luglio

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lunedì 31 agosto 2015

DAVVERO NON SI FINISCE MAI



Emoticon heart 
Se non si vuole finire, accade proprio questo. Si conquista un pezzetto di Eternità.
A pensarci... quanto sarà grande o lunga l'Eternità se è infinita?... un pezzettino è veramente piccolissima cosa, infinitesimale. Nessuno lo vede né se ne accorge, eppure serve, eccome serve per non essere dimenticati... non finire mai.
Stasera ero in dubbio se scrivere o meno di questo argomento. Di solito preferisco concludere un giorno di festa con un tema piuttosto leggero, che regali un sorriso, poi in verità non ero convinta fosse il caso nemmeno in altro momento della settimana, perché ribadire certi concetti qui, in questo spazio può far pensare a un che di morboso ed esasperato, mandare in crisi... questa era la mia preoccupazione.
A tal proposito ho ricordato un "dono" che mi fu fatto da un medico quando fui al termine del mio percorso chemioterapico... una "sintesi di emozioni" su un cartello che avrebbe dovuto accogliere i pazienti all'ingresso del nuovo reparto. Poi c'aveva ripensato, parlare di malattia ma soprattutto di Morte anche in modo non esplicito, poteva disturbare, turbare e inquietare... non essere accettato. Il cartello non l'avrebbe messo più e per questo lo dava a me.
Memore di quell'episodio non avrei voluto nemmeno io fare più ciò che avevo in mente da alcuni giorni, ma alla fine mi sono decisa anche perché è cosa che ho già pubblicato sul mio profilo e qualche Amica che non avrei mai detto, l'ha apprezzata ed anche parecchio.
Nonostante ne fossi l'autrice, per scrupolo ho letto più volte le poche righe, e in quella "fine" c'ho trovato speranza a iosa, ancor più di quanto era nell'intenzione.
La Speranza che annulla ogni paura e fa sentire un "passo avanti" o un "gradino più su". Quella grande che va oltre la Vita e pure la Morte.
Ed è così, non si finisce mai se con tenacia quasi ostinazione, lasciamo dietro di Noi mentre si va... "briciole di Vita".
THE END
Ho preso la mia "storia" e ne ho fatto un film.
Quotidianamente ne scrivo il finale, ne tengo una parte e il resto lo metto via.
Credo sarà il più bel "THE END" che potessi sperare.
Ogni giorno come l'ultimo...
e tante "briciole" di Vita da salvare.
nb... I due testi apparentemente hanno poco o nulla in comune. Di sicuro comunque c'è la speranza di continuare a... vivere anche dopo, nel ricordo.
Un pezzetto di eternità...

domenica 30 agosto 2015

SECONDA OPPORTUNITA' O... AVVISO DI GARANZIA?


Emoticon heart 
Seconda opportunità è l'espressione che sentii ripetere da subito, riferita a me quando le cose sembrarono mettersi al meglio, ripetuta ad Altri che magari non avevano saputo approfittarne, viverla come si doveva.
Avviso di garanzia, sostenevo e sostengo ancora io... convinta.
La vicenda capitata a me come ad Altri, potendo raccontarla, altro non è che questo.
All'inizio abbiamo temuto, poi ce l'abbiamo messa tutta per dimostrare che con quel "momento" non c'entravamo affatto, e capitati per caso in una "parentesi" ci siamo concessi il tempo per riflettere su ciò che era da recuperare.
Sia l'una o l'altro in un certo senso ci si può considerare fortunati... e però bisognerebbe pure considerarla sempre la buona sorte toccata, non dimenticare tanto in fretta un "esito positivo" a vantaggio della tristezza per le vicissitudini trascorse. Alla resa dei conti queste ultime sono archiviate, e quel che vale è solo il beneficio al presente, cui si è giunti con la sofferenza che non si vorrebbe vivere mai più.
E invece... passa il tempo e spesso si commettono gli stessi errori.
Ti chiedi... ma non ero cambiata? Cambiare proprio è un termine grosso, importante... diciamo piuttosto che, una lunga "pausa" imposta c'ha dato il tempo di prendere visione di varie "possibilità di scelta". Scelte positive e benefiche per Noi stessi e non solo.
Ovvio che in quella situazione, ricordi e rimorsi, rimpianti e "mea culpa" portano a rivedere ogni posizione e atteggiamento. Più semplicemente... ero inquieta perché vivevo "quello", insoddisfatta perché ogni desiderio restava tale, "prigioniera" di me stessa e degli altri... mi sono quindi ammalata. D' ora in poi sarà il contrario e la mia vita cambierà.
E fin qui ci siamo... e un po' il cambiamento è anche in Te.
Poi la vita riprende, gli Altri scordano più o meno consapevolmente, Tu continui invece a ricordare, e per stizza e moto di ribellione, scordi propositi e promesse.
Capita anche a me, non lo nego... a volte mi prende la mano, divento irritabile e lamentosa, ma basta un volto rigato di lacrime, un paio d'occhi spaventati, e quella stessa mano ingrana la "retromarcia".
Non so se definirmi a questo punto favorita, privilegiata... mentre qualcuno mi dà della masochista... vuoi farti del male, mi dicono. Non so.
Forse ciò che mi riporta sulla "via giusta", quel "dolore riflesso" serve a farmi capire ciò che la Mente a tratti oscura per proteggersi. Mentre danneggia tutto il
resto... la "pienezza" di una seconda opportunità.

sabato 29 agosto 2015

PER QUEL CHE ACCETTI...



Emoticon heart 
E' strano ciò che spesso accade. Si vivono i migliori anni nell'ansia con la paura che arrivi qualcosa a stravolgere l'esistenza, addirittura quando il pensiero dell'eventuale e possibile si affaccia, si manda via con distrazioni che non sono proprie, assurde vacuità che lasciano amarezza e insoddisfazione.
Sarà... non sarà? A me non può essere... e se invece, sarà?
Si evita di sapere, si gira alla larga da medici ed analisi, non parliamo degli ospedali... anche la visita ad un parente diventa una sofferenza.
E il "Temuto" giunge e trova già stremati da un logorio lento e inutile.
Fu così per me. Ogni volta che sentivo parlare di tumore o nello specifico, di un caso al seno... mi facevo domande e mi davo risposte secondo convenienza. No, a me non poteva essere... nessun caso per parte materna, e nemmeno paterna. Oddio... al seno, no... però ad altri organi... ma sempre dalla parte di padre. Non si dice che per il seno la familiarità è per via di madre?
No no no, per questo non potrà essere...
E stavo lì a palparmi pure, e non è detto che non avessi sentito proprio nulla, a questo punto non saprei, di certo se la Mente non accetta, è come finire in un pantano o, ancora peggio, nelle sabbie mobili. Non ti muovi e affondi.
E stavo per affondare appunto... e quando per un pelo mi hanno tirata fuori, sono cominciati i sensi di colpa, i rimpianti e ho preso a provare vergogna, non del male ma di me stessa, per l'atteggiamento da ignorante che tale vuol rimanere, e da vile che ha paura di affrontare.
In seguito le cose, come è noto, sono andate in modo diverso, ho fatto la mia scelta di chi non aveva più nulla da perdere... se non ora, quando?
Il "quando" fu in quel momento, senza ripensamenti e con coraggio... senza mai dire, perché proprio a me o... Signore, ce l'hai con me?
Era il momento dell' Agire. I pensieri erano tutti esauriti, solo qualcuno ancora in fase di rottamazione. Per non piangersi addosso.
Perché davvero non c'è niente di peggio, toglie le forze a Chi versa quelle lacrime inutili, e pure a Chi assiste, e con le energie si perde anche la pazienza e si diventa diretti... forse troppo...
Dite che ho esagerato...? Mi ha chiesto una figlia che sfinita dalle continue lamentele della mamma per gli effetti collaterali della terapia, era esplosa in un... vuoi capire si o no, che non stai facendo una cura di bellezza? Tu hai un tumore, è per questo che ti curi!
Un po' si, aveva esagerato... o meglio, io non avrei detto proprio così, però è anche vero che a volte uno "scossone" serve più di un lenzuolo per asciugare lacrime, quando sono troppe e non capiscono ragione.
Il primo passo di un Agire fruttuoso è sempre Accettare quel che è. Gli eventi non si scelgono... avvengono. Non si possono cambiare, ma si può scegliere di cambiare atteggiamento, e se prima in animo...timido agnello, all'improvviso e senza esitazione, Tigre o Leone fino al successo o allo sfinimento.
Per una Dignità senza rimpianti né rimorsi.

