luglio

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domenica 30 settembre 2012

Ho letto più volte il primo di questi "miei scherzi poetici" ed alla fine ho dato ragione a Chi sostiene che dopo tutto restiamo sempre gli stessi.
Una malattia come il cancro ad esempio, non trasforma, non cambia il carattere del soggetto ma ne potenzia le peculiarità, positive o negative che esse siano.
Quando ero in terapia me lo ripetevano spesso... stai vivendo questa situazione in modo positivo perchè lo sei già di tuo, anche se non te ne sei mai resa conto.
Cominciai a convincermene e poi ho continuato a... crederci, incredibilmente fino a quel momento.
Mi sentivo diversa ma ero sempre la stessa.
E' come rivedere una vecchia fotografia e riconoscersi a mala pena... qualche ruga in meno, forse anche qualche chilo e la giovinezza che non c'è più. Ma sono proprio io? Il dubbio svanisce completamente quando si arriva agli occhi... quelli non cambiano mai se non che diventano più belli con la "luce dell'età".
Nei versi che ho pubblicato parlavo di un risveglio mattutino, a cominciare dai lenti e comunissimi gesti che ognuno compie stiracchiandosi, sbadigliando e quant'altro per riprendere la sensibile coscienza, a proseguire con l'affollarsi dei pensieri e il mettere in atto parte di essi.
Oggi ho ripercorso la cronologia dei miei post a partire dai più datati e ne ho trovati diversi che trattano lo stesso argomento... il risveglio. E ancora, rileggendo ho notato che per me era una sorta di "espediente letterario", un momento di passaggio da una serie di emozioni molto forti alla narrazione di vicende che dovevano ristabilire una certa calma.
Riporterò il primo in assoluto di questi post del "risveglio" e saprete dirmi se dal confronto con i versi che sono antecedenti appare chiaro che la protagonista è la stessa...


martedì 14 settembre 2010


Dalla finestra senza tapparelle lasciata socchiusa entrava la prima luce dell'alba accompagnata dal suo profumo. Mi colpì gli occhi ancora chiusi, li aprii appena per guardare l'ora alla sveglia che avevo sul comodino (l'avevo portata per avere sempre con me un pezzo di casa mia): erano le cinque e mezzo. Ormai cominciava a far giorno presto, segno che la primavera era alle porte e lo si intuiva anche dal profumo dell'aria, odorosa di erba novella e di rugiada. Misi il braccio fuori dal lenzuolo per sentire il tepore, il palmo aperto della mano si chiuse a pugno per trattenere le sensazioni uniche di quel momento. Avevo dormito tutta la notte senza svegliarmi e questo non capitava da tempo; mi sentivo in effetti più tranquilla, anche se non sapevo che cosa dovevo affrontare in quella giornata...

sabato 29 settembre 2012

Avete presente quei magneti colorati che posti sulla porta asettica del frigo lo fanno tanto "American graffiti"?
In un negozio di Cinesi ne ho comperato uno assai grazioso a forma di tagliere con sopra attaccato un mini blocchetto da usare come promemoria.
Mi è venuta un'idea fantastica... usarlo per la lista della spesa, data l'esiguità del foglio mi aiuterà a restare nei limiti concessi in questo tempo di "spending review".
Una piccola matita che poteva fargli da compagna l'ho trovata in un cestino sullo scaffale del ripostiglio ma, ahimè... senza punta. Era urgente un temperamatite e questa sì che era un'impresa non essendo più i miei figli dell'età in cui li lasciavano ovunque e di preferenza tra i cuscini dei divani. Però mi era parso tempo fa di vedere Frà con una matita in mano... se c'era in giro la matita doveva esserci anche il temperamatite, così sono andata a vedere tra le Sue cose e in un cassetto tra fogli e foglietti, vecchi scontrini  e palline da squash ho trovato una scatolina con un temperino completo di trucioli e più in là alcuni fogli, grandi ripiegati dal lato su cui s'intravvedeva lo scritto... la mia calligrafia.
Ma come erano finiti lì e poi che cosa c'era scritto? Non lo ricordavo più.
Ne ho preso uno, l'ho aperto e leggendo ho rammentato il "come" e il "perchè".
I fogli erano quattro... su di essi avevo riversato l'afflato poetico dei tempi... "sono inquieta, non so che cosa mi succede, devo guardarmi dentro"... quando bastava invece che uscissi dal mio mondo e guardassi intorno.
Sono 4 "scherzi poetici" con alcuna pretesa di apparire "poesie"... Voglio condividere anche questi, perchè sono una parte di me... non la migliore ma da tenere ugualmente in conto per "apprezzare"?... diciamo, "meglio valutare" quella che è... l'attuale.

                        COME UN FIUME NEL SUO LETTO
E' mattino.
Gli occhi, ancora avvezzi all'oscurità della notte,
s'aprono piano piano ad uno spiraglio di luce.
Rannicchiata nel morbido letto
allungo una gamba, poi l'altra;
sdraiata, allargo le braccia
per comprendere il più possibile lo spazio che non ho.
La percezione fisica è orma presente,
mentre la mente lucida dal riposo si allerta prepotente.
I pensieri, gli affanni, le decisioni...
E' come un fiume che nasce, alla sorgente comincia il suo viaggio,
adagiato nel suo letto traccia un percorso,
a volte aspro, a volte tortuoso, quindi rallenta,
poi riprende veloce e sicuro,
senza perder mai di vista la sua meta.
Ripercorro così il mio vissuto, rallento al presente,
riprendo energia, rivolta all'immensità che mi attende,
al mare di speranze... al mio Futuro.

venerdì 28 settembre 2012

Non capisco... gli acciacchi ci son sempre stati, il russare pure e ci addormentavamo senza alcun problema... senza darci fastidio. Meglio sarebbe dire... senza provar fastidio dato che, ovviamente intenzione non c'è di arrecarcelo.
Sto cominciando a pensare seriamente che forse ora dormiamo più di quanto abbiamo bisogno, così quando abbiamo necessità di dormire il sonno stenta ad arrivare.
Io venivo presa in giro di continuo per la facilità con cui mi  abbandonavo tra le braccia di Morfeo non appena chiudevo gli occhi. La sera... mettermi a letto e addormentarmi era tutt'uno. "Caspita, che velocità! Non ho avuto il tempo nemmeno di darti il bacio della buonanotte...", lamentava l'Amore della mia Vita ed io sorridevo al mattino bella e riposata pronta a stancarmi per il resto del giorno.
Lui... sempre fuori sempre stressato dal lavoro... brontolava di non avere mai tempo per riposare a sufficienza, che avrebbe dovuto dormire almeno 10 ore (ma Chi l'ha detto?) e invece tra i bambini e me doveva accontentarsi di solo cinque max sei ore per notte. Poi finalmente crollava e non lo sentivamo più.
O quasi... perchè ha sempre russato, continuamente si rigirava nel letto ritrovandosi al mattino come una mummia avvolto nel lenzuolo, si alzava almeno tre volte per andare in bagno o in cucina a bere.
Ora con sè prima di andare a letto porta la bottiglietta dell'acqua ma si alza lo stesso e per giunta si lamenta per i tanti dolori e doloretti che lo tormentano.
Anche il Suo russare è cambiato... da ritmico con un che di musicale s'è trasformato in un suono-rumore molto simile a quello che fa una motozappa a fine carburante.
Ma perchè non si pensi che stia dando troppo addosso a Colui che è stato... è... e resterà l'Amore della mia Vita, preciso che anch'io sono molto cambiata. Leggera in sonno e pensieri ho perso in velocità e ho acquistato in insofferenza e poi... sì, lo ripeto dormiamo forse troppo.
Una volta ho letto da qualche parte che man mano che s'invecchia si dorme sempre meno perchè in effetti c'è meno necessità di dormire, fa bene alla mente e allo spirito e poi, chissà... ma questa è opinione personale... s'allunga anche la vita.
Deve essere vero però quello che penso...
A Rita Levi Montalcini, premio Nobel per la Medicina dalla nota ed evidente longevità, fu chiesto quanto dormisse per notte. Rispose che Le bastavano tre ore... aveva troppo da fare e per dormire avrebbe avuto l'eternità.

giovedì 27 settembre 2012

Con l'ironia si dicono le più grandi verità...
E' una frase, astratta da un contesto... sentita quasi per caso ma non a caso mentre aspettavo l'autobus per rientrare.
E da stamattina mi ritorna di continuo riproponendosi nelle varie possibilità. Detta così magari tanto senso non ha ma io che conosco l'argomento per cui è stata pronunciata lo comprendo e me lo spiego e per questo un po' anche la modificherei.
Con l'ironia si raggira la più dura realtà... che era poi quello che intendeva dire l'uomo anziano col bastone che seduto sul muretto davanti alla fermata ad un certo punto si è inserito nel Nostro discorso.
La mia Amica ed io siamo state in ospedale stamattina... Lei che non ha la compagnia neanche di se stessa ed io che cerco coi miei limiti di dargliene un po'. Nella Sua vita ha incontrato ogni sorta di difficoltà, ad elencarle probabilmente non basterebbe questo spazio, per dirla ironicamente e così non c'allontaniamo dall'argomento... non si è fatta mancare niente. E poichè su una torta ben guarnita la ciliegina non può mancare... dulcis in fundo le è capitato anche il tumore al seno. Solito iter... mastectomia con apposizione di espansore... chemio "rossa", chemio "bianca" e sorci "verdi" per gli effetti collaterali che non potevano mancare per completare un "tricolore" che di patriottico nulla aveva.
Passato il "tempo forte" è giunto quello più tranquillo, si fa per dire... dei controlli con lo stillicidio delle impegnative da timbrare, le prenotazioni che prima dei quattro mesi non se ne parla... grazie allo 048 altrimenti passerebbe l'anno, mese più mese meno... e i disguidi e i contrattempi e i rinvii e le attese...
Penso che chiunque si sia trovato impigliato in queste fitte maglie comprenda bene ciò che dico.
A tutto questo aggiungiamo pure la chiusura di "quel noto terzo piano" e il gioco è fatto... un gioco al massacro per Chi non lavora e non sa come fare per spostarsi da un capo all'altro della città, a cui per non so quale oscuro motivo non è stata assegnata la pensione d'invalidità e che ha tante "carriole" per la testa da risolvere il problema nazionale dei trasporti.
Ora di persone in queste condizioni ce ne sono tante, e si può fare un gran dire sulla prevenzione, i controlli e quant'altro ma quando si deve pensare alla sopravvivenza il resto va a farsi benedire.
E poi si resta a bocca aperta come me stamattina a sentire una frase come questa... lo sai che Ti dico?! Non voglio fare più niente! E come darle torto, a questa povera Amica mia? L'ho scossa un po'... il favore non lo faceva a nessuno e magari il torto era a se stessa... ma in Cuor mio ero con Lei.
Alla fine l'ho convinta e insieme abbiamo rifatto il percorso delle impegnative e prenotazioni ecc. ecc., più simile al gioco dell'oca che ad un iter burocratico.
Ed ora torniamo all'uomo anziano del muretto... si era rivelato un appassionato di cinema d'epoca...
"Signora, Vi ricordate di quel film di Charlie Chaplin... quando Lui stava a lavorare in mezzo a tutte quelle macchine e poi non c'ha capito più niente e in quelle macchine è finito?..."
Come no... "Tempi moderni".
Ironica rappresentazione della dura realtà che sarebbe stata tanti anni dopo... gli uomini, elementi di una catena di montaggio. Completamente alienati.

