luglio

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domenica 30 giugno 2013

Mi convinco che la "malattia" sia stata solo un punto di partenza.
Deve essere così se vero è che nulla avviene per caso, e si spiegherebbe il "perchè" di un'evoluzione in positivo, cosa comunque comune a molti, più ancora di un percorso post-tumorale alquanto atipico. Quest'ultimo in particolare sembra un "corso di specializzazione" per la vita, dopo che il tumore ne è stato il "test di accesso".
Però continua a... esser dura.
Non fai in tempo a superare una prova, a congratularti con Te stessa, perchè anche questo ci vuole... che Te ne arriva un'altra e devi studiarci su non poco per capire e soprattutto essere capita, e magari poi non ci riesci ugualmente ma Ti dai da fare lo stesso.
Eh si, è proprio una gran fatica.
In quasi tre anni ho avuto diversi momenti in cui mi è stato imposto di fare il punto della situazione, più volte mi sono messa in discussione perchè è giusto che sia così quando si ha a che fare con "persone" e non "pazienti"... d'altra parte non sono un medico nè psicologo, sono una "paziente" anch'io... con la fragilità che a tratti vien fuori e non si cura dei danni che fa. Ho comunque fatto i miei passi indietro ed ho ricominciato... col mio essere a volte... prolissa, con gli incisi le parentesi e i collegamenti, ma probabilmente tutto ciò non è stato poi tanto sgradito se non sono mancati i "sorrisi" e...  "dimmi... ci vedremo ancora?"
No... non ha dato fastidio, non a Tutti almeno.
Vivere non è semplice, si sa e per questo un corso che abiliti alla vita ha un inizio ma praticamente non finisce mai, nè si può peccare di presunzione credendo di non sbagliare e andare perciò a ruota libera, senza tener conto di quello che si dice e come lo si dice.
Attenzione, cautela e sintesi di pensiero e più o meno ci sarai... nel giusto?... questo Chi lo può dire!?... meglio nell' "equilibrato agire" che esige ogni "relazione umana".

sabato 29 giugno 2013

E con oggi è finita un'altra settimana...
Una settimana "metà e... metà", la prima parte festaiola e in compagnia, la seconda in tono un po' dimesso e trascorsa praticamente... con me stessa. Ma forse non sto dicendo niente di nuovo ed eccezionale, chissà quanti saranno passati per settimane simili, solo che per me il discorso si fa diverso... sento, per fortuna a tratti, gravare addosso una certa "fragilità". Sicuramente anche questa non è una novità, essendo una condizione propria dell'uomo però c'è modo diverso di viverla. In primo luogo si deve "sentire" perchè è presente ma latente e sono poi le situazioni particolari ed estreme a metterla in evidenza sotto forma di "dubbio, incertezze e paure". Dopo occorrerà "affrontarla", prenderla di petto e questo atto di coraggio già basterebbe per dimostrare a se stessi che, dopo tutto tanto fragili non si è. A molti comunque non basta e per avere un' ulteriore conferma arrivano a trasformare quel coraggio in "aggressività".
A pensarci bene... tra riflessioni e ricordi, le persone arroganti e sempre in atteggiamento di sfida sono quasi sempre molto fragili. Lo sono perchè perdono di vista l'orizzonte, smarriscono l'equilibrio e faticano a ritrovarlo, di conseguenza disorientati si aggrappano o si appoggiano dove possono dopo aver quasi perso il respiro.
L'aggressività è il Loro respiro ritrovato, il tentativo di rimettersi sulla "fune" e riprendere, ma fragili restano comunque.
Poi ci sono "Quelli come me"... Noi riconosciamo questa condizione umana, praticamente... la "conclamiamo". Ci vestiamo di umiltà per lasciarci aiutare, o "indossiamo" una maschera che ostenta sicurezza, sperando di farci l'abitudine e non sentirci più tanto deboli e precari.
Intanto in un modo o in un altro il tempo va via veloce e senti che la strada inevitabilmente diventa sempre più breve.
Oggi è scomparsa una figura importante, rappresentativa della scienza... l'astrofisica Margherita Hack; a sostegno dei miei pensieri non so fino a che punto logici, mi viene da parafrasarne uno dei Suoi.
Lei non amava camminare a piedi, preferiva andare in bicicletta... finchè aveva potuto, pedalare l'aveva portata lontano in tutti i sensi. Si riscopriva poi sempre più viva e con una gran voglia di fare dopo aver ritrovato l'equilibrio.

venerdì 28 giugno 2013

"SMILE!...", così quasi puntandomi il dito contro mi salutava stamattina la tirocinante crocerossina. E  guarda un po', anche stavolta mi è venuta fuori senza volere una bella rima, in modo che tutto è ancor più una poesia.
Con le braccia occupate e i piedi impacciati per quella specie di soprascarpe anti-infezioni, non aveva esitato a fermarsi per salutarmi, e lo aveva fatto nel modo che le era più congeniale... sorridendo, appunto.
L'appellativo di "Smile" mi era venuto spontaneo vedendo quel pacioso viso rotondo sempre atteggiato al sorriso... era per me il tempo del "nascondino" dietro pilastri ed armadietti, e per Lei... del tirocinio in quel reparto di Oncologia Medica, oggi se n'era ricordata perchè l'ultimo giorno le avevo raccomandato di conservarlo sempre quel bel Suo sorriso "aperto e rotondo". Perchè rotondo?... perchè perfetto in un posto dove si stenta a stare allegri anche se lo si desidera tanto e per questo si cerca intorno un segno, un'occasione che sproni ad esserlo.
"Resta così...", le ho ripetuto ancora, salutandola, e Lei... "... anche Voi, soprattutto serena!".
Dall'esterno allora, si deve vedere proprio che lo sono, serena... se in tanti continuano a... dirmelo. E poichè il fatto non mi dispiace assolutamente, mi vedo già andare in giro con una spilletta di riconoscimento, tonda e sorridente come la faccina dello Smile, appuntata sul petto... perchè no?... proprio a destra, sulla "novella" che da tre anni... da subito mi sorrise.
Certo, sono soddisfazioni... essere ricordata e di conseguenza riconosciuta con un sorriso pur collegando la mia faccia a una "storia"  non proprio allegra anche se a lieto fine, almeno per il momento.
Per il momento... ma perchè sto sempre a precisarlo? Forse per scaramanzia o per timore di essere un giorno delusa?!... Mah... si e no.
La Vita è come una lunga storia o ancor più una favola... ad "episodi", ognuno con un inizio, diciamo... normale, e una fine che è sempre lieta, per tutto il tempo che se ne mettono insieme e si possono raccontare.

giovedì 27 giugno 2013

E tutto quel mio "dar di numeri" per una passeggiata fatta ieri sottobraccio all'Amore della mia Vita...
Un lungo ripercorrere le strade che frequentavo da ragazzina... la via della casa dov'ero nata, che portava pure al grande edificio della scuola elementare... ora non esiste più, al suo posto, guarda un po'... una banca... poi, verso il centro... il Palazzo degli Studi dove avevo frequentato scuola media e liceo e il Palazzo delle Statue che mi ha riportato ai giochi dell'infanzia e ai primi batticuori dell'adolescenza.
Quasi "una vita" attraverso i ricordi, e mi sembra impossibile che siano passati tutti questi anni perchè per ognuno sembra trascorso solo un giorno... ieri. In effetti il tempo corre tanto veloce che non puoi soffermarti sui "particolari" e questo è un male perchè si rischia di perdere il meglio della vita, nè puoi voltarti indietro per recuperare... solo ogni tanto puoi guardare con gli "occhi della memoria", ma è chiaro che non è lo stesso. Sarebbe come pretendere di osservare a rallentatore la caduta di una stella nel cielo ad agosto... impossibile, al massimo resterebbe una scia luminosa da cogliere al volo, prima che si dissolva altrettanto rapidamente.
I "ricordi" sono quella scia che illumina il cielo di una vita.
Ieri sera sono tornata a casa ed ero serena... il rivivere sensazioni ed anche sentimenti mi avevano fatto sentire "unica" nell'autenticità, poichè nessuna vita assomiglia ad un'altra e c'è sempre qualche particolare che la differenzia.
Oggi invece, è stata una giornata un po' sotto tono, mi è pesata la "lieve solitudine" e sono rimasta quasi a corto di parole e risorse.
Dovresti staccare la spina per ricaricarti... allora ho  ripetuto a me stessa come in molti continuano a... dirmi non trovando di meglio da aggiungere, ma poi mi sono subito ripresa.
E' impossibile per me ritrovare forza e determinazione se mi metto in pausa.
Non si può mica staccare la spina dal Sole!

