luglio

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sabato 31 dicembre 2011

Questa che sto per scrivere è l'ultima pagina dell'anno...
Inizialmente avevo deciso di farne la continuazione di quella di ieri, perchè nello spazio che mi riservo ogni giorno non era entrato tutto ciò che avevo nella mente e nel cuore...
A me piace condividere ogni cosa... mi fa star bene, e poi... magari... può servire anche ad altri, a non sentirsi soli. Perciò doveva essere un "continuare a...", perchè non fosse tralasciato nulla.
Ma poi ho pensato che i miei pensieri, le emozioni con cui volontariamente mi metto a nudo anche di fronte a chi non mi conosce, già sono tra loro collegati... come anelli di una catena immaginaria... distanziati ma uniti saldamente perchè quella stessa possa reggere. E ancora... che non fosse giusto, perchè sarebbe stato come non dare abbastanza rilievo, importanza ad un giorno come questo... quando ci si guarda indietro per... essere in grado di veder lontano.
Così mi è venuta in mente la stessa pagina scritta un anno fa...
Si concludeva un periodo difficile... cominciavo a venir fuori con una voglia di vivere che mi era nuova ma portando ancora dentro il peso dello smarrimento. A pensarci ora sorrido... con quel sorriso che vien su quando si prova "tenerezza" infinita. Forse è proprio questo ciò che sento quando "rivedo ME"... com'ero un anno fa.
Chi ha letto la "mia storia" sin dall'inizio, quella pagina la conosce già... chi solo recentemente si è imbattuto negli "sfoghi della mia anima", probabilmente non è andato così indietro a rileggere...
Ecco... ho pensato allora di pubblicarla di nuovo. Sarà anche per me un'occasione in più per tornare indietro... e se non mi riconoscerò in tutto quello che scrissi allora... vorrà dire che sono andata avanti, e di parecchio.

30 dicembre 2010

"Non l'ho mai amata perchè mi dava tristezza. Ora l'ho desiderata, eppure con malinconia la vedo passare. Chiudo oggi il bilancio di un anno della mia vita.
Un dolore profondo, un'ansia incalzante come un'onda che si frange contro il duro scoglio dell'angoscia. E poi l'ansia ancora per una cosa che non vuoi, che temi perchè non la conosci e che non puoi evitare. Sfinita, non opponi più resistenza, ti abbandoni per recuperare le forze ed è un'altra prova. La superi ma ne esci dimezzata, ti ricomponi, di nuovo, lo devi fare e perchè lo vuoi. Altro ti attende. La vita prospetta sempre nuove battaglie interrotte da pause che danno più gusto alla vittoria."


venerdì 30 dicembre 2011

Ho tanto di cui scrivere stasera che forse il solito spazio non basterà...
E' normale quando vicina è la fine dell'anno...
Si chiamano a raccolta nella memoria i fatti del recente passato... si seleziona ciò che si vuol conservare con cura, magari l'evento più bello che potrà tornare utile nei momenti grigi... e tutto il resto s'accantona, ma non si butta... no, perchè della Vita non si può rinnegare nulla... non fosse altro che per il suo valore storico.
Mancano poco meno di 24 ore e il 2011 sarà alle spalle... per sempre.
L'ambulante all'angolo del viale che conduce all'ospedale, non ha più abeti nè decori natalizi... in compenso, attigua alla sua mega-bancarella ne ha allestito un'altra, molto più piccola... un po' sbilenca, fatta con assi di truciolato grezzo. Fino a ieri non esponeva nulla... stamattina era piena zeppa di botti e petardi... Tutto per "cacciare" quest'anno che va via e che solo dodici mesi fa era stato salutato alla stessa maniera. Non trovo che sia bello e neanche allegro festeggiare in questo modo... ma l'Essere Umano è fatto così... ama far rumore... il chiasso per non pensare e così neanche s'accorge degli sbagli che ha fatto nè di come può porvi rimedio.
Ripensando alla serata di ieri... una piccola anticipazione del Capodanno... con una parte della mia famiglia... forse è proprio quella la maniera  più bella per accogliere l'anno nuovo... ricreare l'atmosfera di un pezzo di Passato per proiettarsi nel Futuro con lo spirito giusto. Non sarà un'accoglienza in "pompa magna"... però si coglie attimo per attimo e dentro ne resta tutto il calore. Il Passato non viene del tutto negato, e il Futuro viene accolto con la serenità che merita.
Ieri mentre eravamo riuniti così... tutti e quattro... ho pensato alla gioia di Nostra madre se c'avesse visto... anzi ho immaginato che fosse lì, in quella stessa casa... magari in un'altra stanza come era di solito negli ultimi tempi, quando stava tanto male ed era costretta a letto. A Lei bastava sentire le nostre voci... capire che continuavamo a... essere uniti sempre, con una parola... una battuta o una risata...
"Non mi dite niente... vado a letto, ma voi restate pure... tanto... io vi sento."

giovedì 29 dicembre 2011

Ma non è sempre facile assentarsi dal contesto, soprattutto quando si tratta della famiglia...
Personalmente non nego di volerlo fare... a volte, ma ci riesco... solo raramente. Le lamentele... gli sfoghi... le insoddisfazioni mi arrivano da ogni angolo, spesso anche contemporaneamente; mi viene spontaneo pensare allora che tutto sia inutile perchè le situazioni non cambiano con le semplici parole, urlate o sussurrate... bisogna cambiare testa e ciò si può fare benissimo in silenzio e lo si deve fare sempre con il massimo ottimismo.
Ecco perchè mi vien voglia d'estraniarmi dal Mondo che pure amo tanto... Troppe chiacchiere inutili, tanto lamentarsi per nulla. E se non riesco... è sempre per quella forza travolgente dell'Amore che mi condiziona e mi fa venire i sensi di colpa. Che figlia, moglie e madre sarei? Anche se... dopo tutto quello che ho vissuto... è come guardare la realtà con delle lenti speciali... a fuoco solo l'immagine centrale e quello che è intorno sbiadito e senza forma. Evito di dare sempre spiegazioni, so di non poter essere capita a pieno, ed allora... un po' e un po' e... vado avanti per la mia strada, continuando a...barcamenarmi.
Ci sono poi serate come questa appena trascorsa...
Noi quattro... tre sorelle ed un fratello con i rispettivi coniugi... Una sorta di "rimpatriata" natalizia in libertà... liberi da condizionamenti generazionali... solo tanto ridere, perchè almeno di questo... se si vuole... crisi non ce n'è. Quando ci si ritrova con questo spirito i discorsi non paiono futili, perchè fanno ritrovare la ricchezza dei ricordi, il piacere della progettualità anche nel programmare una semplice gita, la fiducia nel futuro che alla vigilia di un nuovo anno certo non guasta.
E così... quasi per incanto, per una magia, diciamo pure natalizia... stasera ho dimenticato le bizze dei figli... l'entusiasmo ansiogeno del marito... il malessere di Biù Biù... e son rimasta IO al centro dei miei pensieri con la memoria della mia infanzia ritrovata e i dubbi sul mio futuro molto ma molto ridimensionati.

mercoledì 28 dicembre 2011

E veramente... ad essere sinceri, a volte me ne dimentico anch'io...
Allora, per il nuovo anno sarà la prima voce di un promemoria di buoni intendimenti... E' meglio partire da lontano, e può darsi che tra dodici mesi, almeno io potrò ricordarlo.
Intanto oggi sono tornata "in servizio"... se così si può dire... sono stata in ospedale, dai miei migliori "amici", quelli che contano. Ho rivisto l'Amica che finge di non sapere per i figli, che così possono fingere perchè lei non sappia... Sempre di poche parole, t'accorgi che c'è perchè ogni tanto ne senti la risata, anzi una risatina smorzata appena dalla mano sulle labbra...
Poi c'era "Ma che c'import!"... per lei l'ultimo ciclo di chemio prima dei controlli... con un turbine di pensieri nella mente e tanta speranza nel Cuore. "Bene..." le ho detto, "adesso ci vedremo a febbraio..." e lei di rimando, quasi per dirlo a se stessa, "... e sa' che ci vuole! Tra poco è gennaio... piuttosto, speriamo che tutto va bene. Oh... poi ci sentiamo sempre la domenica... non è vero?" E come non potrei... i miei giorni sono scanditi da questi "appuntamenti"... mi sono di sprone, e non solo... costituiscono la "ricarica" per la mia autostima.
Sono utile a qualcuno... qualcosa di apprezzabile riesco a compiere senza quasi accorgermene... posso di più! E su questa strada continuo il mio percorso...
Stamani sono stata a lungo a chiacchierare anche con "Ma ne vale la pena?"...
Mi ha raccontato tutta la Sua storia, che poi è talmente simile a tante altre che... una vale per tutte. Se vogliamo anche le reazioni e le emozioni sono praticamente uguali, però... non so perchè... ogni volta rabbrividisco per la pelle d'oca e mi sembra che mie siano le parole... miei gli occhi  lucidi di lacrime a stento trattenute... mio il sorriso per infondermi ed infondere coraggio.
"Sai... con la malattia ho imparato a non badare più alle cose futili e ai discorsi inutili... così tanto per dire qualcosa. Ad un certo punto... distolgo lo sguardo e non ascolto più... m'apparto con me stessa..."

