settembre

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lunedì 31 dicembre 2012

2010... 2011... 2012... per la terza volta concludo l'anno con le parole che davvero partono dal Cuore, perchè non sono rivolte a nessuno in particolare ma intendono abbracciare TUTTI... proprio TUTTI. Quelli che sono e quelli "nascosti" dietro l'angolo ad aspettare, vegliare... amare anche non visti.
Si chiude un altro anno... quanta strada ho fatto ancora, e sempre più lucida a volte mi ritrovo in lacrime.
Perchè?
Perchè ormai non c'è più quell'"euforia" che mi dava " l'avercela fatta" contro ogni aspettativa, e mi resta invece una strana sensazione, molto simile ad un senso di colpa... come quello che potrebbe prendere il naufrago solitario. So bene che non è così... che nella "storia" di ognuno c'è una trama ben definita che non può essere rivista, nonostante sia detto comune che l'uomo è artefice del proprio destino... però è ciò che provo e non posso nasconderlo nè mascherarlo.
Stasera ho avuto una notizia... un'altra delle mie Amiche tra "quelli che contano" non ce l'ha fatta. Me lo aveva detto una delle ultime volte... "... non ce la farò a vedere l'anno che finisce"... ed è stato così.
Ancora mi sono ritrovata in lacrime... perchè ho ricordato la Sua mano che stringeva forte la mia, il caldo sudore... gli occhi perennemente lucidi.
E' a Lei che voglio rivolgermi stasera mentre sento le ultime ore di questo anno scivolar via...
Ciao, Amica mia... non Ti scorderò mai, e se puoi... perdonami per quelle volte che ho avuto paura e provato sgomento per la sofferenza che si leggeva sul Tuo volto.
Ti prometto... continuerò a... coltivare la speranza anche per TE... anche se non Ti vedrò più, perchè so che non sei via per sempre... sei solo nascosta in quel "meraviglioso" angolo da cui Tutto si può.
Ti abbraccio... con queste mie parole.

domenica 30 dicembre 2012

A nascere sono buoni tutti! Persino io sono nato! ma poi bisogna divenire! divenire! crescere, aumentare, svilupparsi, ingrossare (senza gonfiare), accettare i mutamenti (ma non le mutazioni), maturare (senza avvizzire), evolvere (e valutare), progredire (senza rimbambire), durare (senza vegetare), invecchiare (senza troppo ringiovanire), e morire senza protestare, per finire... un programma enorme, una vigilanza continua... perchè a ogni età l'età si si ribella  contro l'età, sai! E se fosse solo questione di età... ma c'è anche il contesto!
  Daniel Pennac

Insomma... una gran "fatica" questa Vita, che a vederla prima e di lontano a Nessuno verrebbe mai di viverla.
Il fatto è che si nasce "inconsapevoli" e sta bene a tutti... ma il difficile viene dopo quando si cerca di dare un fine, uno scopo all'esistenza per non sentirsi vegetare. E possono trascorrere anni senza risposta in un'affannosa ricerca... poi succede "qualcosa" e la "soluzione" è servita su un piatto d'argento... anche se non sempre... non Tutti riescono a coglierla e apprezzarla. Probabilmente perchè la vedrebbero volentieri all'esterno, quando invece sorniona è e rimane in Loro.
Chi mi conosce sa bene che è tale il genere di pensieri che mi frullano per la testa sul finire dell'anno, una sorta di bilancio su larga scala che poi finisce in una ricerca della interiorità. In questi giorni, rivivendo la trama di quelli passati mi rendo conto che il significato dell'esistenza  è in un'unica parola... "servire", che non vuol dire sottomettersi ma porgere se stessi al servizio degli Altri, e se ne ricaverà anche gran beneficio.
Qualche giorno fa l'aver aiutato un'Amica nel disbrigo delle impegnative e l'incontro con un paziente conosciuto a "quel terzo piano" che mi ha salutato con "commossa cordialità"... hanno dato un senso alla mia Vita che così non appare sprecata ma spesa bene e in continuo divenire positivo.
Nel pomeriggio poi, la notizia della morte di una Grande Donna, la cui esistenza è stata tutta per gli Altri, al servizio della scienza e non solo... anche per la salvaguardia dei diritti della donna.
Aveva 103 anni e una volta aveva affermato che non serviva aggiungere giorni alla vita, bensì Vita ai propri giorni... quella famosa qualità di vita che può essere frizzante e variopinta anche in età avanzata... come il cielo allo scoccare della mezzanotte a Capodanno.

sabato 29 dicembre 2012

BENINO... IL PASTORE DORMIENTE
"Ho avuto la fortuna di vedere le nuvole
e la montagna lucente di neve..."
 Kirka de Jorio


Ho letto questi che sento come "versi" su un foglio che pendeva da un albero in una "corte antica", quasi novello ed originale decoro natalizio. Stampati nella memoria si son fatti "miei" e penso proprio che non li dimenticherò... sarà il promemoria dei beni autentici, eredità unica per ogni essere umano.
Certe volte pure avrò visto le nuvole e non le ho apprezzate perchè minacciavano pioggia senza capire che non si può arrivare al "sereno" se prima non si passa per il "cielo nero" del "momento buio"...
Ed altre ancora, vedendo di lontano una cima innevata, non ho sostato più di tanto ritenendo la "neve" cosa scontata, così anche la sua "luce".
Gli opposti dati da Cielo e Terra per ritrovare pace nell'unità.
Così è stato spontaneo mettere a mo' di didascalia queste poche parole all'immagine di Benino (Benito), il pastorello dormiente nel presepe napoletano.
Oggi ne ho viste diverse rappresentazioni ad una mostra di presepi... tutte bellissime e suggestive nel loro realismo. Il pastorello che viene messo nel punto più lontano dalla grotta, dorme con la testa poggiata sulla pietra e la bocca socchiusa, pare provare meraviglia mentre sogna.
Stanco dell'attesa cede al sonno e la Sua coscienza resta "sospesa"... mentre dorme pian piano realizza ciò che sarà, e alla fine si desta al giungere della luce.
La figura di Benino che in sè porta il significato dell'intero presepio, è una stupenda ed efficace allegoria.
La "coscienza" non ancora desta che sogna di unire gli opposti dati dal Cielo e dalla Terra  nell'unità della Luce del mondo, ovvero il Cristo.

venerdì 28 dicembre 2012

Meno male che non è cosa solita, perchè basta un giorno così... così movimentato da far sentire come essere stati per almeno sedici ore di fila su una giostra  senza pause.
Se prendessi ora a raccontare fin dall'inizio, sicuramente andrebbe via tutta la notte che è già avanzata... allora, meglio di no... dirò soltanto in sunto stringato che... il pranzo è rimasto sullo stomaco perchè è venuto male... ho dovuto sistemare una cassetta di funghi che mi sono ritrovata senza volere... sistemare il contenuto del frigo dopo averlo svuotato di yogurt e formaggini dimenticati e scaduti da tempo. Che deprecabile cosa... non dovrà mai più accadere! Si può mai in un tempo così... di crisi?!
Poi siamo usciti... sotto una pioggia battente e senza ombrello, l'Amore della mia Vita ed io... diretti al negozio di animali per comperare due pesciolini che avrebbero rimpiazzato quello che stamattina ho trovato morto in uno dei vasetti-arredamento dell'acquario... altra impresa "titanica"stanarlo, nonostante ma forse proprio per questo, le minuscole dimensioni.
E ancora, fino a poco fa...tanto altro. Mi sento come alla fine di una maratona... affannata, scocciata ed anche affatto gratificata perchè... sono arrivata ultima. Ultima a sfaccendare... ultima a cenare e per giunta con un cassetto del comò da svuotare perchè gli si sono rotti i binari.  Beh... questa poi è stata la "ciliegina" sulla torta, proprio stasera... non aveva altro momento per uscire fuori dai gangheri, lui!
Ora devo andare... è assai tardi e Colui che ha fatto una parte di questa maratona con me, sta già dando voce. A dormire... sì, andiamo a letto ed anche per oggi è fatta.
Domani... spero in una lenta passeggiata... mi stancherò di meno e, chissà... potrei anche arrivare prima.

giovedì 27 dicembre 2012

Non so se facesse sul serio o lo aveva scritto tanto per dire... ma lo voglio credere che lo pensava davvero, la "mia piccina" che oggi è ripartita, tornata là dove si barcamena come può per poter restare. Non si arrende mai, non accetterebbe mai la sconfitta col solo pensiero... e si adatta, perchè come sostiene, "... se i tempi sono difficili non resta altro da fare...", e lo "studio matto e disperato" è sì da tener di conto ma non per essere la "discriminante" decisiva.
E' tutt'altro che "choosy", la mia piccina e quel che pensa le fa onore ma ahimè, non le rende certo merito.
E così è ripartita per l'ennesima volta e per me da quando, due anni fa è andata via è sempre come se fosse la prima.
Paradossalmente, quasi vorrei non tornasse per non non vivere il momento del distacco.
Lo dico sottovoce, sicura che se mi sentisse avrebbe da ridire ma in cuor suo capirebbe, perchè per lei è lo stesso. Nella "Sua casa", là dove si barcamena... quest'anno non ha fatto l'albero di Natale, "... perchè farlo? Sapevo di tornare prima, e sai la tristezza? E ancor di più alla fine di tutte le feste, quando avrei dovuto riporlo. Meglio niente."
Quindi la pensa un po' come me... solo un pizzico più disfattista.
Poi oggi mi ha stupito... "Partire è un po' come morire", e detto da Lei è più che una novità. Ho commentato con la "faccina triste", e di rimando mi ha detto, "Ma come hai fatto... l'ho appena scritto!?", tanto per sdrammatizzare o farmi credere che in fondo non lo pensava davvero.
A questo punto mi son detta, meno male... cominciavo a pensare che stava invecchiando pure Lei e che la "dura scorza" di antica memoria presentava punti di cedimento.
"Ma che strane idee Ti passano per la mente!"... e poi, senza accorgersene quasi,"... si dice, no? Morire è un po' partire..." Una trasposizione di termini, uno dei pochi casi in cui il significato intrinseco cambia... nel caso specifico spero mi sia concesso, quasi un "lapsus freudiano".
"Morire è un po' partire"... è un affermazione meno forte e dura... è come se si negasse il senso assoluto della parola... Morte, per aprire più di uno spiraglio alla... Speranza.
E Chi dalla Vita va via, in realtà  non se ne separa del tutto... è solo nascosto dietro l'angolo.

mercoledì 26 dicembre 2012

IL GIORNO DOPO NATALE
NATALE IN CASA  DI MIA SORELLA...

Il giorno dopo Natale
è il giorno dello spazzino
che scende giù dalle scale
di fretta di buon mattino
che passa col camioncino
e fruga nei cassonetti
li svuota e si porta a casa
i resti dei tuoi pacchetti.

Il giorno dopo Natale
è il giorno del minestrone
che serve a dimenticare
l'ennesima indigestione
di brodo di cappone
farcito di cappelletti,
di dolci, di panettone
e infine di fichi secchi.