mercoledì 26 settembre 2012

Sono uscita stasera per la spesa e mi ha fermato una persona che per due anni o poco più aveva smesso di trattenermi per strada quando m'incontrava.
In realtà mi ero tolta un bel peso... non ho mai amato discorsi che si perdevano in altri fra incisi e parentesi pettegolezzi e nulla più.
Dicevo allora... per due anni o poco più si è concessa una pausa di riflessione, ma chissà se di riflessione è stata e non di paura o perchè si era resa conto... sempre così ben informata... che potevo avere altro per la testa oppure, essendo io diventata il "tema" preferito, il centro dei Suoi vuoti discorsi non poteva certo fermarsi a parlare... con me "di me"!
Le mancava l'esercizio a tanta polivalenza.
Comunque stasera per prima cosa ho sentito uno sguardo "obliquo" addosso, poi una "voce"...
"Signora Maria... posso farvi una domanda?"
Se non avessi conosciuto bene quel viso, avrei immediatamente pensato ad un'intervista... per quanto non ci sarebbe stato nulla di strano, magari qualche agenzia  aveva scoperto le Sue notevoli doti da "ficcanaso" e voleva giocarsi una carta vincente.
E poi... signora Maria? Ma un tempo non ci davamo del Tu?! Che cosa aveva posto nuove distanze tra Noi?
Incurante di questo ho replicato...
"Certo, dimmi pure."
"Volevo chiederVi... Chi Vi ha operato?"
Ah... il "Voi" era quindi iterato, non frutto di timida riservatezza dovuto ad un' "involontaria" lontananza!
Le avevo concesso il beneficio del dubbio ma in quel momento ogni dubbio veniva fugato.
Seccamente le ho risposto con il nome del chirurgo, e di qua ha ricominciato il solito iter di incisi e parentesi... con lontani parenti che avrebbero dovuto essere operati per eventuali tumori e che Lei stessa aveva avuto un piccolo "carcinoma"(... ma dico, come Ti permetti?!) a lato del naso che le avevano asportato così bene che non si vedeva neanche la cicatrice ed ora avevano tolto anche un piccolo... non so cosa accanto all'orecchio e aveva preso gli antibiotici che le avevano causato... "guarda un po'... che cosa ho?" e intanto arrotolava in fuori il labbro inferiore per mostrarmi una banalissima afta, noiosa e dolorosa ma sempre afta.
"Dici che è niente... guarirà?"
Strano... a parte che non sono medico (credo sia stata informata riguardo le mie frequentazioni ospedaliere) e non posso fare diagnosi nè stabilire prognosi, ma adesso mi dava di nuovo del Tu?
Mah... che strano effetto fa il passare da un atteggiamento all'altro separati da un intervallo di tempo relativamente lungo. T'ignoro e non Ti vedo... ma sì, ci sei ancora e Ti guardo di sbieco... prendo il coraggio a due mani e...  posso chiedervi?... e già che ci sei, dimmi!...
E tutto questo perchè... no, è passato troppo tempo da quando ho smesso d'impicciarmi degli affari Tuoi!

N.B.   Spero di non farlo più ma questo "Nota Bene" ci voleva. Chiedo scusa per quel passaggio senza punto nè virgole ma la persona in questione parla proprio così... senza mai prendere respiro.

martedì 25 settembre 2012

Certo che continua perchè un bilancio non è cosa di poco conto anche solo da visionare... esaminare.
Perciò...
sono diventata madre ed ho fatto solo quello... quasi annullata nel ruolo perchè l'impegno lo imponeva.
Mi piaceva da sempre leggere ma poi ero troppo stanca per farlo e gli occhi si chiudevano nell'istante stesso che mi concedevo una pausa...
Mi piaceva anche scrivere, all'epoca avrei potuto farlo solo con carta e penna ma con raccapriccio constatai che mi risultava difficile persino mettere una firma su un verbale d'assemblea condominiale.
Dove erano finiti i miei sogni?
E' vero che le scelte giuste e sbagliate in quel campo erano solo mie, ma guarda un po'... in quel caso Nessuno aveva mai da ridire, riconsiderare... consigliare.
Poi i figli sono cresciuti e di fronte alla Loro autonomia di pensiero sono stata io a non aver da ridire, riconsiderare... consigliare anche su atteggiamenti discutibili ed errori evidenti.
Cambiavano le situazioni, i ruoli ma io ero sempre lì... a seguire la corrente perchè sarebbe stato TROPPO per me deviarne il corso e quindi andare controcorrente. Pensavo... chissà, prima o dopo qualcosa cambierà, nulla resta uguale a se stesso.
E infatti...
è cambiato Tutto e la "botta di Vita" me l'ha offerta proprio la cosa che era arrivata per minarla... questa Vita mia, un tumore. Improvviso, evidente da non lasciare dubbi... doloroso, non m'ha lasciato possibilità e son dovuta scendere in campo per la prima volta da sola, perchè IO ho scelto i medici che mi avrebbero curato, IO decidevo se e quando ridere o piangere, IO ho studiato le strategie per sopravvivere senza soccombere. Finalmente... eh già, "finalmente" perchè mi era capitata pur tra capo e collo una tegola che Nessuno tra i saccenti, i "superdotati" che mi circondavano, s'era mai beccato. Allora era una "cosa mia", solo mia di cui per la prima volta potevo "vantare" l'esclusiva.
Così sono due anni e più che ho continuato a... Vivere, tra alti e bassi, con un po' d'ingegno e fantasia non facendo mai mancare l'ironia, e ancora come sempre quando sono prossimi i controlli, mi chiedo... che cosa sarà? Ma dopo tutto non penso d'essere la sola a pormi tale domanda, perciò ci penso solo un po' e poi passo... Me lo posso permettere, ho in mano la carta vincente di questa Vita... aver recuperato portando alla "luce" l'Altra Me... quella che vale.

N.B.    A Chi può interessare la mia attuale condizione psico-fisica... oggi sto decisamente meglio. Merito di due straordinarie Amiche virtuali e di una tardiva decisione... dare finalmente un' "aggiustatina" alle mie "domeniche bestiali".

lunedì 24 settembre 2012


...Sii sempre il meglio
di ciò che sei.
Cerca di scoprire il disegno
che sei chiamato ad essere,
poi mettiti a realizzarlo nella vita.
MARTIN LUTHER KING


Mah... che dire se non che m'impegno e non so se ci sono ancora riuscita? Vero è che la Vita non è ancora terminata... ma mi basteranno i mesi, gli anni che ho davanti?
Oggi è una giornata di quelle che vorresti già dall'inizio non affrontare... Non c'è un motivo preciso, è così... così Ti senti e... AMEN, vai avanti nel progredire delle ore senza renderti conto che cosa stai facendo o perchè lo fai. Sembra Tutto infinitesimamente "piccolo" a fronte della "grandezza" delle cose che potrebbero essere fatte a beneficio TUO, a beneficio ALTRUI.
Ogni tanto faccio il bilancio di ciò che è stato fino ad ora da quando ho avuto di me una consapevolezza più responsabile. In un registro immaginario comincio a "spuntare" le varie voci... le tappe della mia Vita. Non sono mica tutte chiare... in ordine e ben delineate, anzi a tratti è CAOS completo. Pubertà... adolescenza, giovinezza con crisi adolescenziali tardive. E il sentirmi ripetere, "...vuoi crescere sì o no?", mentre dentro di me sentivo che sì, forse era meglio restare lì dov'ero, almeno non avrei sentito il Cuore battere all'impazzata ogni volta che dovevo cominciare a parlare persino quando si trattava di chiedere l'indicazione di una via ad un passante.
Poi sono diventata moglie e madre, non immediatamente, ed ero appena uscita dallo stress dell'aria di sufficienza di Chi pensava e non celava... "chissà come avrà fatto, è piuttosto insignificante.", che mi ritrovavo esposta ad occhi curiosi che mi volevano col pancione ben in vista dopo soli tre mesi.
Ora questi pensieri a riviverli non mi sconvolgono poi tanto, ma allora per come ero, le situazioni ed altro mi davano il nodo in gola convincendomi che era troppo... TUTTO era troppo per me.
Nel mettere al mondo la mia prima figlia subii un cesareo, soffrii molto per questa cosa, ma del resto non era Tutto troppo per me? Naturale che lo fosse anche partorire naturalmente... e poi fu la stessa storia per il secondo anche se stava per nascere come le altre creature. Meglio non rischiare, giochiamo d'anticipo e via... e il mio bambino nacque venti giorni prima e per venti giorni si nutrì appena senza mai piangere solo dormendo. Soffrii molto anche per questa cosa perchè mi sentivo in colpa mentre Altri avevano deciso per me, non lo nego per il mio bene ma annullando la mia facoltà di scegliere e decidere.
E la storia continua...