martedì 27 dicembre 2011

"Quand' so' i fest... pare che 'u diavol c'mett' la coda!"
Così esclamava mia nonna alla fine dell'animata discussione che ogni anno si presentava... puntuale a Natale... come l'albero e il presepe... come il panettone... Come da tradizione.
"Faceva capolino" nel bel mezzo di un pranzo... "scaturiva" da qualche battuta infelice... "andava montando" per tutto il tempo che si restava a tavola.
Ma dico... non c'era mai altro momento? Dopo che s'era tanto detto di tranquillità, Amore a tutto tondo e comprensione... Non c'era proprio niente da fare! Non servivano i calci con la complicità del tavolo, nè tanto meno la mimica facciale... Tutto quello che s'era accumulato dentro andava detto subito, altrimenti avrebbe perso d'efficacia, e se poi era Natale... "peccato... mi dispiace tanto... ma non sono stato io ad iniziare".
Mi sono chiesta tante volte perchè tale cosa succedesse sempre in questo periodo di festa. Probabilmente perchè in prossimità della fine dell'anno si è più vittime della malinconia... si fanno bilanci... s'affacciano i brutti ricordi recenti... le tensioni accumulate non reggono e "sbottano"... proprio come petardi a Capodanno.
Ricordo che un anno l'alterco nato per una risata improvvisa... un po' troppo fragorosa (ma ci può essere mai motivo tanto futile?) si trasformò in una specie di crollo di carte da gioco in successione. Furono coinvolti tutti, nessuno escluso... ognuno sosteneva le parti di qualcuno... affermava d'avere tutte le ragioni, ma poi alla fine il perchè s'era intromesso non lo sapeva dire.
Certo che l'Essere Umano a volte si comporta strano...
E'... come da definizione... animale sociale, cerca la compagnia dei suoi simili... quando poi il sangue è lo stesso non deve neanche prendersi la briga di questa impresa... eppure ad un certo punto... non ne può più, fa scatenare il putiferio e la responsabilità? Beh... la responsabilità, quella è sempre di colui/ei che sta a fianco, o di colui/ei che è di fronte.
Ma ciò che a volte lascia un po' sgomenti... a parte l'occasione alquanto inopportuna... è il dover constatare che nemmeno un'esperienza drammatica trascorsa ha insegnato qualcosa... è riuscita a far comprendere quanto sia inutile e persino dannoso far di un sassolino una montagna.

lunedì 26 dicembre 2011

Da qualche anno il mio presepe s'è ridotto...
S'è ridotto proprio al solo simbolo della Natività... più qualche pecorella... mancano persino il bue e l'asinello.
Quando i miei figli erano piccoli lo facevo più ricco, loro mi aiutavano mentre cantavamo insieme le nenie natalizie ed era nell'insieme tutta una festa gioiosa. Ora è diverso... loro in quella magia, ahimè... non credono più ed io, un po' per mancanza di tempo un po' per scarso sprone, ho ridimensionato il tutto... solo Natività, però in compenso due... un po' diverse... una, eterea e con un certo fascino, l'altra... scherzosa, quasi "sdrammatizzata"... dalla meraviglia di una "fiaba".
Mi accontento di queste, pensando che dopo tutto l'autentico presepe si prepara  nel cuore... senza limiti di spazio, personaggi e tempo, perchè lo puoi tenere quanto vuoi, da un dicembre all'altro... tra gli scherzi del Carnevale...vivendo la Santa Pasqua... passando per Ferragosto... ed è sempre il momento giusto per far nascere Gesù Bambino e tenerlo ben stretto a sè.
E poi mi restano i ricordi...
Per un anno... forse due, mia madre allestì con l'aiuto di un amico di famiglia un presepe che occupava lo spazio di un'intera camera... Era bellissimo! Si rispettava con rigore la prospettiva... casette e personaggi piccolissimi in lontananza, che man mano s'avvicinavano alla grotta diventavano più grandi... e i Re Magi in discesa seguendo la Stella? Parevano si muovessero davvero... come reali sembravano pastori ed artigiani nelle loro attività. Un cielo puntellato di stelle intermittenti e luci bianche che lasciavano intravedere gli ambienti delle case attiravano l'attenzione anche di chi si dichiarava non avvezzo a spettacoli del genere.
Quando la nostalgia di un magico presepe mi prende, chiudo gli occhi e rivedo quello di tanti anni fa... quando un'ora non mi bastava per guardarlo tutto e scoprirne ogni angolo nascosto...

Da un articolo dell'Avvenire, scritto da Alda Merini il 21 dicembre 2006.

..........Ma ripenso con nostalgia a quei Natali solenni, quando la mamma faceva enormi presepi, metteva le figurine dei pastori e i laghetti di specchio. Ci facevano trovare il carbone, alle volte, ma eravamo contenti lo stesso: poi, dietro il carbone, c’erano sempre tre caramelle. Però era arrivato Gesù, era questo che importava, vedere che sulla paglia del presepe qualcuno aveva deposto il bambino. E si pregava, si pregava insieme davanti a quella statuina, ignorando che il piede lieve della mamma era andato lì di notte per deporlo… Allora ignoravamo tutto della vita, anche il mistero della nascita, un evento che per noi cadeva dal cielo. La Madonna non appariva sorpresa, neanche San Giuseppe, e noi piccoli eravamo in un regno di favola bello che abbiamo perduto. Ci dimenticavamo dei doni e stavamo piuttosto a guardare quel bambino appena nato domandandoci se aveva freddo, ma la mamma ci diceva che aveva l’amore della Madre… Ecco, forse anche in tarda età chi mi scalda ancora nelle notti di solitudine è l’amore della mamma, che io amavo tanto e che credevo che, come Maria, non sarebbe mai morta.

domenica 25 dicembre 2011

Che si continui così... come è sempre stato...
Quando mia madre venne meno non s'erano ancora spente le luminarie... Natale era passato da poco... Mio padre, in nostra presenza la salutò così... con quelle parole. Avremmo continuato a... stare tutti insieme... con lo stesso spirito, come quando c'era Lei.
Lei, che pur stando tanto male, aveva voluto essere dimessa dall'ospedale per trascorrere le feste con la Sua famiglia. Ce l'aveva messa tutta... sentiva che sarebbero state le ultime. Vivemmo quel periodo con ansia mista a speranza, ma con la gioia e il calore di sempre.
I cenoni... la confusione... i regali come tradizione... tutto intorno a nostra madre come era stato in passato e nel corso degli anni... sin da quando noi eravamo bambini e poi a venire fino a quando i bambini, i piccoli di casa furono i nostri figli. E poi ancora... E ancora sarebbe stato così anche dopo di Lei.
Ora che la famiglia si è estesa, ed è appena iniziata una nuova generazione, gli spazi si sono ristretti e i regali sono aumentati. Intorno all'albero non ci stanno più e prima della distribuzione vengono trasportati nel salone, poi con tanta allegria vengono scartati, mentre si susseguono le battute, le parole di ogni anno... "Ma è bellissimo... " "Mi mancava proprio!" "Come hai fatto a sapere che lo desideravo?" "E' del mio colore preferito..." e così via. Non importa l'entità del regalo... poi... di questi tempi, sì... vale davvero solo il pensiero, ciò che conta è il modo e lo spirito con cui si dona. Se viene dal cuore... basterebbe anche una frase, unica... originale... personalizzata, quasi un "profilo" della persona a cui è destinata.
Anzi... in questo momento penso... e chissà che non ci si arrivi prima o poi... ad un abete ai cui rami siano legati tanti bigliettini colorati con altrettanti pensieri... per tutti i componenti della famiglia. Frasi moltiplicate che s'intrecciano con i sorrisi, si manifestano con gli abbracci... dimostrano che veramente ognuno c'ha speso qualcosa... ha messo del suo... del tempo per pensare a chi vuole bene.

sabato 24 dicembre 2011

"Ma sei più giovane!" ha esclamato stamattina la mia amica, "dottore" delle mie due cagnoline.
Non ci vedevamo dall'estate scorsa... sono andata da Lei per gli auguri, e m'ha trovato... a Suo dire... così...più giovane. Probabilmente è questa l'immagine che trasmetto, visto che... visto che non è la sola ad avermelo detto.
Allora sarà vero... mi son detta... ed ho cominciato a pensare... a tornare indietro.
Due anni fa esatti... quando tutto cominciò, e poi un po' più avanti... ad un anno fa... quando il Natale sopraggiunse a scuotermi dal torpore, perchè dovevo farla finita con ciò che era stato e dovevo cominciare a guardare avanti... definitivamente. La mia determinazione... una scoperta nuova, le mie scelte... imprevedibili e nuove anch'esse... il non voler abbattermi più per niente... l'entusiasmo di continuare a... un qualcosa di molto simile a ciò che prova un "giovane" quando s'imbarca in un'impresa. Ecco... che cosa sarà allora... a farmi apparire più giovane alla mia "veneranda " età! Sono tutte le caratteristiche di chi ha un breve passato... proprio come me... perchè d'esso io ho fatto un "sunto"... sfoltendo qua e là... cucendo un punto... rammendando uno strappo, ed ho mantenuto integre le parti migliori dove non c'era stata l'usura del dolore.
Così un altro anno è passato ancora... e quello che era stato stravolto mi piace anche di più... con la consapevolezza che molto è cambiato e deve ulteriormente cambiare perchè la Vita è per sua natura un continuo divenire. E questo non mi spaventa. La forza... il coraggio... e anche un pizzico d'incoscienza... arrivati così inaspettatamente sono dei regali... regali proprio grossi.
Per questo Natale mi sento colma di doni... e penso di sapere anche Chi ringraziare.
Stasera alzerò gli occhi al cielo e immaginando la Stella Cometa, continuerò a... seguirne la scia...

venerdì 23 dicembre 2011

Nel calendario dell'Avvento le finestrelle s'aprono ad una ad una fino al giorno di Natale...
Quando i miei figli erano bambini, in questo periodo ce n'era sempre uno attaccato alla parete della loro cameretta. Appena in piedi... alternandosi... "Ieia" e "Checco" si davano un gran da fare per aprire la finestra corrispondente al giorno... poi restavano per un po' a "contemplare" il soggetto che ne veniva fuori... un piccolo sole... la luna... una stella, una mela... una pera... un mandarino.
Un anno ne comperai uno con qualcosa in più... Le figure nascoste dietro le persiane non erano solo disegnate... erano veri giochini... una bambola, una palla... un trenino... tutti grandi quanto un'unghia di bambino. Si divertivano tanto ad aprire le finestre del calendario... a prendere il giochino e a riporlo nella scatola vuota, tonda e trasparente dei formaggini. Dodici "cosine" a testa... per ognuno un piccolo tesoro.
Ora che son grandi... il calendario dell'Avvento non lo compero più... però mi manca. Mi manca la trepida ansia  dell'attesa... quel qualcosa in più che rende magica la festa.
Però... a ripensarci... poichè per me, "da un po' di tempo a questa parte" ogni giorno è quasi una festa... posso immaginarmelo un calendarietto, ricrearlo nel mio cuore e pensiero. Sarebbe uno speciale... dove al posto della neve ci sarebbe il sole... e aperta ogni finestra si potrebbe trovare una candelina accesa, una luce viva come simbolo di speranza mai persa. Una dopo l'altra... fino ad arrivare al trionfo della stessa.
Quante ne sarebbero! Certamente più di 24 o 25...
Da aprire tutto l'anno... allora 365...
E poi ricominciare... continuare... e mai terminare.
Perchè Natale è sempre... nel cuore di chi nutre la Speranza.

