luglio

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sabato 31 maggio 2014

UN MOTIVO CI SARA'

E perché mai tutto si sarà concentrato in questo periodo?
Ricordi ed emozioni... emozioni legate solo a dei ricordi... ricordi che tornano perché qualcosa o qualcuno te li fa tirare fuori come indumenti al cambio di stagione, profumati del bouquet che non usi più.
Così ritiri l'esito di un esame che per la prima volta non è proprio esattamente sovrapponibile a quelli precedenti, e cominci a pensare alla delusione, l'ansia e lo sgomento per una cosa che non è andata come pensavi... e poi alla residua lucidità che analizza, formula e conclude, fa prendere una decisione e ti spinge ad "andare" per "continuare", e alla fine, si spera... non pensarci più. Come è già stato.
E un motivo pure ci sarà, se quasi in contemporanea  in "quella stanza" mi ritrovo con una delle pazienti più riservate, composte e dignitose... con un filo di voce e gli occhi più che lucidi anzi "in pianto". Così non l'avevo vista mai.
Le chiedo... perché? Mi risponde... è l'ultima, e il "perché" non so.
Sento brividi lungo la schiena. Pensarci è inevitabile... tornare indietro a quel giorno, più che naturale.
Per me fu lo stessa cosa... alla fine del percorso, un pianto a dirotto senza un "perché". Ne registrai immediatamente le emozioni, per riviverle nel tempo quando fossi tornata a rileggere, per non dimenticare...

"...Oggi ho vinto la prima veramente importante. Dopo quattro cicli di rossa e dodici infusioni di Taxolo, è finita! La risposta è stata più che positiva, la TAC non ha rilevato presenza di metastasi ed è finita! Eppure è strano: voglio piangere e piango davvero. Finisci una gara, la vinci anche e piangi. Piangi di gioia, di stanchezza, piangi perché ricordi l'impegno e la fatica che c'hai messo per raggiungere quel traguardo, piangi perché sai che non puoi fermarti, devi andare avanti senza illuderti, senza adagiarti perché la forza va allenata, altrimenti perde di energia ed un'altra volta potrebbe non avere la stessa efficacia. La penso così. Forse è una specie di delirio il mio, ma di delirio in delirio percorro questo cammino, mi pongo delle sfide e le vinco. Per ora è 1 a 0 per me, però so che devo stare all'erta, cauta, guardinga, ma serena. Ed ecco che ritorna la " serenità " a farla da padrona..."

Così scrivevo allora, e mi ritrovo tutta... specialmente con la serenità che ritorna, sempre per fortuna.
Nonostante le ansie, i dubbi... il leggere e rileggere un referto quasi si potesse cogliere nelle parole la benché minima sfumatura cui "attaccarsi"... al negativo per distruggere il "peggio" che mai vorresti, e subito dopo al positivo per vivere trionfante un'altra vittoria.
E alla fine sicura che così sarà... senza false illusioni mai, bensì con quel cauto ottimismo che ogni volta fa da ricarica.

giovedì 29 maggio 2014

PRENDIMI PER MANO...

