sabato 9 dicembre 2017

ALLA FINE IMPORTANTE E' CHE SIA NATALE



Oggi... giorno dell'Immacolata, festa che apre ufficialmente il periodo natalizio, pure se già da un mese abeti e luci, oro e argento, rosso e blu hanno imposto di cambiare l'ottica delle cose. Perché l'Avvento prima e la festa dopo vuole Tutti più buoni, solidali, comprensivi, pervasi da una pace che acquieta gli animi e fa sorvolare su ogni questione o disputa. Sarà davvero così? Chissà...
Il problema è che ci lasciamo condizionare da accidenti ed incidenti, così che finiamo se non in panico, ché sarebbe troppo, almeno in panne e tutto si blocca. Come è successo a me che avrei dovuto finire di addobbare casa e invece aver perso le foto sul cellulare mi ha fatto perdere tempo e pazienza. E' vero, la stizza non è durata molto ma ciò che si lascia indietro, si sa, non si può mai recuperare per intero. Va be', comunque è andata, e domani ci penserò a terminare l'opera, e soprattutto a non pensarci più, a questo e ad altro.
A proposito di altro, che poi si riallaccia alle questioni o dispute di cui sopra, ai non problemi che sorgono a guastare la gioia di una festa così bella come il Natale, ho trovato una storia che ben si adatta come metafora ad essere di insegnamento per un'unione fraterna, perché ognuno pur nella Sua diversità è utile all'economia di una piccola realtà in un grande universo.
L' OCCHIO DEL FALEGNAME
C’era una volta, tanto tempo fa, in un piccolo villaggio, la bottega di un falegname. Un giorno, durante l’assenza del padrone, tutti i suoi arnesi da lavoro tennero un gran consiglio. La seduta fu lunga e animata, talvolta anche veemente.
- Dobbiamo espellere nostra sorella sega, perchè morde e fa scricchiolare i denti. Ha il carattere più mordace della terra. Un altro intervenne.
- Non possiamo tenere fra noi nostra sorella pialla, ha un carattere tagliente e pignolo, da spellacchiare tutto quello che tocca.
- Fratel martello... protestò un altro... ha un caratteraccio pesante e violento, lo definirei un picchiatore. E' urtante il suo modo di ribattere continuamente e dà sui nervi a tutti. Escludiamolo.
- E i chiodi? Si può vivere con gente cosi pungente? Che se ne vadano! E anche lima e raspa. A vivere con loro è un attrito continuo. E cacciamo anche cartavetro, la cui unica ragion d’essere sembra quella di graffiare il prossimo.
La riunione fu bruscamente interrotta dall’arrivo del falegname. Tutti gli utensili tacquero quando lo videro avvicinarsi al tavolo del lavoro. L’uomo prese un’asse e la segò con la sega mordace, la piallò con la pialla che spella tutto ciò che tocca, sorella ascia, sorella raspa e sorella cartavetro, entrarono in azione subito dopo. Il falegname prese poi i chiodi e il martello. Si servì di tutti i suoi attrezzi di brutto carattere per fabbricare una culla. Una bellissima culla per accogliere un bambino che stava per nascere.
Che dire, alla fine...? Non lasciamo che si perda lo spirito del Natale, il Bambino ha bisogno di sentirsi accolto nel calore e in armonia. Non pensiamo più a niente, perché Natale è... non pensarci più.

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