Il giorno dopo Natale
è il giorno del tuo trenino
che il bravo Babbo Natale
ha messo giù dal camino
è il giorno che sei bambino
e allora potrai giocare
finchè non ti senti stanco
finchè non andrai a dormire.
        Deborah Cavazzini


Non ho resistito... mi è capitata sotto gli occhi questa filastrocca e... non ho resistito. Potevo non condividerla? Dopo "il presepe" è stato come tornare indietro nel tempo... avere di nuovo "figli bambini", essere io stessa quella bambina che, dimentica a 13 anni di non esserlo più, continuava a... dormire con un vecchio bambolotto senza gambe per non staccarsi dal "tempo felice".
Natale è la festa giusta per tornare indietro, rivivere quei ricordi che sanno curare l'animo quando è stanco e ferito... godere dell'intimità e calore familiare che paradossalmente annullano il passato e non danno pensiero al futuro.
E' vivere il "momento" perchè il Tempo si ferma...
Il Natale dei "miei figli bambini" era pieno di doni... ricco di giocattoli di ultima generazione... anni ' 80 per intenderci. Il loro papà li copriva di regali, forse per compensare la Sua poca presenza e poi in quei giorni di festa li amava, li amava come non mai... forse per compensare il tempo perso che non bastava mai.
Il "mio Natale di bambina" era un po' più dimesso... anni '50, la guerra dopo tutto non era da molto finita e bastava una bambola fatta con un tovagliolo, tanto simile ad una suora in preghiera a far felice le bimbe come me. A me poi piaceva tanto leggere e così per Natale non mancava mai  sotto l'albero scheletrito un bel libro... come quella volta che mi fu regalato il libro "Cuore", raccolta di buoni sentimenti e grandi ideali.
Chissà se si legge ancora un libro così!?
Tanto è cambiato da allora... i gusti, le mode... i sentimenti stessi.
E il Natale? Quello no... resterà lo stesso finchè conserveremo il Cuore di "figli bambini".

martedì 25 dicembre 2012

IL  PRESEPE IN CASA MIA
NATALE

Natale. Guardo il presepe scolpito,
dove sono i pastori appena giunti
alla povera stalla di Betlemme.
Anche i Re Magi nelle lunghe vesti
salutano il potente Re del mondo.
Pace nella finzione e nel silenzio
delle figure di legno: ecco i vecchi
del villaggio e la stella che risplende,
e l'asinello di colore azzurro.
Pace nel cuore di Cristo in eterno;
ma non v'è pace nel cuore dell'uomo.
Anche con Cristo e sono venti secoli
il fratello si scaglia sul fratello.
Ma c'è chi ascolta il pianto del bambino
che morirà in croce fra due ladri?
            Salvatore Quasimodo











"Sicuramente in garage ci sono tutte le statuine del presepio... ne sono sicuro. Ti ricordi!? Erano quelle di mia madre..." "Sì... ma dove? Non ho visto scatole, io." "Neanch'io... ma da qualche parte staranno. Per questo Natale voglio fare un bel presepio!"
Con l'entusiasmo di un bambino che all'improvviso si accorge di essere diventato grande e si sente capace di fare qualcosa fino ad allora impossibile, l'Amore della mia Vita manifestava così l'intenzione di prepararlo Lui, quest'anno il presepe... un vero presepe... con le montagne, le "casucce", le pecorelle all'abbeveratoio.
Gli anni passati lo arrangiavo io, uno mini ridotto all'essenziale... San Giuseppe, Maria, il Bambinello... bue asinello quattro pecore... "Macchè... lo chiami presepio quello?!", aveva il coraggio pure di criticare e intanto non alzava un dito,"... ho altro da pensare...", aggiungeva e poi, per concludere, "... il primo Natale da pensionato, lo faccio io un bel presepe!"
E finalmente la "pensione" è arrivata ed anche il "primo Natale".
"Comperiamo tutto nuovo...", aveva esordito, e dopo un po', "... in garage ci sono tutte le statuine del presepio...", e così si era ridimensionato. Una sera al centro commerciale voleva però comperare una "struttura preconfezionata",  del tipo "plastico per ferrovia in miniatura", poi c'aveva ripensato... "No, meglio le montagne di carta... così le disponiamo come più ci piace. Che ne pensi?" Io annuivo con la testa... vabbè, l'importante è che si faccia 'sto presepio, pensavo tra me mentre tornavamo a casa senza "plastico" nè "montagne".
Cominciavo a pensare seriamente di dover ricorrere di nuovo alla mia alternativa "formato ridotto" perchè i giorni passavano e nulla si concludeva... poi una sera, mentre ero fuori per la processione della Madonnina nei reparti dell'ospedale, è successo che, tornata a casa...
"Vieni... però chiudi gli occhi", e prendendomi per mano, l'Amore della mia Vita mi aveva guidato in soggiorno..."Ora puoi aprirli!", ed allora si era presentato alla mia vista un paesaggio illuminato da tante lucine multicolor... perchè fanno più allegria di un solo colore, aveva detto... un po' naif ma proprio perciò semplice e tanto tenero.
"Eh... che ne dici, non è bellissimo?" "Certo... è stupendo", gli avevo risposto mentre guardavo un'improbabile palma sulla cima di una montagna  e due paperelle  in uno specchio d'acqua di stagnola.
Anche la cometa sostava sulle rocce, "... perchè non è ancora il 25 dicembre!" Eh, già... mancavano più di due settimane...
 Ma... OGGI E' IL 25 DICEMBRE e la Stella è ancora là, sulle rocce! L'abbiamo dimenticata...
E' successo come spesso succede, tanti buoni propositi... e poi?

lunedì 24 dicembre 2012

Una giornata così... diversa dalle "vigilie" degli altri anni, ma ugualmente di corsa.
Però sono qui... non potevo mancare sia pure con poche parole...
Stamattina... più squilli prolungati al mio cellulare... un'occhiata al display, la mia "Amica che non ha nemmeno la compagnia di se stessa".
Ma come mai... di solito fa uno squillo solo,  perchè io poi la richiami... non ha mai credito sufficiente sulla scheda, non può permetterselo... senza lavoro e quasi senza un tetto sicuro...
"Ciao, Mary... amica mia, auguri di Buon Natale! Auguri a Te e anche a Tuo marito che ha tanta pazienza ad accompagnarti... "per" me".
"GRAZIE, cara...  anche per Te sia un Natale sereno... ma perchè hai chiamato Tu? Hai speso dei soldi..."
"Certo... ho fatto una ricarica ieri... Te lo dovevo, un piccolo regalo... se mi richiamavi Tu... che regalo era?"
"Grazie ancora...", ho replicato commossa e poi ho aggiunto, "...dopo queste feste ci vediamo e andiamo a prendere insieme un cappuccino... Ti piace così tanto! E sii serena, mi raccomando... tutto passa, e il Sole ritornerà perchè continua a... esserci anche se per un po' si nasconde."
"Quanto sei cara... certo... speriamo che per me qualcosa finalmente migliori..."
Ecco... credo proprio che questo sarà il più bel regalo per il mio Natale... una telefonata "preziosa" quanto una "perla" che mi ha riconciliato col Mondo e donato un pizzico di allegria.


Avrei voluto far visita ad ognuno dei miei Amici blogger più cari... per gli auguri di Buon Natale, ma si sa il desiderio c'è ma il tempo manca e si rischia poi di dimenticare sempre qualcuno e fargli torto.
Così... li lascio "volare" da qui a ciascuno, perchè arrivino lievi come carezze a far sentire la mia costante ma discreta presenza per TUTTI...
GRAZIE... grazie con tutto il Cuore per ciò che mi donate anche solo con un semplice passaggio... non importa commentare... SO CHE CI SIETE e questo mi basta.


domenica 23 dicembre 2012

"Il cambiamento non causa mai dolore. E' la resistenza al cambiamento che lo provoca"
   (cit.)
                    "Le delusioni non uccidono e le speranze fanno vivere"
                            George Sand


Direi... sì, un po' tanti pensieri per questo Natale...non tutti negativi ma decisamente troppi... e mi fermo qui per non tediare... che l'ho già fatto abbastanza e prima con me stessa.
Domani è la Vigilia... e cerchiamo di mettere insieme "più animi" sereni...proviamo, qualcosa anche all'ultimo minuto dovrà pur venir fuori!
Tutto non sarà proprio come lo scorso anno, poco o tanto sarà diverso... ma non lasciamoci sconvolgere da questo, dato che il "cambiamento" è un carattere precipuo della Vita, e magari consoliamoci pensando che al prossimo Natale altre cose potranno mutare rispetto a questo e conviene abituarsi già da subito perchè invecchiando si è sempre meno propensi.
Quante volte l'ho ripetuto... Tutto va come deve andare... e anche quando all'apparenza va secondo Nostra scelta è perchè la scelta va come deve andare, perciò... fa soffrire meno adattarsi docilmente al cambiamento ed è l'opporsi alla naturale evoluzione di certi eventi che veramente dà dolore.
Mi devo quindi convincere, anche per quel che mi riguarda... non pensare più a Chi mi ha deluso, a Chi non mi vuole più bene...
Oggi mi è stato detto che nella vita solo alla propria coscienza è da render conto e la "mia" sa... non replica e tace perchè è "coscienza saggia" e male non fa.
Certo le "delusioni" pure portano dei cambiamenti e se si è ben disposti ad accettarli, fanno poco danno... se ne fa tesoro e guardinghi si continua a... Vivere con la speranza di non essere più disillusi.
E stasera infine, per addolcirmi sono stata ad un Concerto di Natale... musica sacra, gospel e canti natalizi nella piena tradizione di ogni tempo... è stata cosa nuova anche questa. Ci sono andata con l'Amore della mia Vita... mai in quasi 34 anni... prima non si poteva... si lavorava sempre, anche a Natale.
Quest'anno... tempo di grandi "cambiamenti" che non sono ancora finiti. All'inizio non è stato facile viverli... ancora  sarebbe dura se non ci fosse la ferma volontà di raggiungere prima o poi un' "assestata stabilità".
I "pro" e i "contro" ci sono stati... ci sono, ma vuoi mettere a confronto oggi,  la forza e la serenità di un "Oh... happy day"?!
                     

sabato 22 dicembre 2012

Non riesco proprio a piangermi addosso più del dovuto... non ci riesco. Se per caso son distratta e mi soffermo, mi scuoto come colpita in pieno viso. Ed è meglio così... altrimenti a che cosa sarebbe servita tanta  "esperienza"?
Dicevo... mi scuoto, e richiamo subito alla memoria i bei ricordi gratificanti e nello stesso tempo penso a qualcosa di meglio ancora da fare.
Nella vita reale sono "qualificata" (?) e pronta a prestar servizio come volontaria ufficiale... manca solo il dettaglio, ma in quella virtuale... potrei fare di più!?
Da qualche tempo ci pensavo... ma non sapevo come mettere in atto, il tempo e il modo.
Per fortuna il Natale è ormai vicino vicino... questo periodo vuole riscattarsi con me ad ogni costo, ed io gliela offro questa possibilità anche perchè è un'ulteriore per me... un'altra ancora.
Proviamoci, mi son detta... ma non da sola, non più... è gratificante lavorare in "gruppo" e poi... ove non sa o arriva uno certamente lo farà un altro e sarà "successo" per TUTTI.
Così oggi, di gran fretta ho "lanciato" un sondaggio nell'ambito del gruppo su fb, "Continuare a... parlarne con speranza"... un sondaggio e una sfida...
Adesso con un rapido copia-incolla trascrivo qui i termini con cui l'ho fatto... un attimo solo e sono qui...