Ogni volta è proprio come è scritto su quel foglietto "rosa"... "Visita Oncologica successiva alla prima".
Già, è così... ed erroneamente pare che da quella "prima", altre non ce ne sono state affatto... e non si tratta certo di una o due. Si affrontano i controlli che portano al FOLLOW UP... sperando con esito positivo... sempre con quell'ansia che un po' ferma il respiro e fiacca le braccia, anche se il tempo passa e dà man forte alla speranza che si fa concreta. E quante e quali sono le emozioni che si accompagnano al minimo "sentire", non si può dire. Si passa dal "pensiero" all'improvviso che si fa carico di altri in una spirale senza uscita, alla conseguente reazione quasi "menefreghista"... tanto non serve a niente, meglio non pensarci e poi... di nuovo a me?!... se ho già dato!
Intanto il "periodo" passa, e se altra "proroga" c'è stata tutto si azzera e torna come prima... o quasi.
Bene... di tutto questo sono consapevole, in quattro anni un po' le ossa me le sono fatte, eppure... non mi cambia niente. Pensierosa, vulnerabile, a tratti scontrosa... e poi di rimando più disponibile all'ascolto, perché anch'io vorrei essere ascoltata, "diversamente forte" altrimenti non potrei dare forza, "dolcemente affabile" è ovvio... sennò farei meglio a chiudermi in casa e aspettare la bonaccia.
Così continuo ad... andare per quella strada che sento sempre più mia, che sia insidiosa o meno... erta o in discesa.
E incontro... quanta gente incontro...
... il "ragazzo" di due anni più giovane di mia figlia, di due anni più anziano di mio figlio, mi si stringe il cuore a vederlo così senza capelli, mi sorridono gli occhi mentre mi fa vedere la foto della Sua bambina, mi ricarico di speranza per l'entusiasmo che ci mette nel voler tornare in corsa, perché... "dopo tutto questa è una parentesi, ed io c'ho troppo da fare... "
Mi ritrovo poi con quel signore visto tre settimane prima... ma è Lui o non è Lui, mi chiedo... "Hai visto...? addio, capelli...", " E' vero, ma sono capelli... ricresceranno, e poi certi uomini stanno anche meglio...", non mi lascia finire, "... sicuramente non ce li avranno come li avevo io, belli e ondulati... tutta un'altra cosa".
Solo qualche passo e vedo in una stanza l'Amica a cui sembro "diversa"... non so perché non so in che senso, ma diversa... e me lo ripete ogni volta... "... si, sei proprio diversa", e... forse per premiarmi?...  ha detto, "... vieni a trovarmi, dai. Tra un po' hai quel matrimonio... ti do un vestito dei miei, così non spendi niente..." Io le sorrido e dico che andrò di certo ma non per il vestito... solo per Lei, e mentre penso all'impossibilità della cosa anche per la taglia così... "diversa", colgo in quell'invito esplicito, l'altro sottinteso... lo stesso di tutte le persone che incontro, lo stesso mio...
... prendimi per mano e portami con Te, nel Cuore e nei Pensieri... nelle Tue giornate.

domenica 25 maggio 2014

DISPONIBILITA'

Ma l'essere "meno indisponibile" sarà come essere "più o meno disponibile"?
Me lo chiedo e analizzo entrambe le espressioni.
La prima presuppone che comunque non si è disponibili... quindi in pratica non si è apprezzati come chi è disponibile... più o meno.
Ma forse servirebbe riflettere riguardo a che cosa e quanto in entrambi i casi si possa essere indisponibili... meno, o disponibili... più o meno.
Non conta forse, pur nella possibilità di errore... il criterio individuale?
Chissà...!
Lo dico a te, che sembri essere la "meno indisponibile"...
Sentita così, immediatamente mi era venuto di rispondere... pure!?... poi mi sono trattenuta, non era tempo e modo per ribadire un concetto tante volte espresso. Faccio quel che devo fare ma solo se a me pare opportuno.
Sono forte, è vero... più che forte, dotata di uno scudo paracolpi sul Cuore, sento le fitte ogni volta ma non restano cicatrici. Perché gli eventi dolorosi e tutto ciò che li precede e segue, rimbalzano e cadono nel vuoto... resta solo un'"ammaccatura" appena accennata, a ricordo di quel che è stato.
E gli "esiti" diventano "filtro" per quel che pare opportuno o meno. Anche come "segni" portano peso, perché col tempo sono tanti e tanti, e lo "spazio" dentro senza lividi è sempre più esiguo. Di conseguenza... penso e ci ripenso, approvo e subito dopo disapprovo ciò che io stessa ho deciso. Dico... ma si, poi si vedrà, e intanto vedo già e mi ritrovo a ripetere... chi sono io per decidere, col rischio di "calpestare" un animo percorso dal dolore e dalla ripetuta angoscia?
Per questo, va bene si... non sembro ma sono la meno indisponibile, se questo vuol dire pensarci bene e poi fermarsi ad accarezzare e non andare oltre.

venerdì 23 maggio 2014

IN PUNTA DI PIEDI...