giovedì 22 dicembre 2011

Certo... perchè nel giro di pochi anni aveva subito una quadrantectomia...fatto chemio e radio... poi le si era presentata una recidiva e il prosieguo della malattia all'altro seno. Un mese e mezzo fa s'è operata di nuovo... questa volta, mastectomia radicale ed ora è tornata a fare terapia. "Ma ne vale la pena?" A questo punto forse qualche dubbio lo si può anche far passare, ma a patto che sia proprio qualcuno e che non ostacoli la determinazione e la voglia di andare avanti.
"Sai cos'è?... Ieri mi sentivo pronta a ricominciare... pensavo, devo fare in fretta, guarire... stare bene, perchè appena potrò andrò a farmi un seno nuovo di zecca. Ma scherzi?! Chi c'avrebbe mai pensato altrimenti?
Poi mi sono ritrovata sola in casa, mille pensieri negativi hanno affollato la mente ed io ho perso quell'entusiasmo dell'inizio." "Ed ora che cosa pensi di fare?" le hanno chiesto. "Penso che stasera devo andare alla recita di Natale di mia figlia... nient'altro."  Benissimo... mi son detta... è l'atteggiamento più giusto, non bisogna farsi fermare da nessun evento... soprattutto quando questo... "magnanimamente"... consente di restare in piedi e darsi da fare.
Altro tempo recuperato... altri giorni conquistati.
La stessa cosa avrà pensato anche il mio amico con gli occhi azzurri come il cielo...
Ha fatto i controlli... la TAC, e n'è venuto fuori che la situazione è più che stabile... sembra che il "tiranno" voglia cronicizzarsi... Sempre "bestia" è... ma meno aggressiva.
E sorridendo con gli occhi, m'ha salutato "sventolando" il foglio del referto... ha voluto che lo leggessi. "Sei contento? E' una notizia bellissima!" Ha annuito... sempre con gli occhi, che s'eran fatti lucidi per l'emozione.
"Hai portato una foto della Tua nipotina?" "Tra poco viene mio figlio... ne ha scattato qualcuna col telefonino".
Dopo un po' è venuto a cercarmi... "Mio figlio sta qua..."
Ho guardato le foto di quella piccolina, mentre Lui tentava di sbirciare per vederle ancora...
Non è mai stanco di guardare la "ragione" per cui con "forza" ha ripreso a riconquistarsi i giorni.

mercoledì 21 dicembre 2011

Ogni tanto mi si ripete... "Non dire così... ormai ne sei fuori!"
E va bene... di questo ne sono convinta anch'io... ma poi sento aggiungere, "... è una conquista per tutti, non solo per te." Ed allora condivido il pensiero ma con una precisazione.
Quando un bel giorno Ti viene detto... "Vedi che hai un tumore... " il primo pensiero che prende è di non aver più tanti giorni da vivere, credi che sia tutto inutile e che "non valga la pena" nemmeno comprarsi un pullover nuovo. Ma poi senti all'improvviso che devi ribellarti a quell'ingiustizia di fondo... non puoi arrenderti e cominci così a recuperare i giorni che credevi persi... a riconquistarli. Per Quelli come me... un ritorno alla conquista.
E' strano come tutti la pensiamo allo stesso modo... sembra quasi un'idea prefissa... un'informazione passata col tam- tam...
Ieri ho conosciuto di persona un'altra amica di cui avevo sentito parlare in reparto e con la quale avevo stabilito dei contatti su fb... Mi si era avvicinata, "Noi... forse ci conosciamo... Su fb!" Allora avevo capito... "Sei Tu! Però devo dire che sei più bella di persona... le foto non ti rendono onore", e Lei era scoppiata a ridere... "Meglio così!" aveva aggiunto e la "sua risata" m'era diventata già familiare.
Una delle infermiere era poi entrata nella stanza, "Come va... mia cara "... ma ne vale la pena"? Perchè da oggi ti chiameremo così... Quante volte l'hai detto?" E Lei, ridendo ancora... "Ma io lo dico sempre... anche al chirurgo a Milano... l'ho detto anche a Lui, e m'ha guardato strano." E per forza ho pensato io... perchè ne vale sempre la pena... anche per un giorno solo... non fosse altro che per non dargliela vinta... non stendergli anche il tappeto rosso.
Ma anche Lei... le Sue ragioni ce l'ha... col Suo vissuto... breve ma doloroso...
Dopo averlo ascoltato non ho potuto non chiedermi... ma com'è possibile tutto questo... ad una sola persona, per giunta tanto giovane e in così poco tempo?...

martedì 20 dicembre 2011

La giornata s'è presentata fredda, gelida fin dalle prime ore...
"Quest'anno Natale si presenta come comanda Iddio..." Nell'uscire di casa m'è venuta in mente questa battuta di una nota commedia d'Eduardo, mentre cercavo d'aprire l'ombrello che s'era inceppato. In fretta mi sono avviata verso la fermata dell'autobus... non il solito... per questo alla parallela del viale dove abito.
Una signora anziana, tutta imbacuccata è arrivata con me... "Mamma mia che freddo che fa... Signo'... ma state a guardare a me? Lo so che state pensando... somiglio a Babbo Natale! Però a me non me ne importa niente... no... che siete voi a pensare questo, ma del fatto che faccio 'nu poco ridere... Insomma... tengo troppo freddo!" Beh... aveva fatto tutto lei. Ero così intirizzita da non porre attenzione più di un minuto a com'era vestita, figuriamoci se potevo fare tutte quelle considerazioni... Comunque ho sorriso... mentre riprendeva e continuava a parlare senza sosta... Forse era un modo come un altro per riscaldarsi...
Ma ora che ci penso... deve essere la stessa persona che l'estate scorsa... col solleone... andava in giro con l'ombrello aperto e che incontrandomi più o meno nello stesso punto mi disse... "Lo so che stat'a guardare a me... so' strana coll'ombrello aperto, ma fa troppo caldo! M'aggia ripara' in qualche modo!"... Sì... dev'essere proprio la stessa, ma almeno oggi era in sintonia con il periodo...
E' questa una delle mie recenti scoperte...  l'essere frequentemente avvicinata da chi non conosco e la facilità d'approccio da parte mia. E' vero che da sempre la gente in genere m'ha affascinato... per la varietà dei caratteri  che porta ad uno scambio naturale di peculiarità... per quel lato giocoso e divertente che ogni essere umano possiede anche a Sua insaputa. Ma in più... ora ho acquistato in spigliatezza... ho perso in ritrosia... ho valorizzato col garbo quel po' di timidezza che mi portavo dietro da tempo immemore. Tutto questo sarà perchè non ho più paura di niente?
Non temo il giudizio altrui... perchè finalmente ho imparato a conoscermi. Sono serena, a tratti oserei dire... felice... tanto da voler mostrarlo a tutti.  In particolare vorrei che se ne sapesse sempre il motivo... e se non temessi d'apparire... non so... un po' toccata... lo griderei anche... "Sono contenta perchè...ogni giorno è una conquista."

lunedì 19 dicembre 2011

Sarà densa d'impegno questa settimana che precede il Natale...
Ho deciso di darmi una carica in più... mettere maggiore "sprint" in tutto ciò che faccio... per sentirmi più che mai viva.
"Ehi... ma hai cambiato turno oggi?" Mi ha accolto così stamattina il mio buon e semplice amico... "Sì... perchè devo andar via prima..." e mi son seduta accanto alla Mia coetanea.
Il corridoio era straordinariamente affollato... alcune persone addirittura in piedi. Tra queste l'Enigmista e le sue due figlie... oggi era terapia anche per la mia amica Tutta Bianca... "Come va?" ho chiesto loro... "Non troppo bene..." e dalla "serietà" di quegli sguardi ho preferito non aggiungere altro.
"Sei sola oggi... non è venuta tua figlia?" "Mi ha accompagnato mio marito... domani verrà lei..." La osservavo stamani... osservavo la Mia coetanea... il suo volto radioso... gli occhi luminosi, e i capelli... i capelli davvero una scoperta continua... Ogni volta diversi... oggi sembravano avere i colpi di sole... Bellissimi! E' trascorso meno di un anno... e hanno avuto il tempo di cadere... ricrescere... essere tagliati e diventare così come sono ora. E' quasi incredibile.
Udendo la voce dell'amica Tutta Bianca che rispondeva al "Buon appetito" di una delle infermiere, mi sono alzata per andare in camera sua... "Uè... Marì... che te n' fai?"... il Suo saluto di sempre... "A me tutto bene, e a Te?" "Meh... insomma... tengo 'sta pancia e poi... certi dolori!" Una delle Sue figlie ha preso a massaggiarle il ventre, quasi accarezzandolo.
All'improvviso un ricordo... le lunghe... interminabili carezze ai piedi di mia madre, colpiti dalla cancrena. Ampie e lievi nello stesso tempo... ispirate dal grande amore per Lei... nel tentativo di darle un po' di sollievo. Ho sentito gli spilli negli occhi, e prima che fosse tardi ho scacciato quel ricordo... naturale in quel momento, ma altrettanto inopportuno. Non sono certo lì per scaricare i miei turbamenti... qualunque sia la loro natura... anche se proprio in quel posto riesco sempre a vincerli e superarli. Sarà perchè mi distraggo o in realtà vedo che tutto sommato son poca cosa in confronto ad altro? Non so... certo è che per un po' dimentico persino momenti in cui mi pare di vivere ciò che ho visto in sogno... un incubo o una premonizione diventare realtà. Ebbene... perdo di vista... s'annulla ogni sensazione di disagio e per un po' non ci penso più. Poi... quando vengo via... tutto ritorna, ma trasformato dal grande senso di gratificazione.
Per me... questo non è altro che un grandissimo "premio".

domenica 18 dicembre 2011

"Spero d'incontrarvi ancora..." mi aveva detto ieri salutandomi la signora dall'aspetto giovanile... la signora tanto provata nella Vita...
Le avevo risposto, "grazie"... e non solo per quelle parole, ma anche per ciò che m'aveva donato con il suo racconto... le lacrime trattenute a stento. Gli incontri... diciamo "casuali" non sono mai del tutto tali... Torna allora il paragone della scacchiera... siamo Tutti pedine mosse ad arte in una partita senza fine. E poichè non di un "solitario" si tratta, necessaria è l'intesa tra Chi conduce il gioco e i suoi elementi... Non pedine passive... inanimate, ma che assecondano la mossa in perfetta sintonia con Chi la fa...
E' Armonia... quasi virtuosismo musicale... "danza" senza errore nei passi.
La Fede... che dà un senso a ciò che capita... forza per viverlo... serenità nel superarlo.
Vivere abbandonandosi nelle braccia protettive di Dio Padre...sicuri di non essere mai abbandonati... Unica condizione... crederci!