"Per  questi giorni di festa... quando l'augurio di speranza a mo' di passaparola va dall'uno all'altro... non parliamo di malattia ma di gioia e di voglia di vivere.
amici miei, che così numerosi percorrete con me una strada che certamente non avreste mai preso per Vostra scelta o su cui magari per curiosità ogni tanto capitate... Vi va se lancio qua una proposta?
Per Natale diamo vita sempre insieme ad una nuova "pagina" in cui si parla di cibo e ricette senza perdere di vista l'obiettivo "salute" o meglio "speranza di salute" soprattutto come prevenzione o anche cura, durante o dopo la malattia.
Potrebbe intitolarsi... "PREVENIRE E CURARSI SEMPLICEMENTE E CON GUSTO".
Che ne pensate... Vi va l'idea? Esprimete liberamente la Vostra opinione e se sarà positiva la pagina si realizzerà... TUTTI INSIEME, perchè è insieme che si diventa più forti, INSIEME SI CONTINUA A...
L'angolo del gruppo resterà attivo... la nuova pagina eventualmente l'affiancherà.
Il "cibo" è il primo elemento che richiama alla vita... è giusto che venga quasi celebrato anche in modo sano, così come si celebra e in più si inneggia alla Vita".

Che dite... può andare? Io spero tanto di sì... e se la cosa andrà in porto e la pagina avrà vita, sarà come un "bel regalo di Natale" per Tutti Noi... e forse potrà anche crescere e diventare qualcosa di ancora più grande insieme a queste righe che ogni sera metto giù e alle stupende emozioni dei numerosi Amici del gruppo.
Incrociamo allora le dita e... speriamo insieme!

venerdì 21 dicembre 2012




La "scrittura" è la mia risorsa più grande. E' il mezzo con cui elaboro e metabolizzo... è il modo con cui esorcizzo persino la malattia, perchè scrivendone è come se prendessi da essa le distanze.
Da sempre è così, dal tempo dei "pensierini" di scuola elementare, quando con poche parole volevo esprimere gioia o tristezza, poi nell'adolescenza con le pagine del diario segreto... fino ad oggi... nel ritrovarmi ogni sera in questo mio angolo nato quasi per caso.
Se è vero che mai come coi "versi" l'animo riesce a mettersi a nudo, stamattina me ne son venuti di getto "questi pochi", in verità senza alcuna pretesa poetica anzi... come unica espressione di un "ribollire" di sentimenti contrastanti pronti a venir fuori... per poter ricominciare.
Li ho messi giù di ritorno a casa, dopo una passeggiata a fine pioggia per ossigenare mente e cuore.

"E' inutile restare rintanati a rimuginare... è quello che hai sentito, è questo ciò che vivi.
Fa male... tanto.
Chiudo gli occhi... li riapro e non è più NULLA... è TUTTO azzerato.
Guardo avanti mentre le goccioline di pioggia stillano ad una ad una dai rami degli alberi sul viale."

Dopo... dopo mi son sentita più leggera, un "qualcosa" è rimasto, non lo nego ed è naturale... ma piano piano "smaltirò" il danno, non ho di che rimproverarmi in coscienza e credo proprio che alla fine il mio "dolore" sarà un boomerang per Chi me lo ha procurato. E forse forse dovrò pure ringraziarlo come è già successo, perchè ogni esperienza sia pur negativa non lo è mai del tutto... aiuta a crescere.
Ma a che livello dovrà arrivare la Nostra "statura" per poter affermare che ormai siamo bell'e cresciuti? Credo che non ci siano limiti di sorta quando si tratta di un "certo tipo" di statura.
A tal proposito mi ha fatto riflettere oltre che commuovere un sms di risposta ad un altro mio in cui affermavo di capire solo ora l'entità di un affetto che non sempre avevo interpretato in modo giusto...

"Dio non ti dà le persone che vuoi; Lui ti dà le persone di cui hai bisogno... per aiutarti, per ferirti, per lasciarti, per amarti e per farti diventare la persona che eri destinata ad essere... TI VOGLIO BENE."

Ed ho capito che come niente avviene per caso così pure nessuno capita casualmente sulla Tua strada... magari a metterti lo sgambetto, a darti una spinta o addirittura tradirti sparlando di Te.
Tu impari ad aprire gli occhi... a difenderti, non con violenza ma con la forza della dignità e della coscienza che non ha nulla... ma proprio NULLA da temere.
C'è sempre un prezzo da pagare quando ci si mette in gioco... io lo sapevo... ora ne sono più che certa.

giovedì 20 dicembre 2012

ALBA INVERNALE  by Mauro Brock - immagine dal web
Una giornata alla stregua quasi di una di chemio... e stasera mi sento così, dopo la "batosta".
Non ho dubbi però che Qualcuno mi ami se... nonostante tutto... so di essere stata protetta perchè accusassi meno il "colpo". Spero solo che sia l'ultimo... non voglio reagire per non dare sofferenza. A nessuno.
Stamattina, la telefonata inaspettata di una "cara persona" conosciuta solo un paio di settimane fa in corridoio... "... ero sola, ho pensato a Te e mi son detta che era il momento giusto per chiamarti". Sapere che puoi trovarti senza un motivo preciso nei pensieri di Chi, per la fugacità di un incontro casuale dovrebbe averti già dimenticato, è una cosa bellissima... in mezzo a tanta vacuità inutilmente riempita di gesti e toni banali, è come il più grande dei doni... soprattutto a Natale.
Capisco ora che questo è stato... l' "antinausea" per ciò che avrei ricevuto, sentito più tardi...
Sono quindi andata in Ospedale... era giovedì, la giornata di chemio per "Ma che c'mport"... ho riempito una busta di cioccolatini e sono andata... è festa e in un posto come quello la "dolcezza" non è mai di troppo.
Ho incontrato il marito della mia Amica e mentre andavamo da Lei, lungo il corridoio... ecco venirci incontro il "camice bianco". Questi... non rivolgendosi a me... si complimenta per me... della mia "squisitezza".
Immediatamente mi appare come "qualcosa in più"... come un po' di zucchero nella medicina amara... come un leggero anestetico perchè la fitta sia indolore o quasi. Una volta soli, una domanda a cui rispondo semplicemente, così come sento perchè "IO" sono realmente così come appaio. Prima mi guarda fisso... poi volge lo sguardo di lato e... mi arriva il "colpo". In realtà non è Lui a colpirmi anzi lo ringrazio perchè lo ha fatto per il mio bene.
Capisco ora che il "complimento" di poco prima era... l' "antistaminico" perchè non mi facesse allergia il ricordo di una così grande falsità... di stucchevoli parole... di doni non richiesti e non rifiutati solo per non ferire e dare sofferenza.
La "menzogna" è un male subdolo... serpeggia... si espande... mette radici.
Io spero che si fermi qua... ad oggi. Oggi che è tutto chiaro... diagnosi e "cura" insieme... per estirpare del tutto questo "cancro" inaspettato nel mio Cuore.
"... e domani dovrò aver dimenticato per ricominciare."

mercoledì 19 dicembre 2012

"... Dovevo superare questo scoglio e l'ho fatto: un passo avanti nella ricostruzione di me stessa. Un albero tutto d'oro è là allo stesso posto. E' UN ALTRO NATALE. Ed io intanto guardo agli altri che verranno."

Così scrivevo due anni fa, proprio in questo periodo, quando il ricordo dei primi giorni d'angoscia mi tenevano bloccata a tal punto da non voler preparare l'albero per le feste. Poi comunque l'avevo fatto, avevo vinto ancora e mi sentii più forte nel dominare gli eventi.
"... un passo avanti", dicevo... senza sapere quanti ne avrei fatti dopo per essere quella che sono, quella che sarò in una dinamica senza fine.
Perchè fortunatamente il trascorrere del Tempo non fa solo invecchiare... come buon patrimonio concesso a Tutti, se ben investito fa ricca l'emotività e rende matura la persona.
Il percorso iniziato poco più di due anni fa, quasi per caso e senza rendermene perfettamente conto, mi ha portato lontano, e oggi è stato il mio primo giorno da volontaria ufficiale dell'AVO.
Mi sentivo intimidita da quel camice indossato... un camice non fa la differenza ed è il Cuore che conta veramente, eppure... paradossalmente mi sembrava di fare un abuso... forse perchè fa troppo "ospedale", sa di scienza e medicine ed io con la prima ho poco a che fare e con le altre tanto da voler stare un po' alla larga.
Poi alla fine mi sono fatta coraggio, d'altra parte "il fine giustifica i mezzi" e mi sono buttata nella mischia.
Con una "veterana" e la mia "compagna di banco" abbiamo cominciato il giro delle stanze, c'erano da distribuire ai pazienti dei pensierini per Natale e per fare festa davvero avevamo aggiunto pure dei biscotti e cioccolatini. L'accoglienza è stata incoraggiante, almeno per me... anche se era un qualcosa che facevo da tempo, ugualmente lo vivevo come un esordio, timorosa ed insieme emozionata.
Mentre andavo, lungo il corridoio volti nuovi e noti... mi sento chiamare... è l'Amico dai profondi occhi azzurri. "Sai di mia moglie... si è operata...", e mentre ne parla ora i Suoi occhi sono meno tristi, illuminati da una speranza pur fioca... forse finalmente Lei capirà e si potrà recuperare quello che entrambi si sono persi da troppo tempo.
In una stanza mi trattengo più a lungo... due donne stanno facendo la terapia, età diversa diversa patologia ma sentimenti ed emozioni simili che le rendono uguali. La tenerezza che suscita la più anziana, con i Suoi numerosi "accadimenti", il "pudore" di farsi vedere così... senza capelli, l' "aspettativa" che dà a se stessa col pensiero di prendere una parrucca, quasi si scusa, "... giusto perchè arrivano le feste, dalle mie nipotine signorinelle voglio farmi vedere bella e in ordine", e Suo marito... dolcissimo signore... che le dice, quando per un po' le si affaccia il pensiero di un prezzo troppo alto... "... ma non preoccuparti, l'importante è che Tu sia felice."
E' stato il mio nuovo inizio...
Tre anni fa in questi giorni si "affacciava" il tumore... oggi, ancora una volta... E' UN ALTRO NATALE.
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martedì 18 dicembre 2012

"Si... Vedi quello che nessun altro vede. Vedi quello che tutti gli altri scelgono di non vedere. Senza paura, conformismo o pigrizia. Vedi il mondo intero come nuovo, ogni giorno..."
  Patch Adams - Guarda oltre


... E poi non che cambi davvero, solo viene fuori finalmente "quella capacità"... adattarsi al momento quasi favorirlo affinchè Ti sia propizio.
Tu sai guardare oltre... continuavano a... ripetermelo quando vivevo il "mio momento".
Ascoltavo ma non mi sembrava di afferrarne il senso, sapevo solo che mi sentivo "al sicuro" pensando al "dopo" immediato... ogni scoglio superato era un successo, una specie di "vittoria definitiva". Gioivo ogni volta come se fosse stata l'ultima e così carica affrontavo la prova successiva come se fosse l' "appendice" della precedente... una rifinitura perchè tutto fosse perfetto.
Il mio atteggiamento non era affatto costruito, impossibile in quella condizione di paura e precarietà, volevo vivere, questo sì... e allora veniva fuori  l'istinto di sopravvivenza che suggeriva di rilassarsi e lasciarsi andare per restare a galla e non finire sul fondo.
Questo pensiero mi riporta un ricordo... i primi tentativi per imparare a nuotare. Mi faceva da maestro, mio padre che per Sua natura poco paziente, era altrettanto poco propenso a correggere gli errori con tono pacato e comprensivo... probabilmente sarebbe stato un ottimo insegnante solo per Chi aveva più che dimestichezza con l'acqua. Così io annaspavo... facevo "grande rumor d'acqua" e rovinosamente finivo col "bere" acqua salata e la gola che pizzicava fino al giorno dopo. Finchè un giorno mi lasciai andare da sola... rilassata mi distesi come su un'amaca, cullata dall'acqua appena increspata. Ed anche il giorno dopo e l'altro ancora... mi ripetevo che ormai il "segreto" l'avevo scoperto e andava sempre meglio, sempre più sicura.
Restavo a galla per lungo tempo perchè con la "forza della mente" avevo creato la "rete" che mi reggeva.
Se mi fossi concentrata unicamente sulla mancanza di una vera, reale protezione probabilmente, sicuramente non ce l'avrei fatta.
Bisogna sì, andare oltre e non fermarsi a ciò che appare o pare come la sola possibilità...