mercoledì 26 giugno 2013

Se prendi a versare grano da un grosso sacco o vino da una damigiana, all'inizio lo fai lentamente... con calma ed attenzione perchè per la fretta la misura non sia colma oltre il limite e parte sia sprecata... poi, il carico diminuisce, diventa più leggero e velocemente si va verso la fine.
A che cosa si deve questa "rappresentazione di pensiero"? Solo all'approssimarsi del mio "ennesimo" compleanno... succede sempre così... più o meno. Il problema è proprio questo... gli anni cominciano a diventare un po' troppi e me ne accorgo dalla velocità con cui trascorrono, in pratica volano.
Fino a 20 sembrava ci fosse qualcuno a centellinarmeli... non passavano mai.
 Quando sono arrivata ai 30... diciamo che cominciavo a rendermi conto del contenuto del "sacco", peso e qualità inclusi.
A 40 realizzavo di averne fatto uso per gran parte... ed ora, eccomi qua... sembra solo ieri aver preso consapevolezza di ciò e mi trovo già sulla soglia dei 60.
Volutamente ho saltato gli "anni di mezzo"... quando dal sacco non è scivolato via tutto liscio e solo per un momento ho dovuto"rallentare" per capire che cosa fosse successo.
Allora ho posato la mia vita... ho rivalutato quello che era passato, bene o male era andato... ho sostato sulla realtà inceppata del momento, l'ho rivoltata, capovolta... sminuzzata fino a renderla "fine", più scorrevole della precedente.
Poi ho ripreso... e va di nuovo come deve andare ma con più attenzione perchè non abbia ostacoli nello scivolar via. Ahimè... la "velocità" resta quella, ma ora riesco ad osservare "granello per granello"... perchè lo voglio e niente possa essere sprecato.

martedì 25 giugno 2013

"Il Dolore non va... in vacanza, ma gli incontri e le relazioni intessute possono alleviarlo e rinforzare la speranza, la solidarietà, la qualità della vita"

Durante l'anno tre sono stati i "momenti conviviali" di rilievo, ma l'ultimo... quello di ieri, era il più atteso in quanto visto nell'ottica di "ricarica"per i mesi estivi quando forzatamente i contatti non potranno essere tanto frequenti. Però... credo basti volerlo e non è che sia proprio tanto difficile prendere il telefono e digitare qualche numero...
Ogni componente del gruppo, infatti è in possesso dei recapiti di Tutti gli altri e volendo potrà mettersi in contatto... ognuno di NOI sa bene quanto possa far piacere una telefonata, una visita... il "cenno di un pensiero".
NOI non vogliamo la "pietà spicciola", a buon mercato e non richiesta ma desideriamo ugualmente non essere dimenticati neppure per tre mesi, soprattutto a Ferragosto quando il "mostro" della solitudine morde e fa più male.
In sintesi è stato questo lo spirito della serata... si è condiviso il "meglio" della Vita, i "piccoli piaceri" che con essa fanno riconciliare anche quando sembra troppo ingiusta e crudele.
Abbiamo mangiato, cantato e ballato, e i più "timidi" e "riservati" sono stati come al solito "i sani".
Eh già... solo Chi si è messo "a nudo" anche contro il Suo volere può diventare "sfacciato" fino in fondo e non avere reticenze... e poi... vuoi mettere il gusto di un'allegria ritrovata, anzi... riconquistata?
Non importa se per una sola sera o anche di più, conta la qualità di una risata e qui, la "qualità" è sicuramente di un certo livello.
La serata si è conclusa dolcemente con un "sorbetto al limone" e il lancio di una proposta... la realizzazione di una nuova idea, organizzare un laboratorio estivo di cucina... leggera, sana e gustosa.
E indovinate Chi "il facilitatore" ha nominato come referente dell'iniziativa?... io non dico niente!

lunedì 24 giugno 2013

Un altro "incontro", l'ultimo per quest'anno... per condividere altro da ansie, pensieri positivi o meno, lacrime trattenute a stento e sorrisi. Un "incontro conviviale" come lo definisce il Nostro "facilitatore" e ci ritroveremo Tutti stasera, compagni di percorso... Chi dalla via si è discosto a prender fiato, qualcuno all'inizio e gli "Altri", gli accompagnatori che cercano sempre di guardare altrove e poi finiscono col fissarci sbalorditi. Perchè è poi così che si appare agli occhi altrui... un gruppo di persone con mille e un problema, particolari si, ma non per questo anzi per il suo esatto contrario... il sentirsi libere come se nulla le toccasse.
Mi scuso... "Ci" toccasse, perchè IO continuo a... far parte di Quelli con mille e un problema, solo che, accantonati i primi resta quell'unico di cui mai potrò liberarmi... convivere col "suo" pensiero.
All'Amica che stamane mi diceva che avrebbe voluto partecipare ma le dispiaceva coinvolgere il fratello perchè avrebbe dovuto accompagnarla, ho detto che certamente Lui l'avrebbe fatto... "volentieri", forse... certamente però, "con piacere" perchè Lei lo desiderava.
Anche per me è lo stesso... l'Amore della mia Vita non fa certo i salti di gioia quando sente di questi "incontri conviviali", ma alla fine mi accompagna col "sorriso sulle labbra", giusto perchè viene contagiato dal mio.
"Dai... spero di rivederti allora.", "Va bene... vedrò di venire...", e ci siamo salutate così...

E' praticamente notte fonda e sono appena tornata da quell'ultimo incontro...
L'Amica poi ha deciso di non venire o forse non avrà potuto... ma non è stata l'unica tra quelli che aspettavamo. Mancava la "coppia affiatata", l'Amico dagli occhi azzurri come il mare, il "giovanissimo nonno" e l'Amico che ha comprato una nuova casa e continua a... far progetti "per Chi resta"... eravamo comunque tanti.
Una bellissima serata... tutta da raccontare.
 Avrò che dirvi allora, domani... quando mi appresterò come al solito, come sempre.

domenica 23 giugno 2013

... Le ho dato la forza di donare la vita, quella di accettare il rifiuto che spesso le viene dai suoi figli.
Le ho dato la forza per permetterle di continuare quando gli altri abbandonano. Quella di farsi carico della sua famiglia senza pensare alla malattia e alla fatica...
E finalmente le ho dato lacrime da versare quando ne sente il bisogno.
La bellezza di una donna risiede nei suoi occhi... E' la porta d'entrata del suo cuore... ed è spesso con le lacrime che vedi passare il suo cuore.


E' stato l'osservare per quasi tutto il giorno un "tenero pancione" in attesa, a farmi riflettere, a mettere in fila dei pensieri in successione, del tipo... non so, causa ed effetto... solo che non sempre corrispondevano.
Se è proprio la donna ad essere chiamata per la vita, vuol dire che è abbastanza forte per reggerla e poi deve continuare a... esserlo per sostenerne l'eventuale rifiuto. Si ammala e quasi sempre va avanti da sè... ha spalle talmente forti da sopportare un peso non indifferente... la propria sofferenza e il "doloroso disagio" di Chi è con Lei. Non pensa di meritare chissà quale premio ma almeno la "memoria" di ciò che bene o male si è condiviso. Quando la misura è colma trova sfogo nel pianto, come se il Cuore traboccasse lacrime.
Temo però che con il tempo, a forza di versarne sull'animo si posi un "duro strato", una sorta di scudo a protezione... per non soffrire o almeno soffrire di meno visto che del tutto non si può.
Sarà per questo che "oggi" piango molto meno, i miei anni sono abbastanza da giustificare la cosa.
E mi viene in mente quando piangevo anche per niente... "lacrima facile" mi chiamavano e non mi davano credito poi nelle occasioni in cui ci stavano bene il pianto e la malinconia. Forse all'epoca sarebbe bastata solo un po' di attenzione nei miei riguardi e avrei capito da sola che per piangere c'è sempre tempo.
Intanto sono cresciuta... donna, moglie, madre è stato chiesto a me di capire i malumori, le intemperanze altrui anche quando per la testa ne avevo di pensieri e "cose storte"... e se "per troppo pieno" sfuggiva un sospiro un po' strano, erano sguardi interrogativi carichi di meraviglia. Ma no... come potevo, ero si o no... una donna? Praticamente... come dire, il Padreterno!
Va bene, va... non stiamo a lamentarci e come dice anche l'Amica, la "signora araba"... NOI siamo speciali, e tutto sommato quel che ci è capitato... meglio a NOI che a Loro, tanto... vogliamo scherzare!? NOI vinciamo sempre.