Una vita abbandonata  
nelle braccia di Dio    
di Madeleine Delbrel                    

Così scrive la mistica francese Madeleine Delbrel, che testimoniò Dio nella periferia più “rossa” di Parigi nell’ultimo dopoguerra:
"Per essere un buon danzatore, con Te come con gli altri, non occorre sapere dove conduca la danza. Basta seguire il passo, essere contento, essere leggero, e soprattutto non essere rigido. Non occorre chiederti  spiegazioni sui passi che ti piace fare. Bisogna essere come il prolungamento, agile e vivo, di Te. E ricevere da Te la trasmissione del ritmo dell’orchestra.
Bisogna non volere avanzare ad ogni costo, ma accettare di voltarsi indietro, di procedere di fianco. Bisogna sapersi fermare e saper scivolare anziché camminare. E questi sarebbero soltanto passi da stupidi se la musica non ne facesse un’armonia. Noi però dimentichiamo la musica del Tuo spirito, e facciamo della vita un esercizio di ginnastica; dimentichiamo che fra le Tue braccia la vita è danza e che la Tua santa volontà  è di un’inconcepibile fantasia.
Se fossimo contenti di Te, Signore, non potremmo resistere al bisogno di danza che dilaga nel mondo, e arriveremmo a indovinare quale danza Ti piace farci danzare sposando i passi della Tua Provvidenza".
Stupenda immagine di come può essere la nostra vita abbandonata nelle mani di Dio e Noi, Suo prolungamento agile e vivo che operiamo per Lui... assecondando il "ritmo dell'orchestra".

sabato 17 dicembre 2011

Sembra che l'inverno stia proprio arrivando...
Nel pomeriggio avevo l'uscio del balcone socchiuso, causa "vampate", e un odore di "fritto", tipico di questo periodo, s'infiltrava nella mia cucina, mescolato ad un'aria più che frizzante. L'aveva lasciata il vento forte che aveva soffiato fin da ieri sera, ed ora era cessato... dopo aver portato via nuvole ed umidità.
Ho messo appena il naso fuori ed ho respirato profondamente... poi ho ripensato ai fatti di stamattina.
 Sì... perchè oggi è stato un sabato diverso... poche faccende in casa... dovevo accompagnare una persona a me molto vicina per un'ecografia al seno. Tre giorni fa mi aveva chiamato... era preoccupata... molto agitata perchè con una telefonata l'avevano informata che la dottoressa riteneva opportuno fosse effettuata anche un'ecografia dopo la mammografia fatta a settembre. Ma perchè, si chiedeva... se era tutto a posto? Probabilmente per rendere più completo ed esauriente l'esito dell'esame... ciò non toglie che logica fosse la Sua paura  e l'ansia per l'eventualità peggiore.
Altre donne erano là ad attendere... tutte nelle medesime condizioni, alcune non volevano neppure sedersi tant'era il disagio.
 Hanno incominciato a parlare tra loro... a confrontarsi in quel dubbio che le accomunava...
"Ma dico... proprio a Natale! Potevano slittare di qualche giorno... no?! Bel regalo ci fanno." Quasi fosse sicura la presenza di "un qualcosa" e certa la responsabilità di chi le aveva convocate...
"M'avevano detto che chiamavano se avessero trovato qualche anomalia. Ed ora mi sento raggelare... Non si può stare tranquille... con tutto quello che si sente in giro!"
"Io ho sempre fatto quello che m'era stato detto... compresa la palpazione... non ho trovato mai niente."
"Basta! Non voglio neanche pensarci..."
Quest'ultima battuta sembrava quella pronunciata da me tante volte prima di avere il tumore. A questo punto... toccando la paura quasi con mano... non ho potuto più tacere ed ho cominciato con "la mia storia".
 Mi ascoltavano quasi incredule... e piano piano il gruppo diventava più nutrito. Accanto a me... una signora molto giovanile che poi ho saputo avere cinquant'anni, ha continuato con "la sua"... l'essere rimasta vedova del marito morto di tumore al cervello... il dolore per non aver potuto fare niente... oppure aver fatto troppo allungandogli la sofferenza...
Poi è arrivato il suo turno per l'ecografia... Dopo quindici minuti è uscita fuori... rossa in viso e con gli occhi lucidi... di gioia. Era tutto a posto. Mi sono commossa anch'io e l'ho abbracciata forte.
Questo Natale... una vittoria... e il ricordo del mio Natale di due anni fa mi ha fatto meno male.

venerdì 16 dicembre 2011

E l'altro giorno all'Amica dalla saggezza della buona terra è stato detto che quella sarebbe stata l'ultima volta... l'ultima chemio...
"Ma come... non dovevo finire l'8 aprile? Così avevo fatto i conti..." Ma... in un bisticcio di parole... i "nostri" conti poco contano, soprattutto quando i mesi vanno oltre un limite e si susseguono... tutti uguali.
All'inizio era rimasta perplessa... poi il viso le si era illuminato, "Sono contentissima... così nessuno si scomoda per accompagnarmi..." e dopo all'improvviso aveva aggrottato la fronte... "E ora non ci vediamo più?!" "Ma no... ci vedremo ancora... quando verrai ai controlli, e poi verrò io a trovarti a casa... al Tuo paese." "Certo... mi fa piacere. Ma... veramente?" e il sorriso era tornato. "Allora... sono tanto tanto contenta." e la Sua felicità diventava doppia.
Chissà se l'era tornato in mente il giorno che c'eravamo conosciute... quando, per un berretto di tipo maschile calato sugli occhi, io... l'avevo scambiata per un uomo, e lei... mi aveva chiesto perchè mai ero sempre là... "servivo" a portare conforto? Perchè tutto e tutti dovevano avere un'utilità, altrimenti domandava, "... ma a che ti serve?" seguendo i dettami della "saggezza della buona terra".
Comunque è bello veder tornare un sorriso... per un po' andato in pausa... a chiudere una parentesi  come questa... "Sono contentissima..." due semplici parole capaci di colmare un vuoto nell'anima...
Una grande busta rossa... Un' Amica con una grande busta rossa... ieri è tornata per gli auguri al reparto. Ora non guarda più solo un punto chissà dove... i Suoi occhi non sono smarriti ma gioiscono...
Da quella busta rossa ha tirato fuori cioccolatini per tutta l'equipe... e un alberello tutto d'oro.
Perchè...quest'anno è tornata la Luce... anche per Lei.

giovedì 15 dicembre 2011

Poi... il giorno dopo...
Ieri con quel "mio Amico" ci siamo rivisti là... a quel terzo piano.
Penso che dovrò rassegnarmi...non riesce a darmi del "Tu"... o meglio,  magari qualche volta gli scappa pure... ma è il mio nome di battesimo che non gli viene proprio fuori così com'è..se non accompagnato da quel benedetto "signora".
"Ho portato un pensierino...", m'ha detto... "Per me... davvero?" gli ho risposto e mi è sembrato dono grande.
"Sì...", ha replicato una delle Amiche infermiere, "lo ha portato a tutti, quindi anche a te." E l'essere considerata "una dell'equipe" mi ha fatto sentire importante... forse troppo, e per un momento avrei voluto essere ridimensionata. "Ma perchè", mi è stato detto, "è così che sei vista da loro... E' logico, normale volgersì là dove è il dolce."
Ed è questo che pensano di me? Mi sembra quasi impossibile... Tutto è cominciato da una grande sofferenza... dalla volontà di reagire, farcela a tutti i costi... Ciò per cui "tanto bene" pensano di me, è nato allora... si può dire... quasi da un atto d'egoismo... eppure ha dato di questi frutti... grandi,  inaspettati, imprevedibili.
"Quando non volevo vivere più... tu... voi mi avete aiutato tanto. Mi avete fatto capire molte cose..." Ed ora? "Ora non più... non voglio morire più", mentre una lacrima... una sola gli rigava una guancia.
"Ma perchè ieri eri alla stazione?" gli ho chiesto. "Ci vado ogni pomeriggio... sempre alla stessa ora..." Ed io... guarda caso... l'ho incontrato una volta sola... proprio quella giusta.
Come pedine... allineate sulla stessa fila di una scacchiera... perchè la partita riesca.
Ecco, in realtà... che cosa siamo... e perchè non serve opporsi quando ad Altri spetta muovere i fili.
"Mary... vai nella stanza accanto... c'è l'altra Amica che t'aspetta".
E sono andata anche da Lei, l'Amica dalla saggezza della buona terra... "Ti ho portato la salsiccia fresca..." Un altro dono... per me? "... perchè... non te la dovevo portare? Stai qui!" Eh, già... faccio parte dell'equipe... ma che pretesa! Io mi sento solo una "paziente"... un po' privilegiata... ma solo un po' davvero.