domenica 23 settembre 2012

Sembra che la giornata parta col piede giusto se la domenica andiamo a messa di primo mattino... almeno a Noi pare così. Per essere precisi forse farei meglio a dire "a me", perchè Altri mi seguono.
Un tempo infatti c'andavo da sola, poche centinaia di metri ed ero lì, nella chiesa del quartiere. Da quando poi l'Amore della mia Vita si è nominato "ombra inscindibile" da me, ci leviamo insieme molto presto... insieme prendiamo un caffè super-espresso e più o meno di comune accordo ci avviamo in parrocchia per il rito domenicale.
Sia ben inteso, Lui è credente ma poco praticante o solo quando è costretto. Trova inutili e vuoti (non ama approfondire) i gesti ripetuti della liturgia, le lunghe omelie anche qui ripetitive e vagamente incomprensibili... i misteri solenni. Però mi segue e a me basta questo mentre continuo a... ripetermi ormai da tempo immemore che dopo tutto in famiglia ci sono io che prego per Tutti. Come consolazione è un po' magra, non ci sto troppo a pensare e così mi conforta abbastanza.
I semi nella terra non germogliano tutti insieme... hanno bisogno di tempo, diverso per ognuno. Magari poi da quello più tardivo verrà fuori la pianta rigogliosa... Chi lo può dire? E se Pazienza e Forza vanno insieme, io fortemente paziento ed altrettanto spero.
Per il momento però posso sostenere senza ombra di dubbio che l'Amore della mia Vita è un buon cristiano che non sa di esserlo. Ecco proprio così... una definizione migliore non potrei trovarla.
Comunque piano piano in chiesa ha preso a sonnecchiare di meno e cerca di seguire e quando il buon Dio vuol dare un'accelerata  a questa impresa ci manda anche un celebrante giusto... breve conciso e dall'oratoria incisiva. In poche parole, un sacerdote cui non si può non prestare attenzione.
Ultimamente purtroppo non è così ed allora l'adorabile compagno della mia Vita non sonnecchia ma nota tutti i punti che secondo Lui non vanno per criticarli dopo all'uscita. Ed è attento... molto attento ed allora un "piccolo traguardo" bene o male l'abbiamo raggiunto.
Stamattina il celebrante sembrava fosse nervoso, veniva fuori con dei picchi di voce che ferivano i timpani e poi con certi discorsi da catechismo di San Pio X, che con tutto il rispetto è da un po' che non fa più testo.
Penso che così Chi ha fede, continua ad... averla ma sorride e Chi non ce l'ha o è traballante ride proprio, si giustifica e se ne va.
Ripensando a stamattina mi è tornata in mente una filastrocca di quando ero bambina e mi si parlava di Paradiso come luogo di Buoni e Santi... e d'Inferno dove fuoco e tenebre attendevano chi peccava. Poi per "sdrammatizzare", minimizzavano con un certo "vecchietto" che si chiamava "diavoletto"... ma questo alla fine era tutto un altro discorso.
                                          "CHI FA LA SPIA
                                            NON E' FIJO DE MARIA
                                            NON E' FIJO DE GESU'
                                       QUANNO MORE VA LAGGIU'
                                     VA LAGGIU' DA QUEL VECCHIETTO
                                        CHE SE CHIAMA DIAVOLETTO."

sabato 22 settembre 2012

Non mi manca
quello che mostravi
di essere, mi manca
quello che pensavo
tu fossi.
              Alda Merini



Non ricordo bene, ma qualcuno disse che ogni uomo nasce con un animo da forgiare... come tavola di cera o anche metallo dolce su cui incidere. Poi sono le vicende della Vita a solcare quella superficie, le esperienze e le relazioni umane a darle un aspetto preciso che però è mutevole come l'evolversi dell'esistenza.
Così da ingenuo e credulone Ti fai dubbioso e attento, in seguito cauto e posato e se poi ne attraversi tante e altrettanti sono gli incontri e le conoscenze diventi persino diffidente, furbo per stabilizzarti finalmente in uno stato di "moderato ottimismo". Come dire... non posso sempre guardarmi le spalle, tanto vale che faccio finta di fidarmi.
Beh, io credo di aver raggiunto questa condizione felice che non dovrebbe mai farmi scendere dalle nuvole quando i fatti smentiscono le mie opinioni.
Eppure... nonostante il mio intuito, il procedere per gradi in ogni relazione affettiva... succede. E resto delusa,   non come un tempo magari ma ci resto ugualmente male e continuo a... pensare che sì... non cambierò mai.
Quella volta non potevo crederci e restai letteralmente senza parole quando una persona, conosciuta durante i momenti di sofferenza, che fino a quel momento avevo creduto dolce, forte di carattere e ancor più temprata dalla malattia si rivelò tutt'altro. Evidentemente non aveva imparato granchè neppure da quell'occasione in più che la Vita le aveva offerto.
Le Nostre strade si sono divise e forse non è un caso che non ci siamo più cercate.
E anche ultimamente non è che qualche delusione mi sia mancata, pur in una cerchia più stretta dove i rapporti ormai dovrebbero essere chiari, collaudati dai forti legami che non sarebbero mai da mettere in discussione.
Eppure... succede, ed allora sì  che il vuoto prende e senti la mancanza non di ciò che è stato fino ad allora ma di quello che credevi ci fosse e di cui in realtà era solo l' "idea".

venerdì 21 settembre 2012

SUL MATRIMONIO...

Allora Almitra di nuovo parlò e disse: Che cos’è il Matrimonio, maestro?
E lui rispose dicendo:
Voi siete nati insieme e insieme starete per sempre.
Sarete insieme quando le bianche ali della morte disperderanno i vostri giorni.
E insieme nella silenziosa memoria di dio.
Ma vi sia spazio nella vostra unione,
E tra voi danzino i venti dei cieli.
Amatevi l’un l’altro, ma non fatene una prigione d’amore:
Piuttosto vi sia un moto di mare tra le sponde delle vostre anime.
Riempitevi l’un l’altro le coppe, ma non bevete da un’unica coppa.
Datevi sostentamento reciproco, ma non mangiate dello stesso pane.
Cantate e danzate insieme e state allegri, ma ognuno di voi sia solo,
Come sole sono le corde del liuto, benché vibrino di musica uguale.
Donatevi il cuore, ma l’uno non sia di rifugio all’altro,
Poiché solo la mano della vita può contenere i vostri cuori.
E siate uniti, ma non troppo vicini;
Le colonne del tempio si ergono distanti,
E la quercia e il cipresso non crescono l’una all’ombra dell’altro.
                           Kahlil Gibran

Se leggi tra le righe coglierai le occasioni innumerevoli che la Vita offre, e le emozioni che ne deriveranno saranno dentro di Te... a segnarti e non solo... ad arricchirti e desiderarne altre. Perchè non puoi farne a meno, perchè non potresti vivere altrimenti. Vivere in senso pieno.
Ed io sono in questa condizione praticamente... sempre ed ora solo comprendo i motivi della mia antica inquietudine. 
Ora... solo ora mi accorgo che Tutti quelli che conosco non esclusi i parenti, gli scambi di poche parole o le lunghe chiacchierate che ho con Loro, le varie situazioni di ciascuno compresa la mia... sono come legati da un "filo" invisibile che conduce in un punto oggettivo oltre il materiale e sensibile.
Così mi succede che se mi capita sotto gli occhi una poesia tanto bella e "vera" come questa dal titolo semplice come il contenuto dei versi, non posso non pensare alle lacrime di sfogo di un'Amica... ad un legame che dopo tanti anni non è più perchè soffocato dalle sue stesse radici... alla semplice richiesta di cambiare giorno di terapia fatta da una Moglie perchè Suo Marito possa andare a caccia... e infine a me stessa.
E non aggiungo altro... se non l'impensabile smarrimento in uno sguardo impaurito.
Si va oltre... nella vastità dei sentimenti dove è "Tutto" e il suo "Contrario"...
La Pazienza e l'Insofferenza, lo Spirito di sacrificio e l'Avarizia di se stessi, l'Attenzione e il Disinteresse, la Libertà donata e quella negata, l'Affezione e il suo contrario... l'Amore e l'Odio.
Che lungo elenco e tra quei puntini di sospensione quanto altro si potrebbe aggiungere!
"Tutto" e il suo "Contrario" può esserci in un matrimonio, a tratti e in piccole dosi è anche comprensibile, l'equilibrio mantiene e il delicato "meccanismo" funziona. Non potrà più invece quando anche per uno solo dei Due lo spazio sarà angusto, l'aria opprimente e forte il bisogno di Libertà, quella libertà troppo a lungo negata.

giovedì 20 settembre 2012

"Mamma mia, come puzzano 'ste cose!"
Entrando in cucina mio figlio non aveva saputo trattenere il moto di disgusto solito quando Suo malgrado s'imbatte in qualsiasi prodotto ittico, ed io in quel momento ero alle prese con più di tre chili di cozze da sgusciare.
Non che gli potessi dare torto, in effetti hanno un odore particolare, forte ma una volta cucinate in un gustoso sughetto lo si scorda facilmente.
E pensare che fino a qualche mese fa non potevo neanche pensare alle cozze... la chemio mi aveva lasciato strascichi pesanti per tutti gli odori particolarmente decisi, quindi compreso quello del pesce e dei mitili. Qualcosa riuscivo a mangiarla sempre che fosse cucinata da Altri e in apnea mentre la masticavo.
Mi avevano detto... in capo a due anni "riprenderai in mano la Tua vita"... e anche se certe cose non si dimenticano... diciamo che è stato così.
Beh... almeno ora le cozze riesco a cucinarle.
Ero alla metà dell'opera quando ho ripensato a ieri.
Chissà come si sentiva quella "signora della prima rossa"...
Era nella stessa stanza di "Ma che c'mport", sdraiata sul letto non si muoveva di un millimetro, con i piedi accavallati, l'uno sfregava l'altro nervosamente.
Mentre la mia Amica ed io eravamo intente nei Nostri discorsi "seriosi", Lei ci seguiva solo con lo sguardo accennando ad un debole sorriso proprio quando non poteva farne a meno.
Ero entrata nel momento in cui l'infermiera le staccava il flacone vuoto della rossa sostituendolo con quello del "lavaggio". Come da una calamita il mio sguardo era stato attirato da quel rivolo rosso residuo nel tubicino e non riuscivo a staccarlo... come due anni fa...
Era sempre lo stesso... lo seguivo con gli occhi finchè lo vedevo scomparire, poi mandavo giù la saliva e il conto alla rovescia continuava. Un solo pensiero... un unico sogno, che tutto finisse al più presto.
"Fate la rossa, signora?" "Sì, questa è la prima..." "Ah... la prima!"
Non ho aggiunto altro... ognuno deve prepararsi al cammino come meglio crede e sente... ha le risorse per farlo.
"Quando vi siete operata?" "Un mese e mezzo fa... ho ancora i punti." "Come state?" "Bene, con una mammella in meno ma in complesso bene."
"Come vi chiamate? Posso darvi del TU?" "Come no, certamente..."
Mi ha detto il Suo nome... per me sarà " Amata".