sabato 22 giugno 2013

E la stessa giornata di ieri  è apparsa ad entrambe come una "coincidenza"...
21 giugno, festività di San Luigi, normalmente considerato "patrono degli ammalati"... di questa giornata entravo in ospedale per operarmi il giorno dopo di mastectomia... sono passati tre anni ed è cambiato poco e niente emotivamente, ogni volta vengo presa da una sorta d'ansia che pur gradualmente scemando, continua a... esistere, come per Chi deve affrontare nuovamente la stessa prova. Poi passa quel giorno e il giorno appresso ed io riprendo a vivere... come una "rinascita".
"Sai che giorno è oggi?", mi ha chiesto dopo aver scoperto la  coincidenza dei nomi delle Nostre madri...
"E' la giornata dedicata alle leucemie e ai mielomi... mia madre è morta per un mieloma. Le sono stata accanto fino all'ultimo respiro... poi è toccata a me, ci siamo ammalate praticamente insieme".
Mi viene in mente allora che anch'io mi sono ammalata "praticamente insieme" con mio padre, ma Lui al contrario per fortuna c'è ancora, e mi dico... è una coincidenza a metà.
"Oggi ero un po' sotto tono, poi sei entrata TU che porti il nome di mia madre, e non so... qualcosa è successo".
Penso che anche per me "qualcosa è successo"... l'ansia dell'anniversario è passata in secondo piano, in altre parole... scomparsa ed io non ci penso più... proprio oggi che ho conosciuto Lei... che si chiama come mia madre.
Il tempo trascorre veloce mentre continuiamo a... raccontarci... la "Nostra" malattia, come la consideriamo... che cosa pensiamo di Tutti quelli che se la danno a gambe quando con essa vengono a scontrarsi sia pure di striscio. E ancora la forza, la determinazione e il sorriso sempre e ad ogni costo.
Senza accorgermene ad un certo punto mi ritrovo seduta sulla sponda del letto ad ascoltare, chiacchierare e ridere come se ci conoscessimo da tempo immemorabile.
L'ho detto altre volte, no?! In un posto così succede l'impensabile, compreso ridere veramente di gusto.
Stavamo per scambiarci i numeri di telefono quando è arrivato Suo fratello... "Questo è un grande uomo... è mio fratello che mi assiste come non potrebbe nessuno...", e rivolta a Lui ha preso a raccontare di me, ad elogiarmi, dipingermi come "grazia" scesa dal cielo... guarda caso, proprio in un giorno un po' così.
Continuando a... parlare, scopriamo che potremmo anche sentirci tramite fb, magari Lei potrebbe entrare a far parte del gruppo, interagire o anche solo commentare... sarebbe una grande risorsa.
"Si, dai... voglio provarci. Appena posso mi farò viva, ma come Ti trovo?".
Le ripeto il nome, c'aggiungo il cognome ma... " vedi che ci sono molte che si chiamano come me... non ho messo una mia fotografia, c'è solo un sorriso, quando l'avrai trovato chiedigli pure l'amicizia."
E il fratello da un angolo della stanza... "Molte!?... ce ne sono molte? Noi pensavamo foste Unica!"

venerdì 21 giugno 2013

Le coincidenze sono il modo migliore che ha trovato la vita per parlarci.
(Stephen Littleword)


Io le chiamo con nome diverso... "segni", perchè mi piace pensare che siano apposta per me, perchè facciano intendere qualcosa di non facile e immediata comprensione. Tutto sommato di diverso c'è solo il nome, visto che da più parti si ammette che "nulla avviene per caso".
Come stamane...
Entro in una stanza e c'è solo una paziente a fare la terapia... occhi vivaci, viso sereno, all'apparenza molto giovane.
"Posso offrire una caramella?", e mentre tendo la scatola in avanti ho la netta sensazione che da lì non me ne andrò tanto presto.
La "caramella" si sa, è il modo per approcciare con più facilità senza dare, almeno si spera, l'impressione di voler impicciarsi degli affari altrui... quindi Le chiedo se ne gradisce una...
Apro una breve parentesi... al momento, dopo dieci ore... è strano, ma non ricordo se l'ha presa o no... "segno" evidente che c'è stato scambio di ben altro.
E a riprendere...
"Come Ti chiami? Io...", e Le dico il mio nome di battesimo, e Lei di rimando... "Mi chiamo A.", e lì trasecolo per un istante...  lo stesso nome della mia mamma.
"Sei molto giovane...", "Eh... all'apparenza, la chemio lascia le tracce, strano che Tu mi veda giovane, comunque quanti anni mi dai?"
Faccio spallucce e mi scuso in anticipo... l'ultima volta che ho risposto ad una domanda del genere ho fatto cadere l'ultima certezza di una persona più giovane di me di cinque anni ed è stata dura poi recuperarne la simpatia. Lei sorride, poi mi dice... dai, azzarda ma aggiungi almeno 5 a quello che pensi.
Incoraggiata, la butto lì... 38! "Ah, brava...  ora sono io a dover aggiungere 5... ne ho 43. Scusa, non ricordo... come Ti chiami?" Ripeto il mio nome... e a questo punto è Lei a restar stupita... "Mia madre si chiamava come Te...", "E non ci crederai... la mia aveva il Tuo stesso nome..."
Ci siamo guardate negli occhi che sono diventati lucidi ad entrambe, non per tristezza ma per conforto di ricordi.
"Guarda... mi è venuta la pelle d'oca...", e mentre diceva così, io mi "accarezzavo" con energia il braccio per contrastare i brividi di emozione.

giovedì 20 giugno 2013

Mi sento decisamente meglio ora, dopo aver fatto quel che dovevo, come del resto tutte le altre volte... quando non riesco a guardarmi allo specchio ed ho la testa pesante e nello stesso tempo vuota.
Dunque...che cosa ho fatto? Ho dato un "taglio" ai miei capelli e pensieri... naturalmente ho fatto anche lo shampoo e mi sono ritrovata fresca e "spensierata".
Buffa vero, come soluzione ad ogni male?!... ma assicuro che è così, ed è sempre la prima che mi balena in mente, prima di ogni altra. Basta il pensiero di organizzarmi per andare dal parrucchiere e già vengo distratta dalle mie elucubrazioni cerebrali, poi il mettere in atto l'intenzione fa il resto.
Taglio... e con i capelli già vanno via gran parte dei pensieri, shampoo... e mi sento rigenerata, pronta a girar pagina e ricominciare. Senza contare il refrigerio che di questa stagione non è certo roba di poco conto.
Ho sempre posto rimedio in questo modo ai malumori passeggeri... anche in quei mesi che i capelli non c'erano, era anche più facile... testa sotto il rubinetto e... via, dopo non c'era bisogno neppure di spazzola e phon. Pensavo a questo e mi sentivo persino contenta... oggi l'ho detto alla mia parrucchiera e pensava che scherzassi, ma io lo dicevo davvero... oggi come allora.
Il "bello" anzi la "virtù" di vedere sempre il lato positivo di cose e situazioni... credevo di non esserne dotata ma come al solito mi sbagliavo, almeno fino a tre anni fa.
Poi... sempre alla mia parrucchiera... ho raccontato di essere nata con la "camicia", ovvero quello strato di grasso che piuttosto raramente può ricoprire l'intero corpo di un neonato. "Questa bambina sarà fortunata"... fu predetto dall'ostetrica che facilitò la mia venuta al mondo... ed io, nonostante tutto dopo quasi 60 anni non mi sento di smentirla. Ho avuto tutto... anche quello che non volevo, sono riuscita a trarre da quello che non volevo quello che mai avrei pensato di poter ottenere... se non è fortuna questa!
Poi... sempre per restare in tema... "capelli"... ho portato una parrucca per dieci mesi e mi stava d'incanto, ora mi godo fiera i miei "colpi di luna"... non tornerei mai indietro, anche perchè... vuoi mettere il bel risparmio? E' una "fortuna"... di questi tempi!

mercoledì 19 giugno 2013

... solo una mente sana contribuisce a mantenere sano l'organismo...