Da soli veniamo al mondo, da soli ce ne allontaniamo.
Ma non in solitudine dovremmo andare via... e quando succede,
è come non avere scelta e poter solo dire...
Scusate, tolgo il disturbo.
Anche se non ve ne accorgerete.
Ho fatto appena in tempo a salutarti, stamattina... quasi mi avessi chiamato.
Senza un filo di voce e con lo sguardo fisso, sono sicura che il Tuo pensiero comunque c'è stato, la volontà di metterti a nudo sempre, come quella volta che mi confidasti con spudoratezza di non avere ormai più alcun pudore. Non per sfacciataggine però, ma per quella innocenza ritrovata che solo i bambini e gli Angeli posseggono. 
Oggi, hai deciso di fare quegli ultimi passi indietro, e... in punta di piedi sei andata via.
Nel posto che hai desiderato Tu, ad opera di Colui che Tutto vuole e sa.

mercoledì 21 maggio 2014

BELLI BELLISSIMI... E PURE SIMPATICI

Angelo e Angela... ricordate?... avevo dato loro questi nomi perché l'uno custode dell'altro.
Non è passato molto tempo da allora, e uno di questi giorni li ho incontrati di nuovo.
E' incredibile e straordinario come ogni volta "persone speciali" possano apparire ancora più speciali. Senza limite.
Una malattia condivisa, nel senso che si sono ammalati quasi in contemporanea... un sostegno reciproco, ognuno secondo la propria capacità e forza... persino la chemio vissuta insieme nello stesso giorno e nella stessa stanza, per gentile concessione o... pietà del primario. L'altro giorno però erano divisi, ed io ho ironizzato parlando con Angela, incontrata per prima...
Come mai... "separati in casa"?
"Separati mai, perché uniti col pensiero... solo "preferenze" diverse, a lui piace stare "in poltrona", io amo il letto... così c'hanno smistato...".
Mi aveva accolto Angela con il solito sorriso e il "grazie" di sempre...
"Grazie perché ci siete, Voi tutti a risollevare i nostri animi così tesi, a donarci un sorriso e parole di speranza..."
... ma Lei ringrazia sempre Tutti per tutto, e non smette pure di ripetere il Suo "grazie di esistere", ad Angelo...
"... non so che cosa ne sarebbe stato di me senza di Lui. Ancor prima del tumore sono stata in depressione... e mi è stato accanto sempre e mi ha risollevato. Non sapeva cuocere un uovo al tegamino e da quando mi sono ammalata cucina e non solo... è un vero chef... il mago dei risotti, e le tagliatelle coi funghi sono il suo piatto forte. E' sempre allegro e positivo anche se è malato come me...",
e poi Angela si commuove...
"... non so perché, ma quando penso a tutto il bene che mi dona e alla Sua costanza nel tirarmi su il morale... beh, mi viene da piangere. Mi succede anche in Sua presenza, allora mi chiede...
e che succede? a cosa pensi? A NOI andrà tutto più che bene anzi benissimo, perché siamo... belli anzi bellissimi...
Così risponde anche a chi gli chiede come stiamo... e di rimando, cosa strana, dopo "il siamo belli anzi bellissimi", tutti rispondono... e pure simpatici. Lui è così... per grazia di Dio... ed io lo amo ora più di allora... quando lo incontrai, lo sposai e per Lui fui madre..."
Dopo un po' mi sono ritrovata con Angelo, al solito ironico e sornione... ma io ho replicato...
Non aggiungere altro, di Te oggi ho saputo davvero tutto, e non ultimo che Angela Ti ama alla follia.
"Grazie, lo so... è ricambiato. Ma mi raccomando... acqua in bocca... che nessuno lo sappia in giro!"
Peccato che solo quel giorno di ogni cosa, oltre me, erano state informate almeno dieci persone... senza contare i medici e le infermiere.
Amore senza limite come il loro essere persone assai speciali.











