mercoledì 22 marzo 2017

IL GIUSTO "SOLLIEVO"


Il Progetto A.D.A.M.O.T riuscì ad essere varato, nonostante la scarsità di mezzi economici, cifra inizialmente prevista intorno agli 82.000 euro e poi ridotti a 30.000 circa. E portò un barlume di speranza in zone dove una diagnosi di tumore era una sentenza senza possibilità di appello, di cui aspettare l'esito tristemente senza nemmeno il tentativo di migliorare in parte la qualità di vita.
Ad Elbasan e Cerriku, infatti non esiste la possibilità di una terapia (chemioterapia, radioterapia), e neanche la possibilità di operare. Bisogna spostarsi nella capitale Tirana, ma là spesso i malati sono ormai gravi perché la diagnosi non è stata tempestiva o perché la paura della malattia ha rimosso la necessità di cure, e quindi i malati sono in condizioni tali da non poter viaggiare. Occorrerebbe perciò non arrivare a questo, ridurre al minimo il rischio di ammalarsi facendo adeguata prevenzione. Curando l'alimentazione, l'ambiente, nel complesso lo stile di vita. E quando comunque la malattia sopraggiunge, affrontarla seguendo una linea guida ideale, cosa non semplice se non ci si forma in maniera corretta, anche in ambito familiare.
Gli obiettivi del progetto prevedevano in primis problemi piuttosto comuni. L'ignoranza soprattutto dei familiari e del malato stesso, e quindi l'ovvia paura. L'impossibilità di avere un aiuto finanziario dallo Stato sia per i pazienti che per le famiglie. Il numero esiguo di oncologi e di conseguenza l'impossibilità di seguire i singoli malati. L'impossibilità da parte delle famiglie di assistere i malati più gravi.
Nascono così due forme di Assistenza Domiciliare, l'ADI (Assistenza Domiciliare Integrata) e il SAD (Sistema Assistenziale Domiciliare) erogato dall'Amministrazione Comunale. Medici, infermieri specializzati, psicologi e volontari si occupano a domicilio della persona affetta da patologie tumorali in fase terminale e che versa in particolari condizioni di indigenza.
Il SAD si basa su una piccola rete che assicura le comunicazioni e la continuità assistenziale ambulatorio/domicilio/ospedale. Per adempiere alla propria funzione, si avvale di un'organizzazione che deve garantire flessibilità, integrazione, interdisciplinarietà, continuità assistenziale ad ogni livello ricercando di volta in volta, soluzioni univoche, complementari e complessive.
In ultimo sintetizzando, si presenta l'articolazione del servizio nei seguenti soggetti tecnici:
- il Centro di Ascolto,
- il medico di medicina generale,
- il medico specialista del Servizio,
- lo psicologo,
- l'infermiere valutatore (caposala),
- gli infermieri territoriali,
- il referente familiare (caregiver) adeguatamente formato ed informato.
L'Assistenza Domiciliare, oltre ad alleggerire il fardello della malattia a carico della famiglia, garantisce in parte il miglioramento della qualità di vita del paziente oncologico e il rispetto della Sua dignità in quanto Persona, fino all'ultimo respiro.

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