Una frase che mi ha dato da riflettere. Non sarà la stessa degli Antichi, "Mens sana in corpore sano"? No... non credo, in quel caso si voleva evidenziare l'importanza di mantenere il corpo atletico anche a beneficio della mente, questa seconda frase sembra voglia dire il contrario. Se pure in situazioni estreme si riuscirà a mantenere un buon equilibrio psichico, anche per il fisico non ci potranno essere che svolte importanti in positivo.
Beh... non posso che confermare... IO stessa sono un'esempio vivente.
All'inizio me lo dicevano in tanti... positività, positività perchè possa rafforzarsi il sistema immunitario e muoversi al contrattacco. Ci credevo si e no, mi sembrava una "favola" illusoria... immaginavo tanti "esserini" mosci e depressi che alla vista dei miei denti messi in mostra da un sorriso persistente e "a tutti i costi", si rinvigorivano... chissà perchè, forse impauriti?!
Comunque che fosse vero o falso, non è che avessi scelta... incupirmi e piangere mi davano tristezza oltre che un vero e proprio malessere fisico... astenia, dolori muscolari molto simili a quelli di uno stato febbrile non aiutano certamente ad allontanare i brutti pensieri, così optai per il contrario, solarità e sorriso e immediatamente mi tornò appetito, ripresi a mangiare trovando gustosi persino i "manicaretti" gentilmente offerti dall' ASL, e cominciai a sentirmi meglio.
Era il tempo del primo ricovero, quello cosiddetto "perlustrativo", e ricordo un giorno mi guardai allo specchio troppo in alto del bagno... riuscii a scorgere solo gli occhi ma erano già tutt'altra cosa. Lo sguardo aveva perso quell'"immobilità" degli ultimi tempi ed era tornato vivace e luminoso, contemporaneamente sentivo la ripresa delle forze e non vedevo l'ora di tornare a casa per ricominciare la mia vita di sempre. Eppure le notizie riguardanti il tumore erano confuse, i medici non avevano deciso ancora se operare o meno... se fare la chemio prima o dopo, solo prima o tutta dopo... IO intanto andavo avanti per conto mio, su un binario parallelo... guardando di fianco ma non perdendo mai di vista la meta, che poteva essere unica e sola, la voglia di continuare a... Vivere.
Mai però mi sono chiesta... quanto?... molto più mi interessava... come!

martedì 18 giugno 2013

E' assurdo a distanza di centinaia di anni  affermare di voler andare incontro alla sofferenza per farsi simili a Cristo, ed è talmente incredibile dato che il Cristo fu uno solo e già nella Sua umanità diede segni di cedimento, che viene da ipotizzare altro.
Non sarà il "non noto" delle terapie a spaventare più della malattia stessa? Al momento della diagnosi spesso i sintomi sono pochi, confusi quasi insignificanti... ci si guarda allo specchio e niente pare diverso da prima.
C'è il CANCRO e ci sono IO... e poi, potrebbero aver sbagliato... forse c'è stato uno scambio di referto e il cancro non è vero che c'è... Chi può dirlo!? Dopo tutto io non sto così male, qualcosina si... magari passa pure da sola.
La "certezza" è data  da ciò che si vede o si crede di vedere, mentre le terapie, la chemio in particolare spaventano perchè rappresentano l'"incertezza" di ciò che non si conosce, aggravata da nozioni sbagliate e dicerie, frutto di ignoranza, pettegolezzo e insensibilità. Allora è la "cura" che si vuole evitare e così Chi dice di voler avvicinarsi a Cristo nella sofferenza, paradossalmente se ne discosta perchè il Figlio di Dio andò incontro completamente al Suo destino senza facoltà di scelta o scuse.
Qualche giorno fa un'Amica al termine del Suo primo ciclo di chemio sorrideva e continuava a ripetere... pensavo fosse chissà quale cosa terribile, mi avevano detto... la chemio "brucia" ed io già mi vedevo all'inferno... che avrei dato di stomaco ma per ora mi sento benissimo, mi hanno detto pure che si perdono i denti però questo non mi riguarda perchè porto già una protesi. Tutto sommato si può affrontare, si deve non fosse altro per darti forza e speranza.
Ecco... è così che la cosa va vista nell'insieme... nell'ottica del "male minore".
Ricordo che al momento della diagnosi mi fu prospettata la "neoadiuvante", 4 cicli di "rossa" prima dell'intervento... ero consapevole che avrei perso i capelli e in quel momento mi balenò con terrore l'idea di affrontare l'operazione a capo "nudo", quasi fosse la condizione dell'intero corpo.
Pensai subito... non bastava il cancro, anche la chemio, e se avessi potuto l'avrei evitata con tutta me stessa. Ma non potevo o meglio avrei potuto anche scegliere di non farla o farla dopo, ma questo avrebbe voluto dire avere meno probabilità di un successo completo o anche peggio.
Tra la mia opinione giusta o fallace, l'incognita di un futuro prossimo o remoto, c'era un'unica certezza... scegliere la vita che in quel momento veniva offerta in un modo poco accattivante ma concreto.
Si trattava di "rilanciare la
carta" come per un gioco d'azzardo... prendere o lasciare.
Presi... mi andò bene... e fino ad ora non ho avuto modo di pentirmene.

lunedì 17 giugno 2013

E se il presente è vissuto nell'aspettativa di un futuro non necessariamente lontano, ma con l'entusiasmo e la fiducia che servono e non da soli... Tutto è più semplice, si vive in armonia col contesto, sentendosi anzi "parte integrante"... come dire, ciò che sta intorno non ha senso senza di me e viceversa.
"Io non credo a quelli che dicono di star bene da soli...", ha detto stasera un'Amica all'ultimissimo incontro del gruppo di auto-aiuto... eravamo in conclusione sul punto di andar via ed ho replicato solo con un... "basta pensare che l'uomo viene definito animale sociale...", e avrei tenuto ad aggiungere il motivo per cui mai potrebbe essere da solo, in nessun momento della Sua esistenza ed oltre i rapporti che ha ereditato e saputo costruire nell'ambito familiare. Anche la famiglia non basta, in quanto "cellula" della società stessa, per motivarsi e crescere ad essa deve aprirsi e non restare chiusa.
E l'argomento potrebbe ampliarsi ed entrare nel campo etico-morale e persino religioso, perchè ognuno di questi aspetti appartiene all'uomo, il quale dovrebbe aver cura di mantenerli in equilibrio senza che l'uno prevalga sull'altro. Può succedere infatti...
Può succedere per convinzioni sbagliate, per esasperati retaggi atavici... per assurdi sensi di colpa.
Stasera si è parlato anche di questo... purtroppo resiste un'errata "cultura" della sofferenza, che ha le sue radici in una tradizione religiosa di stampo "medievale". Quest'ultima definizione è mia, perchè vi trovo un'affinità drammatica con l'usanza del cilicio. Più era ruvido ed ispido, maggiore era il dolore e il segno che lasciava sulla pelle, in nome di una sofferenza che rendeva simili a Gesù, ad espiazione di colpe presunte od eventuali, per poter meritare un dì il premio eterno.
Sarà per questo che molti a sentir parlar i cattolici di religione, spirito e fede... diventano tristi.
C'è un'errata cultura anche in questo campo, e finchè Dio verrà visto come un "castigamatti", che "pretende" lacrime e litanie... ahimè, non si concluderà niente di buono.
E il "dolore" sarà sempre oltre il necessario e del tutto inutile.

domenica 16 giugno 2013

E' stato davvero il primo giorno di gran caldo... quello che ti fa dire, "non c'è niente da fare" o "finalmente"... è arrivata l'estate. E sarà stato perchè i primi caldi sono sempre i più insopportabili per quanto repentini, che stasera scorrendo alcune foto su fb, lo sguardo si è fermato su uno scenario innevato.
Cielo lattiginoso presago di neve imminente... manto bianco che già ricopre case e strade, solo qualche traccia... strisce isolate di pneumatici. Sono rimasta lì a guardare per quasi cinque minuti, come aspettassi di riceverne refrigerio, invece mi è arrivato altro, ma non è una novità poichè è sufficiente fissarmi su un'immagine o un pensiero che vengon giù tanti altri, unitamente a considerazioni e ricordi.
Guardando quella foto ho pensato con che rapidità possa cambiare uno "scenario"... 22 febbraio, era datata l'immagine e non son quattro mesi e al posto di tutta quella neve ci sono già strade assolate. Solo che mentre sei nel bel mezzo di uno "scenario" non ti rendi conto che Tutto può cambiare, anzi sicuramente se pur banalmente come cosa scontata... cambierà.
E al posto del "Sole" tornerà la "Neve", magari anticipata da qualche "Acquazzone" o forse solo da "Nubi passeggere"... ma Tutto in un continuo imprevedibile "Divenire".
Come lo è la Vita in generale... come siamo Noi stessi.
Però la "cosa" non sconvolge, anzi direi proprio... mi piace!
Mi piace pensare di aver avuto un "passato"... quando da ragazzina cercavo di immaginare come sarei stata a 30, 40... 50 anni, quello che mi sarebbe capitato, certamente tutto di positivo... quindi del tumore neanche la minima pallida idea, parte è andata come doveva, parte no... eppure è Tutto passato ed IO sono ancora qui a dire... mi piace!
Mi piace... avere questo "presente" in cui ho saputo reinventarmi e ancora continuo a... farlo, scoprendomi ogni volta sempre nuova ed anche meglio per cui non posso fare a meno di ripetere... mi piace!
Mi piace... quel "futuro" che non so e immagino essere tutto una scoperta, lo sarà comunque vada... nel bene o nel male oltre non andrà. Non c'è altro dopo il "futuro", almeno non su questa terra, in tale realtà.
Di positivo resta la sua aspettativa nel presente, carico di speranza e di voglia di fare... il tutto risolto in una gran gioia di vivere, che va oltre ogni dimensione del Tempo.

sabato 15 giugno 2013

Eppure non è facile neanche questa... ritornare a distribuire sorrisi e caramelle.
Resterà il dubbio... ma ci credo veramente in quel che faccio e dico?
Converrà crederci, a questo punto... perchè il dubbio fa danno soprattutto a Chi lo nutre.
Lasciato "deperire", scacciato... si tornerà come prima, e senza alternative... sempre più forti, perchè quando si prova il peggio, quello che verrà non potrà essere che meglio.