lunedì 17 dicembre 2012

La "signora" che era di fronte ci guardava con lo sguardo incredulo, smarrito di Chi non comprende quel genere di discorso. La mia "compagna di banco" ed io prese dall'"argomento", non avevamo tenuto conto che potesse essere meno interessante per Chi dal di fuori ci stava a sentire... e poi, quando abbiamo cominciato a "tastarci" le vene più disastrate... beh, a quel punto avremmo preteso l'impossibile!
Lo dico oggi, con un giorno di ritardo... ma sono "cose" da fare ad una festa, quando si è allegramente in compagnia? Sicuramente no, ma per "Noi" la normalità, il vivere quotidiano è anche questo e non c'accorgiamo che forse apparire "cancrocentrici" è un po' avere qualche rotella fuori posto, essere usciti... poverini, fuori di senno magari proprio per quella "brutta malattia".
"Mah... a vederla ora che tutto è passato... non sembra neanche tanto brutta la cosa!", così diceva sempre ieri la mia "compagna di banco"... ed era verissimo, per quanto un "accidente", inteso come "accadimento" possa essere spiacevole e doloroso non può essere mai superiore alla forza dell'uomo. E' l'uomo che non deve farsi cogliere di sorpresa, sempre pronto ai bruschi cambiamenti della Vita dovrà mettere fuori il meglio di sè al momento giusto e far vedere ciò che vale.
Argomentando in questo modo, ad un certo punto mi sono resa conto che la "signora" era proprio "tagliata fuori"... praticamente "out". Bel modo di stare insieme a tavola per mangiare una pizza!
"Cambiamo argomento... " ho detto ed ho cercato di coinvolgerla coi convenevoli iniziali di buona cortesia,
tra l'altro, cosa che detesto ma in un modo dovevamo pur iniziare... dopo neanche dieci minuti  siamo tornati all'"argomento di partenza" perchè Lei stessa ha preso a raccontare la Sua di storia... di vedova a causa sempre di "quel male là".
Dopo questa "testimonianza", tacitamente abbiamo lasciato cadere il discorso, coinvolti "in toto" dal clima festoso dell'ambiente, occupati a gustare la bontà delle portate e la varietà dei gusti della pizza.
Credo di non essere mai stata così bene in un contesto del genere... è sentirsi in armonia con ciò che Ti circonda anche se proprio il Tuo genere non è... è adattarsi a un cambiamento in modo perfetto dopo aver compreso che il mutamento stesso è vita perchè è la Vita che cambia e cambi pure Tu.

domenica 16 dicembre 2012

Ero un po' arrabbiata... e non lo nego, ad un'ora "scomoda" tutto quel disastro! Comunque cercavo di nascondere il malcontento... povero caro, non lo aveva fatto mica di proposito!? Mi avesse dato ascolto, però...
Mortificato voleva anche aiutarmi... "... dai, non fa niente... riposati, ma tieni a freno Biù Biù, che non arrivi qui a completare l'opera", perchè la Nostra cagnolina nel caos ci sguazza, la confusione è per lei un invito a nozze  e poi... è tanto disponibile ad aiutare facendo pulizia come può.
Intanto si ritornava alla normalità... "Allora... c'era molta gente stasera?...", era l'Amore della mia Vita che per distogliermi da quei "lavori forzati" mi chiedeva della cerimonia di consegna dei pass ai nuovi volontari ospedalieri o "tirocinanti" che dir si voglia. Anch'io da poche ore ne facevo ufficialmente parte ma per un po' lo avevo dimenticato... la Sua domanda mi aveva riportato a questa mia nuova, entusiasmante realtà.
Quello che per tanto tempo avevo fatto e che Altri definivano "volontariato", da quel momento in poi veniva ufficializzato... non sapevo ancora a quale reparto sarei stata destinata ma, è inutile dire che in cuor mio nutrivo una "piccola speranza"... continuare a... beh, l'avrete capito!
"Oh... è stata una bella cerimonia, emozionante suggestiva. Sono arrivata in ritardo ma, entrata in chiesa... mi è sembrato di essere tra gli Angeli... tutto quel candore! I "nuovi volontari" in camice, seduti nei banchi... in attesa. L'ho indossato anch'io... e ho preso posto, poi l'emozione nel sentire il mio nome... nell'avere tra le mani ciò che mi accompagnerà nel mio servizio... gli auguri dei consiglieri dell'Associazione... la foto ricordo. Tutto bellissimo... spero solo di esserne sempre all'altezza".
L' Amore della mia Vita mi ha guardato... "Ma figurati... se lo sarai!? TU sei la volontaria perfetta!"
In quel momento era davvero molto generoso nel giudicarmi così... forse un po' di parte... e intanto io mi pentivo di non averlo "coccolato" abbastanza... poco prima.

 AIUTACI A SCOPRIRE NEL VOLONTARIATO L'OPPORTUNITA'
DI INCONTRARE NON SOLO LA SOFFERENZA UMANA,
MA DI VIVERE L'AMORE.

sabato 15 dicembre 2012

Beh... stasera sarò proprio breve.
E' notte fonda... quasi l'una e la lavatrice sta ultimando il suo lavaggio straordinario. No... non sono matta, è vero che i lavaggi notturni sono i più economici ma non sarei arrivata a questo punto ovvero di farne uno a ora tarda se non ci fosse stata la necessità. Ho dovuto caricarla fino all'impossibile con tutto ciò che l'Amore della mia Vita ha sporcato vomitando. Oggi abbiamo pranzato fuori e, diciamo... ha esagerato un po'?! Forse un po' troppo!
Amore mio... sai che non sei più un bambino... che ormai i Nostri menù sono a base di brodino vegetale, cambia solo il tipo di pastina.
 Ti avevo avvertito... penso che può bastare?!... e Tu che cosa mi hai risposto?... oh, dai sembri mia suocera! Che poi anche questa è una vera e propria falsità... la mia povera mamma non è mai stata una rompiscatole! Va bene, lo hai detto per dare a me della "noiosa"... e intanto la "Tua noiosa" si è ritrovata a tarda sera a ripulire pavimento e far bucato.
Ti perdono perchè sei... sei l'Amore della mia Vita ma, Ti prego... non dire a me, proprio a me... " come sono stato male... un vomito così non esiste, non puoi capire!"

venerdì 14 dicembre 2012

Non so come nè da dove provengano certi consigli che "mi picco" di dare... è certo comunque che non sono così tanto per dire e spesso nascono dall'esperienza personale, frutto a volte di difficili scelte.
Ne ho parlato oggi anche con la mia Amica... "portafortuna"...
Lei, tanto buona e ottimista ad oltranza nei confronti del prossimo si fa cruccio di non poter essere abbastanza disponibile, ha il lavoro e la Sua vita privata, non sa come spartirsi per non far torto e dar luogo a sofferenza.
Il sentirsi combattuti, in mezzo a due fuochi è proprio delle persone che si fanno degli scrupoli e sono generose altrimenti il "problema" o meglio il "dubbio" non si porrebbe affatto, però non è possibile vivere in questo modo le relazioni, non porta giovamento a se stesso e non solo. Ad un certo punto è necessaria la "scelta"... come ad un bivio di cui  non si conoscono le strade, non si sa dove portino... comunque si deve scegliere, rischiando è vero, ma con la reale certezza di aver fatto la cosa giusta. Questa consapevolezza premierà... ci si sentirà forti e sereni e col tempo... non più di tanto... di nuovo disponibili come prima se non di più.
Tutto questo lo sto ancora imparando, pagandone anche le spese e ho imparato pure che queste bisogna metterle in conto quando si investe su se stessi e la spontaneità dei sentimenti.
La questione è che l'essere umano ha un'abilità speciale per complicarsi l'esistenza e va a cercare chiavi di lettura astruse per interpretare l'altrui agire... mai che si limita a quel che vede, l'apprezza o meno e finisce lì.
Vuole sempre di più... pretende troppo. E il "rispetto" dell'Altro... dov'è?
Quando poi viene a cadere l'equilibrio dell'"intesa" iniziale, ha origine il disagio e la spontaneità è penalizzata a discapito dell'intero rapporto.
Sarà così difficile da intuire? E poi... si può anche sbagliare per una volta, ma perchè ostinarsi a ripeterlo... quel "benedetto" errore!? Anche perchè si sa che si soffre e pure tanto.
Per quel che mi riguarda... dopo un'esperienza "così", ho ritrovato il mio equilibrio... ho ancora qualche "sassolino" dentro che mi dà noia ma cerco di farmene una ragione, la mia coscienza me lo impone... non posso tradirla.
A volte "prendere le distanze" da qualcuno... per qualcosa è più che necessario... è una "medicina salva- cuore".

giovedì 13 dicembre 2012

Mi perdonerà Chi non ci crede, ma a me piace tanto pensare che il susseguirsi di fatti a volte celi una serie di piccoli messaggi che tutti insieme, decodificati in modo giusto, siano la prova della presenza reale di Chi c'ha voluto bene.
Ieri in conclusione, incontrare la "dottoressa" è stato come leggere la firma di Chi in tutto questo tempo non mi ha mai abbandonato... e ancora non mi abbandona. E son tornata a casa più leggera, sollevata da un peso  e gioiosa per quest'altra "proroga" che mi è concessa. Anche il pensiero dell' "osteo..." ( d'ora innanzi la chiamerò così... fa meno "cosa seria") si è molto ridimensionato e così mi sono detta... d'accordo ce l'ho e che cosa posso farci? Seguirò il consiglio che m'hanno dato... vitamina D e calcio a profusione perchè le mie fragili ossa facciano una cura ricostituente e poi... poi si vedrà.
Stamattina con l' Amica che non ha nemmeno la compagnia di se stessa sono stata in reparto per il Suo FOLLOW UP... era anche giorno di chemio per "Ma che c'mport", così per Lei oggi un bacio al volo e quattro chiacchiere e poi una bell'attesa di tre ore prima di essere ricevute dal medico di turno.
"Senti... allora entri anche tu con me... va bene?", "Va bene... ma io non parlo!", un sorriso quasi una risata e ci siamo sedute l'una di fronte all'altra perchè quelli erano i soli posti disponibili. Accanto a me una signora imbacuccata nonostante il caldo soffocante in reparto.
Giuro che non sono quasi mai "Io" ad attaccar bottone... giuro, ma non so com'è che dopo neanche dieci minuti mi ritrovo a parlare con Chi mi è "capitato" vicino con una familiarità e leggerezza che fanno dimenticare il luogo e il motivo per cui ci siamo "per caso" incontrati.
Ma sarà davvero poi "per caso"... chissà!?
Abbiamo cominciato a "raccontarci" i Nostri acciacchi di pazienti "veterane" di questa malattia... "K" al rene per Lei, "K" alla mammella per me... qual era peggio? Allo stato attuale di entrambe... nessuno, perchè tutto tace ed è sotto controllo, ma forse era così anche prima, sempre di "K" si trattava e neanche troppo "imbestialito" visto che siamo ancora qui e tanto felici di esserlo che in breve abbiamo cambiato discorso e parlato d'altro. La "signora imbacuccata" vedendo che il tempo passava e nessuno ci chiamava, rivolta alla mia Amica le ha chiesto... "Ma a casa Chi Ti aspetta? Dovranno pranzare..." e Lei... "... mio figlio", "... e Tuo marito?", e ancora... questa volta secca... "NO... il marito non c'è... E' IN FERIE!"
Dal tono della risposta e certamente per esperienza acquisita, la signora allora ha esclamato con fare noncurante ma spiritoso... "Ah, ho capito! Ma non Ti preoccupare... lo puoi dire che è venuto meno a causa dei funghi!" Ci siamo guardate perplesse ma anche divertite... qualcosa avevamo intuito.
"Dico sempre così di una poverina abbandonata dal marito... morto a causa di funghi velenosi... e ben gli sta!"