venerdì 28 agosto 2015

4 PASSI... A GUARDARE NUVOLE


Emoticon heart 
Devo essere sincera, i passi saranno stati più di 400 però le nuvole c'erano e tante. Di quelle che sono solite navigare nei cieli di montagna, dalle strane forme che cambiano mentre sei con gli occhi in su e cominci a fantasticare.
Col cellulare ho scattato diverse foto, ne farò un album... chissà.
Un giorno da raccontare con le immagini, per ognuna un'emozione o uno stato d'animo... una breve didascalia e un Cuore fitto di serenità.
Perché fitto e non pieno?
E' l'insieme di attimi stretti, che sembrano niente, a donarla, non te ne rendi perfettamente conto...
Sei tranquilla, ti guardi intorno e sorridi alla bimba nel seggiolone al tavolo del ristorante, mentre ascolti i genitori che parlano in inglese e dici... sono stranieri, quanto sono giovani e simpatici. E poi ricordi quando giovane sei stata anche Tu, coi bimbi piccoli, tanto entusiasmo e la vita che pareva non dovesse finire mai.
Pensieri e ricordi che al massimo suscitano nostalgia ma nulla tolgono alla serenità. Finalmente non devi più aspettare per goderne, e sì che l'hai meritata, guadagnata con fatica, e non solo per la malattia.
Hai fatto gran parte del percorso, raggiunto traguardi non senza sconfitte, ma ora ci sei e puoi andare solo avanti.
E stamattina su quel lungo viale lastricato a pietre simili a ciottoli, continuavo a passeggiare, andare avanti... ogni tanto a guardare il cielo. Tante nuvole ma non troppe da coprire il sole, un cielo azzurro che pareva quasi trasparente come vetro decorato di una cattedrale. C'è sacralità nella natura a volte... l'ispira quel silenzio coi sussurri degli insetti, il frinire delle cicale, un verde sottobosco e certi frutti pendenti da un albero che non riconosci. Pere o fichi?
Pareva il Paradiso Terrestre.
Un cane corre a riportare il legnetto lanciato dal padrone, è gioioso e contento. Viene spontaneo un altro sorriso. E ti accorgi che non sei mai stata così acciaccata, eppure ti senti bene. Se qualcuno chiedesse in quel momento... come stai?... diresti sempre e solo, bene, grazie.
Ed è così, perché se puoi passeggiare pure in salita e alzare gli occhi a guardare nuvole rincorrersi, non puoi non stare bene, anzi benissimo.
E' la Mente che lo dice e Tu ne sei contenta. Anche ora... mentre le nubi si sono raggiunte, e abbracciate, fanno venire giù le prime lacrime di serenità.

giovedì 27 agosto 2015

SII SEMPRE IL MEGLIO DI CIO' CHE SEI



Emoticon heart 
E si presume Tu sappia che cosa sei, ovvero quale disegno o percorso vuoi portare a compimento. Una consapevolezza difficilissima da raggiungere mentre si è in corsa. Perché sei preso dagli affanni che fiaccano, dalle difficoltà che fanno perdere fiducia, e dalle distrazioni che portano altrove e distolgono dall'orizzonte giusto.
Per me sono passati 3/4 di vita per rendermi conto di qualcosa, e neanche sono del tutto sicura di dare il meglio di me.
Mah... posso dire che m'impegno, anche se a volte mi pare di essere su un "tapis roulant" che mi corre sotto i piedi.
Vero è che la vita non è ancora terminata... ma mi basteranno i mesi, gli anni che ho davanti?
Oggi, sarà pure colpa di un improvviso ritorno di afa, è stata una giornata di quelle che vorresti già dall'inizio non affrontare. E' così... così ti senti e... AMEN, vai avanti nel progredire delle ore senza renderti conto che cosa stai facendo o perché lo fai, fiacca di forze e nella volontà.
Sembra Tutto infinitesimamente "piccolo" a fronte della "grandezza" delle cose che potrebbero essere fatte a beneficio TUO, a beneficio ALTRUI.
Ogni tanto faccio il bilancio di ciò che è stato fino ad ora, da quando ho avuto di me una consapevolezza più responsabile.
In un registro immaginario comincio a "spuntare" le varie voci... le tappe della mia vita. Non sono mica tutte chiare... in ordine e ben delineate, anzi a tratti è caos completo.
Pubertà... adolescenza, giovinezza con crisi adolescenziali tardive. E il sentirmi ripetere, "...vuoi crescere si o no?", mentre dentro di me sentivo che si, forse era meglio restare lì dov'ero, almeno non avrei sentito il cuore battere all'impazzata ogni volta che dovevo cominciare a parlare, persino quando si trattava di chiedere l'indicazione di una via ad un passante.
Timida con un senso di inadeguatezza che mi bloccava dopo mezzo metro dalla partenza.
Poi sono diventata moglie e madre, non immediatamente, ed ero appena uscita dallo stress dell'aria di sufficienza di Chi pensava e non celava... "chissà come avrà fatto, è piuttosto insignificante", che mi ritrovavo esposta ad occhi curiosi che mi volevano col pancione ben in vista dopo soli tre mesi.
Ora questi pensieri a riviverli non mi sconvolgono poi tanto, ma allora per come ero, le situazioni ed altro mi davano il nodo in gola convincendomi che era troppo... TUTTO era troppo per me.
Nel mettere al mondo la mia prima figlia subii un cesareo, soffrii molto per questa cosa, ma del resto non era Tutto troppo per me? Ovvio che lo fosse anche partorire naturalmente... e poi fu la stessa storia per il secondo anche se stava per nascere come le altre creature. Meglio non rischiare, giochiamo d'anticipo e via... e il mio bambino nacque venti giorni prima e per venti giorni si nutrì appena, senza mai piangere solo dormendo. Soffrii molto anche per questa cosa perché mi sentivo in colpa mentre Altri avevano deciso per me, non lo nego per il mio bene ma annullando la mia facoltà di scegliere e decidere.
Un'esistenza poi a vivere una vita che solo in parte poteva essere mia. Avevo studiato, come si suol dire... "fatto le scuole alte", e mi ritrovavo a lavare piatti e cambiare pannolini, tra notti in bianco e giornate a sognare ad occhi aperti, un po' per il sonno perso un po' per le aspirazioni riposte chissà dove.
Sentivo di non essere il meglio che potevo, ma ancora non sapevo perfettamente come e quando sarebbe stato "quel momento".
Perché prima o poi arriva, lo dice una vaga inquietudine, il rincorrersi dei pensieri, il senso di vuoto da colmare.
A questo punto della mia "storia", dopo un colpo ben assestato, credo di aver cominciato a capire. Forse sono sulla buona strada, ma certa sarò solo quando l'avrò percorsa quasi tutta.

mercoledì 26 agosto 2015

MA QUAL E' IL SENSO DI TUTTO CIO'?