domenica 18 maggio 2014

DOMENICA E'... SEMPRE DOMENICA

Ed è sereno... anche se non so... sarà stabile?
Fino a ieri pareva autunno, pur con tutta la luce che la stagione vuole.
Prima di andare a letto persino la tisana l'ho bevuta più bollente, a... "scotta lingua", per riscaldarmi e dare pure conforto al Cuore... in parte è andata bene, per il resto un po' meno. Ma lo prevedevo perché mi conosco, e so di essere tosta, refrattaria e non facile a metabolizzare se non ho elaborato a sufficienza.
Per oggi poi, era previsto un cielo nuvoloso e qualche goccia, ma così non è stato. A parte il vento che qui è consuetudine, il cielo è azzurro e la temperatura mite.
Non sempre il prevedibile "è", anzi... accade il contrario, l'imprevedibile sorprende e tante volte è meglio di ciò che si aspettava. Tant'è... restare sempre in speranzosa attesa.
Venerdì un po' diverso... sabato strano, oggi domenica... come definirò stasera questa mia domenica?
Me lo chiedevo stamattina quando ho aperto gli occhi. Per fortuna un certo tipo d'interrogativi s'affacciano solo nei periodi di  "riflessione massima", altrimenti lo stress della continua ricerca porterebbe all'esaurimento non solo delle risposte ma anche dell'equilibrio.
Poi... mi alzo o resto ancora un po' ad oziare? MI ALZO, ed è raro che io sia così decisa.
Pronta a decidere... a mettere i piedi a terra però lenta da non credere... Un dolore simile a quello che ti lascia lo stare seduto a lungo sul sellino della bicicletta mi rallentava ogni movimento.
Ma... va bene, devo alzarmi lo stesso perciò è meglio che lo faccio subito e nonostante la "pedalata notturna".
 Finalmente così sono in piedi.
Piano piano si avvia questo nuovo giorno... cappuccino e cornetto per incominciare, le faccende di casa e il pranzo da preparare.
Ma mi sento tranquilla... il cielo è sereno, lo sono anch'io. Tanto che mi metto subito ai fornelli... oggi ravioli con un buon sugo semplice e leggero. Meglio non esagerare.
Ancora, per finire... macedonia di fragole con panna. Per esagerare.
 E l'armonia degli odori si spande rapidamente per tutta la casa ancora addormentata...