mercoledì 19 settembre 2012

Non bastavano le sedie stamattina per Chi doveva attendere.
E mi è tornata in mente una frase che mi fu detta forse per consolarmi tanti mesi fa...
Non si può credere quanti siano i malati di Cancro... Il 50%, il 60%... forse più ed è un numero in continua crescita, purtroppo.
Però a giudicare da quella sala d'attesa così affollata è anche vero che si muore sempre meno, i passi in avanti sono stati fatti almeno nel cronicizzare la malattia e forse un giorno si potrà dire... ho il cancro, con la stessa facilità e naturalezza con cui si parla di diabete o ipertensione, patologie altrettanto serie ma chissà perchè sottovalutate.
Sono arrivata in reparto quindi e non ho potuto nemmeno mimetizzarmi tra le persone sedute ad aspettare come faccio di solito prima di entrare in una stanza. Per passare inosservata prima di cogliere il momento opportuno.
Mi son guardata intorno smarrita...
"Ehi, Mary!..." e rivolta all'uomo che le era accanto, Suo marito... "Hai visto che ho fatto bene a mettermi qua?! La signora G., l'Amica nostra me l'aveva detto che oggi venivi e allora ho pensato, mi siedo da questo lato perchè di qui deve passare!"
E quel "brav'uomo di Suo marito"... "Ma sì, Te l'ho detto pure io tante volte in questi mesi... mò vedi che un giorno o l'altro la incontri."
Così... un po' confusa ma contenta di rivederli mi sono fermata a chiacchierare con Loro. Entrambi con lo stesso problema... più o meno... ma seguiti da due oncologi  diversi, per "fare prima" hanno detto ma francamente così come son messi in quel reparto  il "risparmio" di tempo non lo vedo.
Come altre volte da quattro mesi a questa parte, tanti ricordi e pensieri, la gioia di rivedersi e dimostrare che è tutto a posto... fra alti e bassi, ma tutto a posto. Ed è incredibile come fra di Noi non si è soliti rispondere alla domanda... come stai?... con le frasi frequenti tra quelli che non avrebbero niente per cui lamentarsi (non c'è male... così così... si tira avanti e similari).
NOI RISPONDIAMO SEMPRE... "bene, sto proprio bene" e accompagniamo il tutto con un SORRISO.
Dopo aver chiacchierato a lungo con questi "Due Amici ritrovati" sono andata allora nella stanza di "Ma che c'mport"...
"Che... oggi non ti facevan' entrà?! Questi non hann' capito che TU devi entrare per forza... Sei o non sei  mia sorella?"
Parlava così perchè nella camera c'era un'infermiera e in questo modo intendeva "coprirmi".
Ho cercato di restare seria e non tradirla, ma... che devo dire?
La "tenera sfrontatezza" dell'Amica mia non ha limiti!

martedì 18 settembre 2012

Allora la via di ritorno alla Vita pur in discesa non è comunque sicura... capita di perdere di vista i propri passi, finire in un fosso, o anche per non perdere l'equilibrio appigliarsi a qualcosa e poi tornare indietro. La cosa peggiore è prendere una scivolata rovinosa e precipitare giù... trovarsi alla fine della corsa senza rendersene conto, senza sapere come e perchè.
Ma nessuno è veramente solo nei percorsi difficili, e può anche succedere che se hai aiutato qualcuno a salire, troverai Chi sarà disposto a rimetterti in piedi per riprendere pian piano il cammino.
E solo ieri è capitato a me...
"Mary cara... scusa se ti disturbo ma ho sentito la Nostra comune Amica... Ti aspettava. Tu non sei andata, mi hai spiegato il perchè... ma LEI comunque Ti aspettava."
Mi ha preso un nodo alla gola e le parole sono state smorzate sul nascere...
"Ah!... mi aspettava!?..." ed io che pensavo o speravo non ci facesse caso perchè provava fastidio della mia presenza... LEI, così riservata e fino a poco tempo fa "maestra di dignità".
Avrei voluto che cadesse la linea  per avere una scusa pronta che mi parasse dalla mia coscienza.
Così non è stato e alla coscienza ho dovuto dar conto.
"Quando ha la terapia? Domani... c'andrò domani... sicuro. Anzi le telefono subito."
Così ho fatto e la coscienza ha concesso un'altra possibilità.
Stamattina sono arrivata in reparto e poichè non posso entrare nelle stanze liberamente mi sono annunciata a Lei con uno squillo del telefono...
"Un po' di pazienza... devono ancora attaccarmi."
Intanto dal fondo del corridoio ho visto arrivare Suo marito che scendeva per timbrare alcune impegnative.
"Aspetto Te... poi c'andiamo insieme?" "Ci vorrà tempo, credo..." "Non importa."
Figurarsi... ero lì appunto per recuperarlo il tempo.
E mentre attendevo ho incontrato l'Amico dei "dolci" e "complimenti"... gli son brillati gli occhi e poichè oggi era giorno "su" i complimenti son diventati cento e mille e non ho avuto scampo, li ho raccolti tutti un po' schernendomi perchè... davvero... sono esagerati.
Era trascorsa circa un'ora quando è arrivato il marito della mia Amica...
"Scusami, ora devo andare... ci sentiamo allora!?"
E stavamo percorrendo il corridoio fino alla stanza N. 10 quando una voce...
"Cerco l'Amica Mary... chi si chiama Mary?"
Una volontaria dell'AVO era venuta a chiamarmi... perchè LEI mi aspettava, mi aspettava davvero.

lunedì 17 settembre 2012

GRAZIE di Cuore all'Amica Patrizia.
Una difficile ed erta salita da una parte, dall'altra una discesa con pochi ostacoli ma ripida altrettanto.
E' naturale che sia così... è simmetrica.
Arrivi lassù e diventi un "punto" che si riflette nel Cielo.
Allora non vuoi nè puoi sostare... in quel piccolo spazio così ristretto non hai come muoverti e senti ancor più la fatica d'essere arrivato su.
Ora è il momento giusto di tornare indietro, scendere non sarà difficile. Almeno credi.
Ma durante questo tragitto che va fatto senza fretta e con la massima cautela per non perdere l'"equilibrio", incontri quelli che dopo di Te hanno preso la salita.
Sai quanto è difficile ogni passo... sai quanto è probabile non farcela ... sai quanto è facile scoraggiarsi e allora Ti fermi ogni tanto e cerchi di prestare aiuto. Una parola buona, un sorriso non costano più di tanto a Chi  per grazia divina è già arrivato e alla Vita ritorna.
Poi, con l'entusiamo di aver donato qualcosa, magari poco... una "briciola" di forza, riprendi la discesa liscia, a tratti troppo liscia da sembrare rovinosa. Hai paura, Ti aggrappi e torni indietro e incontri di nuovo Chi hai aiutato ed ora Ti guarda deluso.
Capisci a questo punto che hai sbagliato e forse non sei solo Tu a pensarlo.
Stasera mi sono resa conto di aver fatto un errore di valutazione... non voglio dir bugie e per questo non dirò che l'ho fatto inconsapevolmente. Mi sono fatta prendere dal "panico" di non poter guardare troppo a lungo la sofferenza negli occhi... di "ostentare" un privilegio che non ho preteso, ho ricevuto in dono e di cui però non nascondo vado fiera.
Un "errore di convenienza", questo è il nome giusto di quella buca in cui sono finita mentre scendevo un po' troppo sicura di me.
Dovevo essere più accorta... guardare bene, è facile andar spediti quando non ci sono foglie e rami secchi a celare quello che sarà.

domenica 16 settembre 2012

E' indescrivibile la gioia che si prova quando vedi ciò che hai pensato prender linea e forma.
D'immediato mi viene un confronto... un po'azzardato, lo so... esagerato, ancor di più...
 Quando la mamma si accorge di essere in attesa del Suo bambino.
 E' felice perchè lo ha desiderato ma le sembra incredibile perchè ancora non ha visibili i segni che lo annunciano... deve immaginarlo e intanto spera che il tempo passi in fretta e qualcosa accada.
Pur riconoscendo che questa è un'immagine un po' troppo "poetica" per ciò che intendo, me la voglio concedere perchè sempre di Vita si parla.
"... per amore della Vita", "... perchè la Vita è sempre meravigliosa", sono due dei commenti fatti nell'ambito del gruppo su fb, "Continuare a... parlarne con speranza" che spero continuerà a crescere, arricchirsi come promette. Da stamane, infatti ho notato una partecipazione più attiva da parte dei componenti che cominciano a non limitarsi al solito "mi piace" e commentano e interagiscono tra Loro anche se non si conoscono. E la mia "idea" così assume l'aspetto che immaginavo, un piccolo "forum" dove ritrovarsi e parlarne per non pensarci, ovvero per pensarci nel modo giusto senza paura che non porta frutto, con consapevolezza che oltre la Mente apre il Cuore e inguaribile, forte speranza che non è negata a Nessuno, nemmeno a Chi crede di averla persa.
Ci credo molto in questo progetto e l'aggiungersi recente nel gruppo di componenti  autorevoli è un ulteriore imput per continuare a... lavorarci con ricerche, citazioni e spunti di riflessione perchè condividere è anche "dimezzare il peso" di un'"avventura" lunga e difficile ma che... a pensarci bene... se ben vissuta è sempre a lieto fine.
Nulla è veramente "Nostro", di fisico almeno... ci venne dato un giorno quando la "gioia" della Nostra mamma si concretizzò.
Un prestito... fu un semplice prestito, questo lo sappiamo fin dal momento che possiamo rendercene conto.
C'è un unico "bene" senza restituzione, quello che ci distingue, ci fa "creature diverse"... l' ANIMA.













Poesia di Wislawa Szymborska -
Nulla è in regalo -

Nulla è in regalo, tutto è in prestito.
Sono indebitata fino al collo.
Sarò costretta a pagare per me
con me stessa,
a rendere la vita in cambio della vita.

È così che è stabilito,
il cuore va reso
e il fegato va reso
e ogni singolo dito.