Emoticon heart 
Le è venuto di dirlo all'improvviso, mentre enumerava i suoi disagi con disappunto e sorrideva, e pareva tutto fosse esito isterico di una mente esasperata.
Ma qual è il senso di tanta sofferenza, e poi finirà un giorno?
Bella domanda in offerta speciale, due in una... inestimabile perché senza risposta o quasi.
Infatti, nell'immediato sono rimasta senza parole, ho tentato con un... certo che un senso c'è... giusto per prendere tempo e intanto pensavo.
Questi 5 anni non saranno passati invano, qualcosa l'avrò pure elaborata quando in quei "giorni no" mai mi sono chiesta... perché a me?... e direttamente sono passata all'azione... va bene, ora c'è. Dimmi Tu, Padreterno, come posso fare?
E in quella "via" smarrita prima e poi cercata con affanno e alla fine ritrovata, ho scorto con gli occhi della Fede, quella proprio intima che nel dolore addirittura scorda la "formula" della preghiera, il senso di quell' "evento". Che a ben vedere e riflettere, altro non è che il senso della vita tutta.
Non so resistere quando di Vita si tratta... di quella vera che riprendi in mano come un pugno di sabbia appena umida e fai fatica a tenere stretta una volta che è asciutta. Perciò pensieri in successione sono scaturiti come note di una melodia.
La Vita ha un senso solo nell'ottica di relazione con l'Altro, Chi è vicino o capita sullo stesso percorso.
La Vita è quindi "parola" intesa come insieme di parole nel tentativo di comprendere e farsi capire, a volte fruttuoso a volte vano.
La Vita è "accettazione", "serena disponibilità"... "passi indietro" per ricominciare con un "balzo in avanti" nella consapevolezza di un ritorno certo se tanto si è dato.
La Vita è realtà e sogno... speranza ed illusione, da vivere giustamente e in modo equilibrato, "felicemente uniti" nell'emozione, duri essa un attimo o l'esistenza intera.
La Vita è malattia e dolore... rinascita e gioia da cui e per cui giunge Amore, nuovo e diverso, non più circoscritto e limitato entro rigidi e banali paletti, che ha pudore ma non conosce vergogna perché finalmente sa e può mettersi a nudo.
La Vita è restare "fedeli a se stessi" e non tradirsi per compiacenza, in quanto l'Altro sarà proprio per questo che continuerà ad apprezzarti.
La Vita è tutto ciò e tanto altro, personalizzata da Chi la vive ed è felice di esserci.
La Vita è uguale per Tutti nel suo culmine, la Morte a cui ognuno arriva in modo diverso, ma soprattutto con l'impegno di non avere rimpianto alcuno.
La Vita, infine è "Tormento ed Estasi"... come qualcuno scrisse... il Tormento che si dà e torna indietro, l'Estasi che annulla e fa dimenticare il primo nel riportare la pace in se stessi e con Altri.
Il senso quindi di tutto ciò che appartiene alla Vita è da cercare dentro di sé per poi esternarlo. Percorrere con l'Altro in armonia, anche se non sempre stabile, un "pezzo di strada" insieme.
Nella salute e nella malattia... anche questa un'espressione di nota assonanza ma che si espande e davvero va oltre.
Porta l'uno accanto all'altro senza forzatura alcuna, con semplicità. In empatia.

martedì 25 agosto 2015

FINCHE' QUEL CHE SARA' NON VI SEPARI


Emoticon heart 
Espressione di nota assonanza che però richiama ad altro.
E non è mica detto sia la morte necessariamente a separare, forse dovrebbe ma non è norma fissa.
Da dove scaturisce questa mia riflessione e quel che seguirà? Stranamente, quasi fuori luogo dall'aver pensato a lungo a ciò che è stato oggi. L'anniversario della scomparsa di una cara Amica, e il funerale di un vicino di casa. 
Due eventi tristi, quindi ma che hanno messo in luce un sentimento che va oltre. Oltre la morte e il pianto, oltre la vita stessa, ché avendo essa una scadenza si presume l'abbia pure tutto ciò che le appartiene.
Due compagni rimasti soli a continuare il percorso, sereni... incredibilmente sereni perché assolutamente convinti che non finisce qui. Si tratta solo di andare avanti perché la loro strada è più lunga prima di raggiungere la meta, e una volta che saranno là sicuramente ad aspettarli ci sarà Chi è arrivato prima. E si ricongiungeranno, e stavolta davvero per sempre.
Una separazione "momentanea" allora, per quest'uomo e questa donna, persone di sesso diverso ma di identico atteggiamento, perché non è discriminante la mentalità maschile o femminile, quanto l'intensità di un sentimento vissuto come "valore".
Tante volte mi è capitato di sentir dire...
Eh, l'uomo fa in fretta a scordare, subito si consola. Per la donna, invece è diverso... fedele sempre anche dopo.
Eppure io ho visto il contrario, e forse anche peggio... quando la morte non c'entrava ancora.
Così pensavo stamattina... e all'improvviso si è "parata" nella mente una
tesi-domanda...
UOMO E DONNA e non... UOMO O DONNA?
Ho sempre visto ed apprezzato i due ruoli ben distinti, ove l'uno compensa l'altro e intanto dona un po' di quella parte di cui l'altro è carente, così che se ne arricchisca.
Detesto al contrario quando l'uno o l'altro vuol prevaricare, s'impone assumendo l'atteggiamento che non è proprio, peculiarità carpita spadroneggia di quella esistenza e porta l'altro "in catene" suo malgrado, senza che possa rendersene conto.
Uomo o donna... nessuno dei due può riconoscersi nel "ruolo emotivo" se non riacquista lucidità di pensiero e serenità d'animo.
Separati da quel che è stato per capriccio egoistico o assurda presunzione.

lunedì 24 agosto 2015

IO SONO POSITIVA?



Emoticon heart 
In linea di massima direi di si... per lo meno risponderei ai requisiti richiesti.
Ottimista... vivo qui e ora... non giudico né sparlo, do sempre una seconda possibilità. Viaggio a speranza e fuggo dalla disperazione.
Quindi ci sono... sarei positiva e per me domani potrà avere un solo colore, il rosa.
Intanto, come ogni sera sono qui... alla fine di un altro giorno "speciale".
Sono così da "allora" tutti i miei giorni. Eppure diversi, tanto impegnativi con un qualcosa di fatica fisica che alla sera fa addormentare senza pensieri, anzi uno solo... sono contenta.
E della settimana due in special modo sono quelli che mi riempiono le "giornate"... non è un gioco di parole perché è proprio così, sono talmente forti di esperienza e ricchi che posso vivere di rendita per i restanti, e tutto quel che faccio anche banale e noioso avrà un senso.
Stasera però penso a quella mia Amica cui telefono ogni domenica. Non sta affatto bene ed oggi per la prima volta l'ho sentita affaticata che stentava a parlare.
Non ce la faccio più... e a me è caduto "un mondo".
E se non ce la fai più... io come faccio a sentirmi forte?
Si è fatta così coraggio e mi ha detto... non c' penzà, poi passa. Ma ormai è già da un po' che non ripete più, ma che c'mport?
E poi penso e penso ancora, in genere...
a quella donna che mostrava nel volto la "sicurezza forzata" di Chi si era volenterosamente preparato per il "ruolo". Chissà quante volte aveva ripetuto a se stessa... devo essere positiva, devo essere positiva... per non farsi prendere in castagna dalla "brutta bestia" e dai tanti "buoni amici" che sarebbero andati a farle visita per vedere come l'aveva presa. Come se ci fosse una normativa o una regola, o si potesse scegliere da una vasta gamma di atteggiamenti quello giusto. La "batosta" te la prendi e basta, e poi a forza di cerotti e fasciature vai avanti, qualcuno resta attaccato più a lungo, qualche altra resiste meno, ma alla fine dai, il contributo ce lo metti a far capire che si può fare... non è così tremendo come pare.
E di quel signore, proprio quello venuto in mente ora... che dire?
"IO sono positivo, positivo davvero anche se oggi il dottore, meravigliato nel constatare i marcatori notevolmente abbassati, si è lasciato scappare che è cosa strana perché quelli come me, che hanno iniziato con me... sono tutti morti. Meh, va be... non siamo tutti uguali, ho detto io... anche se poi ora ci sto pensando e un po' sto male. Ma sono positivo e continuerò a... esserlo. Tanto, mi dico... che cosa cambia?"
Certo, non cambia nulla perché si può far un gran parlare di casistiche e statistiche, tanto ogni cosa va come deve andare e se uno ha da vivere... vivrà in barba a tutto. Cancro compreso!
Poi alla fine mi sono fatta un'idea, come un pensiero che mi accompagna e sostiene...
Quando qualcuno parla con me e manifesta dubbi e problemi, io ci penso a lungo e vorrei parlarne a mia volta con chi ho a cuore, magari per un consiglio.
Alla fine mi rivolgo a Dio, in definitiva “ci prego” su.
Ma se non avessi Dio fra i miei “interlocutori” mi rimarrebbe il pensiero. Credo che Dio però lo prenda il mio pensiero e lo trasformi in preghiera perché voler riempire di “pensieri positivi” qualcuno deve essere davvero una cosa bellissima.
Quando vedo qualcuno che è giù di corda, la prima reazione è quella di fargli ritornare il sorriso e mi piace pensare che Dio faccia lo stesso. Prende tutti questi “pensieri positivi” e fa una carezza alla persona in questione…e cosa c’è di più positivo?