sabato 17 maggio 2014

UN NOME... LACRIME E UN SORRISO

Questi ultimi giorni sono stati così densi di "note" che non saprei quasi da dove prendere il discorso... può essere anche venga fuori senza ordine preciso e alquanto strampalato. E' per me tempo di controlli periodici, e come sempre il pensiero mi prende e nello stesso tempo si fa strada, senza che io possa ovviamente controllarlo. Ma questo è... e tanto sarà, e per fortuna nei mesi d'intervallo tutto si cheta, anche la mia fervida e veloce "fantasia".
A volte penso a come potrei sentirmi se non avessi sempre "Cuore" e "Mente" distolti da me e da ciò che mi riguarda... starei senz'altro peggio, perché vacillante a causa di "paraocchi" egoistici e limitanti. Pur tuttavia è anche vero che in alcuni momenti, fragile come sono, divento vulnerabile e facile all'abbandono emotivo.
Come è capitato giorni fa, appunto...
In una stanza incontro un paziente per la prima volta... è in compagnia di altri due, offro a tutti caramelle e tutti ne prendono, ma mentre gli altri cominciano a far battute e parlare allegramente, Lui accenna un mezzo sorriso e resta in silenzio... per un po'. Mi avvicino discretamente per salutarlo e andare via, e a questo punto racconta la Sua storia che subito appare come la "summa" di tutto il dolore possibile. Tumore... Lui, due dei Suoi figli con malattie serie per fortuna superate, ma l'"apice" è raggiunto quando afferma di aver subito una "batosta" più grande... il colpo di grazia per l'intera famiglia.
"Mia moglie se ne è andata...", nell'immediato resto più che perplessa... è vero, succede che il coniuge malato venga spesso lasciato solo, ma di solito è l'uomo a comportarsi così, una donna lo fa assai raramente... perché di natura "accudente" perché paziente, ma soprattutto coraggiosa.
"... è andata via?", quasi sussurro. Lo sguardo improvviso e rapido dell'infermiera presente nella stanza, mi fa realizzare la verità ancora prima che sia Lui a comunicarmela.
"... è morta un mese fa... un attacco cardiaco. Negli ultimi tempi si era fatta carico di tutto, senza mai farci pesare nulla. Non ha retto. Ora mi restano i figli... un ragazzo ancora da sistemare, due figlie sposate con bambini. Ogni giorno siamo tutti insieme, pranziamo insieme, e il ricordo di Lei è vivo come una presenza..."
Resto senza parole... ma qualcosa devo pur dire. A malapena viene fuori... mi dispiace.
Poi Lui riprende...
"... è dura, è assai dura per me adesso continuare. Mi sento solo, ma non perché io lo sia davvero, mi sento solo... dentro, come avessi un vuoto. Mi manca tremendamente. E poi c'è una cosa che mi fa rabbia... andare al cimitero con l'ansia di trovarla, e invece ritrovare me, impalato come un povero illuso davanti ad una lapide di marmo. E' freddo il marmo... è freddo tutto intorno. Preferisco restare a casa, tirar fuori dalla tasca la fotografia che porto sempre con me, guardarla... e parlarle coi pensieri..."
Le parole man mano gli si smorzano... ingoia a vuoto e caccia indietro quelle lacrime appena accennate negli occhi.
Sento che, se non vado via in fretta... io non potrò fare altrettanto. Solo qualche parola ancora, poi gli tendo la mano...
"Ciao, allora... ci vedremo alla prossima. Il mio nome è Maria".
Mentre mi stringe la mano, gli si apre un largo sorriso... "Maria... anche mia moglie si chiama così. Maria."
Ora davvero "devo" andare...
Un solo passo, e sono fuori dalla porta.

venerdì 16 maggio 2014

... TU CI CREDI VERAMENTE!?

All'improvviso mi è venuta la voglia di mettere i piedi nudi sul pavimento.
E' freddo... e posso sentirlo.
Sono uscita sul balcone... con le braccia nude, e il vento esagerato le ha accarezzate senza che lo avessero domandato.
Mi sono guardata allo specchio... e sul volto nudo due lacrime amare da asciugare.
Non dovevo venirlo a sapere così, per caso e all'improvviso... che non c'eri più.
Ti ricordi quando la prima volta Ti dissi di tener duro, Ti parlai di speranza? Mi guardasti con gli occhi lucidi ed un sorriso...
... sei forte sei... tu ci credi veramente!?
e per non farmi restare male, un po' cominciasti a crederci anche TU.
Da quel giorno, ogni volta mi salutavi con quella frase, e Ti aggiustavi il ciuffo sulla fronte, e pensavi a quello che mi dicesti TU...
... peccato, non lo vedrò diventare un uomo.
Allora ricomposto, e guardandomi al di sopra degli occhiali colorati, ripetevi...
... tu ci credi veramente!?... e se ci credi TU...
Ed ora sto a chiedermi... chissà, se quel libro appena iniziato, l'hai poi terminato.
Un abbraccio... fin là dove sei, Amico che non sarà mai dimenticato.

lunedì 12 maggio 2014

SOLO E PENSOSO...