Ieri non l'avevo riconosciuta subito quell'Amica, anzi inizialmente l'avevo scambiata per un'altra, succede...
Succede perchè alla fine Noi, "persone speciali" per esser tali, cioè Tutte speciali in egual misura, finiamo col somigliarci. Senza capelli o quasi... aria disfatta ma espressione sorridente... occhi incredibilmente luminosi, la persona in questione potrebbe essere l'una invece di un'altra se non cominciasse a parlare per "raccontarsi". Allora diventa tutto chiaro e come un flash balena anche il nome...
"Tu sei...", "Si... sono io!", "... e i capelli!? Sono cresciuti!", "Veramente ora li sto perdendo ma a chiazze. Il dottore ha detto che è alopecia dovuta allo stress emotivo e non solo alla terapia. Comunque va bene lo stesso, copro le zone vuote coi capelli di quelle ben fornite.", "Brava... fai il riporto come gli uomini semi-calvi !"... e siamo scoppiate a ridere.
E' straordinario come si possa ridere in un Day Hospital oncologico.
"Comunque, sono contenta di averti incontrato. Voglio darti una bella notizia... ho fatto TAC e PET e sai... quei noduli che avevo al polmone, molto dubbi? Bene... il referto di entrambe dice... in completa risoluzione! Non è un vero miracolo? Per me lo è... forse è un premio perchè ho accettato da subito quello che mi è capitato e non mi sono mai disperata. Pensavo... vengo qua per curare... l'artrosi, poi tornavo a casa e facevo tutte le mie cose. Mai stata male. Che dici sarà così?!"
E mentre parlava sorrideva... lo stesso sorriso del giorno che l'ho conosciuta... il primo per Lei e il primo per Me in quel reparto.
Son trascorsi più di cinque mesi, tutto passa... bisogna avere la pazienza di aspettare. Del resto anche una favola di lieto ha solo la fine.

venerdì 14 giugno 2013

... i momenti di felicità stimolano la capacità di combattere la malattia...


...e a me viene da aggiungere, ristabiliscono l'"equilibrio" riportando l'"armonia". Quest'ultima è fondamentale per star bene con se stessi, col proprio corpo e con quello che è intorno.
Non è facile, l'ammetto, soprattutto quando la sofferenza è tanta e il dolore non è ben elaborato, ed allora si diventa rigidi forse un po' troppo e ci si arrocca, chiudendosi ad altre possibilità. Come Chi per proteggersi dal volume alto della radio, preferisce chiudere gli occhi e tapparsi le orecchie con un cuscino, piuttosto che schiacciare un tasto e zittirla una volta per tutte e sentirsi poi libero mentre resta a guardarla.
L'uomo è spesso contraddittorio e non si rende conto che certe scelte danneggiano probabilmente solo se stesso.
Questo che sembrerebbe un preambolo, in realtà è la riflessione conclusiva di una giornata un po' strana, faticosa e contrastata, riportata nei parametri dell'accettabilità solo dalle buone intenzioni tese alla sopravvivenza e al continuo ripetere a mo' di "mantra"... non è successo niente, ma se è successo qualcosa, qualsiasi cosa... passerà.
E via... ho girato pagina, perchè quando si arriva ad un punto di "non ritorno" non c'è altro da fare che girare pagina e non pensarci più, ed oggi l'ho pure consigliato ad una persona a me molto cara.
Comunque... come a volte succede, mi sono persa un po'... dovevo parlare della mia mattinata da "volontaria di buona volontà" (che curioso gioco di parole!) perchè c'era davvero tanto da dire, ed ora mi ritrovo con la mente semi-vuota, e questo anche a causa dell'ora tarda.
Pazienza... metterò tutto in ordine domani, i presupposti ci sono perchè la serenità ritorni incontrastata...
A proposito... una sola nota, un esempio unico di dolore vissuto, elaborato e poi... trasformato in "bene comune". Oggi in reparto è tornata la mia "collega" dopo la morte del marito a causa di un tumore...
E' tornata  a... "seminar speranza" perchè nonostante tutto Lei non l'ha mai persa.

giovedì 13 giugno 2013

Non sapremo mai quanto bene può fare un semplice sorriso.  (Madre Teresa di Calcutta)

Beh... qualche volta a ben guardare una pallida idea ce la possiamo fare. Si tratta di metter fuori il più possibile energia dal Cuore e poi "sfoggiare" un aperto e radioso sorriso... il "bene" non potrà mancare... verrà da sè.
Questa la voglio proprio raccontare e non sarebbe l'unica se il tempo come al solito non fosse tiranno e la voce, improvvisamente afona non stesse sul punto di abbandonarmi. Per la "voce" in realtà il problema non si pone... nessuno ha da ascoltarmi, mentre Tutti possono leggere ciò che racconto, per il "tempo" vorrà dire che lo frazionerò e ad ogni parte dedicherò una "storia-verità" ove il "sorriso" sarà causa ed effetto di un tentativo felice di "non-solitudine".
Oggi non era mio giorno di turno in ospedale, ma ci sono andata ugualmente perchè c'era un'Amica che finalmente finiva la chemio e voleva festeggiare l'evento con me.
Sono arrivata in reparto e già dal corridoio l'ho intravista stringere la mano alla compagna di stanza, che sdraiata sul letto e ago nel braccio faceva terapia.
"Buongiorno!...", ho esclamato con voce "quasi squillante", e di rimando Lei ha risposto al saluto e poi ha introdotto, presentandola... la Sua compagna di stanza. Davvero solo due parole... giusto per dirle il mio nome, giusto per farmi conoscere il Suo, per dirle di "ME"... per farmi sapere di "LEI", perchè quest'ultima ha preso subito a parlare, pur con l'ansia del "primo giorno", balbettando quasi...
"Senti Tu... scusa se ti do del tu, anzi... posso?", "Puoi?! Ma certo... devi.", e poi giù tutti i Suoi dubbi, le tante paure... la grande angoscia. Voleva sorridere, ma Le veniva fuori una smorfia... voleva apparire rilassata e sul letto restava sdraiata in una posizione improponibile.
Mi sono chiesta più volte, visto che lo era stato anche per me... perchè all'inizio di quel "temuto percorso" nello stare a letto si tende a rannicchiarsi, come a voler farsi piccoli e sparire. E poi... si posano le proprie cose chissà dove e non si trovano, viene chiesta la tessera sanitaria o il codice fiscale che poi son la stessa cosa, e si resta imbambolati, impreparati a rispondere, con lo sguardo di Chi si chiede... che cosa saranno adesso 'ste cose che vogliono?
Eh già... il "primo giorno" è sempre così... si sorride a forza perchè si deve... ci si mostra forti per farsi forza... e poi, a casa o domani?...

mercoledì 12 giugno 2013

... non abbandonare la lotta e starai bene
perchè non c'è nessuno come te nell'universo.  (cit.)



