati i tempi però un uomo vero non può piangere, ne va di mezzo la dignità, la virilità, la Sua immagine e altre sciocchezze simili. Ma al diavolo tutto questo, non è ancora un uomo, è così giovane... pare un bambino, e ai bambini per fortuna è ancora consentito piangere.
Tengo a freno le mie lacrime a questo punto, e non so nemmeno se ci riesco... sento l'occhio destro appiccicoso. Non userò più quel velo di mascara con cui da allora in poi cercai di mascherare il mio dolore.

FARE GRUPPO


Ieri dicevo... sul lungomare mentre tornavamo all'auto, ha catturato la Nostra attenzione un gruppo di anatre che nuotavano raccolte nell'ampio bacino di acqua salmastra. Evidentemente anche loro avevano notato Noi, perché all'improvviso sono venute fuori come alla vista di un miraggio, perché abituate a recuperare sempre qualche briciola da Chi le osserva con tanta insistenza. Stavolta purtroppo per loro è andata male per quel verso, però è stata l'opportunità per cercare riparo tra i sassi sull'arenile prima che il tempo si guastasse del tutto.
Le guardavo attentamente, ne sono rimasta incantata. Si muovevano tutte insieme, prima in fila indiana, poi in una specie di girotondo, una beccava l'altra che rompeva la fila e alla fine allineate di fronte al mare. Tutte a guardare nella medesima direzione. Questo si, che è "fare gruppo", ho pensato, dovremmo prendere esempio dagli animali, come è pure guardare api e formiche intente all'opera, sempre insieme, sempre compatte, senza mai perdere di vista l'obiettivo. E per Noi, esseri dall'intelligenza superiore, consapevoli delle proprie scelte? Avviene lo stesso quando proponiamo di aggregarci?
Una domanda precisa...
Che senso di appartenenza ha ciascun componente di un gruppo?
Premettiamo che uno dei traguardi è il raggiungimento del giusto equilibrio tra indipendenza e appartenenza ad un gruppo. Vivere in gruppo in modo sano non è un compito semplice ed è fondamentale perché nel soggetto si formi l’identità sociale. L’Io come individualità cresce così in parallelo con un "Noi" variegato.
L’adesione al piccolo gruppo è una delle forme di socialità più comuni per l’essere umano. Il piccolo gruppo è numericamente ridotto, ma è costituito da persone che sono legate da un qualche vincolo di appartenenza. Il raggiungimento di un obiettivo o un destino comune, e in questo caso sono le vicende personali e le relazioni interpersonali ad essere talmente significative da cementare il gruppo.
Ad esempio per quanto riguarda il Nostro gruppo di auto mutuo aiuto, tanto particolare perché considerato "gruppo di frontiera", l'interdipendenza del compito e quella del destino comune si unificano in quella sola della "reciprocità". Persone che condividendo un percorso comune, un vissuto di dolore si prefiggono di arrivare comunque ad un traguardo nel migliore modo possibile.
Per questo dovrebbero essere partecipi Tutti Insieme a qualsiasi momento, difficile o gioioso del singolo. E quel singolo di rimando, sentirsi "uno del Tutto". Alla fine risulta basilare il concetto che è pure l'ideale di solidarietà tra i singoli componenti.
Credo sia opportuno prendersi cura del singolo nel singolo momento che necessita. Non è un gioco di parole e mi spiego meglio facendo riferimento al concetto di "famiglia".
Capita che un componente, soprattutto uno dei figli attraversi un periodo poco felice per un motivo qualsiasi, in questo caso come ci si comporta? L'attenzione, le cure, ogni energia saranno concentrate perché passi il momento e il soggetto non si senta solo e in un certo senso, abbandonato.
In un gruppo di mutuo-aiuto dovrebbe essere altrettanto. Stare accanto alla "creatura", soccorrerla nel bisogno. Camminare insieme "sotto la pioggia" perché il conforto sia proprio nel toccare la mano dell'altro e sentirla fradicia della stessa acqua.

lunedì 12 febbraio 2018

VARIE TONALITÀ ( dall'Arte alla Natura)


Freddo intenso per questa Nostra mattinata domenicale con passeggiata fuori porta. Un vento gelido percorreva in ogni senso la campagna circostante la Basilica di Santa Maria di Siponto, costruita in epoca paleocristiana e recentemente affiancata da una struttura metallica che la riproduce. Situazione meteorologica infelice quindi, ma che non ha scoraggiato più di tanto, ogni luogo offre spunti diversi a seconda delle stagioni, quando il cielo ha sfumature di azzurro che variano col tempo bello, e le emozioni ... che sia bello o brutto... mutano di intensità per il profumo nell'aria. Poi basta volgere lo sguardo intorno, e questo attento riuscirà persino a cogliere riferimenti al giorno e al momento in essere.
E un albero monco al centro e con due soli nodosi rami fronzuti levati in alto, pare una figura con le braccia al Cielo, in atto di preghiera. Oggi, giornata dedicata al Malato, l'animo è maggiormente propenso, e il pensiero a Maria, madre ed intermediaria presso il Padre, è naturalmente più frequente.
L'interno della Basilica nella semplicità assoluta e a tratti estrema per i materiali in pratica lasciati allo stato grezzo, è comunque molto suggestivo e convincente riguardo l' "essenziale" come unico elemento valido a tutti i livelli.
Qualche scatto, molte riflessioni quali appunti per una memoria mai stanca, e poi... verso il mare.
Varie tonalità di grigio per l'ultima domenica di un Carnevale che non si lascia sfiancare da un tempo non proprio felice, dalla vicinissima Manfredonia infatti, arrivano i suoni di una cittadina in festa, il corso dei carri allegorici, musiche che si mescolano e fanno dell'intero ambiente, anche questo lontano, un immenso luna park. Voglia di distrarsi, divertirsi, non pensare prima del lungo periodo quaresimale, e non solo, anche "oasi" in un deserto di continua solitudine.
Percorrendo il marciapiede di fianco al mare che va increspandosi sempre più, prendiamo la via del ritorno, mentre un gruppo di anatre chiacchierone vengono fuori dall'acqua del piccolo bacino, tutte insieme, e tutte insieme compatte e in fila indiana si dirigono verso una serie di massi per continuare a "fare salotto". Qui, ferme... rivolgono tutte nella medesima direzione lo sguardo al mare.