Mi era capitato di tutto... qualcuno che in tutta fretta trovava scampo nel bagno, oppure fingeva di dormire o addirittura si copriva gli occhi con una sciarpa... pur di evitare la forzata intrusione estranea, ma che mi si accogliesse coi versi di Petrarca, proprio no... né l'avrei mai immaginato.
"Solo e pensoso i più deserti campi vo mesurando a passi tardi e lenti... e poi non la so più..."
Nemmeno io... ho replicato... come del "5 maggio" ricordo solo i primi dieci versi.
Improvviso afflato poetico o semplicemente reminiscenze scolastiche?... probabilmente da parte di quell'Amico un modo come un altro per "rispondere" con disinvoltura alla mia innocente ma non so fino a che punto opportuna, invasione... e il mio seguirlo nel Suo verseggiare come assecondarlo docilmente, quasi per chiedergli scusa.
Poi però, abbiamo preso il liscio... e non c'è stato più alcun imbarazzo... davvero.
Finalmente... ma tutto è da capire... il "prima" e il "dopo" perché si può fare pure un gran parlare, ma quella sensazione di disagio per contrasto di emozioni con pudore celate, pesa nell'immediato, ma poi con rapidità viene scordata e superata quando dall'altra parte si riconosce il proprio "simile".
E' così...
... ci si lamenta della solitudine, ma poi si vuole essere soli per dare spazio ai pensieri, prima angoscianti, subito dopo ridimensionati, a volte persino sfocianti in lucido delirio.
 Con che pretesa può invadere un animo desertificato dalla sofferenza, chi non capisce e capirà mai?
Ognuno ha i suoi tempi... e quando ci si trova a fare i conti con la propria morte perché è sempre più presente nel pensiero, allora si... diventano assai lenti come i passi stanchi di Chi vuole ritardare l'arrivo.

domenica 11 maggio 2014

UNA PICCOLA FIAMMA SEMPRE ACCESA

... la piccola fiamma continuerà a... restare accesa e brillerà tutte le volte che vorrai.
Sono parole pensate per un Amico che proprio oggi ha perso la Sua mamma.
Non c'è tempo giusto o età "adatta" per perdere l'affetto più grande della vita, si soffre sempre, anche se non si pensava possibile... enormemente, e quello che si prova nell'immediato è disorientamento e la "quasi certezza" d'aver perso tempo ed occasioni giuste.
Vorresti poter tornare indietro e recuperare tutto quanto... le carezze e i baci da bambino, i rimbrotti e le raccomandazioni di quando eri più grande, persino il maglioncino che ti piaceva tanto, sferruzzato da Lei o il costume per il Carnevale, cucito con gli avanzi di stoffa... perché di soldi ce n'erano pochi ma qualche spicciolo avanzava sempre per una busta di coriandoli e una trombetta.
E poi senti un vuoto dentro... un vuoto fisico perché quella voce ed anche il silenzio compagno delle lacrime non potrai udire più.
Ti manca TUTTO di LEI... anche quello che non avresti voluto vivere con Lei e per Lei.
E T'appigli ai ricordi, quelli belli... e Ti sforzi fino a far scoppiare la testa per riprodurre il tono della Sua voce perché possa continuare in Te e chiudi gli occhi per rammentare ogni particolare fisico e non scordarlo più.
Gli ultimi istanti di quella Vita che si spegne sono poi quelli che restano impressi a fuoco... il pallore, il sudore sempre più gelido, un respiro forzato, l'espressione della non coscienza... l'ultimo scintillio della candela prima del buio.
Quando Tutto è finito resta il dolore, un disagio latente... perché va il mondo che avrebbe dovuto fermarsi almeno per un attimo...
...è volata in Cielo una mamma... è una cosa importante che merita rispetto.
Ma non è così o meglio è cosi che si rispetta una Vita che non c'è più... continuando a... Vivere per la Vita stessa.
Del resto siamo TUTTI in cammino verso una meta, prima o poi c'arriveremo.
Lungo il cammino qualcuno si ferma, è stanco.
Noi andiamo avanti, voltandoci indietro ogni tanto finché non lo perdiamo di vista.
Sereni... perché dopo il riposo riprenderà il cammino, a passo lento e stanco... ma lo riprenderà verso quella meta.

giovedì 8 maggio 2014

LE MIE DUE REALTA'