Ho aperto quell'involucro di cartone senza un criterio logico... strappato un angolo, tagliato in malo modo le strisce di adesivo che avevano fatto da sigillo e protezione, tutto come se stessi scartando un regalo di Natale presa dall'ansia e dalla curiosità. Ma sapevo bene quale fosse il contenuto di quella scatola e anche se non fosse stato così la sua forma lo dava ad intendere chiaramente. Un libro!... che avevo ordinato e avrebbe arricchito la mia "cancer library".
"Ma tu... non leggi altro? Magari torna a comprare Topolino... ti distrai e resti allegra", aveva esclamato l'Amore della mia Vita quando aveva saputo dell'ultimo acquisto... "Ti pare che io sia triste?! E poi, leggo questo e leggo altro... approfondisco l'argomento cui volente o nolente ho dovuto interessarmi e continuo a... essere quella che son sempre stata... un'allegra divoratrice di libri."
Dell'ultimo arrivo ero venuta conoscenza tramite i miei contatti su fb, l'autrice è da poco tra le mie "amicizie" ed ho trovato con Lei delle affinità... elettive? Non saprei, di sicuro c'accomuna la malattia, incontrata e superata, da Lei per ben due volte, e poi la "positività" con cui entrambe l'abbiamo vissuta e che c'accompagna in questo tempo del post-tumore.
La "Nostra Amica", voglio chiamarla così... sostiene che Noi, persone speciali siamo Orchidee, delicate solo in apparenza ma forti nell'essenza. Quanto "vive" un'orchidea? Non si può dire di preciso... più a lungo di qualsiasi altro fiore certamente e se ben tenuta perde integrità e bellezza solo alla fine.
Come piacerebbe a me... restare così come sono, lucida e consapevole fino all'ultimo dei miei giorni. In verità lo meriterei proprio, mi è costato talmente tanto diventarlo! Una diagnosi di carcinoma mammario, la chemio prima e dopo l'intervento, poi un secondo intervento e al tutto si aggiunga pure la lunga serie di TAC, ECO, RX, RM ed altro ancora... meglio non scendere nel dettaglio!
E così il libro mi è arrivato stamattina ed ho cominciato a sfogliarlo prima di subito... immediatamente, quando i resti dell'adesivo ancora sulle dita rendevano l'operazione un tantino difficoltosa... e mi ha colpito una frase riportata sulla copertina posteriore, in teoria da leggere alla fine della "storia"...
"Non abbandonare la lotta e starai bene perchè non c'è nessuno come te nell'universo".
Ma la "storia" come è noto non finisce perchè continua nello spirito con cui è stata vissuta... la lotta e la tenacia che fanno di "persone speciali", "splendide orchidee".

martedì 11 giugno 2013

Non so come fare... non so spiegarmi perchè il tempo vada così in fretta.
Sono stati giorni laboriosi, sempre di corsa... alla stregua di Chi corre per non farsi raggiungere.
Di sicuro sarà un problema esclusivamente mio, un altro "scherzo" della Mente che fa apparire ciò che non è... me ne sta facendo tanti in quest'ultimo periodo!
E così... stanca da sentir le ossa rotte, mezza assonnata per una notte trascorsa quasi in bianco a causa di Altri che stentavano a prender sonno, mi ritrovo a mettere insieme qualche pensiero che, ringraziando il Buon Dio, non manca mai.
Tornata ai miei "silenzi serali" riprendo a riconoscere quel che sono diventata, la persona che fa un passo alla volta  ed è felice di farlo perchè sa che prima o poi "arriva" lo stesso.
Quindi fa il riepilogo della "sua" giornata ed è contenta se anche uno solo di quelli che ha avvicinato al mattino ha ricordato il "suo" nome... in verità facile e comune, eppure in tanti lo dimenticano ma va bene lo stesso. E se per giunta qualcuno di Loro si è lasciato andare in un libero sfogo anche oltre la malattia, ne è felice perchè vuol dire che l'hanno considerata degna di fiducia... e c'è forse dono più grande?
"Essere di casa" in un reparto come il Nostro è facile e difficile nello stesso tempo... facile perchè, trattandosi di un Day Hospital terapeutico, ciclicamente s'incontrano sempre le stesse persone e diventa naturale stabilire una relazione d'amicizia, il difficile però sta nel mantenerla col tempo, rinnovandola... in un certo senso, "aggiornandola". Perchè le situazioni cambiano, in meglio o in peggio non è determinante ma bisogna conservare l' "antico spirito di speranza" che fa da filo di unione e di affetto.
Stamattina, allora... mi sono ricaricata come sempre, perchè quando sono in reparto accantono quasi dimenticandola ogni incombenza della mia quotidianità, per poi riprenderla scevra di qualsiasi banalità.
Ecco... è  l'approccio con la Vita vera che va all'essenziale, quello che fa crescere e sembrar diversi e poi libera dalle paure, "racchiudendole" in una più giusta ed equilibrata dimensione.

lunedì 10 giugno 2013

Sono parole, queste di stasera che "si lasciano vivere"... seguono i sentimenti e ancor prima le sensazioni così come vengono. Non mi stupirei che venisse fuori anche qualche "stupidaggine" che forse mi farebbe persino pentire di essermi messa qui al pc come ogni sera, se non avessi parlato prima per essere capita e perdonata. Alla mia pagina di diario non rinuncio, non posso come per la "pillolina" giallo sole, terapia dei "5 anni di sopravvivenza", anche "scrivere" lo è e lo sarà per il resto del "tempo consapevole e sereno".
La "scrittura" mi rilassa e acquieta... riesco a ritrovarmi e con me stessa "mi riappacifico" prima di lasciarmi andare al riposo della notte...
Stasera tornando a casa ho respirato a pieni polmoni l'aria che ormai e finalmente sa di estate... ho ripensato a quella di tre anni fa, nel pieno della bufera e, velocemente ho fatto un salto lungo... come salire tre scale in una volta sola ed essere soddisfatta per esserci riuscita senza fatica, affanno... quasi senza accorgermene.
Sono qui a "raccontarmi", "volutamente" coinvolta per metà quasi parlassi di un' altra persona ma fortemente emozionata come se di quella persona condividessi la "storia".
Dall'inizio ho cercato di guardare "tutto" dall'esterno e me la sono cavata bene praticamente sempre, tanto che per me "volutamente" non è mai finita, continuo a... stare senza essere, non mi sono mai chiesta... ma che ci sto a fare ancora?... e mi sento... bene.
Certe volte... mi vedo "magica" o "folle", comunque fuori da una realtà logica, e se io stessa vedo e penso in questo modo, non oso pensare come possa apparire ad Altri... comunque poco importa, non costituisce problema in sè... anzi mi fa sorridere.
Sicuro è che quel che faccio, scrivo... diventa "mio", un "bene immobile" fino ad un certo punto visto che mi piace condividerlo, ma sempre una "ricchezza"... e quando si arriva ad essere tanto ricchi, chissà perchè  non basta mai... e si vuol continuare ad... esserlo ancor di più.
Per fortuna che è questo, "tesoro" che non porta danno.

domenica 9 giugno 2013

Io devo pulire, assecondare... ringraziare, amare. Amare infinitamente e incondizionatamente soprattutto me stesso.  (cit.)


Capita... lo so, capita di sentirsi tremendamente stanchi e valutare un "peso" superiore a quello che in effetti è. Succede a Tutti, o quasi... almeno a quelli che un po' d'impegno ci mettono nel "vivere", perchè occorre consapevolezza e non andare allo "sbando" giusto per non ritrovarsi a pensare.
Poi accade che la Vita Ti pone di fronte a prove che non avresti mai pensato, tanto le consideravi lontane e che avresti evitato anche a costo di grande fatica... Tu che credevi ogni facile cosa scontata, gratuita  ed il resto che non fosse tale... impossibile.
Quando all'improvviso la realtà appare diversa, cominci a sentirti nè carne nè pesce, dubitare del ruolo, persino a provar nausea  per ciò che un tempo dava piacere.
La "malattia" è una prova, dura e difficile... diciamo, anche quando è passata non Te la scrollerai mai completamente di dosso... eppure devi vivere, continuare a... farlo, altrimenti a che cosa è servita tanta "fatica", quella per "riprenderti" ciò che era Tuo?
E ancora una volta devi adattarti ai disagi che un momento di stanchezza rende esagerati e assecondarli, ridimensionandone la portata, escogitando stratagemmi e studiando strategie... una continua lotta!
Ad un certo punto vorresti dire... basta!... cadere in un sonno profondo per risvegliarti dopo aver cancellato Tutto. "Resettare" la propria vita e... ricominciare con tanto "spazio" nuovo da riempire, guardarsi allo specchio e vedere quello che si era sempre pensato... un'immagine che muta naturalmente per il passar del tempo e non per uno "scherzo" del destino.
Ma anche se in parte artefici della propria esistenza c'è sempre la restante che va da sè...
Che cosa ci rimane allora? Forse amarci tanto, come ameremmo l'Altro con grande passione, senza condizioni o limiti e poi... proprio per questo guardare ogni cosa con gli "occhi sorridenti".
Un po' col Cuore... un po' con la Mente, niente è impossibile... persino riuscire a "volare senza ali".