mercoledì 14 dicembre 2011

E narrando narrando siamo arrivati ad oggi... vigilia di quell'avvento-evento che cambiò tutta la mia vita.
Ogni tanto torno indietro a rileggere le cose che ho scritto... e più la pagina è "antica", maggiormente ne prendo le distanze... ovvero mi ritrovo persona del tutto nuova pur sentendo, rivivendo la forza del momento.
La trasformazione... una vera e propria metamorfosi... anche se graduale appare evidente... così che spero venga percepita anche dagli altri che leggono, come succede con chi mi conosce e mi frequenta abitualmente.
Sono contenta di come sono ora... di quanto la malattia mi abbia temprato per affrontare nel  modo più giusto la Vita in ogni occasione. Non sono mai stata sola però, e continuo a... non esserlo... perchè sempre forte sento la presenza di Dio che mi sostiene quando lo spirito vacilla e di conseguenza anche il fisico ne porta i segni.
Tutto ciò che ha posto sulla mia strada... fatti, eventi, comprese le persone... sono state la prova evidente e tangibile della Sua presenza accanto a me nei momenti di particolare difficoltà, grande o piccola che fosse. Ho saputo  leggere tra le righe quasi sempre e non ho mai avuto da pentirmene perchè... avevo letto giusto.
Ieri pomeriggio avevo accompagnato alla stazione Valeria che ripartiva...
Ero malinconica... fuori era già buio, pur essendo le prime ore del pomeriggio... come è logico in questo periodo dell'anno. Dall'altoparlante una serie di annunci in lingua straniera... non ricordavo ne avessero mai mandati tanti... Mi son sentita all'improvviso "fuori posto"... e in verità tutto era "fuori luogo", anche il fatto che mia figlia fosse alla stazione sotto Natale non perchè rientrasse in occasione delle festività, ma per il contrario. In trent'anni questo sarebbe stato il Suo primo Natale lontano da me...
Questi pensieri mi procuravano la sensazione di dover restare ferma in uno spazio ristretto... poco illuminato, e di fissare un unico punto... sempre lo stesso.
Ma... alzando lo sguardo, quasi non intenzionalmente mi son trovata di fronte uno dei miei "amici"... "Oggi parlo". Di colpo sono uscita da quello spazio ristretto. "Ciao... ci vediamo domani là?" "Certo... ci vediamo..."
E il Cuore è ritornato ad essere leggero leggero...
Bisogna andare oltre...
Quel "Qualcuno" che mai si dimentica di me... anche ieri me l'ha ricordato... "Bisogna andare oltre"... non fermarsi al passato... I figli restano un punto fermo nella mia Vita, ma hanno la loro da "rispettare"... facendo cose giuste ed anche errori, vanno avanti... non possono nè devono fermarsi...mai.
E a questo punto... neanch'io.

martedì 13 dicembre 2011

Allora a ripensarci su... quanti aspetti ha mostrato di sè il mio blog!
L'aspetto terapeutico... aiutandomi nel cambiamento che ha fatto di me una persona nuova attraverso un processo di elaborazione dell'evento...
Quello socializzante... portando ad una "conoscenza", sì, virtuale ma reciproca con molti dei miei "lettori fissi"... in un confronto che ha donato grande ricchezza.
E poi... non ultimo per importanza, anche quello informativo...di divulgazione. Certo pretese non ha... non sa di "scienza"... e come potrebbe, non essendo io una "luminare" o anche un "semplice medico"... e nemmeno un'infermiera? Sono solo "una paziente"... magari un po' sopra le righe... che si guarda dall'esterno e trae le sue conclusioni.
Quando due anni fa... il 23 di questo mese... per essere precisi (... bel regalo di Natale, eh?), fece la sua comparsa il tumore... ancor prima di esserne certa e avendo intuito ma non accettato la gravità della cosa... mi sentii disperata. Cominciai a cercare ovunque notizie sui sintomi... le terapie... le aspettative di guarigione... Ma più cercavo e trovavo... tanto più piangevo leggendo... fino a rifiutare la realtà, presa com'ero da un vivo senso di nausea. Questo... l'ho capito dopo, almeno per quello che riguardava me... succedeva perchè l'argomento era trattato in modo freddo, schematico: cause... sintomi... terapie... effetti collaterali... percentuali di decessi... SOPRAVVIVENZA! Soprattutto questo termine mi sconvolgeva, perchè si contrapponeva in modo forte al suo contrario... come se... qualora fosse stata concessa...  non era di certo cosa meritata.
Così chiudevo tutto... occhi compresi... e il cuore... con un balzo... saliva in gola.
Quando poi cominciai la "mia" avventura nel blog... dietro l'effetto di una forte spinta reattiva, sentii,  ma in realtà fu cosa inconscia, la necessità di parlare della malattia "in toto", sotto ogni aspetto... e siccome già tutti anzi troppi, "forum" compresi, lo facevano in modo "scientifico", io avrei fatto poca "scienza" e tanta "storia". Perchè di Storia si tratta quando si parla di sofferenza... e non solo fisica, di anime... che non sono solo spirito, di Vita... che non è lo scorrere senza senso del tempo nell'esistenza umana.
In tono "discorsivo"... a tratti "narrativo" avrei raccontato la "mia storia"... uguale a tante altre... e il sentir parlare di cancro avrebbe fatto meno paura. Almeno ci speravo... ma, sinceramente... in cuor mio ci credevo!

lunedì 12 dicembre 2011

E non riesco... proprio non riesco a passare oltre... a non pensarci.
Già in  passato  aderivo sempre alle iniziative promosse a favore della ricerca... La reticella con le arance dell'AIRC... la stella  di Natale e le uova pasquali dell'AIL... ed altre ancora. Magari... è una sciocchezza, ma ho sempre creduto che tante gocce fanno l'Oceano... gocce che evaporano al sole per uno scopo... "tornare" a quel mare immenso.
Ognuno dovrebbe fare la propria parte, sì... a favore degli altri, ricordando però che il tutto gli potrà tornare forse anche con gli interessi. Chi sa infatti che cosa succederà domani?


A ben interpretare lo spirito di una di queste iniziative, ecco la lettera di Valentina che di leucemia non ha sentito solo parlare...
 Alle Sue parole c'è poco da aggiungere... da sole sono testimonianza forte di grande coraggio e voglia di vivere.
Possiamo Tutti Noi restarne indifferenti?


Dietro ogni stella di Natale si cela quel rosso che sa di momenti di festa. Che sa del freddo invernale e insieme di calore umano. In ogni stella di Natale c'è la gioia e la speranza e l'allegria. Dietro quelle stelle di Natale ci sono nascoste delle storie di vita; storie uguali e diverse. Sono stelle di Natale speciali, quelleche raccontano di storie speciali...
La preoccupazione nei loro sguardi e nei nostri. La sofferenza di dure terapie e la volontà di andare avanti, fino in fondo. Nomi e sigle impronunciabili che diventano la normalità. Le ore interminabili in una sala d'attesa e i minuti che vorresti non passassero mai per stare con lui un po' di più. Le iniezioni e le flebo e le lastre e le camere isolate, lontane da tutto, che alla fine, non fanno più tanta paura. L'affetto e la comprensione che provi per chi è accanto a te e di cui capisci perfettamente ogni pensiero senza neanche sapere chi sia. Il rigore austero di impenetrabili camici, la loro competenza e professionalità. Le mascherine, il sapone antibatterico e gli allarmi. La cena alle sei e mezzo e la pastina scotta, sempre la stessa. La pacca sulla spalla di un infermiere che ti dice che è passato tutto e che sta meglio, adesso. Le persone che si affidano al loro Dio e tu che ti affidi alla tua forza. I suoi occhi che diventano ancora più profondi nel suo viso pallido. I sorrisi più forti di qualsiasi parola, le risate per ogni piccola cosa. E le lacrime.

Quelle stelle di Natale racchiudono corridoi e reparti e medicherie e interi ospedali. Dove gente e gente lavora per sconfiggere una malattia che non deve far più paura. Dove gente e gente soffre e non si arrende. E gente e gente, come me, aspetta che tutto passi, che tutto finisca, e lui torni come sempre, come prima.

Dietro quelle stelle di Natale si celano strette di mano e abbracci forti più di ogni altro. Si celano visi e sguardi che non dimenticherai mai. Si celano bimbi e vecchi e uomini e donne accomunati dallo stesso dolore e dallo stesso desiderio. Dietro quelle stelle ci sono, velate, paure e lacrime taciute, ma più di tutto l'attaccamento profondo alla vita.

Dietro queste stelle si nasconde la leucemia e la nostra voglia di combatterla e sconfiggerla.