È troppo tardi per impugnare il contratto.
Quanto devo
Mi sarà tolto con la pelle.

Me ne vado per il mondo
tra una folla di altri debitori.
Su alcuni grava l'obbligo
di pagare le ali.
Altri dovranno, per amore o per forza,
rendere conto delle foglie.

Nella colonna Dare
ogni tessuto che è in noi.
Non un ciglio, non un peduncolo
da conservare per sempre.

L'inventario è preciso,
e a quanto pare
ci toccherà restare con niente.

Non riesco a ricordare
dove, quando e perchè
ho permesso che aprissero
questo conto a mio nome.

La protesta contro di esso
la chiamiamo anima.
E questa è l'unica voce
che manca nell'inventario.
















     

sabato 15 settembre 2012

Da quando è nato il mio blog ha i "post" senza titolo... che non portano "tag" o "etichetta"... non rientrano in alcun gruppo.
Questo perchè sono scritti come vengono dal Cuore e suggeriti dalla Mente, non c'è alcuna "traccia" da svolgere insomma, e del resto sarebbe difficile "ogni sera" trovarne una nuova e valida.
Eppure oggi mi verrebbe di darlo un titolo.
Allora, vediamo un po'... potrei intitolare questo post... "Dell'arte di arrangiarsi ovvero, Chi si contenta gode".
 Lo so, come titolo sembra obsoleto, trito e ritrito, servito in mille salse... però anche questo mi è venuto su, spontaneamente e non mi va di rimaneggiarlo nel tentativo di dargli originalità.
Chiuso il preambolo, riparto dall'inizio... l'inizio di questa mia giornata.
Fresca e soleggiata, sembrava il giorno giusto per il bucato e  lavare i vetri dopo il violento temporale di ieri. Veramente non è che avessi tanta voglia, però mi son detta... se presto comincio presto finisco e magari mi resta il tempo per fare altro... una telefonata? perchè no, sempre se la linea è presente e attiva visto che negli ultimi tempi si dà assente quando serve.
Depennata la prima voce della "lista", è arrivato il momento di pensare al pranzo.
Necessita una premessa.
Attualmente la famiglia è composta di tre persone... bene! Ogni giorno devo preparare tre pranzi diversi, uno per ogni componente e qualche volta anche quattro, caso mai qualcosa non fosse gradita o giudicata "indigesta". Una volta "mi adeguavo", nel senso che per pigrizia o mancanza di tempo finivo col mangiare io anche cose che non mi andavano, oggi è diverso ma in sostanza è lo stesso perchè "mi adeguo" ugualmente lavorando di più. Però almeno non rinuncio!
Oggi mi è venuta voglia di minestrone e "Qui" lo mangio solo Io.
L'Amore della mia Vita non lo vuole perchè alcuni legumi e verdure ( praticamente tutto) lo fanno sentire gonfio come un otre.
Mio figlio poi, col "verde" non è mai andato troppo d'accordo e quindi...
Quindi oggi il minestrone l'avrei cucinato solo per me.
Credo che per una persona "single" sia facile soddisfare i propri desideri... compera i cibi precotti in monodose e il gioco è fatto, ma nel mio caso specifico pulire, tagliare ed affettare verdure fresche per me sola in quantità giusta è stata un'impresa. Affetti una carota e riempi mezzo piatto, tagli a tocchetti una zucchina ed è quasi pieno, quando aggiungi tutto il resto trabocca, e poi? Poi ti perdi col condimento che è sempre troppo, il brodo che è già condito di suo ne aggiunge altro e se metti un pezzetto di scorza di parmigiano, in breve tempo vedi galleggiare a chiazze i condimenti misti.
Esattamente quello che è successo al "mio minestrone". No... così non lo avrei mangiato. Allora che cosa ho fatto? Ho messo sul fornello un pentolino d'acqua con un po' di sale, intanto ho scolato le verdure dal liquido "troppo condito", quando l'acqua era bella calda le ho versate dentro ed infine ho aggiunto gli aromi del "mio orticello" sul balcone. Basilico, prezzemolo e timo e il sapore è tornato "deciso" quanto basta per darmi il piacere di una minestra tutta mia... pensata e con cura preparata, di "gusto" esagerata ma con allegria e divertimento riciclata.

venerdì 14 settembre 2012

Dall'ultima volta è passato poco più di un mese e per "loro" non si può andare oltre. Avevano bisogno di una regolata... una bella "spuntatina" li avrebbe sistemati.
E pensare che prima di ammalarmi dal parrucchiere andavo due volte a settimana e non ne uscivo mai soddisfatta completamente, o magari sul momento lo ero pure ma tempo due ore più quello di guardarmi allo specchio e riprendevo a torturarli i "poveretti", con le mani con i pettini e le spazzole di ogni tipo. Risultato: spettacolo non gratificante e portafoglio alleggerito inutilmente. Riguardo al secondo punto fosse stato di questi tempi mi sarei anche "fustigata" da sola. Ed invece ora... niente colore, nessuna permanente o piega, solo il taglio una volta al mese e sono felicissima così.
Penso adesso che tutto è alle spalle, se non mi fossi ammalata, se la chemio non si fosse portata dietro i miei capelli ora non potrei apprezzarli così ed esserne contenta.
Un'altra delle tante occasioni in più.
Certo all'epoca non la pensavo allo stesso modo e il solo provare in tempi non sospetti una semplice calottina  mi faceva rabbrividire perchè lo specchio rimandava di me un'immagine che la mente rifiutava.
Ma si cresce o non si cresce in tanti mesi  a braccetto con la malattia? Si cresce ed anche tanto e alla fine guardando indietro ci si rende conto che è "normale" avere i capelli come non averli, non cambia nulla se gli occhi tradiscono una "spudorata serenità".
Allora, tornando ai miei capelli da sistemare... stasera sono andata dal parrucchiere e al solito ho fatto il taglio cortissimo, poi sono tornata a casa e mentre il pc si avviava ho cominciato a sfogliare la mia rivista preferita. Dopo qualche pagina  lo sguardo fissa un'immagine dolcissima... una Barbie completamente senza capelli... calva. Leggo la notizia che l'affianca... "La Mattel, casa produttrice della celebre bambola ha dato il via alla realizzazione di una Barbie calva. Anche negli ambienti religiosi la decisione è stata accolta con entusiasmo comprendendone la giusta finalità. In effetti il look, originale e tanto dolce della famosa bambola potrebbe essere un modo per non far sentire lontane dalla vita normale le mamme e le bambine sottoposte alla chemioterapia".
Il Mondo va avanti e non c'è più necessità di nascondere nulla, tanto meno la malattia.
Passo una mano tra i capelli corti corti, su quello stesso palmo appoggio poi il mento e fisso l'immagine della Barbie davanti a me.
"Noi ragazze possiamo fare qualsiasi cosa. Calva è bello".
Ed in effetti...
A me sembra addirittura che la Barbie sia anche più bella così... senza capelli!

giovedì 13 settembre 2012

Ho un buon intuito ed anche il mio istinto dipende da esso. A volte sono nel giusto, altre meno... molto spesso la verità è nel mezzo.
Guardo la composizione di piantine che mi è stata donata, l'ho liberata dall'involucro trasparente ed ora fa bella mostra di sè al centro del tavolo nel soggiorno. "La pianta della speranza", mi hanno suggerito di chiamarla e trovo che sia proprio un bel nome... azzeccato. Anzi detta così la cosa, si attenua persino la mia "severità", che poi non è veramente tale... sarebbe più giusto definirla, "serietà" nel considerare la varietà degli atteggiamenti umani, non escluso il mio.
All'inizio del percorso fui accolta nel luogo che presto imparai  a considerare la mia seconda casa con calore ed umanità, là  mi abituai a valutare quello che mi succedeva con equilibrio e serenità, in breve tempo arrivai a concludere che non c'era nulla di "eccezionalmente grave" in quella "nuova routine" se la consideravo... "normalità da un altro punto di vista".
Poi, sempre lì mi fu permesso di tornare tutti i giorni per un anno e mezzo... avevo bisogno di mutuo scambio di condivisioni, sarebbe stato quasi un completamento della terapia, questa mia esigenza fu compresa e ne ricavai un gran bene. In seguito mi è stato detto che di bene ne ho fatto anch'io e in questo caso lo scambio ci sta tutto, nel perfetto equilibrio degli elementi.
Ci pensavo stasera...  non è stato sempre facile però e di errori ne ho fatti tanti. Come quando presa da eccessi di entusiasmo perchè convinta di aver superato il peggio diventavo "troppo" di tutto... troppo allegra, troppo chiacchierona persino troppo affettuosa dimostrando "troppo" quello che provavo. Era un misto di gioia e gratitudine, voglia di vivere e desiderio di mostrarlo agli Altri che purtroppo non erano ancora arrivati... là dove io ero. Non volendo a volte ho fatto gaffes madornali, e a questo punto credo anche di aver violato per fortuna raramente la privacy di qualcuno, ma solo perchè mi sentivo facente parte di un TUTTO che era una cosa sola, un gruppo... una famiglia, un unico "sentire".
Capisco ora di non aver sempre agito giusto e all'epoca le persone che mi avevano accolto, mi supportavano e sopportavano me lo facevano notare... con garbo, per il mio e altrui bene.
Attenta... non da Tutti può essere capita la finalità del Tuo agire.
Accorta... nell'inoltrarti nei pensieri altrui, non Tutti sono come appaiono.
Metti in conto che dopo aver dato tanto, potresti essere considerata non più di tanto.
Spesso prendevo queste "lezioni" come duri rimproveri... più volte ci sono rimasta male e forte è stata la tentazione di ritirarmi in buon ordine per aver peccato di presunzione. Ma poichè tanto mi necessitavano quelle "infusioni di umanità" tornavo sui miei passi, là a "quel terzo piano" e non ci pensavo più.
Non pensavo più al "rimprovero" ma a rifinire alcuni aspetti del mio agire perchè fosse lineare e sempre corretto ho sempre continuato a... pensarci.
Ed oggi sono così, forse un po' severa ma solo perchè lo sono stata prima con me stessa.