sabato 8 giugno 2013

8 giugno 2010... altra data significativa del mio percorso, ultima "rossa" prima dell'intervento.
Ripensandoci... tante tappe salienti in questa "storia", tutte ben memorizzate... come non si potrebbe? Sarebbe impossibile anche se riguardassero una delle persone vicine per affetto o frequentazione... sono momenti molto particolari nell'unicità di Chi li vive, che si ricordano anche se lasciati del tutto alle spalle.
Le "mie date", tutte con numeri pari fino all'ultima chemio, quella definitiva che mi "licenziava"...  il 15 ottobre 2010... e poi il giorno della ricostruzione, il 13 aprile dell'anno scorso... in compenso pari erano il mese e l'anno.
 Mi piace pensare a questo come segno positivo, un "filo conduttore" di buon auspicio... chissà!? Ogni pretesto è buono per chiamare in causa la speranza...
Stasera sono tornata a far visita all'Amica operata qualche giorno fa, c'erano i parenti e abbiamo preso a chiacchierare, tra un argomento e l'altro è venuta fuori la mia età, o meglio l'ho "dichiarata" io stessa perchè non ho mai avuto remore a farlo ed ora più che mai, anche perchè non mostro gli anni che ho. Diciamo che "mi conservo" bene nonostante i miei "precedenti avventurosi", merito di un dna ereditato ma anche di una "grinta" in sordina esplosa all'improvviso.
"Ma davvero!??... te li porti una favola, complimenti!"... ed io, a sentirmelo ripetere continuo ad... andar fiera del mio "mezzo merito".
Poi... sono tornata a casa ed ho pure continuato a... pensarci mentre mi guardavo allo specchio. Certo, non dimostro la mia età ma gli anni son quelli, di sicuro c'è solo quello che è stato, malattia compresa... e dopo? E con l'immaginazione provo ad andare avanti, forse troppo... vorrei avere il tempo per poter portare a passeggio un nipotino, ma questo non dipende da me nè dalla strada da percorrere ancora, potrebbe essere anche lunga e non succedere.
Vorrei arrivare a festeggiare i 50 anni di matrimonio, mezzo secolo di vita in due e facendo un po' di conti ci starebbe pure... quest'anno saranno 34, solo 16 al traguardo... 76 sarebbero per me, 80 per l'Amore della mia Vita. Anche questo potrebbe essere...
Chissà come sarei a quell'età... anzi "sarò", perchè ci voglio credere che ci sarò, dopo tutto che ci vuole?
Andar piano senza fretta, giorno dopo giorno, passo dopo passo e con la "compagna" più fidata e allegra... la Speranza.
E vuoi vedere che al traguardo c'arrivo davvero?

venerdì 7 giugno 2013

Pensavo... quanto Tutto possa mutare, e non è in realtà "cambiamento" ma "evoluzione", una nuova veste ritrovata che scende a pennello come non mai. E Te ne accorgi perchè prima non stavi così bene con Te stessa ed ora invece esiste tale "stato di grazia"... nonostante tutto. Perchè le ansie, le paure e gli acciacchi continuano a... esserci,  poi si aggiungono gli oneri quotidiani di cui si farebbe volentieri a meno, eppure si riesce a mantenere uno "spazio" così personale e privato che ad Altri diventa accessibile solo se veramente si vuole. E per "Altri" intendo coloro che pensano vada "in automatico" il girare pagina... un po' quello che succede con il "televideo" che non fai in tempo a leggere che è già passato ad altro. Non si capisce che ognuno ha i Suoi tempi e poi... con storie come queste non si può davvero.
Ed allora non sentendoci pienamente compresi, siamo propensi a raccoglierci tra Noi, capaci di capire con la velocità di un'occhiata, a volte anche meno... dall'intensità di un respiro.
"Peccato che stanno per finire gli incontri... ci mancheranno. Lo sai che durante le due settimane di intervallo io non vedo l'ora che arrivi il "Nostro appuntamento"?..." Ci credo, perchè è lo stesso per me, e la spiegazione forse è proprio in quel mio "sfogo", l'esternazione un po' troppo sulle righe di qualche giorno fa.
Quando ci si ritrova "Tutti insieme" e siamo la maggioranza rispetto ai cosiddetti "senza problemi gravi di salute", ci sentiamo veramente liberi, deponiamo una delle tante maschere che "ci costringiamo" ad indossare per dignitoso pudore, per "darci forza" altrimenti non andiamo da nessuna parte, ed anche senza averne piena consapevolezza viene fuori quello che siamo o anche soltanto ciò che proviamo in un contesto di elaborazione di vissuti.
"Ma no... già vai via! Sempre di corsa... quando potremo trattenerci a parlare un po' più a lungo?"
"Devo... lo sai che fuori c'è Chi mi aspetta!?"
"Hai ragione, povero marito Tuo... lui aspetta di continuo..."
Eh, già, "povero marito mio"... per cercare di capire questa tanto complicata moglie non può fare altro che aspettare. Prima o poi qualcosa dovrà pur cambiarla!

giovedì 6 giugno 2013

Altri interventi sono seguiti in "un su e giù" di emozioni a cui assolutamente non si poteva restare indifferenti.
"Bilancio e rilancio" era stato il tema dell'incontro... bilancio individuale e "in toto" riguardo l'esperienza del gruppo, rilancio del gruppo stesso nell'ottica di nuove prospettive e dinamiche per l'anno che verrà.
A questo proposito mi è venuto in mente un particolare... al secondo appuntamento, nell'ottobre scorso si ricordava una componente appena scomparsa... quello stesso giorno veniva presentata a Tutti, Paola... scomparsa a sua volta giusto poco tempo fa, alla vigilia della conclusione degli incontri. Un "passaggio di testimone" che per quanto Ci riguarda assume un profondo significato di "speranza"... come la fiaccola olimpica, il "fuoco" della Vita non va mai spento, passa di mano in mano a perpetuare un valore che resta sempre uguale, non importa il tempo, l'età... quello che si è...
Un qualcosa di invisibile, una "forza" non quantificabile che resiste ad ogni lotta e non viene mai annientata.
Dopo due ore l'incontro è terminato e il Nostro "facilitatore" era visibilmente commosso oltre che sfinito... occorre una bella energia per tenere sempre nella giusta tensione le "corde", a momenti al massimo, in altri fortemente "allentate" da far temere lo sbando, la perdita di quella sintonia che caratterizza un gruppo del genere. Qualcuno poi, si è avvicinato a me... Chi mi ha abbracciato, Chi con tono scherzoso mi ha detto... "non si fa così però, mi hai fatto piangere...", e poi mi ha stretto forte con un "piccolo supplemento" di lacrime.
 Ho chiesto scusa... forse non avrei dovuto lasciarmi andare... bell'esempio di forza sono stata!
Ma no... mi è stato detto proprio da quella mamma la cui testimonianza aveva dato un forte scossone al mio equilibrio in bilico... piangere è un dono, "saper" piangere quasi un carisma. La persona che manifesta il dolore sa mostrare anche la gioia... non è "avara" di sè, in un certo senso... del "profondo" generosa.

mercoledì 5 giugno 2013

E poi è toccato a Noi Due, le "guaritrici ferite"... come ha preso a chiamarci il Nostro "facilitatore". Entrambe mastectomizzate, entrambe "ricostruite" ma per me una maggiore "anzianità di servizio" per quanto riguarda la malattia. Abbiamo visto in ciò che ci è capitato una risorsa e liberamente abbiamo scelto di metterla a disposizione di Chi continua a... lottare contro "u' animal", come chiama il cancro sempre il Nostro "facilitatore".
"Comincia Tu...", ha detto rivolgendosi a me, "... così Lei ha modo di prepararsi", ma forse la più impreparata ero proprio io, nonostante il "ripasso" continuo. Soprattutto l'ultima testimonianza, quella di una mamma che accompagnava la figlia ammalata da più di cinque anni, aveva lasciato il segno di brutto, dal primo momento infatti, ciò che più mi aveva dato conforto e sprone era stato il pensiero che ad ammalarmi fossi stata io e non uno dei miei cari... i figli in particolare.
 Ed allora quando avrei dovuto dare la "risposta giusta" in termini di speranza, mi sono "sciolta in lacrime"... ma non ero disperata, lo giuro... era la piena delle emozioni che aveva rotto gli argini. Nessuno del gruppo mi aveva mai visto così e a questo punto è stato un... pianto generale. A quanto pare non solo il "sorriso" ho contagioso ma anche le "lacrime".
Mi sono ricomposta, vergognandomi un po' anche perchè dovevo rispondere alla domanda, non volevo dare l'impressione di eluderla con la scusa della commozione... di salvarmi "in corner", insomma.
Ho spiegato che cosa avesse rappresentato per me l'esperienza del gruppo... la concreta opportunità di mettere in atto appagandola l'esigenza primaria venuta fuori con la malattia. Aprirmi agli Altri... costituire un esempio vivo, un incoraggiamento reale per continuare a... combattere, non mollare mai per vincere la propria guerra. Questo atteggiamento di estrema "positività" servirebbe a dar corpo alla Speranza non più "ultima dea".
"Tu... allora sostieni di aver superato ogni ostacolo che ha posto la malattia, ma... la paura della morte... hai superato anche quella?"
Non ho avuto dubbi perchè di questo non sono solo convinta ma di più... "L'ho superata, certo... non abbandonando affatto per tre anni il posto che ha visto le mie lacrime prima e i deboli sorrisi sempre più frequenti e decisi poi, l'ho fatto mio... oggi è la mia casa e non temo un eventuale ritorno. E poi... mi sarà bastato aiutare, dar coraggio vero ad uno solo dei tanti Amici tra "quelli che contano", per non morire mai". Non si muore se si continua a... vivere nel ricordo di Chi Ti ha conosciuto.