Dietro queste stelle ci sono tante persone speciali. Io dedico una stella al mio piccolo eroe.
Valentina



domenica 11 dicembre 2011

Non avrei mai immaginato che potesse andare così...
Così bene... intendo.
Quando quel giorno d'estate m'inoltrai in quest'avventura... del blog... lo feci timidamente, a digiuno di ogni minima nozione riguardante il web.  Appena appena sapevo schiacciare i tasti e da poco muovere il mouse in modo sapiente. Eppure... passo dopo passo cominciai e la "mia creatura" prese vita e  forma. Non m'interessava che mi leggessero in tanti... l'importante era che io mi  sentissi "bene" dopo aver scritto la "mia pagina".
 E così fu.
Mettendo fuori tutta la mia emotività... quella nascosta... repressa... turbata... a volte "violenta", a tratti "esaltata"... poi depressa, ma anche gioiosa... avevo preso a fare psico-terapia a me stessa, riuscendo piano piano ad elaborare tutto quello che m'era successo ed anche quello che sarebbe venuto.
Così  m'aveva abbagliato la luce che era tornata nella miaVita... lo scorso Natale...
Così quella stessa luce brilla di  gioia quest'anno...  e Natale non è  ancora arrivato.
Oro e Rosso perciò i colori del mio albero...  ad evidenziare quella sottile emozione felice nel constatare che quel Qualcuno non mi ha lasciato qui per sbaglio, ma l'ha voluto proprio... e a me tocca ogni giorno scoprire il perchè. E ben volentieri.
E oltre il mio andare quotidiano a quel terzo piano... dai miei amici "che contano", mi guardo intorno con più attenzione e mi scopro una sensibilità nuova che non mi  fa chiudere gli occhi per non vedere... non mi fa nascondere tra le sottili sbarre di una gabbia dorata come se nulla mi riguardasse.

sabato 10 dicembre 2011

Il motivo c'è per cui non ho postato subito una  foto del mio alberello...
Sono  momentaneamente "disabilitata"... Mi spiego meglio.
Il pc che adopero normalmente,  in questi giorni mi è praticamente inaccessibile...
Perchè? Ma è facilmente intuibile! Valeria l'ha preso in ostaggio... Ogni volta che torna a casa non porta il "suo", "..e che lo porto a fare?!  E' solo un impiccio!"... e intanto sequestra il mio, e a me tocca usare quello di mio marito... per sua gentile  concessione... sotto il suo diretto controllo, "...non  lasciare impronte... non fare condensa quando respiri perchè restano  le goccioline sul monitor... Anzi, respira poco!" E come no?! Fosse almeno facile!
Insomma, uno "stress" su cui è meglio che non mi dilunghi. Figuriamoci poi se si  va sul  sofisticato... tipo memory stick... allora per Lui è la fine. Fine del "suo" computer altamente tecnologico, ma soprattutto fine della sua pazienza. E allora poichè è meglio non stuzzicare il leone che dorme... visto che "ubi maior minor cessat" (detto che  io sola rispetto) mi adatto a  scrivere battendo le dita sulle morbide lettere di una tastiera di gomma. Provenienza cinese? No di certo... "tecnologica" anch'essa! Solo che è affamata di lettere e se le mangia... a volte fa i passi più lunghi della gamba (ma si potrà dire di una tastiera? Mah!) o non li fa proprio, col risultato di trovarsi davanti una parola composta almeno con altre tre... stile "lettera di Pulcinella"... con cui   "divertirsi" per rendere il tutto comprensibile.
Comunque... stress o non stress... lentezza a parte... riesco ugualmente a scrivere, a continuare a... "vivere" questo blog... la "mia creatura" ... lontana dalla quale... no... non  saprei davvero stare.

venerdì 9 dicembre 2011

Sono entrata e l'ho visto... lì  dove lo avevo sistemato prima di uscire...
Leggermente reclinato verso sinistra, pareva m'interrogasse... "Quando ti decidi? Altrimenti è meglio che torno dove stavo".
Eh sì... dovevo decidermi... allora mi sono detta, ora o mai più,  e sono andata nello stanzino a prendere il resto. Posti in una scatola... le luci, gli  addobbi e le catenelle per un albero di "facile gestione"... come è il nostro, anzi il mio, da quando "io" lo recupero dal suo sonno di dodici mesi... lo rimetto in piedi o quasi... lo vesto a festa, ogni anno in un modo diverso.
Lo avevo posto giù da un vano dello stanzino già da qualche giorno... Quest'anno era tutt'altra cosa... non c'era indecisione o esitazione di sorta... L'avrei fatto. Dovevo trovare solo il tempo...
Così ieri pomeriggio prima di uscire lo avevo sistemato nell'ingresso... Posto su uno sgabello che gli regalasse qualche centimetro, avevo coperto  lo stesso con la carta rossa metallizzata... stretta da un nastro dorato... come fosse un pacchetto. Perchè poi il mio alberello non avesse più quell'aria interrogativa, vi avevo messo sotto una piccola zeppa... ed anche la stella rossa sulla punta avrebbe così mandato dritta in alto la sua luce.
Pallina dopo pallina... ogni addobbo al  proprio ramo, con  i piccoli led di colore rosso, dagli effetti di luce cangianti... e infine la lunga catenella dorata che abbraccia l'albero circondandolo di riflessi luminosi. Qualche passo indietro per dare un'occhiata  all'insieme... ed è fatta! Anche quest'anno il mio albero di Natale... era pronto. Semplice... delizioso, inversamente proporzionale all'età dei miei  figli e al mio amore per loro...un simbolo, unico e originale.
Ah... dimenticavo la sua veste! Quest'anno è tutto rosso e oro... l'ho voluto così perchè alla luce del passato Natale s'è aggiunta  l'allegria per quest'altro che verrà.
Scatterò una foto del mio alberello e la posterò... al più presto, perchè anche questa mia gioia... la voglio condividere.

giovedì 8 dicembre 2011

Un giorno di festa... una bella giornata dopo qualcuna vissuta così così,  forse a causa  delle emozioni sull'onda dei ricordi  che in questo mese si fanno più pressanti.
Non c'è che  dire... il mese di dicembre da qualche anno non è molto "tenero" con me. Però oggi... oggi sì... è stato diverso; ieri è tornata a casa Valeria, e anche se per pochi  giorni la gioia è tanta... L'amore della mia Vita comincia a farsene una ragione... di quella che sarà la Sua di qui a breve ed è meno ansioso e di conseguenza anch'io.  La mia Famiglia... oggi... era completa, come la vorrei sempre vedere... così come l'ho vista nascere e crescere con la cura costante  che le abbiamo prestato sin dal giorno che fu concepita nei Nostri pensieri.
In verità stamattina c'è stato un po' di "tumulto"... passeggero,  per fortuna.
Francesco s'è alzato con un fortissimo mal di pancia... si lamentava...si lamentava e...anche qualcosa di più. Non essendo lui solito, sin da bambino a lasciarsi andare ad "esternazioni" del genere, mi sono davvero tanto preoccupata. Valeria nel tentativo di rassicurare entrambi... intanto andava ripetendo, "Fra'... stai calmo... non è niente... è sicuro... Sicuro che è un attacco di appendicite... Dove ti fa male? Sì... è appendicite. Vedrai... all'ospedale risolvono il problema."  Quelle che dovevano essere delle rassicurazioni sortivano però esattamente l'effetto contrario sul soggetto che in quel momento era tutt'altro che "paziente" e che per trovare un po' di pace ha preferito rifugiarsi in  bagno. Aspettavamo che venisse fuori per accompagnarlo in ospedale, quando l'abbiamo visto uscire come se nulla fosse successo.
 "Questi maschi... sono  tutti uguali... solo commedianti!" Altra "perla di saggezza" di mia figlia sull'alta considerazione che lei ha del sesso maschile.
A parte quest'episodio terminato anche  col sorriso...poi tutto è andato bene per il resto della giornata. Serenamente..
Pure sono uscita nel pomeriggio, e di ritorno a casa... un alto falò bruciava, con lo scintillìo delle faville intorno e i volti illuminati dei bambini che guardavano a bocca aperta.

mercoledì 7 dicembre 2011

Lei... è qui!
Non è la nota formula, gioiosa per necessità di spettacolo... Lei è proprio qui... a casa.
Il link che mi era  arrivato l'altro giorno me l'aveva inviato Valeria, mia figlia... e il commento che l'accompagnava mi aveva commosso perchè esprimeva tutto il suo rammarico per non poter tornare a casa a Natale.
 Poi... ieri... all'improvviso un altro messaggio... "Fra un po' vado in stazione... se trovo un'offertina... faccio una pazzia e parto". Mi sembrava incredibile... ma quei  due messaggi li aveva mandati proprio lei... autonomamente o sotto minaccia? La canzone natalizia...  il "magari" pure col punto esclamativo...  e poi anche quella piccola "pazzia"... da lei era davvero troppo.
Ma è sempre così... la solita storia che si ripete per Tutti... quando si presenta l'occasione... Non apprezzi a pieno ciò che hai finchè l'hai... ti manca come l'aria che respiri quando viene meno.
Quest'anno il suo Natale sarà diverso perchè... lontana da casa... lavorerà...  proprio a Natale! Eh sì... questo può succedere ad una "precaria a tempo indeterminato"... come lei ama definirsi. Succede che si può lavorare un mese o massimo due... quando gli altri... i lavoratori a tempo indeterminato vanno in ferie d'estate al mare e in inverno... ad esempio a Natale... in montagna. Beh... cosa c'è di strano? E' tutto "ingiustamente" logico e normale. D'altra parte... si vuole lavorare o no?
Polemica a parte... e per tornare al discorso principale, il più importante... lei non ha resistito e si è concessa questa piccola follia... che in un certo senso tale si può considerare... con l'aumento dei costi!
E così ha voluto stupirmi... ed è arrivata stasera ...solo  per qualche giorno. Non fa niente, però... l'ho vista e questo basta per caricarmi un altro po'.
"Quando si arriva ad una certa età... ho capito che bisogna tornare alle origini", ha esclamato mentre apriva la valigia.
E questa volta mi ha stupito di nuovo... e ancora di più...
Lei... è qui!
Non è la nota formula, gioiosa per necessità di spettacolo... Lei è proprio qui... a casa.
Il link che mi era  arrivato l'altro giorno me l'aveva inviato Valeria, mia figlia... e il commento che l'accompagnava mi aveva commosso perchè esprimeva tutto il suo rammarico per non poter tornare a casa a Natale.
 Poi... ieri... all'improvviso un altro messaggio... "Fra un po' vado in stazione... se trovo un'offertina... faccio una pazzia e parto". Mi sembrava incredibile... ma quei  due messaggi li aveva mandati proprio lei... autonomamente o sotto minaccia? La canzone natalizia...  il "magari" pure col punto esclamativo...  e poi anche quella piccola "pazzia"... da lei era davvero troppo.
Ma è sempre così... la solita storia che si ripete per Tutti... quando si presenta l'occasione... Non apprezzi a pieno ciò che hai finchè l'hai... ti manca come l'aria che respiri quando viene meno.
Quest'anno il suo Natale sarà diverso perchè... lontana da casa... lavorerà...  proprio a Natale! Eh sì... questo può succedere ad una "precaria a tempo indeterminato"... come lei ama definirsi. Succede che si può lavorare un mese o massimo due... quando gli altri... i lavoratori a tempo indeterminato vanno in ferie d'estate al mare e in inverno... ad esempio a Natale... in montagna. Beh... cosa c'è di strano? E' tutto "ingiustamente" logico e normale. D'altra parte... si vuole lavorare o no?
Polemica a parte... e per tornare al discorso principale, il più importante... lei non ha resistito e si è concessa questa piccola follia... che in un certo senso tale si può considerare... con l'aumento dei costi!
E così ha voluto stupirmi... ed è arrivata stasera ...solo  per qualche giorno. Non fa niente, però... l'ho vista e questo basta per caricarmi un altro po'.
"Quando si arriva ad una certa età... ho capito che bisogna tornare alle origini", ha esclamato mentre apriva la valigia.
E questa volta mi ha stupito di nuovo... e ancora di più...