mercoledì 12 settembre 2012

"Non ti dimenticare di lasciarmi il tuo indirizzo..."
Qualche giorno fa avevo tergiversato sull'argomento, avrei preferito non darglielo ma aveva insistito fino a quando non ho avuto più scampo e gliel'ho scritto... dove? Su un biglietto usato dell'autobus... di sfuggita quasi di corsa perchè sdrammatizzasse la cosa che non era poi tanto importante.
Ma se n'è accorto, l'ha sentito e allora ha esclamato in tono "quasi" sgarbato...
"Tra due giorni è il tuo onomastico... non voglio essere indiscreto, devo mandarti un omaggio floreale... sei per me un'amica speciale..."
Ed io che l'avevo ben capito per questo non avrei voluto che conoscesse il mio indirizzo, perchè non si sentisse legato a me in alcun modo... non mi doveva niente anche se continuamente dice che l'ho salvato perchè "gli ho fatto capire che vale sempre la pena accettare una vita anche precaria".
A suo tempo... e glielo ripeto ancora, gli dissi che non doveva ringraziarmi perchè eravamo nella stessa barca, Lui da una parte ed Io dall'altra, magari se avessimo cercato di mantenerci in equilibrio non sarebbe affondata e magari ancora ci saremmo salvati entrambi. Questo discorso l'aveva convinto abbastanza ma da quel giorno non mi risparmia complimenti e... dolci, sì...  non dolci complimenti ma dolciumi veri e propri che poi fanno la felicità di mio figlio. Dice poi che non gli va di fare la terapia se non mi vede o almeno sente la mia voce...
Ora tutto ciò mi fa piacere ma vorrei che non si andasse oltre un certo limite... deve credere nella validità delle parole dette senza che la mia persona, intesa in senso fisico glielo ricordi.
Il "dolore" fa avvicinare "esseri umani" che altrimenti in un contesto diverso che esula dalla sofferenza non si sarebbero neanche presi in considerazione e di questo si deve tener ben conto per non rischiare di cadere in una dipendenza dannosa e controproducente.
Garbatamente questo l'ho detto al mio Amico... Lui ha taciuto, poi ha bisbigliato qualcosa e riprendendosi ha replicato... "insomma lo vuoi o non lo vuoi questo omaggio?" "Ma non Ti preoccupare, dai..." gli ho risposto sorridendo e siamo andati via, Lui prima di me... perchè è giusto così quando le strade son diverse.
E intanto stamattina... alle nove squilla il citofono, "Sono il fioraio, ho da fare una consegna!"
Ecco qua, l'incorreggibile, testardo Amico mio ha fatto di testa Sua... speriamo bene.
Una bella composizione di piantine semi-grasse ed un biglietto "discreto" per augurarmi "Buon Onomastico".
Ringrazio l'Amica Marilena del blog "FATA CONFETTO"che ha voluto assegnarmi questo grazioso premio che lascio a disposizione di altre Amiche blogger... per non far torto a nessuna e perchè son TUTTE meritevoli.

martedì 11 settembre 2012

Ho riflettuto a lungo oggi e per ogni momento di questa giornata... sia di attesa, lavoro o relax ce n'è stato di ritorno un altro di un passato non lontano.
Come il proverbiale "vecchio saggio" mi verrebbe da dire... Se TU non pensi alla malattia, se non parli della malattia, la malattia non penserà A TE, e mai sarà PER TE... solo che questo detto lo pronuncerei al contrario lasciando uguale l'ultima affermazione, "... mai sarà per Te" perchè  la mia ostinata positività ne è ben convinta. E francamente, sia detto fra di Noi e pure sottovoce, spero tanto non venga mai smentita.
Comunque senza menar il can per l'aia e troppi giri di parole, il fatto è che non pensarci e non parlarne è davvero impresa ardua. E questo senza appesantirsi sull'argomento, prendendone le dovute distanze perchè non è il caso...
Lo sa bene Chi c'è passato e che per dimenticare forzatamente vuol distrarsi, non ne parla, con il risultato che quando il pensiero si riaffaccia, la tristezza e il malumore la fanno da padroni.
Ma IO sono atipica e non ho mai smesso di pensarci  e di "sorridere" ricordando quello che è stato e proiettandomi nel futuro che non mi è dato conoscere  perchè così è per Tutti ma in cui posso continuare a... sperare dal momento che ho avuto dal Buon Dio una gradita proroga.
Così mi godo le piccole cose e  mi confortano certezze anche un po' sciocche che danno comunque quel senso di continuità che fa tanto bene.
Un esempio?!
Da diversi anni ogni martedì  mi vengono consegnati a domicilio gelati e surgelati. Già dal giorno precedente faccio spazio nel congelatore e preparo la somma  esatta perchè il resto potrebbe mancare. L'"Omino", da tanti anni sempre quello, quindi bussa alla mia porta più o meno alla stessa ora ed effettua la consegna.
Un saluto cortese ed un sorriso, poi... alla prossima e va via.
Lo so, non è un grande fatto nè un evento che può far scalpore ma per me è da "ricordare" perchè è "normalità che ritorna" e fa comprendere che ci sei ancora... ed è bellissimo.
Oltre due anni fa... mi fu diagnosticato il carcinoma un lunedì, il giorno dopo... martedì avrei avuto il ricovero in ospedale, l'Omino non mi avrebbe trovato. Mi sentii tanto triste... il corso dei miei giorni mutava e non sapevo per quanto nè se ne avessi avuti ancora tanti di giorni.
Il tempo di leggere alcune righe su un foglio e tutto si capovolgeva all'improvviso.
Stamattina con questo ricordo e la mia attuale realtà, con il bucato da lavare, una frittata da preparare per il pranzo ed infinite altre cose che riempiono la mia giornata... potevo non sorridere ancora?
Perchè... "... a che serve piangere? scoprirai che la vita vale ancora la pena di essere vissuta se tu solo sorridi".

lunedì 10 settembre 2012

Quando sei troppo stanco, succede che puoi stentare a prendere sonno perchè ogni muscolo e terminatura nervosa sono tesi come corde di violino. E lo stesso accade quando si è tanto contenti  o molto preoccupati... entra in gioco il Cuore di continuo sollecitato dall'altalena delle emozioni e gli occhi restano sbarrati nel buio anche se all'apparenza chiusi.
E' così... però si preferisce sempre addossare la responsabilità a qualcuno o a qualcosa di concreto, e allora si dirà che è stato per il cigolio del letto o l'abbaiare del cane oppure il russare incontrollato di un marito raffreddato o in preda all' allergia stagionale per dodici mesi all'anno, e rassegnati si girerà per casa il giorno dopo con l'aria di morti viventi.
Come me stamattina, che tra l'altro dovevo andare anche in ospedale... "Oggi io parlo" aveva la terapia e m'aspettava... perchè m'aspetta sempre.
Mi sono comunque attivata, sarebbe stato peggio lasciarsi andare e cedere alla tentazione di fiondarsi di nuovo a letto per dormire, finalmente. Ho fatto quello che dovevo e poi l'Amore della mia Vita mi ha accompagnato... "Guarda, non vengo a prenderti troppo tardi... va bene alle dodici e mezza?" "Va bene..."
Ed è andato via... ed io, oltrepassato il cancello mi sono avviata all'ingresso.
Oggi era una bella giornata e mentre andavo il sole che avevo alle spalle, caldo e non più cocente sembrava accarezzarmi e mi donava una sensazione di benessere, come quando indolenziti per la febbre basta uno scialle leggero per sentirsi meglio.
Sono arrivata in reparto e subito ho visto la moglie del mio Amico seduta e... appisolata. Beh, ho pensato... anche Lei avrà dormito poco stanotte, mi sono avvicinata e le ho sfiorato il braccio. "Ah, sei qui... pensavo  non venissi più." "... potevo?" Ci siamo guardate negli occhi, e la risposta è stata lì in quello scambio.
Abbiamo parlato... di Loro e di me... dell'intemperanza di Chi soffre e del pazientare di Chi è accanto. Di quanto può essere grande un Amore vissuto in silenzio e non compreso, capace di andare oltre ogni umana comprensione.
Poi mi sono guardata intorno, lì non posso non farlo... c'è sempre tanta gente e non sempre è una vista molto confortante.
Un'altra Amica che ho rivisto oggi dopo quattro mesi ed era là per il FOLLOW UP, ad un certo punto notando una paziente che non si reggeva sulle gambe a causa del gonfiore delle stesse, ha esclamato... "Guarda 'nu poco, come eje ridotta!"
Era una signora pallida in volto, bionda e ben pettinata... due perle per orecchini, mostrava di tenere al Suo aspetto nonostante tutto. In mano aveva una grande busta gialla, di quelle in uso per contenere le lastre di una radiografia... stanca, impacciata l'ha piegata. Un'altra signora accanto a Lei, come se dicesse una novità importante sconosciuta ai più e senza pensare che quello era giusto il momento di farsi una buona dose di fatti propri, le ha detto con tono saccente... " Le buste con le lastre non si piegano!"... e la signora bionda, "...lo so, ma non me ne importa".
Forse la mia Amica ritrovata dopo quattro mesi e la signora " è una cosa che so solo io" avevano dimenticato perchè erano là.

domenica 9 settembre 2012

Pieno zeppo come un uovo e in più... una sorpresa.
E stasera concludo bene la mia giornata perchè l'ho sentita più contenta.
Più contenta del solito, più contenta anche dei "tempi che furono"... quando bambina riceveva alle feste una calza colma di dolci, sorrideva appena e poi se la portava dietro per giorni. Vero è comunque, che golosa  non lo è mai stata.
Ora è ben diverso e i "conti" nel vero senso della parola deve farli non con i Suoi gusti ma con una testa dura che le impone di restare là dov'è senza lavoro fisso nè precario bensì... straordinariamente "saltuario".
Naturalmente instabile è anche l'umore e così si va avanti, fra un sorriso (raro) e un'arrabbiatura (frequente) sperando in un futuro migliore.
Perchè tenace com'è indietro non torna...
Ha studiato tanto, ha raggiunto i livelli più alti... ha atteso perchè Noi desiderando l'"occasione giusta", la migliore, l'abbiamo trattenuta. Ad un certo punto ha detto... basta, ed è andata via.
Dopo due anni, sfiduciata questa volta non  ha voluto tornare nemmeno per le ferie per timore di non voler più ripartire...