Procedono affiancate, ugualmente importanti e da considerare nella propria identità. Delle due, forse solo una da ridimensionare... volta per volta... finché Dio me lo concederà.
L'ho detto anche pubblicamente ad un'assemblea, al convegno che il GAMA (gruppo di auto mutuo aiuto) di cui faccio parte, ha tenuto qualche tempo fa... il mio intervento è in doppia veste, paziente oncologica e "guaritrice ferita"... non a caso insieme anzi inscindibilmente unite, anche se sento più mia la prima condizione.
E sarà per questo... perché assai coinvolta emotivamente, che mi sembra assurdo programmare ciò che va fatto come suggerisce il Cuore.
Volontariato... a dire la verità questo termine mi è sempre piaciuto poco. E' pretenzioso, per alcuni persino inadeguato... è quasi pomposo. Poi, diciamola tutta... puoi mettercela quanta ne vuoi di volontà, ma se non sei "tagliato"... questa non ti basterà di certo. A volte capita che me lo chieda anch'io... ma faccio bene sempre o sbaglio spesso?... la volontà c'è, ma errare è umano... ed allora vado in auto-verifica per smussare spigolosità, alleggerire toni, potenziare capacità. Perché non è facile, e condividere parte di un percorso ostico, fatto di alti e bassi, illusorie esaltazioni e cocenti delusioni, è quanto di più doloroso e coinvolgente possa esserci. Eppure devi essere più forte di Te stesso... e non lasciarti andare, altrimenti vai incontro al più grosso "flop" della Tua esistenza, il che nel mio caso sarebbe quasi devastante.
IO... quel percorso accidentato l'ho già fatto e quasi sempre contando sulle mie uniche forze, e so bene quali parole avrei voluto sentire, di quali sorrisi cogliere la carezza... non potrei concedere a me stessa il lusso di risparmiarmi.
D'altro canto IO, da sola... non sono altro che una "micro-cellula" che ha bisogno di aggregarsi, "fare quadrato" con altre dalle medesime finalità per raggiungere il massimo possibile dell'efficienza. Solo in questa ottica vedo l'importanza di mettersi insieme, unire le varie risorse che diverse sono in ognuno...
...occorre però fare chiarezza in se stessi, "mondarsi" di qualsiasi altro tipo di velleità... valutare la motivazione... chiedersi soprattutto quanto si sia "appassionati" non solo all' "idea" ma all' "azione" vera e propria che si realizza in fatti concreti alla luce del sole e non "canti solitari" al chiarore della luna.

lunedì 5 maggio 2014

MA COM'E' IL "CORAGGIO" DELLE DONNE?... forte e sereno, sempre coinvolgente

E sicuramente se Lui pensava alle munizioni, Lei ricaricava il Suo coraggio. Lo aveva fatto per tutto il tempo ed infine erano diventati un'unica forza contro il "nemico".
Se l'uno mostrava remore a lasciare l'altra da sola, questa si premurava a rassicurarlo... vai, che ce ne vuole per ammazzare me. E se Lei, reclinava il capo dolente... Lui offriva la mano per sostenerlo, così... senza mai  stancarsi e sempre sorridente. Perché di certo non poteva tradire la "Sua metà" che gli mostrava come si fa ad essere forti e non per sé soltanto.
Ricordo poi un giorno Lei, presa da un impeto di sconforto e subito dopo di rivalsa e gioia, aveva stretto con le mani il viso del compagno, esclamando... per fortuna che c'ho 'sto santo qua... e si erano abbracciati stretti.
E a me era venuto il magone... come sempre. Eh già, come sempre... è storia che si ripete e non può essere diversamente. Infatti...
... il coraggio delle donne è sereno, anche quando non si è parte in causa e al contrario occorre "supportare" senza dare l'impressione di "sopportare".
Qualche settimana fa ho visto chinarsi per annodare i lacci delle scarpe al compagno una giovane donna... lo faceva con una semplicità di azione nonostante il contesto, che era tanto più simile ad una mamma col Suo bambino. Dolce e protettiva, dallo sguardo rassicurante come per dire... a buon rendere.
Questo di cui si parla... il coraggio che fa sentire nella stessa barca, coinvolgente e mai... demolitore, un valore aggiunto ma possiamo dire anche scontato nella donna, che non è un caso sia stata destinata a dare la vita. Ed è la caratteristica che maggiormente la fa apprezzare dagli uomini veri, che si sentono attratti da Lei quando sa tener testa, scherzare e parlare senza tabù... non vuole accettare compromessi, alza la voce ma poi si fa perdonare, con la dolcezza di un semplice gesto o la brevità di due parole, sintesi unica di mille emozioni.