mercoledì 12 dicembre 2012

Come sto vivendo questo mese di dicembre non saprei dire... è una sensazione mutevole con un alternarsi di stati d'animo talmente rapido da "inebriare". Potrà sembrare un termine non proprio adatto ma è comunque efficace per spiegare la mia condizione al termine di ogni giornata... in questo dicembre.
Pare che tutto l'"inatteso" si sia concentrato in un unico periodo e per come "mi prende" e mi resta dentro, ho quasi l'impressione che voglia riscattarsi dal passato... questo mese.
Qualsiasi fatto o evento si incastra perfettamente con un altro, così che questo diventa naturale proseguimento e conseguenza del precedente...
... la Vita, un enorme variopinto puzzle senza limiti.
Non siamo ancora a metà percorso di questi giorni che già si perde la vista dell'insieme ed è necessario tornare indietro passo passo per "fissare" ciò che è successo e ricavarne un "indizio", un "suggerimento", così che si comprenda il "messaggio" che mai manca, la "guida" che Ti porta "oltre" quando da solo non puoi farcela.
Tempo fa incontrai in un contesto quasi nuovo  il "vecchio Amico" dei tempi di liceo... sapeva di me... e "due epoche" si ricongiungevano perchè una vita è fatta di periodi che non si escludono a vicenda magari si completano e scopri che qualcuno si ricorda di Te perchè forse un "punto fermo di positività" sei stato.
E a seguire... l'ansia dei controlli e la gioia del buon esito, apprezzarla maggiormente perchè conosci il significato della sofferenza e la paura di perdere ciò che hai di più prezioso.
E sentirti salutare con un "buongiorno, Amica mia" e non aspettarselo perchè quel saluto viene da una persona seria a tratti burbera ma profondamente umana, anche se la stessa non lo sa.
Stamattina, ancora... incontrare dopo otto anni la dottoressa che curò le ulcere diabetiche di mia madre, abbracciarsi... "come va?..." "ho avuto un tumore al seno..." e sentirsi rispondere... "anch'io... ma tutto passerà", e commuoversi fino alle lacrime e infine piangere insieme, davvero.

martedì 11 dicembre 2012

"Ma che Ti succede stamattina!? Non sei mai stata così preoccupata per i marcatori..."
L'Amore della mia Vita aveva ragione, in tanti mesi  da "allora" l'ansia non mi aveva mai preso in modo totale. Oggi mi aggiravo per casa "quasi" muta, rispondevo a scatti, nervosamente come Chi non vuole essere distolto dai propri pensieri, e i miei non erano certo dei migliori.
Perchè? me lo chiedevo anch'io... non volevo pensare a un presentimento in quanto solita ad essere positiva ed ottimista mi sembrava che così mi piangessi addosso, intanto non potevo nemmeno far finta di niente perchè qualcosa avevo... di fastidioso, pesante fra il cuore e la bocca dello stomaco. Sindrome ansiosa, sarebbe stata definita questa mia condizione che comunque aveva le ore contate, anzi i minuti visto che in mattinata avrei ritirato il referto delle analisi.
Continuavo il mio lavoro domestico ma con la testa ero altrove... ho ricevuto una telefonata e l'ho liquidata in fretta... avevo altro a cui pensare, cercavo di fare tutto alla svelta e intanto avevo i brividi, cosa non usuale per Chi muovendosi in gran fretta invece si accalora. Ad un certo punto mi sono posta un freno... basta! e poi ho pensato o meglio ho cercato le cause di tanta agitazione.
Questo è il primo FOLLOW UP al di fuori del solito ambiente dove mi sentivo talmente protetta da non temere "ritorni"... ero sempre a "casa mia" ed eventualmente lì sarei rimasta.
Poi... il periodo, tutto mi riportava al Natale di tre anni fa, quando mi fu regalato un bel tumore e l'animo mio faceva a pugni con l'atmosfera gioiosa, esageratamente "caramellosa"... incosciente che c'era intorno. Oggi per vari motivi di "miele" ce n'è poco in giro ma ugualmente mi pareva di vivere avulsa dal contesto.
E poi... poi vedere tanti dei miei Amici, tra "quelli che contano"... soffrire ancora perchè la malattia non concede tregua o se lo fa è a tempo determinato tanto breve da non riuscire a prender fiato.
E pensavo... io credo, anzi sono convinta di stare bene, non ho disturbi e se qualcosa invece mi "scavasse" dentro, silente e malvagio? Ecco... per esempio, l'osteoporosi! Non ho dolori e invece c'è... altro che c'è!
Non voglio illudermi! Non ho mai voluto... mai lo vorrò.
Con questi pensieri e tanto freddo sono andata in ospedale... allo sportello ho ritirato la "temuta" busta, l'ho aperta e con gli occhi rapidamente sono andata alla ricerca dei "marcatori".
Tutti e tre nella norma.
Al freddo intenso è seguita un'improvvisa vampata, e non credo che questa volta c'entrasse molto la "cara" pillola dei cinque anni.

lunedì 10 dicembre 2012

"La speranza non va confusa con l'ottimismo, nè con lo sforzo continuo di mantenere accesi sogni e progetti. Avere speranza significa che una forza più grande alimenta la tua piccola storia e che questa potenza di vita è sempre a tua disposizione."


Stasera ultimo incontro del gruppo di auto-mutuo-aiuto prima delle feste... un'atmosfera serena per un argomento difficile, la qualità della vita del paziente oncologico.
Ognuno ha espresso opinione su come intende vivere qualitativamente la Sua esistenza  nella particolare condizione di malattia e soprattutto in questo periodo festivo che tradizionalmente vuole gaiezza e bontà. Nessuno si è astenuto dal dire la propria, compresi "il facilitatore" e le "due volontarie" che comunque vivono da vicino e di riflesso la condizione oncologica.
Gli interventi sono stati vari ma in sintesi hanno espresso il medesimo concetto o desiderio... vivere come se niente fosse, anzi meglio alla luce di quello che è stato... se passato, alla luce di quello che è... visto che il domani non è dato conoscere. E poi la gioia nelle piccole cose... nel calore della famiglia... nell'amore per il prossimo di cui si riscopre la presenza e la necessità anche per fuggire da un altro tipo di "cancro" ancora più doloroso... la solitudine.
Una delle volontarie ha detto che per Lei , "qualità di Vita" è... esserci, quindi la Vita stessa, mai uguale e in continuo divenire.
La seconda delle Nostre Amiche ha affermato che riscoprirsi ogni giorno capace di amare "sinceramente" gli Altri, solo questo la fa stare bene in modo autentico.
E infine... "il facilitatore". Per Lui, "qualità di Vita" è continuare a... far ricerche, studiare il "CANCRO" per smitizzarlo, perchè ad Altri venga data la possibilità di comprendere come poterne fare una risorsa, un'opportunità in più.
Per quel che mi riguarda non c'ho mai pensato alla "qualità di Vita"... esserci, avere la forza fisica e morale per fare tutto quello che facevo prima è già vivere "con qualità", poi col mio essere "cancrocentrica", studiando, approfondendo, stando vicino a Chi "subisce" la malattia senza "viverla", ho imparato a dominare l'angoscia dell'evento e l'ansia che ne consegue... perchè questa davvero non finisce mai, nemmeno quando Ti dicono... puoi stare tranquilla.

domenica 9 dicembre 2012

"Sono un bambino
che raccoglie conchiglie
e pietruzze colorate
lungo la spiaggia del tempo...
sono terribilmente soddisfatto
infinitamente appagato, felice:
non so chi sono, perchè non sono"
  (Osho)

Quando molti sentimenti s'affollano nell'animo e "strattonandosi",  l'uno cerca di prevalere sull'altro, vari stati d'animo si susseguono con gran rapidità quasi a far perdere il controllo e non capire più qual è la propria "valenza" e ruolo.
Sarò ripetitiva forse noiosa... questi sono giorni assai particolari per me... il "vecchio" si mescola col "nuovo" portando la "morsa" dei ricordi e l'ansia del domani.
Mi fermo a pensare e sento il cuore in gola... no, così non può essere non deve, allora ritrovo la calma e rifletto.
I ricordi sono il passato, l'"onda di ritorno" ma subito si accavalla un'altra più imponente che avanza fino a coinvolgermi del tutto e l'esuberanza sul finire della precedente si mescola con questa e le dà più vigore.
Ma perchè mai così raramente c'è bonaccia nell'animo mio?
Dovrei "farmi scivolare tutto di dosso" e ci tento pure ma è difficile quando non hai un attimo di respiro... difficile come per le onde del mare col vento sostenuto.
E ogni tanto torna il pensiero dell'ultima "delusione" con una "verità" a doppia faccia, la peggiore in assoluto... e poi il ricordo dei giorni di Natale di tre anni fa, e subito dopo l' "affanno" dei controlli che non finiscono mai... per la prossima settimana, i "marcatori" e il FOLLOW UP... finalmente e incrociando le dita.
Mi sento come Chi ha corso a perdifiato, sento la necessità di riposo, di ritrovare la mia parte "sorridente"...
solo una breve sosta.
Intanto l' "onda di ritorno" si perde nella vastità di tutto ciò che è stato ed ora è prossima quella che verrà.
Non devo fermarmi, devo continuare a... credere che il mare non può esaurirsi... che le "sue" risorse sono e saranno immense... sono Vita e non solo per me.
Ci credo.
Per un po' il mio Cuore si cheta... e torna il sereno.
Potrò anch'io raccogliere il " piccolo tesoro" che il mare della Vita finora mi ha donato.