domenica 23 agosto 2015

I CAPELLI RICCI DI SUOR ORSOLA


Emoticon heart 
Hai visto la suora... hai sentito come parla? Sembra proprio una di noi...
Suor Orsola era appena andata via, e le Sue parole ancora riecheggiavano nella stanza. L'altra paziente che era stata con lei tutto il tempo, non poteva quasi crederci... se non si fosse presentata e soprattutto per l'abito, non avrebbe mai pensato ad una religiosa.
Fa sempre un certo effetto vedere un prete o una suora in un posto come quello... chissà perché. Sembra che la Mente rifiuti tale eventualità, insomma... a persone tanto vicine a Dio non spetterebbe un occhio di riguardo?
Ma la risposta arriva da sé.
E perché poi... tutti sono uguali di fronte a Lui e nessuno è certamente raccomandato, hanno solo una marcia in più quelli che credono, gli uomini di fede. Il percorso di Vita... nel bene e nel male... resta identico.
Quello che vuole il Signore, poco prima aveva detto Suor Orsola raccontando la Sua storia... ed è stato l'unico, chiaro ed esplicito riferimento. Tutto il resto narrato con parole ed espressioni, sguardi e sorrisi, e tradendo emozioni... appunto come "una di Noi". Compresa la caduta dei capelli che la prima volta le erano venuti fuori ricci... ora sperava succedesse lo stesso, da ragazzina li aveva sognati, e poi "grazie" alla terapia per contrastare il male, il desiderio si era realizzato, ed erano tanti ma così tanti da sollevare il velo.
Raccontava e sorrideva... eppure questa è la seconda volta per Lei in 5 anni.
Cinque anni... come per me, ma in condizione diversa ed entrambe diciamo "grazie".
Sicuro, devo ringraziare per ogni giorno da allora in poi. Non mi lamento né mi dispero... a che cosa servirebbe? Me la prendo in pazienza, dopo tutto non va sempre male e continuo a... lottare perché amo la vita, questa che vivo qui sulla terra, e poi ho ancora tanto ma tanto da fare. Va be, che dire... un po' ci spero pure stavolta nei capelli ricci, anche se dovrò tagliarli per via del velo.
Suor Orsola e le Sue parole, l'ironia e il sorriso... il ringraziare per ogni giorno donato.
Per l'ennesima volta... se non fosse stato per il "velo", aveva terminato la terapia una di Noi.

sabato 22 agosto 2015

NEL CESTINO CON LE NOCI...


Emoticon heart 
Da qualche tempo porto anche lo schiaccianoci.
Mi dicevano... va be', non c'è la cioccolata allora prendo la noce. Ma... come la rompo?
Rispondevo che avrebbero potuto farlo con comodo una volta a casa, non avevo lo schiaccianoci. Però restavano delusi e solo in parte riuscivo a compensare con la storia delle 2 metà del guscio, simili a barchette sempre a galla... come 2 di Noi, vicini e forti che non mollano mai.
Poi un giorno mi sono "attrezzata", la vista dello schiaccianoci ha suscitato più di un sorriso e molti consensi, e tante noci sono andate via...
Me ne schiacci una per favore?
Certamente si... e non mi fermo lì. Porgo i pezzi di gheriglio, con minuzia separati dal guscio, in un piccolo tovagliolo.
Grazie... sei molto gentile, ci coccoli, fai sentire bene.
Per così poco!?... pensavo, poi riflettevo e trovavo l'affermazione in fondo giusta. Quei minuti trascorsi lentamente a nettare una noce, costituiscono una "cura" in più... un accudimento tenero, tanto simile a quello dedicato ad un bambino piccolo che ne ha bisogno per crescere e poi trovare "armoniosa autonomia".
Bella spiegazione ho trovato... mi ripetevo soddisfatta mentre col mio cestino andavo e vado da una stanza all'altra, devo spesso darmene una per motivare ciò che faccio, e in un certo senso approvarmi. Non sono perfetta ma cerco di fare il mio meglio.
Stamattina lo ripetevo ad un Amico che era in reparto per la terapia, con lui... sua moglie ed il cognato. E' un buontempone, allegro e positivo. Dice che lo fa per me, per darmi coraggio, ché non manchi mai...
Oh... devo o non devo ricaricarti?
Fai bene, ne ho bisogno infatti... però non tanto di coraggio ma capacità di comprendere, ricerca di attenzione, cura e parole giuste. Sai, non ho titoli né lauree...
A questo punto mi ha fermato.
Per fare quello che fai tu, i titoli non servono... basta il Cuore.
Più in là, il cognato col gomito appoggiato al davanzale della finestra...
Sai come si dice... è il bidello ad aprire la scuola, e poi tutto si mette in moto.
Sono andata via con queste parole che "scorrevano" in mente.
Dovevo scrivermela 'sta cosa, e... l'ho scritta.
L'AMICO PERFETTO...
Sempre felice di vederti
Di grande intuito
Sempre pronto all'ascolto
Ama donare un sorriso
Sta sempre dalla Tua parte
Una spalla su cui appoggiarti
Un petto caldo da offrirti
Braccia per stringerti ed aiutarti.

venerdì 21 agosto 2015

QUANTO HO IMPARATO



Emoticon heart 
Si può dire che ci penso quasi ogni giorno, soprattutto poi quando forte sento addosso il "privilegio". Non so se sarà per sempre o quanto durerà o farò in tempo ad andarmene prima che torni... certo è che fino a questo momento 5 anni me li sono "vissuti". E ne ho da raccontare. Tanto che ci sto scrivendo un libro, almeno... ci sto provando.
Non sarà la storia di una malattia, ma di una "guarigione", quella più importante che porta al perfetto stato di salute interiore.
Quando arrivi a toccare il fondo, percependo un tremore che nessuno vede, ma c'è ed è sempre più forte ed angosciante, non hai che 2 sole scelte... lasciarti andare al susseguirsi continuo di piccoli e subdoli vortici, o con un colpo di reni drizzarti e giocare il tutto per tutto, ché ti si ricordi almeno come "fiera ruggente" e combattiva.
Avevo sempre pensato di non essere "capace", o al massimo "sufficientemente" capace, scegliendo di "osare" mi riscoprii "assai" capace. E non finì lì. E non finisce ancora.
La malattia, qualunque sia l'esito e in presenza di una sofferenza fisica gestibile, davvero può costituire un' "opportunità" di crescita.
Nel momento che raggiungiamo l'età della consapevolezza, sappiamo che c'è una "meta" uguale per Tutti, è diverso il tempo è diverso il modo di raggiungerla... ma è lì, certa. Il tempo non ci è dato conoscere, viene offerta la possibilità di "aggiustarsi" il modo.
E se si sceglie giusto, si ha il tempo di imparare tanto, di conoscere sé e la "pienezza" della vita come "dono", malattia compresa.
A questo punto mi si potrebbe chiedere... a che serve se comunque alla fine sarà uguale per Tutti?
Serve ad uscirne "vittoriosi" lo stesso, con la dignità mai persa, e il ricordo che continua a... vivere in Chi ci ha conosciuto e ha amato. Non è cosa da poco.
Ho raccontato la mia storia tante di quelle volte che penso si ricordino pure i particolari più insignificanti. Probabilmente lo farò ancora, parlerò di me... di una mammella che c'era e non c'è più, di una protesi "vissuta" con fantasia... di tanto dolore ma pure molta gioia.
Perché finalmente ho imparato a "riconoscermi"...
Sono forte, perché conosco le mie debolezze.
Sono bellissima, perché consapevole dei miei difetti.
Sono intrepida, perché distinguo l’illusione dalla realtà.
Sono saggia, perché ho imparato dai miei errori.
Sono una donna che ama, perché ho provato la forte indifferenza.
e… posso ridere, perché ho conosciuto la tristezza.