martedì 6 dicembre 2011

Sul mio profilo di fb... ieri m'è giunto un link...
"I'll be home for Christmas" e un commento... "magari!" Mi sono commossa... e tanto anche. Un po' non me l'aspettavo e poi ieri era un giorno così... azzurro sbiadito con qualche nuvola in più. Ma le giornate non sono tutte uguali, anzi non se ne potrà trovare mai una clone di un'altra, ed oggi doveva essere di sicuro diverso...Meglio o peggio? Chissà!
Stamane... tutto come al solito o quasi.
Biù Biù s'è levata inquieta e ad un certo punto l'ho vista andare verso la mia camera... in fretta  infilarsi sotto l'armadio che essendo antico resta abbastanza sollevato dal pavimento... e qui vomitare praticamente interi i croccantini che aveva mangiato a notte inoltrata. Per quanto Beauty sia una cagnolina robusta che non si ammala mai, l'aver visto quello che le era successo  mi ha dato "fastidio"... mi ha messo in "tensione",  non tanto perchè fossi preoccupata, ma per la sensazione di essere tornata indietro... a due anni fa, in questo stesso periodo... quando fu Betty ad ammalarsi.
Però... non possono esserci due giorni uguali... così pure due periodi... due storie uguali... e allora era inutile stare lì a "crogiolarsi" nella malinconia per un qualcosa di passato... archiviato. Mi sono scrollata di dosso l'impigrimento portato dall'uggia e dal malumore ed ho cercato l'alacrità e la motivazione solo per poco accantonate... per un caso.
Poi sono uscita, e già l'aver messo piede fuori di casa mi ha fatto sentire meglio... molto meglio.
Sono andata là dove vado ogni giorno... e tutto era passato.
Quattro chiacchiere in compagnia con le amiche infermiere... il buon semplice amico... il Fotografo a riposo... e si dimentica  quello che si è provato fino a qualche attimo prima. Perchè il confrontarsi... il raccontare di sè, in un'unica parola... la "condivisione" ha questo come pregio, temperare il turbamento individuale e trasformarlo in forza e capacità per "crescere", perchè adulti... adulti non lo si è mai abbastanza.

lunedì 5 dicembre 2011

E' stata questa una giornata con molti pensieri per la testa... e negli ultimi tempi... è vero, sono sempre tanti.
Due anni fa ce n'era uno solo... fisso, quello del mio tumore... mi sfiancava ma almeno  mi permetteva di focalizzare l'attenzione su un unico soggetto-oggetto, me stessa... e quindi ad un certo punto sentivo venir meno vigore alle gambe... come chi è a lungo in piedi... vorrebbe sedersi e non può.
Oggi è diverso...
Penso a mio marito e sono in ansia... perchè è Lui ad essere in ansia.
Penso a Valeria e mi viene d'essere contro il "Mondo" intero... perchè Lei ce l'ha col "Mondo" intero.
Poi penso a Francesco e mi sento delusa... perchè è Lui ad esserlo... il deluso.
E mille pensieri affollano la mia mente e la testa gira e mi sento instabile... come quando da piccola... giocando a "mosca cieca"... bendata... mi facevano girare velocemente e poi mi dicevano... "cerca"... ed io non sapevo da che parte muovermi... incominciare senza rischiare di andar a sbattere.
Oggi... è proprio così che mi sento. E in particolare stasera.
E non è servito neanche il buon esito del FOLLOW UP di stamattina...
Come già si sapeva... è tutto a posto...  "... potevi anche non farti accompagnare dal genitore... sei stata PROMOSSA!" ha detto scherzosamente il Dottore al termine del controllo... doppio perchè c'era anche mio padre. FOLLOW UP anche per Lui, stamattina... sempre insieme come due anni fa, quando la malattia decise di prendere "due in uno"... due membri della stessa famiglia in un solo "colpo"... nello stesso periodo.
Però in questo momento per Lui va un po' meglio... i tempi del prossimo controllo s'allungano a quasi un anno... E per me?... Di qui a cinque mesi... il Dottore mi vedrà di nuovo con i soliti fogli in mano, "... ma è per modo di dire... perchè tanto Noi ci vediamo tutti i giorni, no?" ha concluso, sempre in tono scherzoso, congedandoci.
Ora sono qui a scrivere... a ripensare ai vari momenti della giornata per poterli poi mettere giù... fissarli.
Contemporaneamente s'alternano i soliti pensieri...
Poi... insieme si mescolano... a volte offuscati da qualche lacrimuccia lasciata là dalla commozione... a volte temperati dal sorriso che mai va via...
"'Nu giorn' c'amma fa' 'na mangiata assieme..." m'ha detto oggi pomeriggio al telefono la mia Amica, "Ma che c'import"... Perchè l'ho chiamata anche oggi, anche se domenica non è.

domenica 4 dicembre 2011

"Ti ho chiamato prima... ma sei uscita presto stamattina?"
Eh, sì... sono uscita di buon ora stamane... Con il compagno della mia Vita siamo andati in Chiesa e poi al Centro Commerciale. Un qualcosa contrario alle mie abitudini... mia sorella me l'ha fatto notare.
Effettivamente un tempo mai mi sarei sognata di uscire presto... di domenica... senza neanche aver rifatto il letto.
Avevo sempre da fare... ero in eterna lotta contro il tempo... combattevo per "fare in tempo"...
Mi chiedo ora, "che cosa andava fatto in tempo"... e per quanti sforzi faccia non so darmi una risposta... una risposta almeno plausibile.
E intanto mi facevo prendere dall'inquietudine... che diventava presto agitazione... e da qui all'ansia il passo era breve. Un nervosismo latente era la logica conseguenza che mi portava a prendermela con tutti quelli che mi capitavano a tiro... compresa me stessa. Non mi sentivo in "pace" con nessuno... nemmeno con me stessa.
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Da "Segui il tuo cuore" di Andrew Matthews... (ancora su "La PACE INTERIORE")

  
Attenzione! La maggior parte di noi ha scoperto che è difficile vivere nel presente e trascorrere molto del proprio tempo rimpiangendo il passato o temendo il futuro.
Vivere nel momento è come camminare in equilibrio su una corda tesa. Si è destinati a cadere, ma con l’esercizio si riesce a conservare l’equilibrio su una corda tesa. Si è destinati a cadere, ma con l’esercizio si riesce a conservare l’equilibrio sempre più a lungo. Ecco tre strategie per riuscire a concentrarsi sul presente:
- Quando fai qualcosa, prenditi tutto il tempo di cui hai bisogno. Rifiutati di vivere la vita di corsa. Quando il nostro sistema di convinzioni dice:“Non c’è mai abbastanza tempo”, indovina un pò?Il tempo non è mai veramente abbastanza! Corriamo per prendere l’autobus, corriamo per salire sull’ascensore, pranziamo tra una telefonata e l’altra.
Qualsiasi cosa tu debba fare, dì a te stesso:“Mentre scrivo questa lettera (stiro questa camicia, sollevo questi pesi…)tutta la mia attenzione sarà su quello che sto facendo. Ci metterò tutto il tempo che sarà necessario, mi rifiuto di fare in fretta.”
-Esercitati con la “consapevolezza del cane”. Se porti il tuo cane a passeggio, ti accorgerai di una cosa. I cani notano sempre tutto…Ogni cespuglio, ogni fiore o erbaccia, ogni idrante o lampione. Portalo a fare la stessa passeggiata tutte le volte che vuoi, e per lui sarà sempre una nuova esperienza: i cani vivono nel presente.
Se proviamo ad esercitarci nella “consapevolezza del cane”, noteremo che solitamente, quando facciamo qualcosa, la nostra mente è altrove. Cerca di mangiare un pasto gustando ogni boccone, parla ad un amico e ascolta ogni sua parola, ascolta una canzone e sentine ogni nota, fai una passeggiata e osserva ogni albero. Con il tempo ti riuscirà sempre meglio.
Dì a te stesso:“Ho un sacco di tempo”.Un’affermazione, se ripetuta di continuo, diventa parte dell’inconscio. Se ti senti sotto pressione, ripeti a te stesso:“Ho un sacco di tempo.”
La mistica Sufi sostiene che nasciamo addormentati, viviamo addormentati e dobbiamo morire, per svegliarci.Immagino che si riferisca alla nostra consapevolezza. Troppo spesso facciamo semplicemente dei gesti, mentre la nostra mente è altrove.
Più a lungo riuscirai a rimanere in equilibrio sulla corda tesa, più la tua vita migliorerà.