FATHER AND SON (PADRE E FIGLIO)

Padre:
    Non è il momento di fare cambiamenti,
    rilassati e basta, prenditela comoda.
    Sei ancora giovane, questo è il tuo problema,
    c'è così tanto che devi conoscere,
   trovati una ragazza, sistemati,
    se vuoi puoi sposarti.
    Guarda me, sono vecchio, però sono felice.
Un tempo ero come tu sei ora, e so che non è facile,
stare calmo quando trovi qualcosa per andartene
ma prenditi il tuo tempo, pensa molto
perchè, pensa a tutto quello che hai.
Domani tu sarai ancora qui, ma i tuoi sogni potrebbero non esserci.

Figlio:
    Come posso provare a spiegargli?
Quando lo faccio lui si gira dall'altra parte
 è sempre stata la solita vecchia storia.
Dal momento in cui potevo parlare mi è stato
ordinato di sentire
ora c'è una via, e io so che devo andare
io so che devo andare.

Padre:
   Non è tempo per cambiamenti
solo siediti, prenditela lentamente.
Sei ancora giovane, è questo il tuo problema
c'è così tanto su cui devi pensare
trovati una ragazza, sistemati
se vuoi puoi sposarti
guarda me, sono vecchio, ma sono felice.

Figlio:
  Tutte le volte che ho pianto, tenendomi tutto
  ciò che sapevo
      dentro
è difficile, ma è più difficile ignorare ciò
se loro erano nel giusto, io accettavo, ma il
problema è che non
mi conosci
  ora c'è una via e io so che devo andare via
io so che devo andare

sabato 8 settembre 2012

"Le persone controllate sono sempre ansiose, perchè in profondità si cela ancora il tormento. Se sei privo di controllo, se sei fluido e vivo, non sei nervoso."
     Osho Rajneesh, mistico e filosofo indiano.



La mia "storia" ha certamente avuto il suo peso, in un certo senso mi ha trasformato perchè "oggi" mi sento diversa.
Poi ci ripenso... forse non sono cambiata, mi sono semplicemente "evoluta" perchè è in me presente quella positività che a lungo cercata non raggiungevo mai.
Mi chiedo... se da sempre la rincorrevo ne ammettevo implicitamente l'esistenza, quindi già mi apparteneva in potenza come un embrione, ed ora in atto è completamento della mia persona.
PERO'...
Tempo fa mio fratello a sostegno di una Sua tesi parlando di me col resto della famiglia, esclamò... "Se l'ha detto Lei che è la persona più controllata al mondo..." Poco prima ero venuta fuori in modo sempre pacato con parole misurate ma in tono secco a dire una "scomoda verità" che celava un certo risentimento, una sofferenza profonda. Era un pensiero vago nella mente... s'affacciava e si ritirava perchè la mente stessa lo rifiutava. E intanto mi portava ansia che io volutamente e a fatica controllavo per non far del male.
E questo è solo un episodio...
E probabilmente molti si riconosceranno in ciò che ho detto.
Quante volte gli atteggiamenti di Chi vive con Noi ci disturbano perchè palesemente e in modo oggettivo non sono logici, validi e a volte rasentano il paranoico? E' chiaro che il non poter contrastarli per eccesso di Amore o quieto vivere comporta un certo stato d'ansia che a lungo andare diventa nervosismo latente ed anche insoddisfazione. Meglio sarebbe dar sfogo al proprio pensare immediato e lasciar "volare via" il tormento "ingabbiato" necessariamente.
Che poi cosa è mai la necessità? Il dover restare forzatamente entro dei "parametri"... misurati e controllati praticamente automi senza libertà.

venerdì 7 settembre 2012

Che scherzi fa l'entusiasmo a volte...
ho risposto al commento di un'Amica che da tempo non capitava da queste parti con qualche "A" di troppo. E così è venuto fuori un "BENTORNATAAA!" come si fa di solito scherzosamente su fb  che è tutta un'altra cosa, almeno per me. Beh, comunque penso che si sarà capito e soprattutto avrà capito "Lei" che è stata la gioia per la Sua visita a causare questa "caduta di stile".
Ci sto pensando su e come succede quando mi ritrovo a non piacermi troppo per qualche cosa che mi è sfuggita, mi presto all' "autoanalisi" che è sempre buona cosa.
Certo... è così, perchè lo è sempre stato e forse ora lo è di più.
A Chi mostra di volermi bene vorrei donare non altrettanto ma ancora di più, perchè per me l'affetto è un dono niente affatto scontato e per questo di gran valore. Penso lo stesso anche se a dimostrarmelo sono i miei figli, non sempre tanto prodighi (ma di questo non mi lamento perchè so di non costituire un'eccezione) e l'Amore della mia Vita. Con "Lui" in verità non c'è bisogno di grandi cose... sorrisi ma anche silenzi possono dimostrare quello che l'Uno prova per l'Altro... ci conosciamo da troppo tempo per dubitare e soffrirne.
Con i Nostri "pargoli" la storia è un po' diversa. Quasi sempre scocciati... perennemente preoccupati... assolutamente nervosi, trovare il momento giusto per iniziare un discorso che non verta solo su di "Loro" inclusi sogni in un cassetto (bloccato), aspirazioni sempre mancate e progetti che è meglio non fare "perchè tanto poi non si realizzeranno mai"... è un'autentica impresa. Da mamma vorrei renderli contenti con qualche piccola cosa, come posso, ma mi rendo presto conto che i tempi dell'"ovetto Kinder" appartengono al passato remoto  e così ci rinuncio aspettando (speriamo...) quelli migliori.
E' chiaro però che mi basta vedere una piccola "breccia", un certo cedimento e mi butto perchè sono sempre la Mamma e una madre le occasioni appena percepite non se le lascia scappare... o sbaglio?
Ad esempio "la mia piccina" che è lontana, in uno "straordinario momento d'apparente calma" mi ha chiesto di mandarle un po' di provviste, poca cosa... ma  conosco i Suoi gusti, le cose che preferisce e quello che per forza di necessità "si fa mancare" ed allora ho provveduto.
Concludendo... son tre giorni che cucino, sterilizzo sughi a bagnomaria, faccio spesa e non finisco mai perchè  trovo sempre che manca qualcosa.
Nel "trolley provvidenziale" che le arriverà ci sarà anche il caffè, la Sua passione, e quando berrà la prima tazzina di quel caffè spero che ci pensi un po', a Suo padre e a me...

giovedì 6 settembre 2012

Dal giorno in cui cominciai a scrivere questi appunti racchiusi tra una parentesi della mia Vita, non ho mai immaginato di poter raccogliere tanto "successo"...
Successo? Forse mi sto montando la testa...
Torniamo indietro... non ho mai immaginato di poter acquistare della "popolarità".
Così va meglio!
E' che io cominciai a scrivere per me stessa, addirittura inizialmente pensavo che potessero leggermi in pochi, giusto i miei parenti... per intenderci, al massimo qualche amico capitato per caso. E fu proprio quando passò di qui una persona che non credevo potesse ricordarsi di me e poi un'altra che non conoscevo affatto che realizzai la "grandezza" della cosa. Ma continuavo ad... andare per conto mio, scrivere perchè mi dava sollievo e gioia.
Erano e lo sono ancora pensieri "semplici" che nascono dalle emozioni di un'esperienza, nient'altro nè hanno pretesa alcuna.
Col tempo qualcuno c'ha trovato del merito e... bontà Sua... ha reputato che fosse giusto assegnarmi un premio... poi un secondo, forse anche un terzo... non ricordo più, perchè mi sentivo già molto gratificata dal fatto che tanti avessero la pazienza di continuare a... seguirmi con assiduità.
Ieri sera infine... stavo per chiudere i battenti di questa mia "bottega" quando mi arriva la notifica di un altro premio in arrivo, questa volta assegnatomi da VIOLA, l'Amica blogger di "giorno dopo giorno", un angolo di serena "semplicità".
"SIMPLICITY" è il nome del premio che io accetto molto volentieri ringraziando di Cuore l'Amica Viola e che lascio QUI a disposizione di Chi si ritrova nei miei "semplici pensieri"... che non sono di meditazione, non sanno di filosofia e ancor meno di psicologia ma riguardano la Vita vera, quella che cambia giorno dopo giorno, che sa offrirti il buio di una notte senza stelle e le immagini astratte e variopinte di un caleidoscopio... la Vita che non cessa mai di stupire.

mercoledì 5 settembre 2012

E' normale, in questo periodo dell'anno comincia a far giorno più tardi... non so se è altrettanto normale che io non riesca ma proprio non riesca ad aprire gli occhi prima che la luce passando per le listarelle della veneziana nello stanzino devii il suo corso ed entri nella mia camera da letto.
Per me che mi conosco e penso a com'ero non è affatto normale.
A parte quel periodo che vuole una mamma in piedi alle 5 del mattino o giù di lì per la prima poppata del giorno, io mi rivedo in un'epoca più recente, prima di ammalarmi quando con "ammirevole spirito di sacrificio" in nome di chissà che cosa, fissavo l'ora della sveglia alle 6,30 per alzarmi poi alle 6... autofustigazione al massimo livello. Non c'era un'effettiva necessità... avrei potuto essere più elastica guadagnando riposo e risparmiando in nervosismo.
Ma ero così... testarda e petulante miravo forse... l'ho detto altre volte... alla conquista della "medaglia di coccio" in quanto moglie perfetta e madre più che perfetta.
Che pretesa insensata, assurda... se la perfezione non esiste a ben altro tipo di livelli, come può per queste cose che appartengono alla normalità più naturale e così vanno vissute?
Beh, effettivamente molto è cambiato... l' "ottica" della Vita, i miei punti di "vista" ed è così che "guardo" ad altro e perchè questo sia ben chiaro e visibile è necessaria la luce viva del giorno che avanza.
Spiegato l'arcano del mio levarmi dalle 8,30 in poi.
Ogni giorno è così e non è mai un problema.
 Finalmente.
Poi... non recandomi più quotidianamente in ospedale, il telefono comincia a squillare. Sono le chiamate degli Amici, di "quelli che contano"... ricordano e provano nostalgia non certo per me ma dell' "insieme che eravamo" là a "quel terzo piano".
Stamattina appunto mi ha telefonato... (qualcuno che mi legge da tempo sicuramente la ricorderà) l' "Amica che non si ama abbastanza da mettere una protesi".
Era in ospedale per cercare di districarsi fra impegnative, prenotazioni e piano terapeutico...
Per due ore... "salire e scendere per l'altrui scale" con le "sudate carte" cercando di conquistare un posto in un "Paradiso" che non c'è in questo attuale sistema che resta un "Inferno".
Dante e Leopardi nella mia invettiva socio-sanitaria in verità c'entrano poco, ma quelle espressioni mi son venute così spontanee che penso... sì, la vedo proprio dura... buio pesto prima di conquistar la luce.