giovedì 20 agosto 2015

INCOMPARABILI COMPARSE



Emoticon heart 
Ho temuto per questa mia vita a tal punto, che ogni tanto sento il bisogno di una pausa per tornare indietro, un po' come si faceva un tempo con quei filmini super 8 di fattura casalinga, quando si ricordava un particolare sfuggito al momento, e si andava a cercarlo.
Io faccio lo stesso, e torno indietro con la memoria per recuperare ciò che ho perso senza rendermene conto, e viverlo ora sia pure in modo "soft" per effetto degli anni passati.
E sono ricordi, ed è nostalgia. Non di certo tristezza.
In quello che ritorna come fotogrammi di una pellicola già nota, mi sono accorta di non vedere me sola. Penso che sia cosa comune a molti.
Infatti, indipendentemente dall'essere socievoli o meno, da quante persone si frequentano, l'esistenza di ognuno è in connessione con quelle altrui, nel quotidiano come nello straordinario, sia nel bene che nel male. Noi siamo tutti collegati gli uni agli altri e all'ambiente che ci circonda, così se questo muta è come cambiasse lo "sfondo", lo scenario del Nostro agire o, per dir meglio, interagire.
Al centro del ricordo è Chi rammenta, poi compaiono il luogo e le persone, e si rivive quel momento che fu, la cui data o collocazione storica può essere più o meno, giacché non è determinante al fine delle emozioni che per loro natura non hanno età.
Come al solito, tutto questo mio pensare è scaturito da una "piccola cosa", forse un particolare, non lo so... non saprei come spiegarlo. Ecco, forse da un profumo che mi ha riportato ad un'estate di tanti anni fa, credo avessi 13 anni.
Quell'agosto eravamo al mare, e la casa che avevamo preso in affitto era in mezzo ad una pineta... una sorta di villetta rustica con annesso un monolocale, dove per quei 30 giorni si era trasferita la piccola famiglia che ne era proprietaria. Papà, mamma e una bimba di 7 anni.
Oggi... mentre questo ricordo, considerato completamente seppellito sotto il cumulo degli eventi più significativi, riemergeva mi sono resa conto che nella memoria era rimasto tutto intatto, fermo a quei giorni. Mi sono tornate chiare persino le voci di quelle persone che non ho più rivisto, i "sentimenti" sia pur brevi che mi legarono a loro... quello che insieme vivemmo. Il pranzo di ferragosto in allegria, l'inizio della vendemmia, le passeggiate sulla spiaggia al tramonto, le battute scherzose sul canto del gallo al mattino.
Un "cameo" di un periodo lontano a più personaggi, comparse importanti come tutte quelle che ruotano intorno ad ogni singolo individuo, incomparabili perché contribuiscono a determinare stati d'animo unici che non sfumano del tutto nemmeno col passare degli anni.

mercoledì 19 agosto 2015

UN MOMENTO COSI'... E DEVI INVENTARTI QUALCOSA



Emoticon heart 
Qualcuno ancora dice di me...
O sei folle oppure sei "troppo...", troppo cosa non lo so, ma a volte non lo nego, il dubbio mi prende.
Non avranno ragione? Perché certi giorni è difficile, ma difficile davvero, perciò o sei folle oppure... dalla pelle dura. Solo questa infatti, può contrapporsi a ciò che appare altrettanto... duro da comprendere, accettare e superare. 
Ci sono momenti in cui non sai dove posare lo sguardo, mancano le parole e non puoi neanche osare il silenzio. Tutto risulta imbarazzante ed offensivo, eppure qualcosa devi inventarti... altrimenti sarebbe meglio uscire, spogliarti di quella "divisa" senza senso e non tornare più sull'argomento che ti appartiene ed è dentro fino al midollo. E questo sappiamo bene, quanto sia difficile.
Perché ci sono i ricordi e la gioia di una conquista e il desiderio immenso di trasmettere la speranza, indispensabile compagna di vita.
Un ricordo arriva all'improvviso, è nelle previsioni sempre come evento possibile, e giunge senza chiedere il permesso. E' già successo e succederà ancora, non può non essere così se gira e rigira l'ambiente è quello.
Allora ti soffermi solo il tanto che basta, poi distogli di un po' lo sguardo e poi torni a guardare senza mettere a fuoco, per non farti male e non far del male.
Quanto è difficile! E si parla di volontariato...
Non mi è mai piaciuta questa parola, la trovo pretenziosa ed altisonante... forse nessuno è all'altezza del suo autentico significato.
Oggi mi è capitato di vedere una "situazione al rovescio"... Chi un tempo fu malato stare accanto alla persona che le fu vicino. E non è passato tanto tempo e forse non passerà altrettanto tempo. Non sapevo che cosa dire o fare... dovevo però escogitare qualcosa, me lo chiedevano quegli sguardi. Ho preso un "fiocchetto" e l'ho donato... c'era scritto di un sorriso di serenità. Colto il messaggio, l'ho tradotto in azione ed ho... semplicemente sorriso.
Ogni incontro, ogni scambio, ogni coincidenza emotiva è un dono, non dobbiamo mai dimenticarlo. Al di là di ogni scelta e al di sopra di ogni cosa, è meglio scegliere di amare. E dato che quelli più difficili da amare sono quelli che hanno più bisogno di amore, mi impegnerò maggiormente nel porgermi quotidiano... per essere una sorta di riverbero vivente di speranza e armonia in cui il suono prenda il posto delle parole.

martedì 18 agosto 2015

E DECISI CHE AVREI SCRITTO OGNI GIORNO



Emoticon heart 
Per dare un'anima a quel foglio bianco che era la mia vita allora.
All'improvviso si erano cancellati sogni e progetti, e la malattia accartocciando con stizza tutti gli anni passati, aveva lasciato una "nuova pagina", mai vista.
Che avrei potuto fare? Se avessi fissato lo sguardo su di essa, immobile e smarrita avrei finito col perdermi in allucinazioni, o sarei caduta in depressione, non più protagonista ma completamente vittima dell'evento.
Eppure per due mesi non feci altro che sbirciare verso l' "ombra bianca" e poi girare la testa dall'altra parte. Come potesse servire...
Poi quando fu il momento, decisa cominciai e da allora avrei scritto ogni giorno, a sera con la complicità del silenzio che avvolge persone e cose e isola dalla realtà comune al giorno, e l'oscurità che mette in luce solo i pensieri, quelli più nascosti e profondi.
Spesso ho scritto a lungo, pagine venute fuori quasi da sole, in cui tante volte addirittura ho rischiato di perdermi. Non sono mancate pure le tre o quattro righe, sintetica espressione di fugace emozione colta a volo.
In un paio di occasioni mi colse la stanchezza e il pianto, e fu tutt'uno cancellare quello che con fatica avevo scritto, poi mi riprendevo e sul foglio non più totalmente bianco una "briciola" di Cuore sempre restava.
Perché decisi che avrei scritto ogni giorno?
Cominciò come un diario, una cronaca di eventi inaspettati e dolorosi, poi tutto cambiò aspetto e si trasformò in un "chiaroscuro di emotività".
Sentimenti inespressi fino a quel momento, sensi di colpa e inadeguatezza, paura e angoscia, timida speranza e delirio di onnipotenza... un insieme di emozioni da lasciare per iscritto affinché Tutti potessero leggere, ricordare e imparare. La Mente è mistero come pure lo è l'Animo umano, ma nella complessità chiunque può riconoscersi e nei punti in comune ricavare risorse per sé.
Decisi di scrivere ogni giorno per poter esprimere senza timore né ritrosia quello che in una vita intera non avrei potuto o forse neanche voluto dire.