martedì 4 giugno 2013

E succede che a volte ritornano... i ricordi e s'accompagnano a nuove emozioni suscitate da altre come le Tue... quelle che stringono il Cuore e bloccano il respiro.
Come è successo a me ieri sera...
C'era stato il penultimo incontro del gruppo di auto-aiuto, eravamo davvero in tanti... più che un gruppo sembrava una comunità. Il "facilitatore" si era proposto ad ognuno con tre domande che avrebbero dovuto essere uguali per Tutti, ma poi così non era stato totalmente e si comprende il perchè... da un intervento può scaturirne un altro che esula dal filo conduttore e alla fine l'argomento pur restando sempre quello si amplia, si inerpica e a volte precipita, mettendo a nudo gli animi prima, possedendoli poi.
Alla fine comunque unica per Tutti era stata la domanda... che cosa ha significato per Te l'esperienza del "gruppo". Ognuno ha dato la Sua risposta  che confrontata con le altre è risultata in perfetta sintonia, in altri termini la stessa con parole e forma diverse... a questo punto il "facilitatore" che ben sa come ha da dipanarsi una "matassa" del genere per farne un ordinato "gomitolo" di pensieri, ha voluto essere fortemente provocatorio.
 "Non mi uccidete per quello che sto per chiedervi... ma c'è qualcuno tra Voi che se la sente di dire per qualche motivo ben preciso... GRAZIE, CANCRO?"
Io avevo la risposta sulla punta della lingua... in quasi tre anni ho avuto modo di prepararmi bene, questo Chi mi conosce lo sa... avrei voluto rispondere subito, per prima. Non dipendeva da me... e le risposte degli Altri in rapida successione, ascoltate attentamente mi hanno in un certo senso destabilizzato perchè argomentate in un modo da me non condiviso ma certamente non confutabili da me. Nonostante questo, ho cercato di restare in equilibrio e mentalmente continuavo a... ripetere la risposta che avrei dato, come a scuola... mentre ripassi ciò che hai imparato prima di "esser messo alla prova"...

lunedì 3 giugno 2013

E come tutte le favole più belle che vedono l'impossibile realizzarsi, così mi son trovata a leggere una risposta che arrivava sin dal "Cielo"...
Il mio "messaggio" era nato dal Cuore perchè solo in quel momento avevo saputo... capito che era partita. Era passato un mese ed io non lo sapevo! Continuavo a... guardare il Suo volto sorridente, a leggerne i commenti e... non lo sapevo! Forse è stato per farmi perdonare... un'Amica non può "partire" senza che Le abbia mandato un saluto... ma poi, Amiche così... virtuali ma tanto profondamente legate.
Un "sorriso" ed un "abbraccio" Le ho inviato perchè continuerà a... stare nei miei pensieri ancor di più, senza tristezza... non si può essere tristi di fronte ad un viso così bello. E dal Cielo mi ha risposto... avrebbe pubblicato per il giorno dopo un'intervista fatta a Lei nell'ambito di un gruppo di condivisione... domande sulla "malattia", mi invitava a guardarla subito... probabilmente sarei stata la prima e per questo, poichè era già passata la mezzanotte, ha deciso di farlo immediatamente. Di rimando ho fatto la stessa cosa anch'io ed è stata emozione grande.
Parole, sentimenti ed emozioni... persino gesti comuni a tanti di Noi... e il "sorriso", autenticità pura in quel suo essere "sincero" come il "buon vino". Così inebriante da mitigare il ricordo, minimizzare gli "effetti collaterali" di una realtà che fa male e di un futuro "più sconosciuto" che ad Altri.
Ho rivisto il video più volte ed è stato come guardarmi allo specchio e risentire le parole che da quasi tre anni  vado ripetendo..." non rimando più niente a domani. Mi si perdoni... ora il tempo me lo prendo!"
Era notte fonda quando ho salutato quell'Angelo Biondo... con la meraviglia che resta quando ci si trova anche per poco nel bel mezzo di una favola.
Voglio viverla ancora...

domenica 2 giugno 2013

Che strana sensazione... è come se continuassi a... procedere protetta in un bozzolo trasparente. Vado avanti e da spettatrice osservo quello che succede all'esterno, senza il minimo timore di essere scalfita.
In quest'ultimo periodo alcuni tra "quelli che contano" sono andati via, lasciando ognuno un vuoto particolare che certamente non potrà essere colmato. All'inizio ho provato incredulità e sgomento, poi mi sono sentita timorosa e destabilizzata... quasi nel bel mezzo di un conto alla rovescia... siamo sempre di meno, non vorrei, non voglio pensarci ma... dopo, a Chi potrebbe toccare?
E poichè di certo non si può vivere con questa sorta di sindrome dei 10 piccoli indiani, ho girato pagina con discreta convinzione anche se a volte basta un alito di vento per riportarla indietro.
Stasera "vagabondavo" in rete, passavo da un sito ad un video, poi alla fine ho fatto sosta come sempre su fb. Ad un certo punto è stato pubblicato un video in cui si vedevano nell'atto di partire per il cielo tanti palloncini colorati... era accompagnato da alcune parole serene, direi quasi allegre con cui si faceva riferimento ad un saluto prima di andar via... lassù in cielo. Era il saluto di Chi partito, ugualmente continuava a... esserci perchè grande era stata la Sua testimonianza di forza, della gioia di vivere capace di trasformare una lunga malattia in opportunità inaspettate, in un dono meraviglioso... immenso.
Dopo il video, senza volere ho spostato lo sguardo verso la colonnina degli Amici in chat e ho visto accanto al Suo nome il "pallino verde"... avrei potuto comunicare con LEI, in cielo! Non ho resistito e Le ho inviato una "faccina sorridente" e un "cuore". Credevo il Cielo così distante da non poter sperare una risposta immediata... invece così non è stato...

sabato 1 giugno 2013

L'ho sentito ripetere non più tardi di qualche ora fa... neanche a farlo apposta perchè ci pensavo proprio stamattina... "Decidere di fare volontariato in un reparto oncologico è come firmare un contratto..."
Effettivamente... occorre impegno, assiduità... costanza di intenti... ed equilibrio, aggiungerei io, per restar ben saldi nella fiducia e non perdere in serenità.
Credere sempre, arrendersi mai... anche se mille volte sentito, a questo punto ci sta più che bene.
Credere in quello che si fa, si dice... nella possibilità che sia davvero come si dice di credere, e alla fine o almeno per tutto il tempo che ne parli, la possibilità diventa certezza... e non è più una semplice illusione.
Perchè non importa quanto vivi ma come vivi... un solo giorno può avere l'intensità e dar frutto come una vita intera.
"... è come firmare un contratto", a impegno indeterminato... senza limiti di tempo ed oneri, perchè i volti, le "storie" te li porti dietro e lasciano il segno non fuori ma dentro di Te.
"Sono contenta che sei venuta...", "Perchè... non dovevo?"... sia la "Sua" affermazione che la "mia" domanda erano tanto per dire, entrambe sapevamo che così "doveva" andare. "Ma che c'mport" da sempre conta su di me, ma proprio "me" come figura fisica, si sente rincuorata, ed io da sempre conto su di Lei, soprattutto quando alla mia domanda di come si sente, mi risponde in un modo che è tutto un programma.
Stamattina aveva la mammografia e ci siamo viste in ospedale... "Tutto bene... per il momento, mò andiamo a ritirarci... Che c'mport!"
Niente da dire... è proprio Lei, dalla forza di una roccia... la "guerrigliera" che combatte il nemico... non pensandolo proprio!
Nel pomeriggio poi, dopo un incontro fra volontari sono stata a far visita ad una paziente operata di recente, Le ho portato delle riviste e simbolicamente la "scatola delle dolcezze" in scala, come quella che porto in reparto al mattino, ma più piccola... all'interno caramelle e qualche cioccolatino. E' stata così felice di vedermi che ha voluto chiamare al telefono un'altra delle Nostre Amiche... per quest'ultima l'intervento è fissato per il prossimo mercoledì.
"Ciao... a me sta andando tutto bene, così sarà pure per Te. Senti... sai Chi è venuta a trovarmi, anzi Te la passo subito... qui c'è Maria, la Nostra Maria... vuole salutarti..."
Ecco... è qui racchiuso, in un semplice "aggettivo possessivo" il senso di tutto, pensieri, azioni e sentimenti... la certezza di sentirsi protetti qualunque cosa accada.