Bene... ora che tutto è cambiato, soprattutto il mio modo di vedere... "gustare" il presente... mi accorgo che di tempo ne ho in avanzo. Faccio mille cose "con" e "per" il piacere di farle... Ed anche quando sono incombenze di cui volentieri  avrei fatto a meno... "creo" il modo per rendermele meno sgradevoli.
Non so... ad esempio, divido "l'opera" in più fasi... la conclusione di ognuna è il raggiungimento di una tappa di cui sentirmi fiera. E così... tappa dopo tappa... contando alla rovescia... "l'opera" è finita e non me ne son quasi accorta.
Continuo a... rimanere in equilibrio sulla corda tesa.
Sarà per questo che Tutti da un po' mi ripetono, "... ma i tuoi capelli... non erano più bianchi?"

sabato 3 dicembre 2011

Il laboratorio di Mago Merlino era già nel pieno dell'attività stamattina quando è squillato il telefono...
"Signora... buongiorno! Come state? "... e ancora convenevoli vari... per introdurre il motivo reale della telefonata... "Sapete... certo che lo sapete... voi avete sempre aderito! Allora... meglio... ricordate, l'Associazione Peter Pan (1) che s'adopera per la realizzazione di alloggi destinati a bambini Onco-ematologici che provengono da fuori Roma? Anche quest'anno la mia ditta (N.d.r. : famosa produttrice di prodotti per la casa) ha lanciato la promozione in occasione delle festività... due flaconi di detersivo per delicati ad un prezzo offerta... parte del ricavato, come di consueto, sarà devoluto all'Associazione".
Effettivamente, se già in passato avevo sempre aderito a tale iniziativa, credendo nella sua bontà... come avrei potuto rifiutare... proprio ora? E poi... il detersivo sempre serve, no?
Così ho accettato... con i vivi ringraziamenti della "signora" che mi aveva chiamato...
Son tornata nel "laboratorio"... L'acqua in ebollizione della verdura da lessare s'era versata, spegnendo la fiamma del fornello... Pazienza!... in nome di una giusta causa.
Ho ripreso il mio sfaccendare in silenzio... di solito canticchio, ma quella telefonata mi ha dato da pensare... da ricordare...
Quei bambini così ingiustamente colpiti... che non riescono a capire perchè non se la sentono di giocare pur avendone voglia... che ad un certo punto si vedono senza capelli e non si riconoscono più... che danno di stomaco, eppure non hanno mangiato troppa cioccolata... anzi... chissà perchè,  non piace come prima.
Un male che non ha rispetto di niente e di nessuno...
I genitori poi... impotenti spettatori  cui è dato solamente aspettare... comprendendo poco... sperando tanto... chiedendosi come e quando tutto finirà...
Tanti anni fa anche per me...come mamma c'è stato un momento così... all'inizio vissuto col dramma dell'ansia e dell'incognita...
La mia "piccina"di nove anni all'improvviso s'ammalò... due settimane dopo aver fatto la Prima Comunione. Sembrava una banale tonsillite... poi del sangue comparve nella sua pipì e d'allora cominciò il mio tormento e il suo non vivere più da bambina.
Consultammo vari medici... forse troppi, visto che la situazione diventava sempre più complessa e ingarbugliata... Alla fine fu diagnosticata una nefrite, però poichè s'era presentata con sintomi anomali, in un primo momento la paura di essere in presenza di un tumore epato-renale fu molto forte. Una nefrite... era invece... o meglio una tubulopatia... meno grave, da curare con la penicillina in quattro iniezioni mensili.
Un calvario durato da giugno a novembre... La Nostra Vita tutta sembrava fosse ferma... Mi addormentavo la sera sperando che la notte non avesse mai fine. Non avevo più equilibrio e non lo nascondevo... anzi... davo proprio di testa... sbagliando. In quell'occasione... in seguito al duro rimprovero di un medico... capii molte cose...
E...forse cominciai proprio da lì.



(1)  A 15 anni dalla sua fondazione e a 11 dall'apertura della prima delle tre Case di accoglienza, l'Associazione Peter Pan è ormai diventata un punto di riferimento irrinunciabile per le famiglie dei bambini malati di cancro non residenti a Roma.
Dal 2000 ad oggi Peter Pan ha accolto nelle sue case più di 500 nuclei familiari, ma le richieste di accoglienza sono in costante aumento.
Per tale motivo l'Associazione ha deciso di incrementare del 30% la propria capacità recettiva, migliorando nello stesso tempo la qualità della propria accoglienza, sia dal punto di vista logistico che organizzativo.
Tutto ciò sarà possibile grazie alla creazione della "Grande Casa di Peter Pan".
Per realizzare il suo progetto di crescita, Peter Pan ha preso in locazione, per una durata di 18 anni rinnovabili, un edificio di circa 1.100 mq. proprio accanto a due delle Case già esistenti (La Casa di Peter Pan e la Stellina).
Una volta ristrutturato, questo edificio andrà a sostituire l'attuale "Seconda Stella di Peter Pan" (un appartamento sito nelle vicinanze di Via Appia).
Le Case di Peter Pan saranno così concentrate a Trastevere in un unico Polo di Accoglienza e servizi, articolato in tre strutture contigue site all'interno del parco di "Villa Lante", ai piedi del Gianicolo.
I lavori di ristrutturazione di questo edificio sono iniziati in Febbraio e si prevede che termineranno per il Natale prossimo.
Nel 2012 la Grande Casa di Peter Pan diverrà pienamente operativa, qualificando Roma come "Capitale dell'Accoglienza del Bambino Onco-ematologico".



venerdì 2 dicembre 2011

Se una nuvola...  pur grossa e nera... oscura il sole,  non può impedire la vista del cielo che nel pensiero apparirà ancor più azzurro quando il sole stesso riuscirà ad aver la meglio...
Così stamattina non ero nella forma migliore... un piccolo disturbo... qualcosa in più di un semplice acciacco. Sono stata quasi sul punto di rinunciare ad uscire per andare là... a quel terzo piano... Poi mi son detta, dopo tutto non è che il restare in casa mi farà sentire meglio... addirittura potrebbe andare peggio... e d'altra parte, dove vado? In ospedale... e allora...  chi non sta bene potrebbe mai trovare posto migliore?
Rotto ogni indugio mi sono preparata in fretta, e recuperati quei tre famosi minuti per non perdere l'autobus, sono uscita finalmente per strada... al sole.
Mi sono subito resa conto di aver fatto la scelta migliore... Quando qualcosa non va e il disagio non crea  impedimento... l'unica è uscire... venire fuori dall' "involucro" dei foschi pensieri  perchè non diventi una specie di "camicia di forza" per i sentimenti.
Mi son posta a sedere sull'autobus, e guardavo fuori, ma oggi ero troppo distratta... non mi andava di sprecare una risorsa così... A me piace "osservare"... le persone, cercare di capire o anche solo immaginare da alcuni particolari, com'è fatta la loro quotidianità. Oppure guardare i panni stesi ad un balcone, e figurarmi la famiglia che abita in quella casa... E' il mio "gioco" di ogni giorno che normalmente funge da passatempo... altre volte serve persino a colmare un senso di vuoto e solitudine.
Oggi non mi andava...
Allora ho tirato fuori il telefono ed ho chiamato mia figlia Valeria... Forse ero nel pieno di un senso di vuoto e solitudine... molto consistente... devo dedurre.
Noi due siamo tanto diverse... ma... sovrapponibili. Come dire... il negativo di una foto... l'immagine riflessa allo specchio...
A volte, quando "ci confrontiamo"... tanto per usare un eufemismo... mi sembra che "assuma" un atteggiamento così... per farmi dispetto... perchè io non la ritenga "scontata" solo in quanto mia figlia; vuole che "la conquisti" perchè si rinnovi  di continuo il nostro legame... che è a prescindere, ma non è detto viva della stessa intensità col passar del tempo.
Però... è così... e mi accorgo di quanto siamo tutto sommato simili proprio nel momento in cui "mi sbatte in faccia" il suo voler essere "altro" da me.

giovedì 1 dicembre 2011

E' lì per tutto l'anno l'ambulante che all'angolo del viale verso l'ospedale, vende articoli secondo la stagione...
Sdraio ed ombrelloni in estate... alberi ed addobbi natalizi all'inizio dell'inverno, verso Natale.
Ogni giorno l'autobus, prima di svoltare, quasi s'affianca e dal finestrino la "merce" appare ogni volta esposta in modo diverso... Gli abeti grandi, quelli più alti e panciuti, sono ancora là... così pure i Babbo Natale di tutte le dimensioni e in ogni posizione... Seduti o in piedi... statici o ballerini... sono tutti lì, segno che... o si è ben forniti di questo genere di articoli perchè troppo si è sprecato in passato... o che se ne può fare benissimo a meno perchè finalmente si risparmia pensando al futuro, che di questi tempi appare alquanto precario. E come non potrebbe?! Precario è il lavoro di chi... fortunato... lo possiede, precari sono l'equilibrio nervoso e la condizione economica di chi lo ha perso e sta dando fondo ad ogni sua risorsa.
Di conseguenza anche la più bella festa dell'anno va vissuta in un'altra ottica, rivalutando il suo intimo e profondo significato... e già qua si incomincia a guadagnarne.
In prima fila per una questione di "statura"... davanti alla bancarella "quattro stagioni"... c'è ancora qualche alberello, di quelli che necessitano di un piano d'appoggio per essere visti e senza luci ed addobbi sembrano essere stati confezionati... in casa, da mano non granchè abile. Mingherlini... anche un po' storti... dai rami radi, ne sono rimasti proprio pochi... quelli, sì... sono andati a ruba... o quasi, quali degni rappresentanti di una "crisi in atto".
Tempi magri... si potrebbe dire... ed è vero... ma per noi che siamo nati nel decennio dopo l'ultima guerra, non è affatto una novità... ne abbiamo visti di alberi striminziti!
E si fa strada il ricordo dell'albero costruito da mio padre quand'ero bambina...
Aveva iniziato l'impresa due mesi prima... L'aveva voluto alto quasi due metri... una bell'impresa... Quando l'ebbe finito aveva fatto la fatica di due messi insieme. Filo di ferro... carta crespa  e nastro isolante di colore verde... questo il materiale usato e tantissima pazienza, soprattutto nel tagliuzzare la carta per i rami, avvolgere il nastro intorno al filo di ferro,  mettere il tutto in equilibrio, piegando da un lato... raddrizzando dall'altro.
Ma alla fine c'era riuscito, e quando l'ebbe addobbato con le lampadine multicolor a candelina... le sfere di vetro soffiato che si rompevano solo a guardarle e i funghetti con la pinza a molletta, grandissima fu la sua soddisfazione e tanta la gioia, l'allegria di noi bambini... mentre nella stanza le note di Jingle Bells, cantata da Frank Sinatra (il suo cantante preferito), davano il tocco finale all'atmosfera gioiosa.