lunedì 17 agosto 2015

PROMOSSA... ovvero, questi Nostri figli tanto amati


Emoticon heart
Anche stavolta è andata, nel senso che è partita. E come sempre mi lascia il vuoto.
Quando arriva è come dovessi affrontare un esame, e questo ogni volta. Osserva e critica, discute, rimprovera... c'è sempre più di un errore da "matita blu". Poi, va via e si porta un pezzo di Cuore al "prezzo" di 1 bacio. Oggi però mi ha dato la "lode"... mamma è cambiata, non è più la lagna pazzesca di una volta. Insomma, mi ha promosso ma credo che per arrivare al titolo ce ne vorrà.
Va be, comunque è già qualcosa.
I figli... non hanno mai il libretto di istruzioni... e vogliono essere trattati con rispetto e distanza, da adulti ma con moderazione perché hanno sempre bisogno di qualcosa.
Ma poi ti pare di non fare abbastanza, ti avvicini, entri nel loro "spazio" ed allora si ribellano, quasi scrollandosi di dosso quest'amore materno, così appiccicoso...
E' così per tutte Noi, madri che amano di un amore grande, e vorrebbero essere come un ombrello sul capo dei figli per ripararli da ogni sofferenza.
Forse il nostro modo di amare è "TROPPO", ma è l'unico che conosciamo.
Per quello che mi riguarda, di come mia figlia mi esamina tutte le volte non me la prendo. E come potrei? Non la conoscessi, magari sarei capace anche di metterle un muso senza fine. Ma io sono Sua madre o meglio la MAMMA e se non è la mamma a comprendere e girar pagina, Chi lo potrà mai fare?
Mi sovviene ora ciò che ascoltai in chiesa durante un'omelia...
Nessuno è più simile a Gesù Cristo della mamma... ha dato la Vita, perdona ed accoglie sempre... ed oggi io aggiungo, è anche capace di un Amore "troppo" grande, praticamente immenso.
E alla resa dei conti neanche basta, serve pure notevole comprensione e infinita pazienza per contrastare un livore latente che viene dal profondo.
E' che oggi i giovani sono tutti arrabbiati e fanno scontare a Noi il loro disagio e malcontento quasi avessimo la colpa di averli messi al mondo nell'epoca sbagliata.
Bisogna pazientare, e sperare che qualcosa presto cambi... la responsabilità, io credo sia tutta di questo difficile momento che agli occhi dei figli appare come un'età senza futuro. Loro intanto restano per Noi sempre unici e speciali, oltre ad essere tanto amati.
Non mancano quei conflitti che se pur dolorosi comunque fanno crescere e capire molte cose, come imparare a non lasciarsi andare con parole che "portano peso", perché spesso l'istinto e la rabbia prendono il sopravvento e si combina "il guaio".
Ecco... io mi impegno per Amore a contare non fino a 10 prima di parlare, bensì fino a 50... a questo punto avrò certamente dimenticato tutto quanto e non solo le parole dettate dall'irritazione del momento.
Ai figli ormai adulti non si può donare niente che non sia esclusivamente a Loro vantaggio... lo so bene, ho imparato non senza sofferenza a sacrificare il mio "io" perché fossero liberi di fare scelte non condizionate.
Ho commesso però errori di valutazione... questo lo ammetto, e ho pagato a mie spese riconoscendo la superficialità di giudizio e un pizzico di egoismo.
Ora ho imparato... guardo da lontano, il più delle volte taccio ma manca ancora tanto. Non sono i libri ad insegnartelo e non è un diploma a farti mamma.

domenica 16 agosto 2015

LA MIA CLASSICA ESTATE


Notizie


Emoticon heart 
E siamo al giro di boa di questa calda, torrida ed estenuante estate.
Ferragosto è già alle spalle da quasi mezz'ora, ed è stata una giornata trascorsa come gli altri anni. Più o meno. Con qualche ansia in più e sempre meno voglia di uniformarsi alla consuetudine stagionale... partire per le ferie.
Ma non ci si può sentire in vacanza pure restando a casa propria? Dopo tutto e come per altro, è tutto nella mente. Staccare la spina dalle abitudini e dedicarsi a ciò che piace. Stando a questo, posso dire persino di vivere nell'anno assai lunghi periodi di vacanza, non proprio nell'ozio e davvero proficui.
Insomma, ora che i miei figli sono grandi e non hanno più bisogno che li segua in vacanza, e mio marito mi segue ed è concorde nel rimanere in città a riposare... mi sono confezionata su misura un'estate non proprio come usanza richiede, ma piuttosto... classica. Come quella di un tempo, qualche gita senza esagerare, belle passeggiate al sole per fare il pieno di vitamina D, e tante letture per rigenerare mente e spirito.
"Tu sei così... non vai dietro le mode, sei tradizionale... diciamo pure classica."
Così mi definiscono quando si discorre di gusti e tendenze ed io confermo sintetizzando però in un... "discretamente moderna".
L'ho pensata sempre alla stessa maniera e mi adeguavo ai tempi pur non tradendo mai me stessa. Appunto... seguivo l'epoca ma non il "branco", per questo... "discretamente moderna".
Ecco... il punto è questo, fare ciò che più m'aggrada...
Sono antica? Non credo... sono al pari delle perle al collo, sempre attuali. Classica? Certamente si.
Ah, mi piace pure ripetere "sono vintage".
E ritornando all'argomento vacanze, se proprio dovessi... forse le farei possibilmente come una volta... al mare da pendolari, tintarella e bagno fatti in fretta per non perdere un minuto... la partita a tamburelli e il pranzo sulla sabbia con la frittata di spaghetti. E a sera poi il dispiacere di tornare a casa in città e non poter vedere la luna riflettersi nel mare.
Un tempo era così e come ogni cosa si apprezzava e anche tanto pure una vacanza in... continuo movimento. Le condizioni economiche erano più o meno uguali per Tutti e quei pochi che potevano non venivano nemmeno guardati o al massimo considerati come irraggiungibili.
Ci si sentiva ricchi di niente, fortunati per una giornata al mare... pochi soldi e tanta serenità.
E se tra i ciottoli a riva scorgevi una pietra, bella e levigata, dalla forma strana?
Era senz'altro un cuore, non poteva essere altro che un Cuore... segno che presto nella vita avresti trovato il suo gemello.