martedì 4 settembre 2012

Il violento temporale di questo pomeriggio ha riportato la frescura che avevo scordato.
Ormai mi ero convinta da tre mesi a questa parte che tutti i giorni sarebbero stati uguali, caldi a dir poco torridi per essere precisi... e invece, finalmente sostavo guardando la pioggia battente sul balcone.
Ho respirato profondamente e l'odore tipico della pioggia e quello della terra fradicia d'acqua hanno sgomberato la mente dai pensieri.
Mai così tanti e tanto eterogenei prima d'ora.
Il sali e scendi dei D-dimeri di mio padre nonostante l'eparina, il chissà perchè, il non-lavoro di Valeria che pur non vuole tornare indietro e gettare la spugna... i controlli semestrali ormai prossimi per me.
 A tal proposito sento di porre un asterisco.
 Da quando sono entrata in questo frenetico meccanismo dell'anno diviso in due ho realizzato due concetti importanti seriamente trasformati in convinzioni radicate... Dio, come passa in fretta il tempo... e... ogni sei mesi un Capodanno visto che per due volte ricomincio a contare e mi "fanno gli auguri" tirando un sospiro di sollievo. Gli "Altri" non "Io" che nonostante un briciolo d'ansia, naturale a simili scadenze, sollevata lo sono e da parecchio.
Chiusa questa parentesi, una delle tante quando scrivo e ahimè, anche quando converso... devo aggiungere che i pensieri che "mi seguono" non sono solo questi ansiogeni e d'incertezza, ce ne sono anche di positivi, primo fra tutti... il constatare quanto io sia cresciuta in "questo tempo". Ho ripreso a scrivere, la mia antica passione e a leggere... leggere con gli occhi del Cuore e serbarne le emozioni. E poi c'è il mio blog dove incontro me stessa e trovo il coraggio di mettere a nudo tutto ciò che provo, anche il risentimento... poco in verità... quando c'è. E l'ultima "mia creatura"... il gruppo su fb! Sta andando molto bene, anzi non pensavo tanto in così breve tempo... è una risposta positiva a quello in cui ho imparato a credere.
Niente è impossibile se si vuole veramente... si ha il diritto-dovere di tentare, provare... se va è bene se non va è un bene lo stesso perchè comunque si è d'esempio per qualcuno.
Questo pensiero diventa principe e mi rasserena...
Come ogni sera s'è fatto tardi e dalla finestra entra di nuovo l'odore della pioggia questa volta misto a quello dell'origano essiccato.
Ancora respiro profondamente e mi sento al sicuro... il "profumo" dei pensieri, di una "normalità" che m'appartiene.

lunedì 3 settembre 2012

La "storia" è più o meno la stessa... non è sfogo di animo esacerbato ma osservazione della mera realtà.
Tutto comincia con un "sintomo" magari  banale o addirittura può anche non esserci, si fa un controllo "tanto per stare più tranquilli" e dopo tranquilli non lo si è più. Di seguito all'ansia subentra poi l'angoscia il panico di non riuscire a farcela.
Solo su uno spazio esiguo di fronte ad uno scoglio fermo lì che Ti impedisce di guardare oltre.
E' allora che comincia il "gran rumore"... Tutti vogliono sapere, Tutti vogliono essere vicini. S'allarmano, s'informano... pressano per sapere di più, alcuni realmente sinceri altri meno. Curiosità e compassione indi analisi lucida del fatto... e se fosse capitato a me, se capitasse? Intanto non mi è successo, e poi dovrebbe... e perchè proprio a me?
E addio lucidità perchè così si perde completamente il senso della realtà che non è sempre come la si vuole anzi troppo spesso è esattamente il contrario di quella che si crede.
Intanto il tempo passa e l'"Amico col brutto male" dopo il quasi certo intervento chirurgico si sottopone alle terapie previste dal protocollo. Sono lunghe, interminabili a volte devastanti... e il "gran rumore" comincia a scemare, può far paura vedere un viso senza capelli o anche con la parrucca... fa impressione una maschera che simula la Vita. Quando non si può fare a meno perchè il caso tira brutti scherzi, allora si finge di non guardare, di non dare importanza ad un capello troppo a posto in una giornata ventosa, a un paio di occhi cerchiati e invece si dà largo spazio alla banalità... si apre la "fiera delle paroli inutili".
Trascorrono i mesi, la bufera si placa... le acque tornano sì, diciamo... calme. A volte accade pure che qualche  perturbazione più o meno lunga riporti delle mareggiate... e a questo punto quasi Tutti si nascondono... per non essere travolti... "perchè è giusto che ognuno si viva tranquillo la Sua ultima spiaggia".
Che "comoda supponenza"! Magari è proprio il contrario... magari quello "spazio" verrebbe da dividerlo con qualcuno, forse meno codardo... che non temesse di affogare in quello stesso mare.

domenica 2 settembre 2012

"Chi nasce tondo non muore quadro"... mi sa che non me lo ripeto più tanto spesso, dovrò riprendere a farlo così non rischierò più... non rischierò più di rimanerci ancora una volta.
Pazienza... tutto perchè continuo a... essere una ingenuamente illusa e penso che Altri possano cambiare come è capitato a me. Probabilmente sono una mosca bianca (oh, che presuntuosa da ritenersi una rarità!) oppure, cosa più probabile ero già così e non me ne rendevo conto.
E' un merito? Una manchevolezza o difetto? A questo punto non so che rispondere davvero.
Però ci resto male... ogni volta a scontrarmi con questa "realtà" che non vuol capire, non vuol imparare dagli accadimenti... eppure la Vita, grande "imbrogliona" non fa altro che offrirne, uno dopo l'altro.
E va bene... non posso farmi carico di ciò che non è mio e faccio finta di niente, ma non ora non oggi perchè è stata un'altra di quelle giornate!
A cominciare dalla notte trascorsa quasi completamente in bianco.
Un tempo mi addormentavo anche appoggiata allo stipite della porta o seduta sulla sedia reclinandomi su un lato fino a quasi toccare il pavimento e... ritorno. Chi mi era vicino sosteneva a giusta ragione la probabile mia appartenenza ad una famiglia circense.
Ora le cose sono cambiate perchè diverse sono le situazioni e ancor di più il vissuto. Questo in particolare... mi lega al passato, mi tiene al presente e mi "traghetterà" alle sponde del futuro... e si può ben capire non è cosa da poco, non può non dar pensiero.
Allora basta un marito costipato che si rigira nel letto, un figlio che rientra tardi e una cagnolina scatenata che abbaia al minimo fruscio di una foglia... che il sonno fa finta di niente, salta qualche ora di troppo e credendo che non sia più il suo momento va via.
Così stamane sembravo tanto una zombie dissociata al massimo, poi nel corso della giornata ho recuperato un po' me stessa ma non più di tanto, fino a stasera che avrei preferito essere sconnessa del tutto.
Ma è notte... praticamente il nuovo giorno è arrivato, e l'ho detto tantissime volte, questo non potrà mai essere uguale al precedente.
 Sono disponibile perciò a vivere ancora perchè il mio Cuore piange e ride alle emozioni, sarà che non è lo stesso sarà che di certo è migliorato.

sabato 1 settembre 2012



A gruppi, alla spicciolata... visi abbronzati e facce lunghe, si torna dalle vacanze.
"Eh, sì... purtroppo!"... "Magari avessi potuto..."... "Stavo così bene", frasi tanto comuni da sembrare frasi fatte, e un po' lo sono perchè si deve dimostrare che staccare la spina dalla routine quotidiana fa bene, rilassa e rigenera e di rimando riattaccarla quella spina, immettersi nel vortice degli impegni fa ritornare al "punto di partenza".
Tutto vero compresa la seconda parte  perchè in quel breve periodo si ripongono troppe aspettative... come fosse la vita intera.
Un po' di tempo fa qualcuno mi disse che era meglio non partire per le ferie così non si provava il dispiacere poi di ritornare. Che assurdità, pensai immediatamente, sarebbe come affermare che è meglio non nascere sapendo di dover morire. Ogni momento ed occasione vanno vissuti per quello che sono nella piena consapevolezza che occupano "spazio" in un arco di tempo, breve o lungo che sia non ha importanza perchè alla fine si esaurirà.
E allora aveva ragione quel "qualcuno" nell'affermare che è meglio non partire? Oggi tanto assurdo non lo trovo ma come in tutte le cose della Vita, "in medio stat virtus" e che Chi può partire lo faccia pure ma al rientro porti come souvenir un bel sorriso, e Chi non può non faccia lo spavaldo come la volpe all'uva, sorrida ugualmente perchè si continua a... vivere lo stesso.
Equilibrio... equilibrio è ciò che manca e nascono così i malumori, l'invidia e le discrepanze con la conseguenza  di  non dar valore a quello che si ha sotto gli occhi.
Può essere "vacanza" anche ritagliarsi un piccolo spazio per fare ciò che piace oppure una passeggiata o una breve gita... qualsiasi cosa che fa ritrovare la propria identità.
Quest'anno per me è stato un caos... un'estate che è andata a pari con la nuova vita densa di cambiamenti. Diciamo che ho retto bene perchè ho continuato a... essere me stessa,  non quello che ero un tempo ma ciò che sono e in continuo divenire. Tutto quello che mi succede lo vivo come un'occasione e con la curiosità giusta per trovarci sempre del positivo anche quando non è proprio facile. Come guardare il cielo anche di giorno sicuri di vedere almeno una stella.
Così  l'"evento principe" di questa stagione è stato l'incidente di mio padre, di certo spiacevole e doloroso ma assolutamente un'occasione in più per TUTTI...
Mio padre, costretto a una lunga degenza e poi a far palestra con altri della sua età ed anche più giovani ha imparato a socializzare e a cavar fuori lati di sè che manco Lui conosceva (figurarsi Noi!)... e i figli? Beh, hanno avuto qualche pensiero in più e un po' di distrazioni in meno... però una passeggiata su un lungomare e per i viali di un giardino sono stati una certezza comunque e necessariamente assicurata.