sabato 8 dicembre 2012

Dopo tutto credo che finirò col ringraziarlo il mese di dicembre, come è stato almeno col pensiero nei riguardi di "una gentile signorina" il cui "poco gentile" atteggiamento mi ha spinto a fare una scelta che solo ora mi accorgo veramente essere stata la più ovvia e giusta.
Perchè... era così che doveva andare e non altrimenti.
Lo ringrazierò Dicembre per tutte le emozioni che mi ha regalato, forti sofferte ma anche di belle... mi ha fatto piangere e più volte sorridere, perchè non puoi mai apprezzare fino in fondo quanto sia bello essere sereni se prima non ti sei perso nel dolore.
E stasera... giusto stasera, ho rivissuto Tutto quel che ho detto... ricordi e sofferenza, sorrisi e poi "quiete".
Non parlo unicamente dei "miei dicembre" di malattia, è chiaro... non si vive solo per se stessi e d'altra parte ciascuno è da considerare come ingranaggio di un meccanismo ove se un altro si ferma, diversamente non può fare.
Stasera ho attraversato molti reparti dell'ospedale... seguivo la "madonnina" in processione, non amo molto in verità questo genere di riti pur essendo cattolica e praticante, ma questo era un "procedere" diverso, si creava un solco per seminare speranza.
Sono passata anche per quel reparto dove quasi otto anni fa mia madre morì...
Ho avuto brividi mentre andavo lungo il corridoio... tutto era come allora, anche il piccolo vano dove da "novella Anima" Lei pernottò perchè "... era troppo tardi per portarla giù..."... in obitorio. Povera mamma! Così sola in quella prima notte tanto fredda... fredda come stasera.
Tutto... come allora, solo l'albero di Natale adesso è all'entrata, non più a metà corridoio ad illuminarlo per intero. Perchè mia madre visse gli ultimi giorni in ospedale... proprio in questo periodo e morì a metà gennaio quando non si erano ancora spente le luci del presepio.
Mentre solo la "madonnina" entrava nel reparto della dialisi, mi son seduta fuori e in quel momento mi sono accorta che avevo gli occhi umidi e mi veniva da tirar su col naso... come Chi piange.
Potevo mai passar indenne?
E poi... la "Madonnina"... averla rivista così trionfante e nello stesso tempo così dolcemente benevola mi ha riportato indietro nel tempo, quando varcai per la prima volta la soglia del Day Hospital oncologico. Aprii la porta e di fronte a me si presentò il lungo corridoio dove sul fondo immediatamente pur da lontano si notava Lei...  Posta davanti all'ampia finestra prendeva su di sè tutta la luce, così che appariva luminosa più che mai.
Ebbi la sensazione di trovarmi già in Paradiso... forse perchè allora ero convinta che sarebbe stata la mia destinazione prossima? Mah... non credo, quella "luce" quel "volto" erano davvero celestiali, davvero riportavano all'antica immagine dell'eternità... e del resto non ero stata la sola a provare una simile sensazione, anche mia figlia, pure lei che di "celeste" conosce solo il colore e neanche le piace.

venerdì 7 dicembre 2012

Ammetto che non ci sto sempre a pensare... vivo quel che mi capita come logico e normale, alla stregua del sonno e del respiro. Altre volte però mi lascio travolgere dagli eventi fortemente coinvolta tanto che se qualcosa non va per il giusto verso, ne soffro... soffro davvero tanto. E all'improvviso mi verrebbe di lasciar perdere... ma cosa mai mi è saltato in mente, che avrei potuto... che sarebbe stato così come pensavo?
In quel momento è la parte fragile che prevale... un tornare indietro che non piace.
Mi scuoto, ancora una volta mi ribello... deve pur esserci un motivo se ad un certo punto della mia vita Tutto si è capovolto!?
Ed allora ci penso...
Lo dicevo anche ieri alla mia Amica, "Ma che c'mport"... Lei mi guardava fisso ed anche un tantino incredula, con l'atteggiamento di Chi è interamente preso dallo sforzo di capire ma ci riesce solo a tratti. Poverina... non è che non fosse capace, la responsabilità era interamente mia perchè esprimevo i miei pensieri ad alta voce, perciò annuiva... mi fissava e ogni tanto ripeteva, eh... si capisce.
Poi continuava ad... ascoltarmi.
Considero la mia malattia, nell'immaginario comune... la più temibile, un percorso formativo a più livelli. Mi son trovata dentro senza averne fatta esplicita richiesta, probabilmente implicita attraverso un'inquietudine manifesta.
Il primo livello... il più difficile in cui viene posta l'impronta di ciò che sarà in seguito. A quell'epoca pensavo molto... studiavo molto per aver meno paura... facevo "continui esercizi di sorriso", erano la parte pratica... aiutavano me e non solo.
Il secondo livello...muoversi a "quel terzo piano" quasi in punta di piedi... imparare tanto, perchè negli occhi di gente che s'aggrappa disperata ad ogni appiglio di speranza ci puoi leggere tutto lo scibile che serve.
Il terzo livello... ci sono arrivata bruscamente, quasi di nascosto... saltuariamente. Non potevo di più ma c'ho messo il Cuore come sempre.
Eh, si capisce!
 Poi Qualcuno ha permesso che fossi promossa... lo meritavo? Non so... però visto che c'ero mi sono impegnata e tanto. Qualche errore l'ho fatto di certo... ma mi son ripresa.
Ora sembra che si apra per me un'altra strada... anche stavolta mi ci trovo quasi per caso e stranamente non mi spaventa. A rifletterci è talmente ordinata e lineare la cosa che non può essere casuale.
"E non 'u sai? Ci stac' semp' nu mutiv'"... ha ripetuto la mia Amica.
Eh, già... ed io, incoraggiata e poi decisa, voglio continuare ad... andare.

giovedì 6 dicembre 2012

Forse è bene che prenda un po' di caramelle...
Ero già sulla porta di casa, pronta per uscire quando sono tornata indietro e, in un bustina di carta ne ho messe a più gusti... per non sbagliare.
Veramente qualche tempo fa c'avevo già pensato, poi l'altro giorno la mia "compagna di banco" me l'ha anche suggerito. Un "sorriso" e una "dolcezza" non possono non spianarti la strada, e qualora per assurdo non fosse così, vale sempre la pena tentare.
Stamattina dovevo tornare in ospedale dalla mia Amica, "Ma che c'mport"... per Lei, giornata di chemio.
"Come sempre" le portavo le riviste, le caramelle senza zucchero e stavolta anche i biscotti all'amarena che piacciono sempre. E "come sempre" arrivata al piano ho trovato Suo marito ad aspettarmi davanti agli ascensori, anche se ormai è cosa arcinota che io salgo per le scale.
"Ma com'è che vieni sempre da là?" Dovevo rispondere? Ho optato per un sorriso ed un abbraccio e Lui, tutto contento ha voluto accompagnarmi alla ricerca della chiesa... là, il prossimo sabato ho un "primo appuntamento" importante per la "mia strada".
"Vedi... tu devi venire di qua, fai prima!" "Sicuramente mi perderò... ho un senso d'orientamento!" "Ma perchè ti devi perdere!? Vieni appresso a me!"
Sapete quante volte questo "simpatico marito" mi ha accompagnato cercando di farmi imparare la strada giusta? Infinite... e il rituale è stato sempre lo stesso, comprese le domande e le risposte... e il risultato? Pure...
Sembrano banalità ma questi episodi "ripetuti" nel corso dei mesi diventano... terapeutici. Stabiliscono e consolidano una "familiarità" che non fa sentire soli. Arriviamo a conoscerci così bene che... se non fosse da maleducati... ognuno potrebbe anticipare la domanda o la risposta dell'altro.
E' molto rasserenante.
Trovata la chiesa e smarrita al solito la strada, per cui mi ridurrò un'altra volta a chiedere informazioni, siamo tornati su... e mentre chiacchierando sistemavamo le "nostre" cose, riviste cellulari sciarpe e biscotti... mi son sentita chiamare...  "ciao... io sono dentro", " ed io vengo tra un po'"... ho teso la mano come segno di saluto e me la sono sentita sfiorare con le labbra sulle nocche.
Una sciocchezza?... per me no.
Dopo quasi un'ora... una "frase"... brava, Ti sei comportata bene... è così che devi fare!
Stima, affetto... fiducia, c'era "tutto" stamattina... una grande ricompensa per Chi in fin dei conti non fa grandi cose ma  vuole solo continuare a... essere sempre se stessa.

mercoledì 5 dicembre 2012

E visto che si parlava di "regali", confesso che stamattina ho voluto farmene uno da sola, di tutt'altra specie finalmente, piccolo... di quelli che passano rapidamente alla velocità di qualche "morso" in successione... un goloso cornetto alla marmellata. In barba alla dieta "perenne" che vuole non superi un certo peso... al colesterolo in libero rialzo... all'ipertensione funambola che mi tiene compagnia.
Da tempo resistevo alla vista di quella dolcezza in esposizione nel banco dei bar... "Per me... solo un caffè, grazie!" e profondamente frustrata giravo poi la testa dall'altra parte.
Stamane... no! Sentivo il bisogno di un po' di dolcezza, di una "coccola" speciale... di "trasgressione" e allora, ho trasgredito.
Tanto era solo per una volta, e perchè c'era l'occasione.
Mi è già capitato di parlarne... spesso me lo riservavo il "rito" del cornetto quando avevo da fare il prelievo per gli esami di routine. Bisognava presentarsi a digiuno, l'"angoscia" dell'ago alla ricerca della vena perduta... la sedavo così, col pensiero che dopo mi sarei concessa un piccolo peccato di gola.
Il "pensiero" diventava così, una "strategia" che mettendosi in atto come "rito" funzionava alla grande.
Anche oggi il "cornetto" ha mantenuto la consegna ed io per un po' ho dimenticato tutti gli "accidenti" passati, presenti ed... eventuali.
 E il bello è stato che ho pure contagiato Chi era con me...
Ricordate l'Amica che non ha neppure la compagnia di se stessa? Beh... adesso ha la mia di compagnia perchè "abbiamo deciso" che faremo tutti i controlli insieme... Lei ed io.
"Senti... perchè ci stai Tu di mezzo, altrimenti io non avrei fatto più un bel niente. Qua le cose sono sempre così complicate! E che... posso stare a pensare sempre a loro?"
Ma "loro Chi?" mi chiesi quando mi parlò in questo modo... ma in fondo la risposta mi tornò facile, coi mille pensieri e le tante difficoltà che riempivano le Sue giornate, realmente i problemi di salute occupavano se non l'ultimo, il "penultimo" posto della mente.
"Ma guarda che il piacere non lo fai a loro... è a Te che devi pensare anche perchè sei giovane, molto più esposta", le dissi per convincerla, e Lei tutto d'un fiato aggiunse... "Sì, vabbè... io mi scoccio!"
E allora, sai che facciamo? "Scocciamoci" in due e non se ne parla più!
Un fardello condiviso pesa giusto la metà, ma un cornetto ciascuno si gusta tanto... direi quasi il doppio.