domenica 4 maggio 2014

MA COM'E' IL "CORAGGIO" DELLE DONNE?... testardo e determinato all'impossibile

Attualmente è il mio colore preferito, ha soppiantato di prepotenza quell'altro che non era manco male, dato che passa per quello della speranza, eppure... guardo quell'essenziale nastro che simboleggia e vuole sdrammatizzare il tumore femminile per eccellenza, quel "nastro rosa", e mi chiedo... ma Chi l'avrà stabilito che il "rosa" fosse il colore per le femminucce e l'azzurro per il maschietto? Che poi già a pronunciarlo... rosa... viene fuori "debolmente" quasi un sussurro, così che per forza di cose lo si accosta alla natura del "genere" che sta a rappresentare... il gentil sesso o volgarmente detto anche debole.
Ma di che stiamo parlando? Davvero crediamo sia così?
L'altro giorno sono stata alla celebrazione religiosa di un 50° anniversario di matrimonio, Nozze d'oro per essere precisi. Niente di straordinario o quasi, vista la brevità di durata delle unioni moderne, nel caso specifico un evento meraviglioso per la storia dei due protagonisti.
Lui e... Lei, quest'ultima in particolare "valorosa combattente" da ben 24 anni, ma anche Lui... coraggioso compagno sempre pronto a fare "ricarica di munizioni" quando la situazione lo richiedeva.
Che dire?... mi sono commossa, ecco. Non ho potuto farne a meno.
Entrambi elegantissimi... Lui, in abito scuro e cravatta, Lei in verde con un foulard in tinta che copriva per l'ennesima volta il capo "mortificato" dalle terapie... un foulard annodato in un modo da fare invidia a qualsiasi diva. E poi... un sorriso che sfidava e una voce che si levava in alto con un inno di ringraziamento... perché era riuscita, caspita se ci era riuscita... a festeggiare le nozze d'oro col Suo compagno di vita, prima ancora di quelle d'argento col tumore.

giovedì 1 maggio 2014

LA QUADRIGLIA

E...dopo la pausa, la "musica" riprende, perché è già tempo di ricominciare.
 Oggi ho tirato fuori dall'armadio tutte le scartoffie, la mia "storia" di diagnosi, richieste di esami, referti, lastre e "diavolerie" varie... il tutto ben catalogato e in vista tra i fogli trasparenti di una cartellina rosa, e poi ancora custodito nella busta del mio negozio di abbigliamento preferito.
Così... tanto per sdrammatizzare. Quando è nell'armadio sembra una maglietta riposta... mentre vado per il controllo, sempre una maglietta... ma appena acquistata, una novità.
Ci risiamo dicevo, perché sono già passati 5 mesi e tra un po' riprende la "danza" degli esami di routine, per quel FOLLOW UP benedetto che mi aspetta 2 volte all'anno, per i primi 5 anni almeno... e poi si vedrà.
E' proprio una danza, che ancor prima di cominciare, ma molto alla lontana... sembra davvero una "quadriglia".
Tu resti fermo in attesa e di fronte tanti fogli di richieste. Poi prendi a muoverti e vai... una data prima ed un'altra dopo, un passo indietro ed uno avanti... alt, si cambia perché non si può. E ancora indietro... cambi sede, poi torna a quella di sempre... un giro, due, tre... e finalmente, la danza si appresta e i "cavalieri" sono al loro posto.
Stamattina erano tutte in fila sul tavolo le "mie" prenotazioni, un paio di impegnative ancora da timbrare, ma via... tutto sommato questa volta mi è andata bene. Qualche difficoltà solo per l'eco-addome, per il resto tutto è filato liscio...
... ma la danza è solo al suo inizio, sperando che proceda come Cuore e Mente intendono... che io possa dire alla fine, dopo promenade e pirulé...
 ...anche per questo giro, i piedi li ho salvati.