sabato 15 agosto 2015

SU UNA FOTO... QUASI PER CASO



Emoticon heart 
Io non ci credo proprio che qualcosa possa capitare per caso, nulla... nemmeno l'inezia della quotidianità più normale. E le coincidenze poi, quelle... "guarda caso", sono messaggi in codice che la Vita manda perché si comprendano certi propri atteggiamenti sbagliati e si decida per il cambiamento, o riportino a ricordi importanti momentaneamente accantonati. A volte una coincidenza può essere persino un "augurio dal Cielo", un dono in più, una conferma dopo tante gradite sorprese.
Ne volete una prova? Eccola, servita in tempi recenti... una fotografia.
E' stata scattata neanche due mesi fa, in occasione del matrimonio di giovanissimi Amici Nostri. I "due sposi attempati" di spalle siamo Noi, mio marito ed io.
Eravamo seduti lì da un po', quando arrivarono gli sposi con il fotografo per le foto di rito tra le bellezze di quell'Oasi, location del ricevimento. Accennammo subito di uscire fuori campo...
No, restate pure comodi, non date noia affatto... anzi...
Lì per lì pensammo ad una gentilezza del fotografo, un atto di buona educazione per la Nostra età... oggi, guardando per la prima volta lo scatto ho compreso il "tocco" d'arte.
Osservate bene... Noi due che guardiamo i due giovani sposi avviarsi tenendosi per mano. Una scena vissuta tanti anni prima... sembra un flashback di un film, un ricordo rivissuto... insieme. Tra l'altro proprio in quella giornata ricorreva il quinto anniversario del mio primo intervento, e dopo due settimane Noi avremmo festeggiato 36 anni di matrimonio. Sbaglio nell'interpretare questo scatto per caso, non proprio un caso?
Per me quel Qualcuno che decise il cambiamento brusco della mia esistenza, ha voluto così dedicarmi gli auguri più belli. In un click mi ha fatto rivivere un altro momento in cui cambiò la vita, e la bellezza di esserci ancora nonostante tutto e poter gioire del ricordo. E poi... la strada ricca di speranze appena iniziata dagli sposi... altrettanta percorsa da Noi, desiderosi di essere ancora a lungo, sempre insieme.

venerdì 14 agosto 2015

COME UNA PAGINA BIANCA



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E' come la pagina bianca di un libro, quella dopo la copertina e prima che la "storia" sia scritta, la realtà, la Nostra vita fino a quel momento, quando la piena consapevolezza ci fa rendere conto che ne dobbiamo essere artefici.
Mi è capitato tra le mani un libro per l'infanzia... Il bambino tra le pagine... di Peter Carnavas. Un bambino dà forma alla vita che l'aspetta attraverso le esperienze gioiose e colorate della sua giovane esistenza.
Capita per caso su... una pagina bianca, è solo e se non si darà da fare, rischia una vita piatta e senza colore.
Noi non ce ne accorgiamo e magari ci lamentiamo del nulla, perché fino a quando la Vita con una batosta non ci sbatte su quella "pagina bianca" e fa sentire soli, pare tutto normale. Le pagine sono state lette tutte e manco son piaciute. Ma quali... se la storia deve ancora cominciare?
Come può essere la realtà fuori e dentro di Noi se non la coloriamo con la bellezza delle azioni?
Solo bianca. Forse pure di carta patinata, pregiata, ma sempre senza alcun segno.
Quindi nessuno sa di Noi, non può sapere perché nulla abbiamo fatto per farci notare o almeno conoscere.
Ognuno è solo a recitare un monologo che non viene ascoltato, come quel bambino della fantasia "atterrato" per caso su una pagina bianca per parlare con qualcuno.
Un evento straordinario che sgomenta costringe a crescere all'improvviso, e si scopre un intero mondo fino ad allora mai visto, lo si osserva con una nuova curiosità, nascono spontanee domande che cercano una risposta.
Una fra tutte, la più importante... perché mi è successo? E poi mi è stata data l'opportunità di rendermene conto e... riprovarci?
La risposta giungerà con le pagine scritte, quelle che riempirà con il suo agire
giorno dopo giorno, anno dopo anno. Con le piccole e grandi gioie, i sentimenti e le emozioni, le relazioni e i progetti di vita, senza dimenticare, però, chi poteva aver bisogno del suo aiuto.
Eppure ogni tanto, all'approssimarsi di qualche nuvolone grigio, continuerà a... chiedersi come mai sia capitato su quella pagina. Non potrà fare come il bambino del libro che saltò fuori dalla pagina, ma dovrà dare seguito alla sua storia, riempiendo la propria vita e quella delle persone intorno a lui.
Altrimenti che senso avrà avuto esserci se nessuno poteva accorgersene?

giovedì 13 agosto 2015

CADERE E RIALZARSI



Emoticon heart 
Credo bisognerà rassegnarsi ad un "percorso ad ostacoli", d'altra parte Chi non ha vissuto o vive esperienze che segnano?
Solo, dopo aver vissuto la mia, pensavo tutto il resto fosse più facile, sia pure nel travaglio più grande.
Si sbaglia e viene posto rimedio... si cade e ci si rialza. Basta volerlo e chiedere l'aiuto giusto con la spontaneità del Cuore.
Mah!... evidentemente non è del tutto così, e quindi dovrò io stessa essere ancora molto cauta e attenta a non inciampare. Comunque non mi fermo, non mi ritiro sotto una "campana di vetro"... non mi arrendo.
I pensieri e l'autoanalisi, la ricerca continua di maggiore consapevolezza e l'autocritica, tutto in un breve arco di tempo però non portano completamente un bene... e così per l'intero giorno mi sono ritrovata con un mal di testa "importante"... per intensità e motivazione.
E mi sarei fermata qui, tanto quel che avevo da dire una volta tanto in sintesi l'ho detto... poi l'ennesimo fatto nuovo di questa estate a dir poco particolare, è sembrato capitare "per" me, come monito ed insegnamento.
E allora, è vero... non si finisce mai.
Spenderò qualche altra parola, più per convincermi che altro... ogni situazione è a sé, e Chi la vive non va giudicato né compatito ma compreso in un'ottica più vasta. Globale.
Sbaglia Chi considera con severità e non ha la cognizione dei fatti, compresi eventi e vissuti. Dopo... dovrebbe garbatamente tentare di mettersi nelle condizioni di Chi ha di fronte e valutare le proprie capacità in quel nuovo contesto.
Un "dolore" improvviso, acuto che si accompagna con i dubbi e le ansie... i tentativi poi di reagire con mezzi sorrisi che diventano risate esagerate fino alle lacrime per nascondere il pianto "dentro"... cadere e rialzarsi a fatica... reggersi in piedi con un equilibrio precario.
Chi sta per giudicare l'altro, provi a chiedersi se mai sarebbe stato in grado di vivere "tutto questo", reggere a colpi ripetuti.
Riprendersi e illudersi... sperare e disilludersi.
Riprendere a sperare.
Durerà? Certo, perché nulla è per sempre e finirà tanta sofferenza subdola, continua che lacera i rapporti tra persone che alla fine vivono lo stesso dolore.
Tutto passerà se pur tra mille affanni, lasciando per speranza un fiore tra le pietre.