martedì 4 dicembre 2012

Decisamente per me "Dicembre" è il mese dei "regali speciali".
Oh bella... mi si dirà, che scoperta! E' Natale... e più o meno Tutti in questo periodo li ricevono o se li fanno... i doni desiderati, i più belli.
Certo... solo che i "miei" non sono desiderati affatto e "belli" non proprio. Oddio... non voglio esagerare... non mi voglio sbilanciare nè tanto meno lamentarmi, è che, facendo un rapido excursus qualche ora fa... la memoria ha notificato alla mente che ogni tre anni, il dolce Dicembre mi ha fatto dono di una "novità".
Ho incuriosito abbastanza? Beh, taglio corto e notifico pubblicamente che... Dicembre 2006, termine senza possibilità d'appello della "felice" età fertile ovvero "benvenuta, menopausa"!
Tre anni dopo, mentre constatavo, convinta che tutto sommato il passaggio non era niente male, sempre l'amato mese mi regala sotto le mentite spoglie di un fuso di pollo sdraiato su un lato, un tumore al seno con manie di grandezza date le dimensioni.
Chemio... mastectomia... altra chemio... terapia ormonale "infinita", perchè cinque anni  sembrano pochi ma son sempre un lustro e quando si parla di "malanni" che differenza c'è con un secolo?
Intanto... se la matematica non è un'opinione, cinque meno due fanno tre... ecco mi restano tre anni ancora di "benedetta" (ironico per metà) terapia ormonale... che già mi ha azzerato gli estrogeni, anzi secondo me li ha proprio "congelati", portandoli sottozero.
Orbene... l'ultimo "stupefacente" regalo risale al Dicembre 2009, adesso siamo a Dicembre e son passati, guarda caso... tre anni. E con un leggero anticipo, ma... piccolo davvero, ecco che arriva il terzo regalo di cui avrei preferito fare a meno... il "ladro silenzioso". Chi è?... non è di carne ed ossa, ma con le ossa ha molto a che fare... l'osteoporosi!
E' così... due anni fa avevo una "leggera osteopenia"... ora è una "decisa osteoporosi".
Ci son rimasta male... me l'aspettavo sì e no, anche perchè non ho dolori di sorta, diciamo... ci speravo di essere rimasta almeno a due anni fa.
Vabbè... che fare? A questo punto conviene dirsi che dopo tutto, meglio questo che altro... quindi "ringraziare di Cuore" ma "invitare" a dispensarci da tanti "doni", perchè senza possiamo vivere lo stesso, anzi... meglio.

lunedì 3 dicembre 2012

Oggi l'ho fatto, subito, immediatamente perchè non si può lasciar passare troppo tempo, sarebbe inutile... e così ho parlato.
Dopo mi son sentita più leggera ma pure molto mortificata come se il filo di un legame avesse mostrato punti sfilacciati, pronti a cedere.
Non si può pretendere di essere sempre capiti... ho risposto ad un'Amica, ma il rispetto, quello sì che è un diritto sacrosanto che mai è da essere violato... da Nessuno, nemmeno quando necessità sembrerebbe imporre il contrario.
Questa storia di diffidenza, malintesi e picchi permalosi spero finisca qua... e si ricominci in tutt'altro modo, senza più ombre.
Sempre per quel "rispetto" che mai riguarda una sola parte, non dico altro ad ulteriore spiegazione, del resto solo delle mie emozioni si tratta, non certo per volontà di giudicare... Chi mai sarei poi, per poterlo fare?
Qualcosa però mi è rimasta dentro... non lo nego.


"SILENZIO, uno spazio necessario per ritrovare la nostra identità...
I SENTIMENTI NEGATIVI ci tengono prigionieri in una gabbia dalle sbarre di ferro e ci impediscono di comunicare con gli altri.
CHIEDERE SCUSA è un gesto che rafforza l'amicizia, chiarisce i dubbi, è un rimedio contro l'odio, non è mai un segno di debolezza...
L'INCOMPRENSIONE pesa come una montagna e traccia solchi profondi sull'anima...
Dobbiamo IMPARARE A DETERMINARE LA ROTTA guardando le stelle e non lasciarci ingannare dalle luci incerte di navi lontane.
Bastava una sola, semplice cosa: il SILENZIO, il non parlare portava molto più tempo per pensare.
PENSARE portava più tempo ad ascoltare.
ASCOLTARE portava amore per l'immobilità, e l'IMMOBILITA'  era la strada per la risposta...
Per farsi un vero amico occorre, a volte, una vita intera...
I VERI AMICI ci considerano veramente rispettandoci per quello che siamo, si accorgono dei nostri errori e ci avvertono..."   (Romano Battaglia)

... non ce li mandano a dire, magari facendo di essi una "valanga".

domenica 2 dicembre 2012

Succede a volte... anche spesso ma ciò non toglie che possa dar fastidio.
A comporre un grande puzzle occorre grande impegno... capita che nel mucchio caotico delle tessere sparpagliate ovunque, il "colpo d'occhio" colga all'improvviso quella che "sembra" giusta. Già, sembra... anzi è proprio la "sua" ed esulti con Te stesso perchè hai visto "presto e bene"... poi vai al "confronto" e la delusione è grande, il contorno è quello per ben tre lati ma al quarto noti  che non va... non "s'incastra".
Sei deluso, Ti spazientisci... ora bisognerà guardare di nuovo e non è detto che anche questo tentativo vada a buon fine...perchè sei stanco e sfiduciato.
 Sembrava tutto procedere bene ed invece per un "particolare" irrilevante che però fa la differenza, l'opera messa in atto con impegno resta a tre quarti e l'impegno stesso, mortificato perchè pur al massimo... ha fallito.
Mi sorge il dubbio di aver stimato più del giusto le mie possibilità... di aver fatto degli errori, inconsapevoli è vero, ma che comunque hanno portato danno.
Non so... e quel che è peggio, "il tutto" mi torna indietro come un boomerang. Ero preparata a questa eventualità, quando ci s'inoltra nella fitta selva di pensieri ed emozioni, il rischio c'è di perdersi e nel tentativo di ritrovare la strada ci si può perdere ancora di più.
E per questo... quel famoso "boomerang" pur "sotto controllo" mi è tornato indietro cogliendomi quasi alla sprovvista. Sì... perchè avrei voluto sbagliarmi, avrei preferito dover constatare che le mie convinzioni fossero esagerate, persino frutto di fantasia.
Invece...
Mi conforta però un pensiero... non sono da sola a "curarmi" per la botta di quel boomerang, e già mi sento meglio e già penso come "rilanciarlo" ma non perchè faccia lo stesso male, bensì venga raccolto e poi abbandonato per sempre.
Pensavo che in certe occasioni il silenzio pesasse più delle parole e potesse essere anche più esplicito... non è esattamente così, almeno non sempre.
Le parole, giustamente valutate e ben dirette al solo scopo di recuperare, arrivano come strali ma non feriscono comunque più di tanto perchè prive della punta di risentimento ed astio.
Sono amareggiata... addolorata e delusa, ma non faccio cadere un "discorso" nel vuoto.
Mi disprezzerei. Allora... parlerò, parlerò di certo.

sabato 1 dicembre 2012

"mercoledì 1 dicembre 2010

Oggi, primo giorno dell'ultimo mese dell'anno ho provato la stessa sensazione d'inquietudine. E' stato un attimo e solo una sensazione..."

Così iniziava "il post del giorno" di qualche anno fa...
Il peggio era da poco passato, dopo la mastectomia e la chemio, conclusa un mese e mezzo prima, ricordavo,  rivivendole, le stesse strane emozioni che avevano anticipato "ogni cosa".
Quel latente senso d'insoddisfazione che mi aveva portato a cercare in mille modi e inutilmente, sbocco e gratificazione.
Ne avevo parlato già all'inizio, nel "post di apertura" di questo mio blog... il post che cominciava così...

"Sto per scrivere di qualcosa che all'improvviso ha cambiato il corso dei miei giorni e il significato della mia vita vissuta fino ad ora.
Tutto ebbe inizio a dicembre dello scorso anno.
Il primo foglietto del mese di dicembre, staccato lentamente dal calendario, mi creò una strana inquietudine. Già da tempo sentivo il precipitare dei giorni, dei mesi. Un altro anno stava passando, e si lasciava dietro uno strascico di acciacchi, ansie, paure, occasioni mancate.
Pensando al futuro provavo timore: i figli, mio marito, la mia adorata cagnolina, me stessa. Chissà come sarebbe stato questo nuovo anno per tutti noi, prospero, felice o almeno sereno?! Tali pensieri ricorrenti mi davano un senso di precarietà e procedevo nel mio agire quotidiano a piccoli passi per non cadere e avere sempre la possibilità di rimanere in equilibrio.
Non ero comunque serena. Ma perchè? Dovevo distrarmi, non pensare ed essere positiva e fiduciosa..."

In realtà così non fu... fino a quando cominciò "la mia storia".
Chi ha avuto costanza e pazienza nel seguirmi, ben conosce come la stessa si è evoluta, portandosi via... simile a vento impetuoso... inquietudine, insoddisfazione e tanto malumore.
Stasera rileggendo "i miei vecchi scritti"... stento a riconoscermi.
Chi "ero"... Chi "sono" veramente? Una "dualità" resa effettiva da un'"occasione estrema", una realtà comunque, perchè IO ERO QUELLA PERSONA e IO SONO QUESTA PERSONA, e tanto riesco a riconoscere la prima  in quanto mi affermo in questa che è... VIVA e PRESENTE, non statica e in continuo ed anelante divenire.
Tu sei una risorsa... mi è stato detto oggi... perchè "seminatrice di speranza".
Fino a questo punto, non avrei mai pensato.
E ancora... una "carta vincente".
Mi chiedo... ma nella domanda è insita la risposta stessa... per Chi mai potrei essere tale se non per la VITA stessa?





















venerdì 30 novembre 2012

"Ciao... io vado domani a fare lo Zometa, che fai ... vieni? Un bacio."
Sempre così... un messaggio secco e via, la mia Amica "I speak English" non si smentisce mai. E' vero, ci siamo viste l'ultima volta a luglio, al Suo compleanno, molte altre occasioni sono saltate per vari motivi ma era naturale dal momento in cui il reparto a "quel terzo piano" era stato chiuso. Quella era la "Nostra casa", rappresentava la "normalità" nel quotidiano anche se ci si vedeva una o due volte al mese... era così!
A quel messaggio che più che un invito sembrava un ordine perentorio, prendere o lasciare... ho risposto immediatamente con una telefonata... Vengo! le ho detto e l'appuntamento è stato fissato.
Stamattina allora ci siamo riviste... un grande abbraccio per esprimere affetto che non conosce distanze nè discontinuità... "Quanto vorrei averti più vicina..." mi ha detto con un sospiro ed una punta di commozione, poi si è subito ripresa, perchè "I speak English" è una "dura", almeno così vuole sembrare ma ha un cuore tenero che di più non si può.
Quando la conobbi ero al mio secondo ciclo di chemio ed ebbi subito la sensazione che fosse molto molto arrabbiata o, come Lei ama sostenere... "fortemente inc....ta". La guardavo mentre si muoveva a scatti...  intimidita, cercavo di abbozzare ogni tanto un mezzo sorriso e Lei, per tutta risposta, sempre "fortemente inc....ta" alla fine mi aveva detto solo... siete all'inizio? Beh...  buona fortuna!
Ed io, ancora oggi, di questa donna stupenda continuo a... ricordare soprattutto questo.
Tornata a casa, ho acceso il pc ed ho cercato il post, la "pagina" dove per la prima volta parlavo di Lei... all'epoca il mio "giudizio" era leggermente diverso, "inconsapevolmente benevolo"? No... magari "timoroso d'azzardare"... beh, lascio a Chi legge l'opportunità di un parere più obiettivo... secco.


... "Quella mattina conobbi anche D., una donna più anziana di me, già mastectomizzata, era lì per l'infusione dello Zometa a causa di metastasi ossee. Sicuramente molto emotiva, col Suo muoversi a scatti manifestava un malcelato nervosismo, non riusciva neanche a sistemarsi sulla poltrona, pur essendo una veterana, quasi fosse la prima volta che le veniva attaccata una flebo di quel genere. A D. non andava di parlare, ma poi, forse le feci tenerezza, capì che per me la strada era ancora lunga e cominciò... Parlò di sè, del Suo "seno ballerino" a causa di un tumore strano, simile ad una mastite (carcinoma infiammatorio?) che le aveva dato febbre e tanto dolore, la sofferenza dell'intervento e della terapia ed altro ancora. Ogni tanto azzardava anche dello spirito, delle battute, però lasciando intendere sempre un po' d'amarezza..."

