venerdì 19 maggio 2017

DEDICATO... ad un altro giorno volato via


Sei troppo profonda, mamma. Non so se questo è del tutto un bene per Te.
L'"opinione" di mio figlio mi è arrivata come una folata di vento da una finestra apertasi all'improvviso. Mi è suonata come un giudizio, non proprio senza appello, su cui comunque riflettere.
Lui che parla poco e affatto spesso, ha detto la Sua ed io ho preso a pensarci.
Già... troppo profonda, non avrà magari voluto usare un'espressione più gentile per farmi intendere di essere... pesante? Perché un tempo qualcuno assai vicino così mi considerava e lo diceva pure apertamente... ed io scoppiavo a piangere per non replicare e forse così far soffrire. E alla fine soffrivo io, ma poi mi passava o almeno pareva, e intanto pensavo. A me, a Chi avevo di fronte... alla realtà di cui eravamo protagonisti, e se un giorno mai sarei riuscita a superare tutto quanto e prendere in mano la mia vita e farne un "atto unico" di cui andare fiera fino alla fine.
Beh, ormai gli eventi che mi riguardano sono noti, e in una sorta di bilancio, tra l'avere e il dare posso dire che un certo pareggio ci sta. E' costato rischio e una bella perdita all'improvviso, però la "mia Persona" c'ha guadagnato. Ho capito tanto di più su ciò che vuol dire "vivere davvero", sentirsi vivi non solo perché si respira sempre allo stesso ritmo e quasi senza accorgersene, ma anche concedersi ogni tanto un respiro più profondo per riprendersi da qualcosa per cui si è faticato ma ci si sente gratificati e di conseguenza pure grati. Ogni giorno e più volte al giorno perché tutto è un "dono", pure se a scadenza. Un bene da investire, in parte da restituire ma i cui interessi restano per l'eternità.
Perciò la stanchezza per aver dato ad un altro giorno volato via non porta dolore, anzi si è pronti ad affrontare l'indomani che sarà ugualmente diverso.
Profonda... io? Forse, ma è meglio così.

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