mercoledì 12 agosto 2015

INCOMPETENTI COMPETENZE


Emoticon heart
Esistono... eccome!
Le incontri in ogni ambito, fai le debite considerazioni e poi te le scordi, sempre se ci riesci. Perché l'arroganza che le sostiene è cosa assai difficile da digerire, e a lungo resta sullo stomaco.
Si presume che il competente abbia i "numeri" giusti, ne capisca di più e, forte di questo, si muova con sicurezza in campo e porga ciò che sa fare nel modo migliore. Senza pensare che si è fatto tardi, incurante del caldo o del freddo a seconda della stagione, tollerando Chi ha di fronte e poverino, non afferra immediatamente ciò che ha detto.
Il Competente... eh già, raro esemplare di varia umanità. Molti vantano di esserlo, pochi lo sono in realtà. Non si tratta solo aver studiato la materia, servirebbe un duro e lungo tirocinio a più livelli, per poi arrivare alla consapevolezza di non essere mai competente abbastanza.
Umiltà ed empatia sono le vere competenze, quelle che portano a venir fuori da sé e poi ritornare con un "pezzettino" dell'Altro. Competenza più ricca e completa.
Oggi al CUP mi sono imbattuta in una persona competente di un'incompetenza DOC. Nella mia quinquennale esperienza di 048 più volte mi è capitato di incontrare al di là dello sportello soggetti particolari, distratti ed annoiati, eccentrici e strampalati, ma una così, mai.
Alle mie richieste non sapeva dare risposta... a sua volta chiedeva a lato.
Digitava sulla tastiera del computer come fosse quella di un cellulare, e con una lentezza da non dire.
Scusa... (le davo del "tu" perché si trattava di una ragazza più giovane di mia figlia)... puoi vedere di fissarmi l'eco-addome per gennaio-febbraio?
Che cosa...? E' 'na parola!
Bella risposta, ho pensato... sempre la solita bella risposta.
Ma è per un FOLLOW UP oncologico
Mò vediamo... e scuotendo il capo e sorridendo tra il sarcastico e il cinico...
Non prima del 2 marzo 2016, vedete?... e ha girato di scatto il monitor, come per dire... così ti convinci.
Va be... aggiudicato, altrimenti se fossi tornata tra qualche giorno avrei corso il rischio di perdere un altro mese.
E per la densitometria ossea, posso averla a dicembre?
Ma ce l'ha o non ce l'ha?
Dio mio, adesso che cosa avrei dovuto avere? Ma perché tanto amor di sintesi, non stava mica a "messaggiare" su Whatsapp. Al mio replicare preciso ha risposto scocciata... ce l'ha la prenotazione?
No, non ce l'ho...
E ce l'ha la tessera sanitaria?
Un'altra novità... ma non è sull'impegnativa il codice fiscale?
Ce l'ha o non ce l'ha? Se ce l'ha, la strisciamo e facciamo prima.
Prima di quando o quanto? E intanto già dieci minuti erano passati...
Uhh, mamma mia, signora... quante storie, manco vi avessi cercato chissà che!
Ho tirato fuori dalla borsa il tesserino, e mentre lo... "strisciava" pensavo che volentieri le avrei chiesto... ma ce l'hai o non ce l'hai, il buon senso, la buona educazione e tutte le altre "buone competenze" per essere una Buona Persona?

martedì 11 agosto 2015

ANTEPRIMA CON LE STELLE



Emoticon heart 
E ci siamo arrivati anche quest'anno alla notte delle "stelle cadenti".
Suadente, illusoria... magica notte di San Lorenzo.
In realtà ci siamo capitati all'improvviso, stavolta credevo non ce ne saremmo accorti. Un'ansia pressante, pensieri altrove... un solo grande desiderio.
Quei dodici giorni sono come volati, le notti un po' meno... col buio tutto diventa più greve, si ingigantisce, assume i connotati tipici dell'Impossibile.
Poi è stato proprio in una notte che tutto cambiò. Dapprima si levò una brezza leggera, correnti contrastanti la resero sostenuta, si trasformò in vento favorevole. Quello che cambia una situazione pesante e insopportabile, e lascia intravvedere la nuova stagione che sarà.
Perciò ogni notte è stato un levare lo sguardo al Cielo, contare le stelle per non pensare, perderne il conto per le lacrime. Allora di ogni astro ne abbiamo fatto una preghiera perché si realizzasse quell'unico grande desiderio. Tantissime ad illuminare di Fede quel Cielo che ne era già colmo.
Non potevano non essere ascoltate, e quando sembrò che dovesse finire, quella notte stessa tutto cambiò.
Niente è davvero impossibile... a Dio, per Chi crede... alla forza d'animo e alla determinazione che è in ognuno, per Chi è scettico e non accetta altra ragione che la propria. Va bene ugualmente, un "credo" ce l'ha, non si arrenderà perché non vuole.
C'è una Forza grande di cui non sempre siamo consapevoli, e la cosa strana è che se ad essa c'abbandoniamo fiduciosi, diventiamo "grandemente forti".
Una volta, ero da poco uscita dall'esperienza della chemio, un'Amica mi chiese se praticassi la "meditazione". Risposi di no, perché in effetti non mi imponevo un tempo preciso per fermarmi, respirare in un certo modo, pensare e fare tutto quello che la pratica meditativa richiedeva. Col trascorrere poi dei mesi che sono diventati anni, mi sono resa conto che ogni giorno da "allora in poi" è stato un meditare di continuo, ricavarne ricchezza e serenità.
Alzare gli occhi al Cielo e leggere in una nuvola un messaggio tutto per me, non è forse prova che tanto pensare mi ha temprato nel modo giusto?
Per questo nella lunga notte cominciata dodici giorni fa ho visto decine di stelle cadenti, e per ognuna quell'unico grande desiderio che ora per ora si va realizzando. E continuo a... pensarci.
Eppure tutto già cambiò in un'unica notte.

lunedì 10 agosto 2015

LATTE DI VECCHIA


Emoticon heart 
Si torna ad argomenti più leggeri... ricordate "la marescialla", ovvero... una vita senza paure? Due giorni fa l'ho incontrata di nuovo, e sono stata con lei e Sua figlia che l'accompagnava, quasi tutto il tempo.
Ormai è diventato un appuntamento fisso, diciamo pure un "rito", il racconto della sua vita. Non segue un ordine preciso, non c'è cronologia degli eventi... va avanti e indietro a suo piacimento, e i flashback si confondono col presente, alternandosi a divagazioni culinarie.
Se dovessi dare un titolo, troverei azzeccato... raccontando tra i fornelli... o con una simpatica metafora... rimescolando.
Ha una risata particolare questa Nostra Amica... passa dall'espressione severa al fragore del riso in un secondo, e poi torna ad essere seria in un baleno, perché per lei il tempo è sempre limitato e in quel limite deve starci tutto, pensieri, opere ed emozioni, e pure qualche ricetta di cucina.
L'altro giorno col suo racconto è andata molto indietro, quando da ragazza era a servizio come governante insieme con altre coetanee presso la casa di un agricoltore benestante ma molto tirchio. Costui in casa non c'era mai perché badava alla tenuta in campagna, tornava il venerdì sera e ripartiva il lunedì mattina, però in vent'anni questi pochi giorni alla settimana gli erano bastati per mettere incinta la moglie ben 12 volte, una moglie più volte mamma che trascorreva le ore in cucina e dava direttive alle governanti per l'andamento del resto della casa.
La piccola "marescialla" già a quel tempo attiva, grande lavoratrice e molto attenta, ben presto si fece prendere a benvolere dalla signora che cominciò ad insegnarle i segreti della cucina e strategie per piatti sani, saporiti ed economici.
La notò anche l'ultimo di quei 12 figli, il quale per una meningite avuta a 7 anni aveva perso completamente l'udito. Lui s'innamorò di Lei, Lei in un primo momento lo respinse, poi pensando che... si, era sordo ma non muto, acconsentì ad unirsi in matrimonio. Contenta la mamma di Lui per tanti e pur ovvi motivi, contento il padre che così risparmiava uno stipendio e virtù e denaro restavano in famiglia.
La vera mamma è stata mia suocera, mi ha sempre difeso e tutto mi ha insegnato. Mia madre in cucina era per l' "essenziale", mia suocera... tutto tutto di più. Sughi e ragù, conserve e marmellate... persino i liquori, tanti da riempire la cantina. A proposito... lo conosci il "latte della vecchia"? Ah, no? Ma per forza... come potevi conoscerlo tu...?
E così dall'alto delle sue eccellenti competenze e sicura che solo lei potesse essere depositaria di trucchi e segrete ricette, con larga concessione mi ha rivelato ingredienti e procedimento per il "latte della vecchia".
Servono... 1 litro di latte, 1 litro di alcool, 1 kg di zucchero e 8 limoni da tagliare a metà. Mettere tutto insieme in un barattolo alto e largo, e tenere in infusione al buio per 15 giorni. Mescolare ogni tanto. Passato il tempo filtrare e imbottigliare.
Resterà sul filtro una specie di crema, con questa puoi farcire una ciambella, un pan di spagna... quello che vuoi tu. Perché, cara mia... non si butta niente.
Bene... il racconto del giorno c'era stato, la ricetta me l'aveva data... a posto!
E intanto... intanto il tempo dell'infusione era finito, e a casa l'aspettava una pirofila di tagliatelle al sugo coi carciofi da infornare.
Ma è periodo di carciofi, questo? Ma no... sicuramente ci sarà sotto qualche altro segreto.
Alla prossima, allora...