Così la descrivevo due anni fa... c'è molta differenza?
A rileggere tutto... forse un po', ma mi sorge il dubbio che sta tutta "in me" la "decisa" differenza... o no?

giovedì 29 novembre 2012

Quando mi sentii elogiare per il gran "carisma" della comunicazione, lusingata e felice mi convinsi che finalmente qualcosa di buono al di fuori dello scontato avrei potuto fare perchè "capace".
Vincendo così un'iniziale debole riluttanza cominciai ad andare per la mia strada da "volontaria prodigio".
Ricordo il primo giorno che entrai in una stanza da sola, quasi di proposito...
Nel letto era un uomo anziano, molto magro e dal colorito oltre il pallore... accanto a Lui ma non troppo vicino, la moglie e la figlia, quest'ultima non l'avrei più rivista in seguito.
Sorridendo al solito, iniziai la conversazione con un tono di voce basso e pacato per non disturbare Chi all'apparenza stava dormendo. Da sguardi significativi e cenni di sottintesi riuscii a capire che per il "poveretto" ormai c'era poco da fare, ma non percepivo l'ansia angosciante che precede una perdita imminente. Raccontai parte della mia "storia", restai per qualche altro minuto, poi andai via.
Quel paziente si riprese, in seguito lo vidi sempre e solo accompagnato da Sua moglie... Lui, burbero ed accigliato in ogni momento... la moglie, "poverina", dimessa e rassegnata ma con l'aria di essere sul punto di...
Passarono altri mesi e il "poveretto" si aggravò, e un giorno di quelli "più arrabbiati" sua moglie mi prese in disparte e mi raccontò la storia allucinante di un uomo padre-padrone che tiranneggiava ancora nonostante la malattia, cocciuto e testardo pretendeva di curarsi a modo suo, incurante dei sacrifici di Chi viveva accanto.
"Non ne posso più... francamente, non dovrei dirlo ma spero che tutto finisca al più presto".
Dopo qualche tempo vidi per l'ultima volta la "poverina" lasciare il reparto in gran fretta dietro al marito che andava via incupito più che mai perchè non faceva la terapia... non poteva più. Fece in tempo solo a sfiorarmi una mano scuotendo il capo... il marito morì dopo una settimana.
E' questa una vicenda a cui penso spesso... a me era sembrata inizialmente in un modo ed invece era tutt'altro.
Quel che appare spesso non è... e quando devi percorrere strade che non conosci su cui ti sei trovato per caso quasi all'improvviso, non puoi non procedere se non con la massima cautela.
Stasera ho sentito ripetere... una parola di troppo può far danno, una parola di meno può farlo altrettanto... meglio tacere e restare all'ascolto.
Ed io, volontaria prodigio rifletto ed imparo perchè la mia "disponibilità" all'ascolto e sorriso non sia solo carisma ma scelta voluta e consapevole.

mercoledì 28 novembre 2012

"Dicono che non ho bevuto abbastanza... l'esame non può essere completato."
 "E va bene, allora... non Ti preoccupare, bevi altra acqua"... mentre pensavo, per fortuna che gliel'avevo detto... ma per Lei era già tanto così! Comunque... a quel punto, ora più ora meno, minuto più minuto meno non facevano una grande differenza, e magari poteva essere per me anche il momento buono per qualche riflessione in più, per pensare visto che altro non era possibile fare.
Questa... confesso... è la "mia attività" preferita nelle lunghe attese.
Raccogliere le idee su "come" e "quanto" ancora stia evolvendo la mia Vita.
Percorsi nuovi... consapevolezze inaspettate, altre "conoscenze" che rapidamente sento come fossero da sempre. Non è però cosa nuova, dall'inizio di questa "mia storia" il tempo corre veloce, brucia le tappe perchè tutto avvenga in fretta ma tuttavia senza approssimazione.
Nuovi "contatti", altre "relazioni"... ed anche "incontri" dimenticati, di ritorno dal passato.
Ieri sera ho rivisto un "vecchio Amico" dei tempi del liceo... coetanei, facevamo parte della stessa comitiva condividendo suono di chitarra e l'"onnipresente" Fabrizio De Andrè. Ci siamo incontrati di nuovo... Lui, medico a pochi anni dalla pensione... Io, paziente da pochissimi anni rimessa "in corsa" per la Vita.
Eravamo in una lezione-conferenza sul "contesto relazionale" di cui era il relatore. Nella discussione, tra l'altro interessantissima, ho riconosciuto la Sua vivacità e l'essere simpaticamente "prolisso", che comunque ha molto stimolato portando interventi in rapida sequenza.
Quando è arrivato anche il mio momento mi ha fatto però un certo effetto sentirmi dare della... "signora", anche se razionalmente era più che logico e naturale.
Al termine poi, mi sono avvicinata per stringergli la mano e salutarlo.
"Posso?..." gli  ho chiesto... e Lui, gioviale come lo ricordavo, ha risposto... "Certo che puoi..." e ha ricambiato la stretta con un abbraccio.
"Sai..." ha continuato, "... so tutto di te..." e al mio sguardo perplesso ed interrogativo ha aggiunto, "... di Chi era la firma in calce alla cartella clinica di cui hai fatto richiesta ultimamente?" "La Tua?!..." "Certo... per questo conosco per intero la tua storia."
In quel momento ho avuto la  netta sensazione come se fossi stata vista "nuda"... ma, stranamente non provavo vergogna.
La Vita è molto strana...
Passano anni, decenni e due persone non s'incontrano mai, poi succede... chissà perchè... in occasioni critiche.
L'ultima volta che avevo visto il mio "vecchio Amico" fu circa 31 anni fa, quando nacque mia figlia. All'epoca era neonatologo e fu chiamato dalla terapia intensiva neonatale perchè per la mia piccola si temeva la sofferenza fetale. Anche allora un' "occasione critica"...
La Vita, sì... è molto strana ma ancor più "benigna" di quello che si possa pensare, perchè in fondo "riproponendo antichi incontri" ravviva lo spirito con energia, entusiasmo e coi ricordi troppo in fretta accantonati.

martedì 27 novembre 2012

Poniamo che sia giusto o preferibile seguire l'insieme di stati d'animo che porta alla volontà di "appartarsi" in una condizione di malattia...
Ho cercato d'immedesimarmi per capire... ma da qualsiasi angolazione  mi ponessi, non riuscivo.
Gli animali quando stanno male, è vero, lo fanno sempre ma solo perchè "perdono il controllo" di quella che è la loro normalità, in un certo senso hanno la percezione di un nemico che li perseguita, un pericolo incombente per cui nascondersi.
Probabilmente se potessero rendersi conto dell'aiuto concreto all'esterno da loro, non scanserebbero la persona in grado di offrirglielo.
Ma che cosa spinge un essere umano lucido e sempre consapevole di sè e ciò che gli accade, a comportarsi allo stesso modo?
Pur ammettendo le naturali diversità caratteriali... faccio fatica a comprendere.
E poichè non posso certo giudicare e non solo per mancanza di elementi ma per l'indiscussa soggettività della sofferenza e del dolore, per l'ennesima volta "analizzo" me stessa, il comportamento di una persona che non ha mai inteso "isolarsi" anzi... non ha fatto altro che " proclamare" a gran voce il Suo "male" per superare il "malessere" che ne derivava.
In realtà i primi due mesi, quelli che hanno preceduto la diagnosi sono stati i più difficili da vivere... non accettavo l'"eventualità" della malattia pur toccandola con mano, guardando nello specchio gli occhi fissi, "incantati" dal terrore. Per questo evitavo il confronto con gli Altri... che non "leggessero" anche Loro quello che io già segretamente sapevo. Temevo di "essere sbattuta" contro la realtà a mani e piedi legati in modo da non poter "scappare"... non più.
Però, una volta che "da sola" mi posi contro quel muro, la vista offuscata dalle lacrime "del profondo" m'impedì di vederne la "bruttura" per intero, e la sensazione di vulnerabilità mi spinse a chiedere aiuto  a TUTTI e IN TUTTI I MODI. E per Tutti, intendo proprio  tutte le persone che conoscevo, le simpatiche e le antipatiche... gli amici ma anche quelli che fino ad allora salutavo appena.
Cominciai ad amare davvero... forse perchè ero in una condizione di necessità? Non so... fu molto dura ammetterlo, accettare che da sola non ce l'avrei mai fatta fu anche doloroso, convincermi poi di poter restare coi miei pensieri come unica compagnia... fu impossibile. Dovevo venir fuori... "urlare sottovoce" e col sorriso (per non spaventare... i "sani" hanno paura di Chi non lo è più) tutto il mio dolore... "denudarmi" perchè Altri potessero provare a prendersi cura di me... in ogni modo.

lunedì 26 novembre 2012

"La Vita se ne andrà in silenzio
    facendo scendere
  il sipario sui miei occhi"
(R. Tagore)


Un "fiocco di tenerezza" non destinato a me, nè all' "Amico dai profondi occhi azzurri" che sempre mi cede il Suo, un fiocco di un'altra Amica ancora che oggi serena lo era poco e niente, letto a voce alta e da Lei definito... "poesia pura".
Mentre tornavo a casa, continuavo a... ripetermelo per tenerlo a mente, memorizzarlo e non scordarlo mai.
E' un' "immagine" talmente poetica... di una serenità "illimitata"! Stasera serviva  a chiudere il tema che ha preso l'intero incontro... il "contagio emotivo" all'interno di un gruppo di auto-aiuto.
Lo spunto è partito dalla condivisione di un'esperienza del genere all'insegna della scarsa fiducia nel gruppo stesso, nonchè dello scetticismo e diffidenza sugli incontri. Ci si lamenta di trovarsi a parlare sempre dei medesimi argomenti... cancro e sue conseguenze, terapie e controlli... quando invece bisogna rimuovere, parlare di altro, non vedere persone malate... divertirsi perchè del futuro non si è certi e poi si hanno già i propri problemi, perchè farsi carico anche solo mentalmente di quelli altrui!?
E' chiaro come in tutto questo "giro di parole" sia ben visibile la "non accettazione della malattia".
Oh bella... verrebbe da dire... Chi mai può accettarla? Già solo l'idea è fuori logica umana, destabilizza... fa paura. Vorresti scappare in un posto lontano, dove malattia e morte sono escluse a priori... raggiungere il "paradiso" senza tappe intermedie.
 Ma così non può essere e non serve nemmeno mettere la testa sotto la sabbia o tenerla "bella alta" tra le nuvole, dico sempre... TUTTO VA COME DEVE ANDARE, e fino a questo momento i fatti mai mi hanno smentito.
Voglio ripeterlo, anche a costo di sembrare noiosa... io l'ho adottato come metodo e magari potrà servire a qualcuno come spunto per rivisitarlo, correggerlo e farlo proprio.
Preferisco "avvelenarmi a piccole dosi"... immergermi nelle realtà dolorose, portare un sorriso  a Chi le ripetute prove l'hanno spento... trovare nel "segno" di un periodo il senso di una Vita intera.
E potrà sembrare strano, così anche la paura a poco a poco vien meno e anche se non va via del tutto appare sopportabile perchè comunque... SI VIVE... e SI RIDE fino alle lacrime... e SI PIANGE ma non da soli.
Ed è qui la grandezza della cosa... uscire fuori dalla SOLITUDINE, il male più grande che logora la voglia di vivere e la forza della mente.